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lunedì 26 novembre 2012

Monti a Che tempo che fa: il video

Con l'occasione di parlare di un libro, La democrazia in Europa, scritto a quattro mani da Sylvie Goulard e Mario Monti, Fabio Fazio ospita il Presidente del Consiglio a Che tempo che fa.
Alla fatidica domanda, che non si può non fare, se sia disponibile a riassumere l'incarico nella prossima legislatura risponde "rifletterò su tutte le possibilità". Non so se il Monti post emergenziale sarebbe diverso o uguale all'attuale, incline all'austerità oppure portato a una maggiore equità e allo sviluppo, nè è dato sapere se un prossimo Governo non montiano  potrà agire diversamente da quello in carica, sta di fatto che Monti è tirato per la giacca da qualcuno e indicato come adatto per una ulteriore guida.
Ma si è parlato di tutto, soprattutto di Europa, di bilancio, di questioni economiche e di manifestazioni di dissenso.


domenica 27 maggio 2012

martedì 15 maggio 2012

Quello che (non) ho: "consacrazione laica" e noiosa della parola o racconto impegnato e autentico?

Certo che non è affatto semplice: se parli di cose impegnate rischi di passare per bacchettone, autocelebrativo e scatenante sensi di colpa di massa. Del resto, l'alternativa è forse non parlarne oppure parlare solo di lustrini e paillettes, tanto per non sbagliare?
Dice Grasso sul Corriere [vedi Corriere, Rito da maestro Manzi nel clima di redenzione]:
Fazio e Saviano vogliono educarci, redimerci, farci sentire migliori. Senza gioia, con pedanteria. 

Le loro trasmissioni sono le sole eredi del maestro Manzi, le sole dove la noia viene scambiata per insegnamento, la demagogia per redenzione, la retorica per vaticinio.  [Corriere cit.]

Tra politica e antipolitica: duetto Travaglio Lerner a Quello che non ho

Se la classe politica è l'espressione più vera della nazione siamo messi male se invece il popolo italiano è migliore dei politici che lo rappresentano abbiamo qualche speranza. Travaglio e Lerner si confrontano su politica e antipolitica che, a seconda da chi proviene la definizione, assume significati diversi: per i politici è  antipolitica la montante protesta contro la casta, per i cittadini l'antipolitica è quella che abbiamo avuto sino ad ora.
La politica non è in grado di riformarsi da sola, dice Lerner, e infatti se i cittadini avessero abbastanza coraggio di provare a cambiare potremmo tentare di riformarla.

Gramellini: breve storia dell'anti-Merkel a Quello che (non) ho

Gramellini a Quello che (non) ho spiega la storia di Hannelore Kraft, vincitrice con la Spd in Wesfalia e possibile sfidante della Merkel. Kraft in tedesco significa forza: da qui la battuta finale il lato meno oscuro della forza.

lunedì 14 maggio 2012

Quello che (non) ho: Fazio e Saviano. Diretta streaming

Va anche in diretta streaming sul web la prima puntata su La7 della nuova trasmissione di Fazio e Saviano Quello che (non) ho.




C'è anche una pagina su Facebook sulla quale molti raccontano le loro parole e con quelle anche le loro storie.
Sul sito è possibile rivedere alcuni video della puntata: la7.it/quellochenonho



imagecredit la7.it/quellochenonho

lunedì 16 aprile 2012

Benigni a Che tempo che fa: da Berlusconi alla Lega passando per la Tanzania


Fazio e Saviano a maggio su La7: Quello che (non) ho

Lo comunica lo stesso Roberto Saviano sul suo profilo FacebookIl titolo della trasmissione sarà “Quello che (non) ho”. Che ne dite?
Dopo Vieni via con me arriva Quello che (non) ho. Pure se messo tra parentesi, quel non identifica tutta la frase. Non è più o anche  Quello che ho o non ho, è Quello che non ho. Il richiamo, neanche tanto velato, come svela su Repubblica Alessandra Vitali, è a Fabrizio De Andrè e alla sua Quello che non ho.
Continua, se c'è bisogno di farlo notare, la trasfusione di autori e conduttori del calibro di Fabio Fazio e Roberto Saviano dalla Rai verso La7, operazione senz'altro intelligente se si considerano gli ascolti che a suo tempo fece Vieni via con me. Ce li ricorda la Vitali
 basta ricordare i numeri della prima puntata, 7 milioni 623 mila (24,48% di share), i 9 milioni 32 mila (30,21%) della seconda, i 9 milioni 671 mila (31,60%) della terza, gli 8 milioni 669 mila della quarta e ultima puntata (29,17% di share), con una media complessiva di 8 milioni 765 mila spettatori e del 29,19% di share. [Repubblica cit.]

