Visualizzazione post con etichetta sergio rizzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sergio rizzo. Mostra tutti i post

lunedì 17 settembre 2012

La difesa dei "privilegi" dei dipendenti del Senato che non raccoglie consensi

Un esempio di quando la difesa dei propri diritti non raccoglie nessuna simpatia. Ispirano un senso di compartecipazione profonda le manifestazioni dei lavoratori di Alcoa e Carbosulcis o quelle dei  lavoratori di qualsiasi altra azienda che chiude e si trovano improvvisamente senza salario e senza futuro ma ne ispira  molto meno il Gran raduno dei dipendenti di Palazzo Madama per difendere (unici rimasti a godere di questo privilegio)  gli "scatti" automatici.
Ogni volta che se ne parla è difficile non provare un senso di ripulsa però nel calderone non ci sono solo questi privilegiati e ipergarantiti impiegati del Senato ma anche la classe politica che ha consentito che avvenisse.

martedì 10 aprile 2012

Rimborsi elettorali ai partiti: una proposta di legge porta le detrazioni dal 19 al 70%

Sul Corriere Rizzo parla di un fiume di denaro che scorre senza controllo [verso] i partiti. A un certo punto viene citata una proposta di legge che porta la detrazione sulle erogazioni liberali ai partiti dal 19 al 70%. Sono andato a vedere quella proposta di legge.

 Si tratta della proposta di legge sul rimborso elettorale ai partiti presentata dai deputati Galli [eletto con il PdL, passato il 29 febbraio a Fli, fonte], Lehner [eletto con il Pdl e passato a Iniziativa Responsabile il 18 febbraio 2011, fonte], presentata alla Camera il 13 febbraio di quest'anno. Tra le altre cose si legge:
   1. Al comma 1-bis dell'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente detrazioni per oneri, sono aggiunti, infine, i seguenti periodi: «È altresì possibile detrarre dall'imposta dovuta l'importo pari al 70 per cento delle erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti e movimenti politici dotati di personalità giuridica per importi compresi tra 10 euro e 200.000 euro, effettuate mediante versamento bancario o postale. La detrazione non spetta ai singoli soci per le erogazioni
 effettuate dalle società semplici. La detrazione di imposta spetta anche alle società di capitali e agli enti commerciali che possono detrarre dall'imposta lorda un importo pari al 70 per cento dell'erogazione ai partiti e movimenti politici dotati di personalità giuridica, purché sia compresa tra 100 euro e 200.000 euro».[fonte Camera]
Si consideri che, per esempio, il tetto per le detrazioni sulle donazioni alla ricerca medica è di 2.065 euro a cui si applica l'aliquota del 19%. Così, per una erogazione di 10.000 euro a una organizzazione no-profit o medica si portano in detrazione 392 euro mentre per la stessa cifra erogata a un partito si portano in detrazione 1.900: con la modifica di questa legge, se venisse approvata, se ne porterebbero in detrazione 7.000!
Ecco dove si può leggere il testo di questa proposta di legge: Disciplina del rimborso delle spese per le campagne elettorali e referendarie.

venerdì 6 gennaio 2012

I contributi e i finanziamenti elettorali ai partiti: più alti o più bassi d'Europa?

imagecredit salon-voltaire
Simpatico duetto a suon di lettere al direttore quello avvenuto circa un mesetto fa sul Corriere a proposito dei finanziamenti ai partiti o, come si chiamano adesso, rimborsi elettorali. I protagonisti: da una parte Ugo Sposetti deputato Pd e dall'altra il solito duo Rizzo Stella.
Con la sua lettera al direttore Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, intende dire una parola chiara e definitiva sui rimborsi elettorali ai partiti sia in Italia che nei principali paesi europei contrastando il bugiardino dei due editorialisti. Il deputato Pd utilizza i dati contenuti in un recente rapporto a cura del Servizio Studi della Camera, che prende in considerazione la situazione del finanziamento pubblico ai partiti in tre paesi europei come Francia, Spagna e Germania. Pur nella diversità delle situazioni, infatti negli altri paesi vi sono sia il finanziamento diretto che il contributo elettorale mentre in Italia il finanziamento è stato abolito con referendum, tenta una comparazione.

Per esempio, dice Sposetti, 

  • Germania: contributo annuale ai partiti a carico dello Stato non può superare i 133 milioni.Poi sono da aggiungere i contributi alle fondazioni di partito, altri 95 milioni a carico del ministero dell'Interno e 233 milioni a carico del ministero dello Sviluppo, il che fa 328 milioni. Se si sommano ai contributi annuali danno un totale di 461 milioni, pari a 5,64 euro per abitante.
  • Francia: il contributo annuale è di circa 75 milioni al quale va aggiunto il contributo per le campagne elettorali (sempre che vi siano elezioni). Prendendo a riferimento il 2007 in cui vi sono state due elezioni, il contributo campagne elettorali è di 87 milioni che sommato al contributo ai partiti porta a 162 milioni totali, pari a 2,46 euro per abitante (ma molto meno in assenza di elezioni, 1,15 euro per abitante).
  • Spagna: contributo annuale ai partiti 82 milioni, più 4,2 milioni per la sicurezza, più 44 milioni come rimborso elettorale che fanno 131 milioni pari a 2,84 euro per abitante.
  • Italia: il contributo spese elettorali per il 2011 è di 180 milioni, pari a 2,97 euro per abitante. Dalla prossima legislatura però, grazie ai vari tagli previsti, il contributo elettorale sarà di 145 milioni pari a 2,39 euro per abitante.

