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giovedì 12 giugno 2014

Elezione di due giudici della Corte Costituzionale: diretta dalla Camera dalle 12:00

Oggi , in seduta comune, deputati e senatori, con maggioranza dei 2/3 nelle prime tre votazioni e con maggioranza dei 3/5 nelle altre,  eleggeranno due giudici della Corte Costituzionale. Non è necessario dire quanto importante sia il ruolo della Consulta nelle istituzioni e che alto e imparziale profilo devono avere i suoi membri. I 15 giudici della Corte sono eletti per 1/3 dal Presidente della Repubblica, un altro terzo dai magistrati e per l'ultimo terzo dal Parlamento. Affinchè la scelta di questi due giudici non avvenga in maniera opaca, nel chiuso delle sedi di partito, il M5S propone un'operazione trasparenza: ha inviato agli altri gruppi parlamentari una lettera aperta nella quale si chiede di annunciare formalmente i propri candidati con i relativi curricula e con le motivazioni, per permettere ai cittadini di farsi, per quanto possibile, un'opinione e per non lasciare la scelta all'accordo di pochi. 
Forse per colpa del ritardo, la lettera è del 10 giugno -ma considerando che le idee su chi candidare e chi no devi essertele già fatte-  non risultano adesioni alla proposta. Come al solito i nomi dei candidati saranno il frutto di trattative riservate.
Intanto, questi sono i candidati, con il relativo curriculum, dei candidati 5 stelle:
Professori ordinari di diritto costituzionale:
- prof. Antonio D’Andrea, Università di Brescia;
- prof. Franco Modugno, Università “La Sapienza” di Roma;
- prof.ssa Silvia Niccolai, Università di Cagliari.
Avvocati con almeno 20 anni di esercizio:
- avv. Felice Besostri, avvocato nel Foro di Milano" 
Qui per la diretta a partire dalle 12:00.


mercoledì 12 febbraio 2014

Droghe leggere: per la Consulta la Fini-Giovanardi è incostituzionale

Dopo il porcellum la Corte Costituzionale smonta un'altra legge, quella Fini-Giovanardi che di fatto equiparava consumo di droghe leggere e droghe pesanti,  con ciò causando, secondo l'opinione dei più avveduti, una parte dell'attuale sovrappopolazione carceraria.  Da quanto si arguisce la Consulta punta il dito sulla modalità di conversione del decreto legge,  procedura che è ritenuta incostituzionale. Questo il comunicato stampa, in attesa delle motivazioni della sentenza:




Trattamento sanzionatorio in materia di sostanze stupefacenti


            La Corte costituzionale, nella odierna Camera di consiglio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale – per violazione dell’art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge – degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall’art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti).

giovedì 5 dicembre 2013

Consulta: il porcellum è incostituzionale

C'è voluto poco alla Corte Costituzionale per decidere che la legge 270/2005 detta anche porcellum è incostituzionale, anche se è da un bel pezzo in circolazione. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate nelle prossime settimane, per ora c'è solo la nota ufficiale, sufficiente però a riassumere il giudizio:
Incostituzionalità della Legge elettorale n. 270/2005
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione.

giovedì 20 giugno 2013

Legittimo impedimento: la Consulta dà ragione al Tribunale di Milano.

Non sono i giudici che decidono quando ci deve essere un Consiglio dei Ministri e quando no, come vuol far passare certa parte politica ma, più semplicemente, la constatazione che, se fissi tu la data per l'udienza, dopo tanti rinvii, poi non puoi dire che in quel giorno hai altro da fare. Questa la spiegazione per la sentenza di ieri della Consulta, che dà ragione al Tribunale di Milano contro la richiesta di legittimo impedimento avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, all'epoca Presidente del Consiglio. Infatti la Consulta ribadisce che il giudice "non può invadere la sfera di competenza riservata al Governo" ma che comunque la decisione di giudicare o no sul legittimo impedimento per quell'udienza del 1° marzo 2010 spettava all'autorità giudiziaria in quanto "da lui stesso [Berlusconi] convocata per tale giorno, giorno che egli aveva in precedenza indicato come utile per la sua partecipazione all’udienza".
Se non ci si presenta nella stessa data che si era fissata senza fornire spiegazioni, come invece era stato fatto per gli altri rinvii, su necessaria concomitanza e non rinviabilità, allora è lecito per il giudice stabilire che non vi è legittimo impedimento.
Di seguito il comunicato stampa della Corte Costituzionale.

