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venerdì 18 maggio 2012

Monti: sostegno incondizionato a Equitalia e Agenzia delle Entrate. Ma ai cittadini?

E' senza dubbio vero che non si può non solidarizzare con chi, facendo il proprio dovere (quando lo fa in maniera corretta) rischia l'incolumità. Tiene a rimarcarlo il premier Monti che ieri ha incontrato i dirigenti di Equitalia e Agenzia delle Entrate per esprimere loro la propria incondizionata solidarietà.
Però occorre come sempre essere imparziali nel giudicare le cose. Se è vero che non è responsabile l'agenzia che riscuote (fatto salvo i modi in cui lo fa) del malessere di tanti contribuenti, è altrettanto vero che un responsabile c'è ed è, di volta in volta e a seconda dell'errore, lo Stato, il Governo, le agenzie che riscuotono o il contribuente stesso.

 Lo Stato quando non tutela allo stesso modo i creditori, e quindi i debitori. I creditori pubblici hanno vie preferenziali che i creditori privati non hanno, tanto è vero che molte aziende private che vantano crediti nei confronti dello Stato spesso non riescono a fare niente per ottenere quanto gli spetta, se non atti inconsulti mentre lo Stato può arrivare subito al pignoramento.

sabato 12 maggio 2012

Lancio bottiglie molotov sede Equitalia di Livorno. Video dei danni

Continuano le dimostrazioni violente contro Equitalia. Questa mattina alle 4:30 due bottiglie molotov sono state lanciate contro la sede Equitalia di Livorno [Ansa]. Danni limitati, ma non è la conta dei danni il punto.
Se unita alle altre forme di dimostrazione, ai suicidi, alle intolleranze che si generano, agli attriti, agli attentati, è il segnale di una possibile deriva violenta della protesta, che potrebbe degenerare in nuovi anni di piombo.
Che aspetta la classe politica a dare un segnale forte di riappacificazione, di senso di responsabilità istituzionale, attraverso atti concreti e immediati tagli dei costi politici, attraverso forme di più esteso solidarismo? L'unico modo, o il principale, che utilizzano è la repressione. Non basta.

venerdì 11 maggio 2012

Imprenditore prende a calci ispettori Equitalia

Insieme alle notizie tragiche (una anche oggi)  vi sono anche quelle con risvolti comici: ne esce così un resoconto tragi-comico della nostra realtà, della quale sarebbe bene che la politica prendesse coscienza.
Accade a Melegnano e così lo riporta l'Ansa:
DUE ISPETTORI EQUITALIA AGGREDITI NEL MILANESE - Due ispettori di Equitalia sono stati aggrediti stamani nel Milanese. I due, solo malmenati, non avrebbero riportato gravi lesioni. E' accaduto in uno studio di commercialisti, a Melegnano, quando per motivi ancora non noti un imprenditore edile, presente nello studio dei fiscalisti, ha cominciato a prendere a calci uno dei due ispettori.

martedì 31 gennaio 2012

Alcune cose su Equitalia: aggio dell'Agenzia e stipendio Befera

imagecredit it.wikipedia.org/wiki/Equitalia  
Oggi alle 12:00 c'è stata l'audizione di Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, in Commissione Finanze alla Camera. 
Equitalia è una società pubblica, per il 51% dell'Agenzia delle Entrate e per il 49% dell'Inps. Nel 2010 ha realizzato ricavi per 1,29 miliardi di euro, rappresentati quasi per intero dalle commissioni sull'incasso delle somme riscosse (aggio) [fonte it.wikipedia, basato su dati GruppoEquitalia]. 
Bisogna sapere che, pur essendo una società pubblica, Equitalia svolge il suo compito percependo un aggio del 9% (max) sulle somme che incassa. Una nuova società che si affianca a quelle esistenti comporta, secondo Federico Saccani, analista tecnico finanziario indipendente che fa parte del Movimento 5 Stelle, in un articolo pubblicato sul sito di Beppe Grillo nel giugno scorso, un aumento della pressione fiscale generale

sabato 7 gennaio 2012

Pro o contro Equitalia?