A questi rilievi però risponde il duo Rizzo Stella, dipingendo un quadro meno idilliaco di quello del deputato che, secondo loro, tende a sottostimare (infatti appartiene al centrosinistra, vedi qui) i contributi ai partiti italiani.


  • Nel 2010 i partiti hanno ricevuto 285 milioni, non 180, ai quali bisogna aggiungere i contributi ai gruppi parlamentari, altri 75 milioni e quelli ai gruppi consiliari regionali, più o meno altri 75 milioni. A questo punto siamo sui 435 milioni di euro, ma ancora non è finita, dicono Rizzo e Stella, perchè ci sono da aggiungere anche il 19% di detrazioni sui finanziamenti privati ai partiti, che ammontano a 49 milioni. Il 19% di 49 milioni fa  9 milioni che sommati a 435 danno 444 milioni, pari a 7,36 euro per abitante. Il 30% più della Germania e solo il triplo di Francia e Spagna. A onor del vero occorre aggiungere che fino al 2010 era in vigore il doppio rimborso ai partiti ora eliminato ma, non considerando per il 2011 questo doppio rimborso rimangono pur sempre 339 milioni, pari a 5,62 euro per abitante, come per la Germania ma con un Pil inferiore del 23 % e qualità dei servizi che lascio a voi giudicare.

mercoledì 4 gennaio 2012

Non solo stipendi parlamentari: può uno stenografo del Parlamento guadagnare come il Re di Spagna?

presa della Bastiglia
Piano piano ecco che vengono fuori le verità nascoste, trasformate in diritti acquisiti e intoccabili, che non riguardano solo la parte elettiva dei dipendenti pubblici ma anche quella assunta. E così, sul Corriere, grazie al solito duo Rizzo-Stella, si apprende che dopo gli attacchi da destra e da sinistra (dell'opinione pubblica) sugli stipendi dei parlamentari, il Questore leghista Paolo Franco si lascia andare a pesanti commenti
«Il contratto dei dipendenti di palazzo Madama è fenomenale. Consente progressioni di carriera inimmaginabili. Ed è evidente che contratti del genere non se ne dovranno più fare. Bisogna cambiare tutto»
Ma chi li ha fatti questi contratti? Non saremo stati per caso noi, senza saperlo? Non era lui stesso al governo fino a qualche mese fa? Sentite come proseguono Rizzo e Stella
Come può reggere un sistema in cui uno stenografo arriva a guadagnare quanto il re di Spagna? Sembra impossibile, ma è così. Senza il taglio del 10% imposto per tre anni da Giulio Tremonti per i redditi oltre i 150 mila euro, uno stenografo al massimo livello retributivo arriverebbe a sfiorare uno stipendio lordo di 290 mila euro. Solo 2mila meno di quanto lo Stato spagnolo dà a Juan Carlos di Borbone, 50 mila più di quanto, sempre al lordo, guadagna Giorgio Napolitano come presidente della Repubblica: 239.181 euro.
Ma non è finita qui. Sentite
 Al lordo delle tasse e dei tagli tremontiani, un commesso o un barbiere possono arrivare a 160 mila euro, un coadiutore a 192 mila, un segretario a 256 mila, un consigliere a 417mila. E non basta: allo stipendio possono aggiungere anche le indennità. Alla Camera un capo commesso ha diritto a un supplemento mensile di 652 euro lordi che salgono a 718 al Senato. Un consigliere capo servizio di Montecitorio a una integrazione di 2.101, contro i 1.762 euro del collega di palazzo Madama. Per non dire dei livelli cosiddetti «apicali». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rapporti col Parlamento Antonio Malaschini, quando era segretario generale del Senato, guadagnava al lordo nel 2007, secondo l'Espresso, 485 mila euro l'anno. Arricchito successivamente da un aumento di 60 mila che spappolò ogni record precedente per quella carica. 
Come è possibile continuare a mantenere questi assurdi privilegi e, peggio ancora, come è stato possibile arrivare a questi obbrobri, quando  la gente si toglie la vita perchè non ha più soldi? E' uno scandalo enorme, taciuto e nascosto che ora viene fuori solo perchè i politici sono aggrediti dall'opinione pubblica. Alzi la mano chi non si sente scandalizzato da questi trattamenti mentre il popolo è affamato. Occorre una rivoluzione, pacifica, ma occorre una rivoluzione. Questo governo dei tecnici non è in grado di farla, si vada subito alle elezioni e si spazzi via la classe politica che ha dato origine a tutti questi disgustosi privilegi per questa parte di dipendenti pubblici. Si metta subito una pesante tassa su questi stipendi da nababbi e si ponga immediatamente fine a questi anacronistici privilegi di supercasta. Ma nè questo  Governo nè questo Parlamento vogliono farlo. Per una volta ha ragione la Lega: elezioni subito.

