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venerdì 21 marzo 2014

Grillo intervistato da Mentana a Bersaglio Mobile: diretta streaming dalle 22:30

A mia memoria deve essere l'unica o una delle poche interviste che Beppe Grillo ha concesso a un giornalista italiano famoso. Qualche malizioso nota che il M5S improvvisamente, cioè prima di quelle europee alle quali sembra tenere particolarmente, scopre la televisione, nella quale si moltiplicano le presenze dei suoi deputati e senatori. Ora anche Beppe Grillo fa uno strappo e si lascia intervistare in quella televisione quasi sempre bistrattata. Il motivo di tanto apparire potrebbe essere legato alla presenza al governo di un uomo politico che il centrosinistra non aveva mai avuto, uno capace di vendere le auto blu durante una conferenza stampa e di parlare direttamente agli elettori: Matteo Renzi.
Sia come sia, c'è chi considera che è sempre meglio un po' più d'informazione che un po' meno. A questo proposito non so esattamente cosa pensare, ben sapendo che sia laddove l'informazione manca del tutto sia dove ce n'è  in abbondanza le false notizie circolano allo stesso modo. Noto però che dall'intervista di un personaggio come Beppe Grillo c'è sempre da imparare qualcosa, sia direttamente che indirettamente, così come da tanti altri personaggi. Quindi, per chi la pensasse come me e volesse vedersi l'intervista, consiglio la diretta streaming su La7 a partire dalle 22:30.

venerdì 21 febbraio 2014

Governo Renzi, la lista dei ministri: speciale su La7

Oggi alle 16:00 ( forse) il Presidente incaricato Matteo Renzi sale al Quirinale per comunicare al Presidente della Repubblica i nomi dei ministri del suo governo. Enrico Mentana segue passo passo questo momento con uno speciale in  diretta su La7.



http://www.la7.it/dirette-tv

giovedì 1 novembre 2012

Servizio Pubblico: puntata del 1° novembre. Diretta streaming su La7

La seconda puntata di Servizio Pubblico si intitola Piovono Grilli. Il riferimento è all'ottimo successo registrato dal Movimento 5 Stelle alle regionali siciliane. Ospiti di questa sera Luigi De Magistris, Daniela Santanché, Rosario Crocetta, nuovo Presidente della regione Sicilia, e Paolo Mieli.
Per vedere online la puntata di Servizio Pubblico su La7 alle 21:10, cliccare sull'immagine qui sotto (o qui.) oppure utilizzare la pagina Youtube di Servizio Pubblico (video più sotto).

clicca per la diretta streaming su La7

giovedì 25 ottobre 2012

Servizio Pubblico di Santoro su La7: prima puntata. Diretta streaming

Ricomincia Servizio Pubblico, questa volta su La7. Santoro ha trovato una rete con cui accasarsi definitivamente? Intanto, già la trasmissione comincia con una specie di staffetta con Piazza Pulita di Formigli: da qui a dicembre Santoro, poi Formigli, poi di nuovo Santoro.
Per vedere online la prima puntata di Servizio Pubblico su La7 alle 21:10, cliccare sull'immagine qui sotto o qui.

clicca per la diretta streaming su La7

lunedì 22 ottobre 2012

Nuova stagione di Servizio Pubblico di Santoro: presentazione in diretta streaming

Oggi alle 11:30 diretta streaming su La7 con la presentazione della nuova stagione della trasmissione di Santoro, Servizio Pubblico, che ricomincerà il 25 ottobre.


