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martedì 7 giugno 2011

E due: dopo la Cassazione anche la Consulta dà il via libera al referendum sul nucleare

Alfonso Quaranta presidente Consulta
Fallito anche quest'ultimo (disperato) tentativo del governo di impedire il referendum sul nucleare e non, badate bene, cercando di convincere la gente che il nucleare non è rischioso (o lo è meno di altri combustibili)  ma cercando di impedire che si tenesse. Lo so che contro la piena emotiva seguente i fatti di Fukushima a poco avrebbe potuto la ragione, ma almeno provarci!
In più, come se niente fosse, il governo si dichiara pronto ad adattarsi al volere degli italiani conseguente al voto (dopo aver tentato, per due volte, di impedirlo).
A questo punto occorre augurarsi che si raggiunga questo famoso quorum, non scontato, nonostante tutto. Certo, la presenza del quesito sul nucleare aggiunge volontà di partecipazione, ma non è così sicuro che si raggiunta il 50% + 1.
Il verdetto della Consulta è arrivato all'unanimità, la Corte ha giudicato ammissibile (qui e qui) il quesito nella sua nuova formulazione stabilita dalla Cassazione il 30 maggio.
Purtroppo è da notare che sui media se ne è parlato poco, cosa che ha attirato l'intervento dell'Agcom che ha considerato inadempiente la Rai e minacciato sanzioni.
Per fortuna che la rete ha cercato di supplire a questa terza forma di disincentivo al referendum.

sabato 4 giugno 2011

Fossili contro nucleare: cosa uccide di più? Impatto sulla salute delle diverse fonti di energia

E' certo che non è una cosa semplice riuscire a dirimere la questione che sta interessando enormemente in questi ultimi tempi l'opinione pubblica, specie dopo i tremendi fatti giapponesi e dopo la serie di reazioni che si sono succedute  a quei fatti: moratoria e sentenza della Corte di Cassazione. Parlo del nucleare.
Ma il nucleare è sicuro o no?
E ancora: è più o meno sicuro dei combustibili fossili?
E' uno spauracchio dovuto all'enorme impatto emotivo che il recente incidente alle centrali di Fukushima ha scatenato?
Esiste una parola certa dalla scienza, che attutisca l'effetto emotivo e faccia trionfare la ragione?
No.
Non c'è modo di sapere se il nucleare è meglio o peggio del fossile!
Non c'è modo di sapere se il nucleare ha causato o potrebbe potenzialmente causare più o meno morbosità (percentuale di ammalati rispetto alla popolazione) del fossile!
O meglio, i dati ci sono, ma ogni fazione li interpreta a proprio favore.
Ho scritto diversi articoli (Ancora sul nucleare: costi, sicurezza, convenienza, I costi di una centrale nucleare, o anche questo Cento domande sul nucleare di Annarita Ruberto su Scientificando oppure, sempre di Annarita, questa Intervista a Rubbia),  tutti più o meno, in vario modo, contro il nucleare. Ora, stimolato da una trasmissione e da alcuni dati, ho provato a cercare anche nella direzione che rimane quando si elimina il nucleare: cioè il fossile. Non penso che possa valere in questo caso l'equazione siccome il fossile inquina meglio il nucleare. La mia ricerca verte sulla risposta alla domanda: il nucleare è più o meno sicuro dei combustibili fossili? Ma questa risposta, apparentemente, non esiste. Il nucleare spaventa anzi, terrorizza, per la sua funesta capacità di agire per generazioni, di colpire non solo chi ha la sventura di trovarsi nelle sue vicinanze ma anche le generazioni che verranno dopo. Terrorizza perchè, potenzialmente, può distruggere non solo le vite di chi irradia direttamente, ma anche quelle che nasceranno da quelle persone. La capacità della radioattività di modificare il genoma la rende un temibile artefice di distruzione presente e futura. Contrariamente all'inquinamento da combustibile fossile, almeno finchè non si produrranno conseguenze immodificabili al clima.
Ora, siccome in questa volontà di capire non voglio essere vittima di una conoscenza pregiudizievole, intendo osservare da vicino anche le temibili conseguenze dell'utilizzo di combustibili fossili sulla mortalità e morbosità umane. A questo scopo utilizzo dati del World Health Organization.
Uno dei più eclatanti è il numero di vittime causate dal fossile. Faccio riferimento alla Scheda n. 313 del WHO: Air quality and health, che inizia così
Air pollution is a major environmental risk to health and is estimated to cause approximately 2 million premature deaths worldwide per year.
( L'inquinamento dell'aria è uno dei principali rischi  ambientali per la salute e si ritiene causi circa 2 milioni di morti premature ogni anno in tutto il mondo).
Se la cosa non fa tremare i polsi, poco ci manca. Milioni di morti premature ogni anno, riconducibili all'inquinamento da combustibili fossili. Un'altra tabella trovata in rete (basata su dati WHO per quanto riguarda l'inquinamento, non citata per gli altri casi) è ancora più esplicativa: si tratta delle morti per terawattora di energia prodotta, a seconda del combustibile