Il titolo, come dicevo, è emblematico, e fa  pensare a parecchie cose. Ma, visto l'impegno sociale di Saviano, riporta alla mente l'esperienza della passata trasmissione e l'irrisolta, pure dopo l'uscita di scena di Berlusconi, questione del livello democratico in italia. Tema dei temi: se manca la libertà o ce n'è solo un facsimile ecco delinearsi l'elenco delle possibili cose che non si hanno. Oppure, in visione buddista, quello che non ho è quel che non mi manca, a significare le cose di cui non sentiamo il bisogno, e all'immaginazione della gente pensare quali.
E proprio il tema dell'elenco si presta bene a sviluppare il concetto espresso dal titolo, con quel non quasi nascosto ma proprio per questo così più efficace. 
Da maggio, allora, su La7, al termine di Che tempo che fa, rivedremo l'accoppiata Fazio-Saviano: riusciranno a replicare i successi di Vieni via con me?


imagecredit lanostratv.it

sabato 25 giugno 2011

Fazio-Saviano: Vieni via con me a La7

Ormai è deciso: la trasmissione Vieni via con me si  farà su La7. Lo annuncia Saviano e ne dà  notizia anche un soddisfatto Mentana. Dopo Annozero di Santoro la Rai perde un altro pezzo pregiato. Lo riconosce anche il Presidente della Rai Garimberti
«Mi sembra assurdo, direi quasi autolesionista, che la Rai, dopo averlo celebrato in questi giorni nella presentazione dei palinsesti come il programma più visto della stagione autunnale 2010 (secondo solo alla Formula Uno), perda un successo come 'Vieniviaconme'». 
 Dichiarazioni  di Fabio Fazio (riportate dal Corriere)  risalenti a mercoledi scorso puntualizzano
«Ho un accordo con la Rai per rifare, e ne sono molto felice, per i prossimi tre anni Che tempo che fa e degli speciali per Rai3. Riguardo la trasmissione Vieni via con me (che peraltro la Rai non ha mai chiesto salvo Rai3), in questi sette mesi nessuno ha mai contattato Saviano né è stato chiesto di farlo ma mi è stato concesso di farlo altrove»
Che poi ha continuato
«Trovavo assurdo non rifare un programma come Vieni via con me, rivedere me e Saviano insieme. E quindi trovo che sia doveroso riproporre quell'idea e soprattutto riproporre Saviano, dove sarà possibile. La faremo io e Roberto, poi vediamo».
Continua l'autolesionismo Rai.

lunedì 13 giugno 2011

Prove tecniche di epurazione? Fabio Fazio e Che tempo che fa

Dopo il caso di Santoro con Annozero e la cancellazione consensuale del suo programma nonchè il suo allontanamento dalla Rai è la volta di Fabio Fazio che inizia così la sua lettera aperta inviata a Repubblica
CARO Direttore, da oltre sei mesi ho dato la mia entusiastica adesione al direttore di Rai Tre Paolo Ruffini che mi aveva proposto di proseguire "Che tempo che fa" per i prossimi tre anni così come di ritrovarmi sin da gennaio con Roberto Saviano per una nuova edizione di "Vieni via con me". Da oltre sei mesi aspetto una decisione della Rai. Che cosa ha impedito o impedisce al precedente e all'attuale Direttore generale di rinnovare i contratti in scadenza di alcuni fra i protagonisti della tv pubblica?
Non è l'accordo economico l'ostacolo, accordo già trovato a quanto afferma Fazio, ma le garanzie minime, che sembrano mancare. Mentre a parole sembra esserci spazio per continuare la trasmissione, le voci che girano dicono diversamente, accompagnate anche da affermazioni del tipo
 "... Pare che il programma debba cambiare rete o essere ridotto nell'orario; pare che Luciana sia considerata eccessiva; sembra più opportuno rimandare l'ipotesi di una nuova edizione di Vieni via con me e cose del genere...". E per finire tutti hanno potuto leggere definizioni di Rai Tre e di chi ci lavora che giudico offensive e inaccettabili soprattutto se pronunciate da chi ha importanti responsabilità all'interno della Rai. "Il fortino, l'enclave di comunisti, la riserva indiana".
E non è solo Fazio sulla graticola: anche la Gabanelli con il suo Report attende decisioni e pure Floris, con Ballarò
 è stato consigliato di dedicarsi a qualcosa di nuovo.
Brutta aria, dunque? O bella? Le parole minacciose pronunciate subito dopo le amministrative da Berlusconi, su un intervento anche parlamentare per sanare quello che è considerato l'artefice della sconfitta (leggi le trasmissioni si Santoro, Floris, Fazio e compagnia bella), sembra essere cominciato. Se La7 (attualmente l'unica possibilità) avrà il coraggio di accettare la sfida e accoglierà i transfughi Rai, potrà diventare un vero competitor, senza essere relegato agli spiccioli di share, senza dover più sentire la litania del dipendente pubblico che si deve contenere
In futuro, comunque, sarebbe bene che la politica uscisse dalla Rai. Nessun'altra forza politica ha fatto così tante pressioni come l'attuale governo per cancellare delle trasmissioni televisive, per indicarci anche cosa ci deve piacere e cosa ascoltare. La presunzione che la libera stampa possa essere indirizzata e che il servizio pubblico debba essere filogovernativo è una mostruosità. Se la Rai continuerà su questa linea meglio privatizzarla, c'è gente che per le opposte ragioni del centrodestra non pagherebbe il canone. Ma c'è anche chi dice che se si privatizza la Rai, c'è il rischio che Berlusconi se la compra.

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