clicca per la diretta streaming su La7

domenica 27 maggio 2012

lunedì 16 aprile 2012

Fazio e Saviano a maggio su La7: Quello che (non) ho

Lo comunica lo stesso Roberto Saviano sul suo profilo FacebookIl titolo della trasmissione sarà “Quello che (non) ho”. Che ne dite?
Dopo Vieni via con me arriva Quello che (non) ho. Pure se messo tra parentesi, quel non identifica tutta la frase. Non è più o anche  Quello che ho o non ho, è Quello che non ho. Il richiamo, neanche tanto velato, come svela su Repubblica Alessandra Vitali, è a Fabrizio De Andrè e alla sua Quello che non ho.
Continua, se c'è bisogno di farlo notare, la trasfusione di autori e conduttori del calibro di Fabio Fazio e Roberto Saviano dalla Rai verso La7, operazione senz'altro intelligente se si considerano gli ascolti che a suo tempo fece Vieni via con me. Ce li ricorda la Vitali
 basta ricordare i numeri della prima puntata, 7 milioni 623 mila (24,48% di share), i 9 milioni 32 mila (30,21%) della seconda, i 9 milioni 671 mila (31,60%) della terza, gli 8 milioni 669 mila della quarta e ultima puntata (29,17% di share), con una media complessiva di 8 milioni 765 mila spettatori e del 29,19% di share. [Repubblica cit.]

Il titolo, come dicevo, è emblematico, e fa  pensare a parecchie cose. Ma, visto l'impegno sociale di Saviano, riporta alla mente l'esperienza della passata trasmissione e l'irrisolta, pure dopo l'uscita di scena di Berlusconi, questione del livello democratico in italia. Tema dei temi: se manca la libertà o ce n'è solo un facsimile ecco delinearsi l'elenco delle possibili cose che non si hanno. Oppure, in visione buddista, quello che non ho è quel che non mi manca, a significare le cose di cui non sentiamo il bisogno, e all'immaginazione della gente pensare quali.
E proprio il tema dell'elenco si presta bene a sviluppare il concetto espresso dal titolo, con quel non quasi nascosto ma proprio per questo così più efficace. 
Da maggio, allora, su La7, al termine di Che tempo che fa, rivedremo l'accoppiata Fazio-Saviano: riusciranno a replicare i successi di Vieni via con me?


imagecredit lanostratv.it

lunedì 2 aprile 2012

Nè lavoratori nè pensionati: gli esodati, gli sfigati della retroattività

E' proprio vero che siamo un paese di sfigati. Mi riconosco pienamente nelle parole del sottosegretario Michel Martone e anzi, le estendo non solo a chi non si laurea in tempo ma a quasi tutti gli italiani.
Come chiamarli, se non sfigati, questa nuova categoria di italiani, gli esodati, nè carne da lavoro nè pesce da pensione che rischiano, in attesa che un governo ci pensi, di vivere solo della solidarietà puramente virtuale di tutti? Esodati, termine che richiama ben più antichi e illustri esodi, addirittura biblici, anche se i nuovi esodati non hanno nulla da invidiare a quelli storici, in quanto a sfiga. Anche perchè rischiano di assomigliarci pure dal punto di vista storico, nel senso che prima che la cosa si risolva passeranno forse tempi biblici.
Il sottosegretario all'economia Polillo durante la trasmissione In onda su La7 si lascia andare ad una affermazione che vuole essere di rassicurazione ma diventa involontariamente minacciosa: questo Governo nè quelli futuri potranno ignorare la loro situazione. Quelli futuri? Ma quelli futuri saranno fra un anno: come andranno avanti per un altro anno questi esodati senza lavoro e senza pensione? Che ci provassero quelli di questo Governo ad andare avanti senza stipendio per un anno anzi, siccome sembra tanto facile, rinuncino alle loro retribuzioni in favore di questi poveretti e gli attuali e i futuri elettori non potranno ignorare questo comportamento. Va bene così?
Mi sembra di ascoltare una trasmissione di gag: mentre Telese e Porro, e soprattutto loro, gli esodati, incalzano il viceministro, questi, il viceministro Polillo, se ne esce con alcune scappatoie tipiche del politico: se a un accordo tra privati succede una legge retroattiva che cambia le condizioni di quell'accordo, secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico, quell'accordo è nullo. E chi lo dice alle imprese che l'accordo è nullo? Perchè semplicemente non si è evitato di fare una legge retroattiva, senza lasciare che siano sempre i privati a sbrigarsela tra loro quando i politici cambiano le carte in tavola? Perchè intervenire a danno di tutte quelle persone vicine alla pensione, della cui esistenza tutti sapevano, scrivendo una legge che ne triplica o quadruplica il tempo di ingresso, vanificando l'accordo preso?
Da che mondo è mondo si sa che le aziende ristrutturano in questo modo, prepensionando, finchè la legge glielo consentiva. Intervenire con una modifica dell'età pensionabile danneggia solo gli esodati: non l'azienda, per la quale l'accordo con il lavoratore resta valido, e non lo Stato che, rendendo retroattiva la legge, si libera dell'impiccio di riconoscere quello che una legge precedente invece riconosceva.
L'unica cosa sensata della trasmissione esce dalla bocca di Telese: siccome questi poveri esodati, oltre a non percepire nè lo stipendio nè la pensione, sono pure obbligati per legge a non cercarsi nemmeno un lavoro, abrogare questa norma  sarebbe sacrosanto, anche perchè a costo zero.
Mi vengono in mente, così alla rinfusa, tutte le leggi e i provvedimenti che i politici prendono per se stessi. Quasi sempre si legge: dalla prossima legislatura, dal prossimo mandato, dal prossimo... Non conoscono il termine retroattivo. La retroattività è una cosa da sfigati e si applica solo ai cittadini.