credit big next future

Anche qui, i dati sono molto chiari e impressionanti: il nucleare, dal quale si ricava quasi il 6% dell'energia mondiale, ha causato 0,04 morti per Twh, contro le 161 del carbone (media mondiale). Perchè, allora, il nucleare è il combustibile che terrorizza di più? 
Probabilmente vi è un concorso di molte cause, non ultime quelle derivanti dall'utilizzo di ordigni atomici durante la seconda guerra mondiale, dalla visione dei danni provocati dagli ordigni atomici, dei danni provocati al patrimonio genetico delle nuove generazioni e delle terribili conseguenze sulla loro vita.  Inoltre vi è il problema delle scorie nucleari, e il lunghissimo tempo di dimezzamento. Ma, i nudi dati, sembrerebbero raccontare anche un'altra storia. E' quello che racconta anche quest'altra tabella, che traggo sempre da next big future e che è stata realizzata dal New Scientist.

credit big next future

Un lavoro della Iaea (International atomic energy agency), che riguarda mortalità e morbosità dei vari combustibili,  è sostanzialmente sulla stessa linea

Un altro lavoro della Iaea, indaga anche sui possibili effetti ambientali del nucleare, ovvero sulle radiazioni che dovrebbero subire le popolazioni che vivono nei pressi, ma anche qui i dati sono più contrari ai combustibili fossili (carbone) che al nucleare
These studies show that in a population of one
million people, who would have a total normal cancer
mortality rate of about 1750 a year, there is a risk of an
additional 1—5 fatal cancers a year if one kilowatt of
electricity is generated per person from coal-fired
power plants. If that kilowatt came exclusively from
nuclear sources, however, the risk would be about
0.5—1 additional cancer deaths (i.e. between one-fifth
to one-half of the estimated risk from coal).
Vi è un rischio aggiuntivo, di mortalità dovuta al cancro, superiore per una centrale a carbone (da 1 a 5 casi in più) rispetto a una centrale nucleare (da 0,5 a 1 casi in più). Insomma, i dati macroscopici non sembrerebbero così contrari al nucleare, effetto incidenti tipo Fukushima o Chernobyl a parte. Ma, al di là dell'aspetto emotivo legato al  nucleare e agli avvenimenti recenti, per me sarebbe importante sapere se, veramente, al nucleare sono legati maggiori rischi, anche solo potenziali, rispetto ai combustibili fossili, oppure se è invece all'opera quello stesso modo di pensare che ci porta erroneamente  a considerare, dopo un tragico incidente, come più pericoloso un viaggio in aereo che un viaggio in automobile, nonostante la statistica dica il contrario.
Questo lavoro non vuole essere esaustivo ma soltanto invitare a riflettere. Del resto, mancandoci molti dati e non sapendo di chi fidarci, non possiamo far altro che continuare a giudicare per via emotiva:  ma non è detto che sia la migliore strategia.

venerdì 3 giugno 2011

mercoledì 1 giugno 2011

Referendum nucleare del 12 giugno: la Cassazione dice che si può fare

Repubblica, Corriere e TM news battono questa notizia attesa per oggi, il responso della Cassazione su uno dei quattro quesiti del  referendum, quello sul nucleare: ebbene, sembrerebbe che l'Ufficio Elettorale della Corte di  Cassazione abbia detto che si può votare anche sul nucleare. E' una buona notizia. La Corte ha bocciato il tentativo del Governo di impedire, con una moratoria, che si tenesse il referendum sul nucleare.
Su Repubblica precisano che
 La Corte di Cassazione ha accolta l'istanza presentata dal  Pd che chiede di trasferire il quesito sulle nuove norme appena votate nel dl omnibus: quindi la richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà appunto alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare (art. 5 commi 1 e 8).
A questo punto occorre però ristampare le schede. Ci sono i tempi tecnici? Sembra di si a quanto dicono su repubblica, ma mancano conferme ufficiali. Speriamo non ci sia bisogno di un'altra sentenza.