venerdì 12 ottobre 2012

La Corte Costituzionale boccia i tagli agli stipendi di dirigenti pubblici e magistrati

Una sentenza della Corte Costituzionale (11/10/2012 n. 223) boccia alcuni commi di un decreto legge varato nel 2010. Si tratta del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122 e, nello specifico, degli articoli 9 (commi 2, 21 e 22) e 12 (commi 7 e 10). Il decreto si intitola Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica,  è stato varato dal Governo Berlusconi ed è questo (cioè, questo è il comma 2 dell'art. 9, fare riferimento al link per gli altri articoli e commi):

venerdì 16 marzo 2012

Cassazione: gli omosessuali hanno diritto alla vita familiare

Maria Gabriella Luccioli
imagecredi archiviofoto.unita.it
La Corte di Cassazione, nel giudicare un ricorso presentato da una coppia omosessuale italiana sposatasi in Olanda, stabilisce con la sentenza 4184/2012 che il matrimonio tra persone dello stesso stesso contratto in un paese estero non è valido in Italia: "non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero"[fonte it.Reuters] . 
Questa decisione segue, gioco forza, le normative esistenti in Italia, che non prevedono l'istituto del matrimonio tra coppie dello stesso sesso. Ma, nel momento stesso in cui scrivono questa sentenza avversa i giudici lasciano aperto uno spiraglio stabilendo che  le coppie omosessuali, come le coppie eterosessuali, hanno "il diritto alla vita familiare e a vivere liberamente una condizione di coppia" e ad avere "un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata"[fonte it.Reuters]
Gia nel 2010 la Corte Costituzionale si era espressa in tal senso con la sentenza 138/2010 che pur rigettando l'incostituzionalità di alcuni articoli del Codice civile riconosceva la necessità di una legislazione in merito da parte del Parlamento
Orbene, per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.
Si deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento – che necessariamente postula una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri dei componenti della coppia – possa essere realizzata soltanto attraverso una equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio. È sufficiente l’esame, anche non esaustivo, delle legislazioni dei Paesi che finora hanno riconosciuto le unioni suddette per verificare la diversità delle scelte operate.[fonte Consulta online]

mercoledì 6 luglio 2011

Caso Ruby, la Consulta ammette il conflitto di attribuzione Procura-Camera

Con la decisione odierna, la Corte Costituzionale dichiara, in prima istanza, ammissibile il ricorso della Camera sul conflitto di attribuzione riguardo il cosiddetto caso-Ruby, avverso la decisione del Tribunale di giudicare Berlusconi con rito immediato per concussione e prostituzione minorile nonchè sul conflitto di attribuzione tra Procura e tribunale dei Ministri.
Nel merito, però, la Consulta deciderà solo tra qualche mese, dopo che la Camera, nei tempi tecnici, avrà notificato il ricorso alla Procura e dopo che l'avrà depositato alla Corte. 
Intanto, il processo potrà sia proseguire (con il rischio di essere annullato) che fermarsi in attesa delle decisioni della Corte.
La prima decisione fa seguito al ricorso presentato dalla Camera la quale
aveva chiesto alla Corte costituzionale di annullare tutti gli atti compiuti dalla magistratura milanese, in quanto - si sostiene - «non spettava alla procura di Milano» avviare ed esperire indagini nei confronti del presidente del Consiglio in carica, nonché procedere alla richiesta di giudizio immediato per concussione, «omettendo di trasmettere gli atti al collegio per i reati ministeriali» e in questo modo «precludendo alla competente Camera dei deputati l'esercizio delle proprie attribuzioni costituzionali» [...] né «affermare la natura non ministeriale» del reato di concussione.[1]


Fonti

martedì 7 giugno 2011

E due: dopo la Cassazione anche la Consulta dà il via libera al referendum sul nucleare