imagesource tavolouno.blogspot.com

domenica 18 marzo 2012

18a Maratona di Roma: diretta streaming

La7 segue in diretta TV e in diretta streaming la 18esima edizione della Maratona di Roma. Cliccare sull'immagine per la diretta streaming sul Canale Youtube di La7.


La diretta della 20a Maratona di Roma è disponibile qui.

mercoledì 4 gennaio 2012

Lanzillotta: gli alti stipendi servono a reclutare i dirigenti migliori

imagecredit camera.it
Sentito questa mattina ad Omnibus su La7 la deputata di Alleanza per l'Italia (ex Pd) Linda Lanzillotta fare questa sorprendente e poco rassicurante affermazione: gli alti stipendi evidenziati dalla Commissione Giovannini, (presente in trasmissione) servirebbero a reclutare i migliori dirigenti, come lo stesso Giovannini. Questo, in sintesi, il parere espresso dalla deputata. Con il che si potrebbe tranquillamente dire che dovremmo avere, se questa equazione è valida, una delle migliori classi dirigenti del mondo, avendone gli stipendi più alti.
Considerazione che lascio al vostro illuminato esame. 
Ricordo solo all'onorevole Lanzillotta che c'è una vulgata la quale afferma che, nonostante (o forse grazie a?) questi alti stipendi, questa classe politica ci ha condotti al limite della bancarotta e che, grazie anche all'appetibilità economica dei posti di alta dirigenza, può attuarsi la lotteria delle nomine di pertinenza politica e il familismo nelle assunzioni, per esempio, nelle Università e negli ospedali. Ma forse questa, insieme alla pesantissima crisi che sconvolge gli italiani, è solo una vulgata, forse addirittura gli stipendi non sono ancora sufficientemente alti per avere la miglior classe dirigente: aumentiamoli, allora!


Aggiornamento 12:01: vedi Non solo stipendi parlamentari: può uno stenografo del parlamento guadagnare come il re di Spagna? per capire a quali assurdità si è arrivati grazie alla strategia degli alti stipendi.