sabato 30 aprile 2011

I costi di una centrale nucleare

Il MIT ha pubblicato un rapporto nel 2003 dal titolo The future of nuclear power. Nel 2009 ha aggiornato quello studio. Tra gli aspetti essenziali curati nella pubblicazione vi sono
The important challenges examined were (1) cost, (2) safety, (3) waste
management, and (4) proliferation risk. In addition, the report examined
technology opportunities and needs, and offered recommendations for research, development, and demonstration.
Vi mostro alcune delle tabelle dello studio, relative al costo comparativo di una centrale nucleare, una a carbone e una a gas e dell'energia elettrica che producono, aggiornate al 2009


Il costo di costruzione overnight [A] (esclusi interessi), come si vede, oltre essere superiore nel caso del nucleare sin dal 2003, nel 2009 è raddoppiato, aumentando il divario con carbone e gas. Il costo del combustibile  nucleare [B] invece è inferiore anche a quello del carbone.Il costo per kWh [C] è più alto per il nucleare mentre per carbone e gas è quasi identico. E' da notare però che, contrariamente a quello che succede per carbone  e gas, gravati del costo di emissione di CO2 [D], il nucleare non sopporta questo costo. Da notare che però il nucleare sopporta un costo da capitale [E] che gli altri combustibili non hanno, causato dal maggior impegno finanziario di una centrale nucleare.
Quest'altra tabella illustra le previsioni sulla capacità  elettrica fino al 2050, con un totale mondiale di 1000 GWe (Gigawattelettrici)



Un aspetto importante da considerare è anche  lo smantellamento di una centrale nucleare. Molto spesso questo costo è interamente a carico dello Stato, almeno è quello che è successo in Gran Bretagna
Nel gennaio del 2007, per esempio, le autorità britanniche hanno annunciato che lo smantellamento e la chiusura delle loro centrali obsolete sarebbero costati all'incirca 125 miliardi di euro: una cifra esorbitante che avrebbe dovuto essere interamente assorbita dallo Stato, dato che al momento debito tale somma non era stata ricaricata sulle tariffe dell'elettricità generata dai relativi reattori. Le attività di smantellamento dureranno più di 125 anni, e c'è da spettarsi che la cifra definitiva si rivelerà nettamente più alta.[1]
E noi lo sappiamo bene, perchè le centrali nucleari italiane chiuse dopo il referendum dell'87 sono ancora in fase di smantellamento.
Che il nucleare non sia poi così redditizio lo rivelano alcune dichiarazioni di imprenditori che affermano, senza mezze misure, che solo grazie agli incentivi e investimenti pubblici si convinceranno a costruire le centrali e chiedono che i governi si facciano garanti della redditività di una centrale nucleare.
Come ha di recente confermato John Rowe, presidente di Exelon Corporation, il maggior operatore nucleare degli Stati Uniti. Durante un intervento alla Brookings Institution, nel febbraio del 2008, Rowe ha dichiarato: "Noi non intendiamo costruire nuove centrali nucleari senza avalli finanziari statali". [1]
 Insomma, cosa spinge alla costruzione di centrali nucleari? La volontà di diversificare la produzione di energia elettrica per non dover affrontare una drammatica emergenza in caso di esaurimento o impossibilità di rifornimento del combustibile principale? A causa delle nuove normative internazionali sulle emissioni di CO2 che graveranno sui combustibili fossili? Non è facile dare una risposta, nè è  facile credere alla buona fede di chi propone questa tecnologia visto lo stratagemma usato per fermare il referendum. A tutt'oggi il parere degli esperti non è uniforme, mancano autorità credibili che forniscano dati imparziali. Comunque una cosa è certa: tutti i grandi paesi industrializzati hanno centrali nucleari. Però se questo significa qualcosa in termini di sicurezza o convenienza del nucleare rispetto alle altre fonti di produzione energetica,  non so dire.

[1] M. Coderch, N. Almiron, Il miraggio nucleare, Bruno Mondadori 2011

venerdì 22 aprile 2011

A rischio i referendum di giugno: acqua e nucleare

Sul sito della Rosa rossa si riportano le parole del senatore del Pd Stefano Ceccanti, costituzionalista
"Siccome però la prassi della Cassazione è molto favorevole al Parlamento - aggiunge il senatore - è piuttosto probabile che il quesito alla fine salterà". "In seguito all'emendamento presentato stamani dal Governo sul ddl omnibus che stiamo votando - spiega infatti Ceccanti - il referendum sul nucleare dovrebbe saltare in forza dell'artuicolo 39 della legge 352/1970 sui referendum. In base all'articolo, infatti, 'se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l'atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l'Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso'"
Ripeto:  se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l'atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l'Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso'.
Ora, siccome il Ministro Romani, a quanto riporta oggi Repubblica e anche altri giornali, sulla cosiddetta privatizzazione dell'acqua  sembra avere tutta l'intenzione
"Su questo tema, di grande rilevanza, sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo"
se dovessero intervenire nuove norme che modificano o abrogano quelle oggetto di referendum, anche questi referendum potrebbero essere annullati. Con la non piccola differenza che, domani, il Governo potrebbe ripresentarle, uguali uguali a come sono adesso e bisognerebbe ri-raccogliere le firme per un nuovo referendum abrogativo.