Alfonso Quaranta presidente Consulta
Fallito anche quest'ultimo (disperato) tentativo del governo di impedire il referendum sul nucleare e non, badate bene, cercando di convincere la gente che il nucleare non è rischioso (o lo è meno di altri combustibili)  ma cercando di impedire che si tenesse. Lo so che contro la piena emotiva seguente i fatti di Fukushima a poco avrebbe potuto la ragione, ma almeno provarci!
In più, come se niente fosse, il governo si dichiara pronto ad adattarsi al volere degli italiani conseguente al voto (dopo aver tentato, per due volte, di impedirlo).
A questo punto occorre augurarsi che si raggiunga questo famoso quorum, non scontato, nonostante tutto. Certo, la presenza del quesito sul nucleare aggiunge volontà di partecipazione, ma non è così sicuro che si raggiunta il 50% + 1.
Il verdetto della Consulta è arrivato all'unanimità, la Corte ha giudicato ammissibile (qui e qui) il quesito nella sua nuova formulazione stabilita dalla Cassazione il 30 maggio.
Purtroppo è da notare che sui media se ne è parlato poco, cosa che ha attirato l'intervento dell'Agcom che ha considerato inadempiente la Rai e minacciato sanzioni.
Per fortuna che la rete ha cercato di supplire a questa terza forma di disincentivo al referendum.

venerdì 14 gennaio 2011

La Consulta sul legittimo impedimento: sentenza mezza piena o mezza vuota?

corte costituzionale
La Corte Costituzionale, con sentenza a maggioranza (12 a 3) boccia in parte la legge n. 51 del 7 aprile 2010 denominata Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (qui il testo).
In pratica, il Presidente del Consiglio non potrà più autocertificare la propria impossibilità a presentarsi in udienza e non avrà diritto al rinvio fino a sei mesi, mentre è fatto salvo l'istituto del legittimo impedimento. Inoltre, la valutazione sulla sussistenza del legittimo impedimento è demandata a un giudice.
Le reazioni sono state molto diverse:
per esempio, il Ministro Bondi ha tuonato "[la Consulta] ha violato i principi fondamentali della Costituzione", e ancora "Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini della nostra Costituzione e dei principi fondamentali di ogni ordine democratico", mentre un più cauto Ghedini ha detto "la Corte ha equivocato. Nell'intervenire su modalità attuative, la Corte Costituzionale sembra avere equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a tutela della possibilità di esercitare serenamente l'attività di Governo".
Sull'altro versante, Donatella Ferranti, capogruppo commissione Giustizia del PD "Le anticipazioni sulle motivazioni della Corte smontano sostanzialmente l'impianto della legge. Il parlamento è stato quindi impegnato inutilmente per troppi mesi" e Bersani, che cerca di riportare la discussione su problemi di più diffusa importanza "Berlusconi non pensi che adesso il Paese possa girare attorno ai suoi problemi perche' il Paese ne ha di ben altri".
[fonte Repubblica, qui e qui] 
In sostanza si dibattono due principi: l'uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge, caposaldo Costituzionale e l'esigenza di governare e adempiere i propri uffici di un Presidente del Consiglio, che ha chiaramente situazioni in cui è impossibilitato a comparire, eventualmente, in un'aula di tribunale. Il tema non è di semplice esecuzione. La Corte ovviamente, essendo custode della Costituzione, non può far altro che intervenire in tutte quelle situazioni in cui ravvisa una violazione dei principi costituzionali rinviando, per l'approvazione, alla modifica della Carta. In sè, come dicevo, il quesito non è di semplice soluzione. Purtroppo, la conoscenza dei protagonisti rende quasi tutti incapaci della necessaria obiettività.
Chi si aspettava una promozione o bocciatura completi rimane forse deluso ma, la Corte, altro non poteva fare se non adempiere i propri uffici: valutazione della costituzionalità. Il legittimo impedimento in sè non è una norma che viola principi costituzionali ma li viola se diventa un salvacondotto per non comparire mai. Il bicchiere è, quindi, forzatamente a metà: dipenderà dalla soddisfazione individuale in tale sentenza vederlo mezzo pieno  o mezzo vuoto.

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