mercoledì 7 dicembre 2011

Onorevoli Intoccabili: un deputato-spia a Montecitorio

Questa sera alle 23:10 c'è una trasmissione interessante  su La7: Gli Intoccabili del giornalista Gianluigi Nuzzi, già autore del libro Metastasi. Ne parla Gian Antonio Stella sul Corriere: un deputato si è prestato a portare in Aula  con sè, di nascosto, una microcamera con la quale riprendere, all'insaputa degli altri onorevoli, tutte le conversazioni che si intrattengono in Parlamento.
In un altro paese, conversazioni come quelle riportate più sotto, sarebbero sufficienti a screditare eternamente partiti e onorevoli e a tentare la via del rinnovamento, proponendo per esempio il Movimento 5 Stelle, un movimento ancora pulito e appassionato, alla guida del paese. Ma credo ormai che la gente attenda le indiscrezioni sulla politica come si attende una telenovela, non riesce a calarla nella propria realtà. Vi sono due momenti distinti: da una parte l'invettiva contro la casta, alimentata da tutti i privilegi e i comportamenti che emergono, dall'altra la paura di cambiare, il preferire delle bastonate certe alla possibilità di cambiare, vista  come forma di incertezza.
Sentite qualche bello stralcio dalle conversazioni tra onorevoli riportate dal Corriere
 C'è un'intervista al deputato di Futuro e Libertà Aldo Di Biagio, che racconta di come una collega lo contattò per farlo rientrare nel Pdl: «Mi ha detto: "Noi ci aspettiamo coerenza da te. Ti consigliamo di aprirti una fondazione e ti faremo avere un contributo di un milione e mezzo da Finmeccanica o da un'altra società"».
O ancora
 C'è la ricostruzione di come il dipietrista Antonio Razzi avrebbe contrattato la sua fiducia al governo Berlusconi, determinante in quel 14 dicembre 2010 di svolta nella legislatura, chiedendo tra l'altro l'istituzione del consolato onorario di Lucerna, finito poi a un suo amico. O ancora la rivelazione del finiano Luigi Muro: «L'onorevole Verdini mi ha detto: "Dimmi cinque cose che possono interessarti, cinque desideri e poi ragioniamo"». Meglio del genio della lampada di Aladino.
Il problema principale degli onorevoli diventa il vitalizio. Così, il deputato talpa riesce a raccogliere queste perle
Ed ecco, agganciata dalla talpa, un'altra chiacchierata tra una sanguisuga e un somaro centrata sull'asfissiante richiamo alla pensione, il vitalizio. Così piena di parolacce, oltre agli strafalcioni, che dobbiamo chiedere scusa ai lettori:«Ma riuscite a fare tirare avanti questo governo? Ce la fate fino alla scadenza? Meglio anche per te. Così pigli pure tu la... Adesso devi fare quattro anni, sei mesi e un giorno. Perciò fatti nu poco li cazzi tua e non rompere più i coglioni a... E andiamo avanti. Così anche tu ti manca un anno...».«Meno di un anno!».«Meno di un anno e ti entra il vitalizio. Tu che cazzo te ne fotte, dico io? Tanto questi sono tutti malviventi. A te non ti pensa nessuno. Te lo dico io, caro amico. Che questi, se ti possono inculare ti inculano senza vaselina nemmeno».
E' un continuo. Questo è lo sfogo di un deputato presumibilmente eletto con la Lega
«Però non è giusto che tutti i partiti prendono i soldi dai parlamentari. Non va bene così. Non è una cosa corretta. La Lega è diventato un partito d'affari. Fanno quello che fanno tutti. E ti fanno firmare un contratto eh? Ti fanno firmare l'impegnativa. Hanno voluto un assegno post datato di 25.000 euro...». Conclusione: «Ma piuttosto voi quanto gli date, di pizzo, ogni mese?».
Cosa aspettiamo a mandarli tutti a casa? I tempi ormai sono maturi, non occorre chissà quale sforzo: basta non votarli. Basta non votarli!
Questa sera, su La7, Gianluigi Nuzzi negli Intoccabili. Forse da non perdere. 
(In questa pagina le repliche delle puntate).



sabato 15 ottobre 2011

Continua la trasfusione Rai: dati Auditel a confronto, Rai, Mediaset e La7

Lo spunto per questa verifica 2011-2010 dei dati Auditel mi viene dalla notizia letta sul Corriere che Serena Dandini debutta su La7 la domenica in prima serata, dopo che già altri erano approdati su questa rete.
E allora ho voluto confrontare i dati Auditel relativi al 14 ottobre 2011 con quelli relativi allo stesso giorno (15 ottobre) del 2010.
Non che tenga in eccessiva considerazione l'Auditel nè  ritenga eccessivamente aderente al vero  questo tipo di indagine [si veda Roberta Gisotti, La favola dell'Auditel, Ed. Riuniti 2002], ma comunque se non è mutata la forma di rilevamento, se non altro da un anno all'altro, può fotografare comunque una variazione, qualunque significato possa avere.
La prima cosa che si nota, e non so se la scelta del giorno influenza la statistica, è una complessiva perdita della Rai, che passa da un 45,80 di share nel 2010 a un 36,75 nel 2011, con un passaggio da 13.110.000 spettatori a 10.261.000. Mentre le reti Mediaset mantengono una sostanziale parità tra 2010 e 2011, 38,63 di share nel 2010 e 38,40 nel 2011, La7 fa un bel balzo in avanti: da uno share del 3,06 del 2010 con 877 mila spettatori a 8,93 di share nel 2011 e 2.493.000 spettatori nel 2011.
Sembra che stia continuando la trasfusione Rai. Prima giornalisti e conduttori, poi i telespettatori.
I dati si riferiscono alla fascia che va dalle 20:30 alle 22:30, e li ho presi da antoniogenna.com (qui e qui).