Sempre a sentire Ceccanti, se le nuove norme governative non fossero totalmente abrogative delle leggi oggetto di referendum
"A legge entrata in vigore - prosegue quindi Ceccanti - l'ufficio Centrale della Cassazione dovrebbe decidere in tal senso. Siccome però non sembra trattarsi di un'abrogazione totale delle norme sottoposte al quesito, il comitato promotore potrebbe sollevare un conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale, che a proipria volta potrebbe imporre alla Cassazione di trasferire il quesito sulla nuova normativa. Tuttavia - conclude Ceccanti - la giurisprudenza della Corte è alquanto restrittiva in questa materia e, di norma, non concede il trasferimento".
 Da parte del presidente di Federutility (l'organismo che gestisce gli acquedotti) si sostiene, per esempio, in relazione ai due referendum sull'acqua,  se non ci si debba chiedere
 " seriamente se non sia il caso di evitare un referendum che ha sempre più un taglio puramente ideologico"
 Mentre diametralmente opposto è il parere del presidente del WWF Italia
"E' un colpo di mano, si vuole togliere la voce ai cittadini: evidentemente c'è chi ritiene che le consultazioni popolari sui temi concreti facciano saltare le decisioni prese da pochi nell'interesse di pochi"

Caldeggio la versione del presidente del WWF. Il referendum è uno strumento principe e non andrebbe neutralizzato così facilmente. Se le istituzioni operano e agiscono in nome del popolo italiano, sovrano, chi meglio del referendum rappresenta la volontà del popolo italiano?
Che i referendum facciano paura lo afferma anche Luca Martinelli del comitato promotore
  "Prima hanno buttato dalla finestra 350 milioni di euro pur di evitare l'accorpamento con le amministrative", ricorda Luca Martinelli, del Comitato promotore referendario. "Adesso provano a togliere di mezzo altri due quesiti, in modo da lasciare solo quello sul legittimo impedimento, su cui non sembra che il Parlamento intenda modificare il quadro legislativo".
Aspettiamo l'esito del parere della Cassazione sul referendum nucleare e gli sviluppi legislativi del governo. Sta di fatto che queste manovre hanno tutta l'aria di provvedimenti ad hoc, non maturati in seguito a profonda riflessione ma dettati solo da questioni di strategia politica.

Sulla pagina di Wikipedia è possibile leggere il testo dei 4 referendum del 12 e 13 giugno.

Fonti
La rosa rossa
Repubblica
Wikipedia

martedì 15 marzo 2011

Sulle centrali nucleari da costruire in Italia: favorevole, ma non nel mio giardino

fonte repubblica.it
Riporta Il Fatto Quotidiano le parole del capogruppo del PdL alla Camera Fabrizio Cicchitto
“La posizione rimane quella che è, non è che si può cambiare ogni volta”
 Sulla stessa lunghezza d'onda anche Pier Ferdinando Casini e Chicco Testa. Però, quando si va alla ricerca dei luoghi nei quali installare le centrali nucleari sorgono i primi problemi. Ci sta che le Regioni con governo di centrosinistra si oppongano (visto che la Consulta richiede il  parere delle Regioni per l'installazione), un po' meno che si oppongano Regioni che sono governate dall'attuale maggioranza di governo di centrodestra.
 "Luca Zaia, governatore del Veneto, ieri, a poche ore dalla prima scossa, ha precisato: “In Veneto non ci saranno mai centrali nucleari. Noi diciamo no al nucleare a prescindere da queste notizie – ha commentato Zaia – con la centrale di Porto Tolle siamo autosufficienti riguardo all’energia. E poi il Veneto non ha le condizioni per ospitare una centrale”. E, visto che la Consulta ha stabilito che per la costruzione di centrali serve l’ok della Regione, pare evidente che il programma Scajola-Romani sia di difficile attuazione. No di Zaia, ma anche Roberto Formigoni della Lombardia, Roberto Cota del Piemonte e quella lunga serie di regioni governate dal centrosinistra."
Ho capito: si alle centrali nucleari, ma non nella mia Regione.  


Fonte:

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