Forse siamo tutti d'accordo su un punto: quando Equitalia scova gli evasori milionari andandoli a prendere nei luoghi più in allora va bene, ma quando porta alla disperazione povera gente incolpevole allora non va più bene.
Forse quelli di Equitalia pensano che il massimo dell'imparzialità sia trattare tutti allo stesso modo. Ma non è così. Indipendentemente dal conto in banca del malcapitato di turno, la situazione rende conto moltissimo dell'equità del trattamento. Tu non mi puoi mettere sulla stessa bilancia chi evade molto da chi evade poco, chi con l'evasione ha fatto i miliardi e chi con l'evasione tira a campare, perchè anche tra gli evasori c'è differenza. 
Poi, tu non mi puoi mettere sulla stessa bilancia chi evade e chi, magari, o non si è ricordato di pagare un bollettino oppure non può proprio pagarlo perchè non ha più un euro o peggio ancora è vittima di un errore, perchè sono cose nettamente diverse.
Non è difficile da capire.
Come non è difficile capire che questi non sono interventi che appartengono alle cose che può decidere Equitalia, cioè decidere di agire secondo equità e giustizia. Bisogna che glielo dica il Governo.
Nel frattempo, per fermare l'ondata di risentimento che le si è scatenato contro, potrebbero cercare di applicare le pessime leggi che ci sono con un po' più di testa.
Questo non esime il Governo dall'intervenire pesantemente: nessuno difende evasori ed elusori, ma non si può per questo armare una macchina che colpisce nel mucchio, perchè il mucchio è fatto soprattutto di banali errori sia di Equitalia che dei contribuenti, di dimenticanze e di grandi difficoltà economiche.