14 ottobre 2011                                                                 15 ottobre 2010

sabato 25 giugno 2011

Fazio-Saviano: Vieni via con me a La7

Ormai è deciso: la trasmissione Vieni via con me si  farà su La7. Lo annuncia Saviano e ne dà  notizia anche un soddisfatto Mentana. Dopo Annozero di Santoro la Rai perde un altro pezzo pregiato. Lo riconosce anche il Presidente della Rai Garimberti
«Mi sembra assurdo, direi quasi autolesionista, che la Rai, dopo averlo celebrato in questi giorni nella presentazione dei palinsesti come il programma più visto della stagione autunnale 2010 (secondo solo alla Formula Uno), perda un successo come 'Vieniviaconme'». 
 Dichiarazioni  di Fabio Fazio (riportate dal Corriere)  risalenti a mercoledi scorso puntualizzano
«Ho un accordo con la Rai per rifare, e ne sono molto felice, per i prossimi tre anni Che tempo che fa e degli speciali per Rai3. Riguardo la trasmissione Vieni via con me (che peraltro la Rai non ha mai chiesto salvo Rai3), in questi sette mesi nessuno ha mai contattato Saviano né è stato chiesto di farlo ma mi è stato concesso di farlo altrove»
Che poi ha continuato
«Trovavo assurdo non rifare un programma come Vieni via con me, rivedere me e Saviano insieme. E quindi trovo che sia doveroso riproporre quell'idea e soprattutto riproporre Saviano, dove sarà possibile. La faremo io e Roberto, poi vediamo».
Continua l'autolesionismo Rai.

martedì 7 giugno 2011

Santoro: Annozero non è più nei palinsesti Rai, risolto il contratto

I commenti in giro sono negativi, non tanto perchè la Rai perde Santoro in sè (che comunque fa ascolti) ma perchè perde giornalisti che fanno i giornalisti, non governativi insomma. Ma ce n'è anche qualcuno contento, di commenti.
La tv di Stato ha scelto il suicidio Nessun network licenzierebbe uno così
così titola Aldo Grasso sul Corriere, Santoro andava contrastato con trasmissioni migliori, continua il critico, preferisco dire con  altre trasmissioni, ma l'idea è la stessa, si vede lontano un miglio l'intento punitivo, anche contro i propri interessi (Rai) e contro il cosiddetto pluralismo.
Dipollina, su Repubblica, titola 





La Stampa invece evidenzia il futuro di Santoro, che dovrebbe essere a La7
L'addio di Santoro alla Rai Mentana: Lo aspetto a braccia aperte
Si apprende anche che la conferenza stampa prevista per oggi è stata annullata.

Su altri aspetti punta invece Libero

evidenziando la buonuscita record dell'anchorman.

Sulla stessa linea il Giornale

Ecco l'ultimo colpo di Santoro: liquidazione da 2,5 milioni di euro
risolto un equivoco, precisano al Giornale, non si può piegare un talk show a scopi politici e personali. E un governo? Un governo lo si può piegare invece, aggiungo io? Infine definiscono La7 la nuova Telekabul.

Comunque, in definitiva, altra brutta figura delle istituzioni pubbliche. Non è un martire, Santoro, questo è chiaro. Ma è tutto l'insieme di cose a essere oscuro. Pensare di silenziare Santoro cacciandolo dalla Rai è pura utopia, intendere la Rai come al servizio del governo di turno è invece molto più pericoloso, è indice di un modo di intendere la politica molto simile alla conduzione di un'azienda: uno comanda, tutti gli altri obbediscono, vietate le critiche (pena licenziamento -q.e.d.).
 

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