sabato 18 giugno 2011

Classifica di chi paga più tasse in Italia

Il Corriere, a firma Sergio Rizzo, pubblica un articolo con i dati forniti dall'Ifel, il Centro Studi dell'associazione dei comuni italiani (Anci), sulla classifica delle tasse pagate dai comuni italiani nel 2009. Al primo posto figura 1° Basiglio (Mi) con una media di 9774 euro pro capite e all'ultimo Vel Rezzo (Co) con 190 euro pro capite. Tra i capoluoghi di provincia spicca al 1° posto Milano, con 6357 euro e all'ultimo Andria con 1081.
E  purtroppo, come nota Rizzo, 
Com'era prevedibile, la classifica degli 8.094 comuni è divisa a metà: quella superiore è dominata dal Nord, quella inferiore dal Sud. 
Una dimostrazione del doppio passo dell'economia italiana
 di come il Paese sia economicamente spaccato in due (gli ultimi dati dell'Istat dicono che nel 2010 il Mezzogiorno è rimasto praticamente fermo, mentre il Nord Est cresceva a un ritmo superiore al 2%).




martedì 15 febbraio 2011

Il governo del fare s'è sfatto?

"Solo una legge dall'inizio dell'anno". Così Sergio Rizzo sul Corriere, che rincara
"Per giunta, non si può certamente dire che sia stato un provvedimento particolarmente impegnativo per il Parlamento: la conversione in legge di un decreto approvato dal governo a novembre dello scorso anno sui rifiuti della Campania."
Insomma, il Governo batte la fiacca e l'attività del Parlamento non è da meno: dando un'occhiata ai calendari, dopo il Milleproroghe
"[...] la Camera ha in programma la discussione di alcune interrogazioni, qualche mozione sonnacchiosa e disegni di legge parlamentari senza alcuna speranza di passare. Basta dire che durante tutto lo scorso anno di proposte non governative ne sono state approvate soltanto dieci. Il minimo storico."
Rizzo fornisce anche qualche numero relativo all'attività parlamentare dal 1° gennaio 2010 ad oggi
  • 171 riunioni della Camera
  • 129 quelle del Senato
L'attività langue. Lo rivelano anche alcuni parlamentari, come Nicola Rossi, senatore PD, che ha presentato le dimissioni dalla carica, poi respinte dall'Aula, il quale
"[...] ha spiegato la sua decisione di gettare la spugna in questi termini: con questo sistema elettorale i parlamentari sono nominati dai partiti, e non avendo investitura popolare non possono avere indipendenza di giudizio, e senza di questa non si lavora."

Anche altri parlamentari della maggioranza la pensavano così. Per esempio, il leghista Matteo Brigandì diceva
"«Mi dimetto perché non ha più alcun senso fare il parlamentare. Le Camere sono state svuotate di ogni loro funzione. Non hanno più alcun potere di iniziativa legislativa e sono state messe nella condizione di fare solo il notaio del governo»"

Poi però è rimasto in carica finchè non è stato eletto nel Consiglio Superiore della Magistratura.
Oltre tutto, l'attività del governo è pure da recordman. Scrive Rizzo che l'ultimo Consiglio dei Ministri, quello sulla nuova emergenza degli sbarchi tunisini a Lampedusa, è durato dalle 13,35 alle 13,40. Quando si dice andare al sodo! E ancora, il 21 gennaio scorso, 
"[...] per esaminare e approvare una decina di provvedimenti, fra cui quisquilie come il Piano sanitario nazionale e la disciplina degli sfratti, oltre a quindici nomine, ci hanno messo poco più di un'ora."
Dall'inizio di gennaio 2010 a oggi, la durata media delle riunioni del CdM è stata di 64 minuti
"[...] meno della metà di quella del precedente (e rissoso) esecutivo di centrosinistra. E questo di per sé potrebbe anche non essere un segnale negativo. Se non fosse però che mentre il dibattito interno si fa sempre più flebile, rimangono penosamente al palo progetti e riforme che rappresentavano l'ossatura del programma di governo."
Insomma, è il governo del fare, ha un ministro (Rotondi) e un sottosegretario (Santanchè) incaricati di attuare il Programma ma, a parte i lanci d'agenzia, iniziative come il ritorno del nucleare e il piano casa e anche la riforma dell'articolo 41 della Costituzione, nate per dare
"[...] «una scossa all'economia», termine coniato dal governo Berlusconi sette anni orsono"
si rivelano fino ad ora
"[...]senza risultati, [...] prigioniere della carenza di risorse economiche, quando non della necessità di recuperare consensi in pericolosa discesa o della mancanza di fantasia, come sta a dimostrare il riciclaggio di vecchie promesse mai decollate."
Fonte:
http://www.corriere.it/politica/11_febbraio_14/Attivita-parlamentare-al-minimo-rizzo_25c43e34-3807-11e0-9d0e-ca1b56f3890e.shtml

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...