martedì 3 gennaio 2012

Pignoramenti Equitalia, attentati esplosivi e l'opinione di Grillo

Sul suo blog, Beppe Grillo ci va giù pesante. Si comincia con un
Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze
si prosegue con
Un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano. Se non paga l'ingiunzione "entro e non oltre" non sa più cosa può succedergli. Non c'è umanità in tutto questo e neppure buon senso.  
e si finisce con
  Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza.
L'articolo I botti di fine anno di Equitalia è tutto qui ma ha scatenato forti reazioni. Per esempio da parte della deputata europea del PD Debora Serracchiani
«È estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale» [...] «c'è sicuramente più di una riflessione da fare su Equitalia, ad esempio sui tassi di interesse raggiunti dalle cartelle esattoriali, sulla messa all'asta delle prime case o sull'impossibilità per le imprese di compensare debiti e crediti con lo Stato. Ma da qui ad accreditare in modo strisciante il concetto che gli attentati dinamitardi sono un fenomeno »da capire - sottolinea- corre la stessa distanza che c'è tra la protesta civile e il lancio delle molotov» [fonte Corriere] 
E chiaramente anche del direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, che definisce "imbecilli" quelli che decidono di cavalcare l'onda anti-Equitalia.
«Spero che i cittadini italiani che sempre nei momenti di emergenza sono stati solidali e coesi capiscano che è importante pagare le imposte e che gli imbecilli che mettono le bombe la smettano». «Colpire i funzionari non ha senso logico»
Però, alcuni fatti aneddotici, come questi di seguito, fanno riflettere. Cominciamo con il primo trovato su napoli.indymedia.org
 Quando ha visto il contenuto della busta che le ha consegnato il messo, stentava a credere ai suoi occhi. Non sapeva se ridere o piangere Maria Lidia Picchiri, titolare della Sos Service di viale Monastir, un’azienda consorziata con l’Aci per il soccorso stradale 24 ore su 24: Equitalia per un “debito” di 5 centesimi del 2009 le chiedeva 62,03 euro, ben 1.240 volte in più rispetto alla cifra originaria. Oltre il danno, in questi casi bisogna aspettarsi la beffa. Che arriva, spietata e inevitabile. «Quei cinque centesimi in meno sono sicuramente il frutto di un errore materiale dell’impiegato che ha trascritto male la cifra», spiega l’imprenditrice, «ma Equitalia non sente ragioni: devo saldare il conto». Interessi inclusi. E salatissimi. ……..
imagecredit lettera 43
 e questi altri su Lettera 43
L’appartamento di Nunzio è stato pignorato, messo all’asta e venduto, ma lui non lo sapeva. L’ha scoperto quando alla sua porta, in una delle rare occasioni in cui non era via per lavoro, ha bussato l’ufficiale giudiziario insieme con i carabinieri e i nuovi proprietari. «Ho provato a ricomprarla, e mi hanno chiesto 200 mila euro. Una cifra che non ho».
A Genova una famiglia con tre bambini piccoli si è vista mettere il proprio appartamento all’asta per un debito di circa 15 mila euro.
 Tra tanti casi disperati, ce n'è pure qualcuno al limite del ridicolo. La signora Maria Lidia Picchiri, titolare di un'azienda consorziata con l'Aci di Cagliari quando ha aperto la busta di Equitalia non ha creduto ai suoi occhi. Per un debito di cinque centesimi del 2009 le chiedeva 62,03 euro, 1.240 volte in più rispetto alla cifra originaria. «Quei cinque centesimi in meno», ha detto l'imprenditrice all'Unione Sarda, «sono sicuramente il frutto di un errore materiale dell'impiegato che ha trascritto male la cifra». Ma Equitalia non perdona e il conto con interesse deve essere saldato.
A una signora di Roma, per esempio, raccontano dall’associazione Noi Consumatori guidata da Angelo Pisani, è arrivata una cartella per multe non pagate. Lei ha provveduto a versare l’intero importo, ma poco dopo le è arrivata comunque la notifica di fermo amministrativo. È sufficiente un insoluto di 50 euro per farsi bloccare la macchina.
 Il fermo amministrativo dei mezzi, compresi quelli da lavoro, riguarda - stando al sito Agoravox - oltre 6 milioni di autoveicoli. Guai poi a infrangere il divieto di circolare. Se qualche furbetto è pizzicato ecco arrivare un'ulteriore multa da 2.500 euro.
Insieme a tantissime storie tristi una piccola e buona novità
  Per questo la cancellazione dell'aggio del 9% che Equitalia incassa sui debiti [sic] che deve riscuotere inserita nella manovra «Salva-Italia» del governo Monti con l'emendamento presentato da Maurizio Leo e Pier Paolo Baretta è una buona notizia.  Ora, infatti, sarà lo Stato a stabilire la percentuale a seconda del servizio. Percentuale che, hanno assicurato, sarà inferiore comunque al 9%.
Capito perchè, signora Serracchiani e signor Befera, anche i cittadini, nel loro piccolo, a volte s'incazzano?
Se uno fa il conto tra come ti tartassa lo Stato e come ti maltratta quando deve riscuotere, viene proprio da chiedersi: decreto salva Italia lo chiamano, ma se forse salva l'Italia di sicuro non salva gli italiani. E allora a che serve?

Serie di articoli su casi Equitalia anche qui.

