Visualizzazione post con etichetta abbonamento rai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta abbonamento rai. Mostra tutti i post

venerdì 15 aprile 2016

Canone Rai in bolletta: il parere del Consiglio di Stato. Il documento integrale

Siccome continua il malvezzo dell'informazione italiana di fornire la notizia ma non la fonte provo a pensarci io. Devo dire che il sito della Giustizia Amministrativa non aiuta molto ma, con un po' di pazienza, ci si può riuscire. Molti (leggi tutti) i giornali hanno parlato della bocciatura o quasi da parte del Consiglio di Stato sul pagamento dell'abbonamento Rai nella bolletta elettrica, ma non è proprio così. Il Consiglio rileva delle criticità anzi, per dirla con le sue parole
non può non rilevare che il regolamento de quo presenta alcuni profili di criticità che dovrebbero trovare soluzione prima della sua definitiva approvazione
che, tradotto, significa  che ci sono alcune cose che secondo me -Consiglio- non vanno bene e che andrebbero modificate. Quali sono?

giovedì 19 luglio 2012

Tempo di crisi: il contratto del direttore generale della Rai vale 650.000 euro

Sul Corriere chiariscono che è una voce, su Repubblica sono più sicuri e ne forniscono anche il dettaglio: 400 mila come stipendio base e 250 mila come indennità di funzione.
Noto, en passant, che per accumulare lo stipendio del direttore generale della Rai Luigi Gubitosi occorrono più di 5.800 canoni di abbonamento, per questo sono così accaniti.

Che uno potrebbe anche dire: alla faccia della crisi! Ma non era uscita la norma che gli stipendi dei dirigenti pubblici non dovevano superare quello del primo presidente di Cassazione? Ma vedrete che c'è una clausola, ci deve essere.

La Lega, che poi è giusto dare a Cesare ciò che è di Cesare, nel suo piccolo s'incazza: Cota è il presidente di regione che guadagna meno di tutti (neanche 3.000 euro a fronte dei più di 15.000 del siciliano Lombardo), è possibile che tutti gli altri devono guadagnare come matti? Così il Carroccio decide di presentare un emendamento
alla spending review per cancellare l'esclusione degli emolumenti dei manager pubblici dal tetto che oggi vale per la Rai. [Repubblica cit.]
Non so dargli torto e neanche a questa frase:  "E' evidente che in un periodo di vacche magre si impone un pò di sobrietà" dice Massimo Garavaglia [Repubblica cit.]

domenica 19 febbraio 2012

Quanto incassa la Rai con il canone di abbonamento Tv?

imagecredit rai.it
Sul sito della Rai l'ultimo bilancio consolidato disponibile è quello del 2010, ma dovrebbe essere sufficiente. Sufficiente cioè a capire quanto vale questo canone di abbonamento Rai, quanti soldi cioè il cittadino deve sborsare per mantenere in piedi il servizio televisivo pubblico che invece potrebbe, come sembrerebbe dimostrare Mediaset, vivere solo di introiti pubblicitari.
Ebbene, per il 2010 il canone di abbonamento vale 1,68 miliardi di euro. Se uno poi guarda a quanto incassa la Rai con la pubblicità, cioè 1,03 miliardi, capisce come l'abbonamento costituisca, rispetto a tutti i ricavi, che ammontano 3,01 miliardi, ben il 56%.
Sono, in maniera esplicita, favorevole all'eliminazione del canone e alla libera competizione della Rai con le altre televisioni. Si dirà che la Rai deve fare un servizio pubblico, genere di programmi poco appetibile agli sponsor. In realtà, però, guardando i palinsesti, non si nota una gran differenza tra Rai e Mediaset mentre si nota forse una minore attenzione alle spese grazie, appunto, alla salvaguardia canone. Anche se questa tendenza a sforare i bilanci si è attenuata negli ultimi tempi pure un servizio pubblico ben fatto non solo fa il suo lavoro ma è anche redditizio dal punto di vista pubblicitario (Michele Santoro docet).
E' tempo che i dirigenti pubblici imparino a competere qualitativamente e a far quadrare i bilanci senza sperperare, e senza far conto sempre sul paracadute pubblico.
E, tanto per dire, il festival di Sanremo, con tutti gli ospiti strapagati e tutto il resto, è un'operazione in attivo  o in passivo?

Contrariamente a quello che accade con quasi tutti i siti che ho visionato alla ricerca del termine "bilancio Rai", sono l'unico che fornisce le fonti. Dovrebbe essere una buona abitudine invece nessuno  ce l'ha. E così, per avere la certezza che i dati forniti non erano sbagliati ho dovuto cambiare metodo di ricerca e cercare direttamente la fonte primaria. Quello che faccio è un caloroso invito, a tutti i siti che pubblicano sia un breve sommario del bilancio della Rai o qualsiasi altra relazione di documenti ufficiali,   di inserire sempre la fonte, per una questione di civiltà e correttezza e per la possibilità di verifica.

mercoledì 18 gennaio 2012

Esonero canone abbonamento Rai sopra 75 anni

Una notizia che forse molti non conoscono è che le persone sopra i 75 anni di età con un reddito annuo non superiore a 6.713,98 sono esonerate dal pagamento del canone di abbonamento Rai-Tv. Sul sito della Rai, a questo indirizzo, sono indicati i requisiti e le modalità per usufruire di questo esonero.
A questo indirizzo dell'Agenzia delle Entrate è possibile trovare la Dichiarazione sostituiva da compilare e inviare  o consegnare a mano all'Agenzia delle Entrate.

sabato 15 ottobre 2011

Continua la trasfusione Rai: dati Auditel a confronto, Rai, Mediaset e La7

Lo spunto per questa verifica 2011-2010 dei dati Auditel mi viene dalla notizia letta sul Corriere che Serena Dandini debutta su La7 la domenica in prima serata, dopo che già altri erano approdati su questa rete.
E allora ho voluto confrontare i dati Auditel relativi al 14 ottobre 2011 con quelli relativi allo stesso giorno (15 ottobre) del 2010.
Non che tenga in eccessiva considerazione l'Auditel nè  ritenga eccessivamente aderente al vero  questo tipo di indagine [si veda Roberta Gisotti, La favola dell'Auditel, Ed. Riuniti 2002], ma comunque se non è mutata la forma di rilevamento, se non altro da un anno all'altro, può fotografare comunque una variazione, qualunque significato possa avere.
La prima cosa che si nota, e non so se la scelta del giorno influenza la statistica, è una complessiva perdita della Rai, che passa da un 45,80 di share nel 2010 a un 36,75 nel 2011, con un passaggio da 13.110.000 spettatori a 10.261.000. Mentre le reti Mediaset mantengono una sostanziale parità tra 2010 e 2011, 38,63 di share nel 2010 e 38,40 nel 2011, La7 fa un bel balzo in avanti: da uno share del 3,06 del 2010 con 877 mila spettatori a 8,93 di share nel 2011 e 2.493.000 spettatori nel 2011.
Sembra che stia continuando la trasfusione Rai. Prima giornalisti e conduttori, poi i telespettatori.
I dati si riferiscono alla fascia che va dalle 20:30 alle 22:30, e li ho presi da antoniogenna.com (qui e qui).