martedì 4 ottobre 2011

Equitalia: se non paghi pignorano la casa

Linea dura dell'Agenzia delle Entrate con i contribuenti inadempienti. Solo che, a sentire Zunino su Repubblica
 Il problema è che in quattro casi su dieci i ricorsi davano ragione al contribuente.
Che succede in quel caso? E' possibile, per il contribuente, esigere la stesa sollecitudine dallo Stato? Tutto nasce dal fatto che Tremonti 
ha chiesto al suo braccio destro Befera certezza di entrate, gli ha assegnato l'obiettivo 13 miliardi per la prossima raccolta fiscale e, quindi, gli ha offerto una legge che dà al Fisco poteri mai visti nella storia della Repubblica. 
E così, al 61esimo giorno, ricevuto o non ricevuto l'avviso, a torto o a ragione devi pagare e, se contesti l'intimazione, devi comunque pagare un terzo dell'importo.
Sorprende la ferocia con la quale lo Stato pretende i propri crediti veri o presunti  mentre lascia la riscossione dei crediti tra privati nel caos in cui è sempre stata [vedi Sergio Bologna sul Manifesto]. 
Le nuove normative consentiranno ad Equitalia di
iscrivere ipoteca sull'artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi (sono i crediti dei clienti, Equitalia ha il potere di arrivare anche lì) e far partire le ganasce fiscali su auto e van posseduti. [fonte Repubblica]
Se poi il cittadino fa ricorso perchè ritiene di avere ragione 
per sei mesi gli agenti della riscossione non potranno avviare pignoramenti, ma potranno ipotecare una casa e bloccare un'auto. Se Equitalia, poi, si convince che c'è "fondato pericolo" di perdere il credito, ha il mandato per fare quello che crede: sequestrare una pensione, mandare un bene all'asta immobiliare. Se il colpito dimostrerà di avere problemi di liquidità - novità della terza e ultima rivisitazione - chiederà a un giudice tributario una sospensiva per fermare l'azione (per 150-180 giorni) oppure aderirà a un concordato (sconto con trattativa).[fonte Repubblica]
Spaventa la disparità di trattamento tra accusa e difesa: che succede se sono costretto a pagare e non dovevo farlo? E se per pagare un debito non dovuto mi ipotecano la casa o vendono l'auto e poi si scopre che avevo ragione? E' sempre temibile il passaggio da un periodo di lassismo a uno di eccesso di zelo, perchè si creano squilibri tra le parti e si mettono a rischio i diritti della parte più debole. 
In più, come detto, non si capisce perchè solo lo Stato debba avere questi superpoteri nei confronti dei propri debitori e non una qualunque impresa privata o un qualunque lavoratore, magari di quella galassia nota sotto il nome di lavoro precario, che se vanta dei crediti nei confronti di qualcuno inadempiente, a volte può solo sperare di rinascere per vedere soddisfatta la sua richiesta.

venerdì 22 aprile 2011

Il "business" delle multe

Su Repubblica un vademecum sul comportamento da tenere in caso si ricevano delle multe che si ritengono illegittime. Ovviamente, buttare la multa, non aprire al postino o lasciare l'avviso di raccomandata dentro la cassetta postale poco serve. Equitalia, l'azienda che si occupa della riscossione delle contravvenzioni, procederebbe ugualmente. Tra le cose che si possono fare, se si ritiene che vi sia un errore


  • Contestare la multa ai vigili urbani entro 60 giorni
  • Spedire un ricorso alla Prefettura (raccomandata AR). Se non si riceve risposta entro 210 giorni la contravvenzione è annullata e si intende accettato il ricorso
  • Se l'atto arriva all'ufficiale che deve riscuotere richiedere la relata di notifica, per scoprire eventuali errori
Se il procedimento va avanti si può ricorrere al giudice di pace, ma c'è un costo: dai 41 ai 78 euro. Altrimenti si può andare dal giudice di pace o, nei contenziosi con lo Stato, al Tar (Tribunale amministrativo regionale). Inoltre, di ogni ricorso che il contribuente effettuerà, dovrà informare Equitalia, chiedendo l'istanza di autotutela.
Insomma, esistono dei diritti del contribuente o di chi riceve una multa. Secondo me ogni organismo che pretende il pagamento di una sanzione dovrebbe informare, per esteso e in maniera chiara, di tutti i diritti del cittadino (cosa che più o meno avviene) indicando anche le autorità alle quali rivolgersi per fare i ricorsi. Occorrerebbe, sulla scorta di quello che si è fatto per altre categorie, che quell'amministrazione o quell'agenzia che sbaglia, sottoponendo il cittadino a estenuanti ricorsi e rincorse, alla fine paghi, riconoscendo un indennizzo per il tempo e i soldi spesi.

Due parole anche sulle multe da infrazioni al codice della strada, ormai vera e  propria voce di entrate tributarie dei comuni. 3 miliardi e novecento milioni di euro le entrate ipotetiche previste per il 2011. Dopo il taglio dell'ICI sulla prima casa i comuni si sono arrangiati aumentando i controlli sulle infrazioni. 14 milioni, le multe elevate agli automobilisti dell'ultimo anno. A roma, per esempio, le multe sono più degli abitanti: 1,3 multe per abitante, in totale 3 milioni e 631 mila (731 mila più dell'anno precedente).  








Fonti
Repubblica
Repubblica

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