14 ottobre 2011                                                                 15 ottobre 2010

lunedì 13 giugno 2011

Prove tecniche di epurazione? Fabio Fazio e Che tempo che fa

Dopo il caso di Santoro con Annozero e la cancellazione consensuale del suo programma nonchè il suo allontanamento dalla Rai è la volta di Fabio Fazio che inizia così la sua lettera aperta inviata a Repubblica
CARO Direttore, da oltre sei mesi ho dato la mia entusiastica adesione al direttore di Rai Tre Paolo Ruffini che mi aveva proposto di proseguire "Che tempo che fa" per i prossimi tre anni così come di ritrovarmi sin da gennaio con Roberto Saviano per una nuova edizione di "Vieni via con me". Da oltre sei mesi aspetto una decisione della Rai. Che cosa ha impedito o impedisce al precedente e all'attuale Direttore generale di rinnovare i contratti in scadenza di alcuni fra i protagonisti della tv pubblica?
Non è l'accordo economico l'ostacolo, accordo già trovato a quanto afferma Fazio, ma le garanzie minime, che sembrano mancare. Mentre a parole sembra esserci spazio per continuare la trasmissione, le voci che girano dicono diversamente, accompagnate anche da affermazioni del tipo
 "... Pare che il programma debba cambiare rete o essere ridotto nell'orario; pare che Luciana sia considerata eccessiva; sembra più opportuno rimandare l'ipotesi di una nuova edizione di Vieni via con me e cose del genere...". E per finire tutti hanno potuto leggere definizioni di Rai Tre e di chi ci lavora che giudico offensive e inaccettabili soprattutto se pronunciate da chi ha importanti responsabilità all'interno della Rai. "Il fortino, l'enclave di comunisti, la riserva indiana".
E non è solo Fazio sulla graticola: anche la Gabanelli con il suo Report attende decisioni e pure Floris, con Ballarò
 è stato consigliato di dedicarsi a qualcosa di nuovo.
Brutta aria, dunque? O bella? Le parole minacciose pronunciate subito dopo le amministrative da Berlusconi, su un intervento anche parlamentare per sanare quello che è considerato l'artefice della sconfitta (leggi le trasmissioni si Santoro, Floris, Fazio e compagnia bella), sembra essere cominciato. Se La7 (attualmente l'unica possibilità) avrà il coraggio di accettare la sfida e accoglierà i transfughi Rai, potrà diventare un vero competitor, senza essere relegato agli spiccioli di share, senza dover più sentire la litania del dipendente pubblico che si deve contenere. 
In futuro, comunque, sarebbe bene che la politica uscisse dalla Rai. Nessun'altra forza politica ha fatto così tante pressioni come l'attuale governo per cancellare delle trasmissioni televisive, per indicarci anche cosa ci deve piacere e cosa ascoltare. La presunzione che la libera stampa possa essere indirizzata e che il servizio pubblico debba essere filogovernativo è una mostruosità. Se la Rai continuerà su questa linea meglio privatizzarla, c'è gente che per le opposte ragioni del centrodestra non pagherebbe il canone. Ma c'è anche chi dice che se si privatizza la Rai, c'è il rischio che Berlusconi se la compra.

mercoledì 8 giugno 2011

Rai: caccia Santoro e aumenta il canone?

Ne parla  Carmelo Lopapa su Repubblica , dopo le congratulazioni del ministro Romani al direttore generale della Rai arrivano certe ipotesi, basate su queste considerazioni

  • Cacciata di Santoro
  • Mancato introito degli sponsor (Annozero aveva una media di 5,8 milioni di telespettatori, il 20,7% di share)
  • Al di sotto delle aspettative gli introiti dell'ultimo aumento di canone di 1,5 euro: 30 milioni incassati a fronte dei 300 necessari
  • Torna fuori la vecchia idea del ministro Romani di legare l'abbonamento Rai alla bolletta elettrica
Risultato finale? Un probabile aumento e/o un collegamento dell'abbonamento alla bolletta elettrica, con buona pace di chi il televisore non ce l'ha. E se a un certo punto quelli che pagano il canone non volessero la cacciata di Santoro? Non hanno gli stessi diritti di quegli abbonati che, secondo le supposizioni del governo, invece non lo desidererebbero? E se invece di pensare ad aumenti si pensasse a programmi (e conduttori) che interessano gli spettatori (e gli sponsor)?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...