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venerdì 14 ottobre 2011

Il Governo di Berlusconi incassa la fiducia del Parlamento: 316 si

imagecredit corriere.it
Il Governo incassa la fiducia con 316 si contro 301 no, maggioranza assoluta, come era prevedibile. E questo nonostante Bossi ci tenga a tenere sulla corda Berlusconi. Infatti, il senatur a domanda risponde: "Il Governo regge fino al 2013? «Non lo so» risponde Bossi." [Corriere] Che è un chiaro escamotage per l'elettore leghista, un segnale, come dire, di forte attenzione all'operato del Governo e al minimo segnale, zac!, si va alle urne, che è proprio quello che risponde a seconda domanda: " Il voto anticipato? «Berlusconi - dice Bossi - andrà al voto, quando lo decido io»." [Corriere] emulando il buon Giucas Casella.
E così il Governo tiene. Dice che l'Enciclopedia Britannica dipinge l'Italia come
“less a single nation than a collection of culturally related points in an uncommonly pleasing setting.” 
"Meno una singola nazione che non un insieme di luoghi legati culturalmente in un ambiente insolitamente piacevole."
Che è solo lo spunto per quest'articolo Italy Travel Guide del New York Times,  un modo come un altro per sapere come la pensano su di noi gli altri 
However concise, this description provides a good starting point for the difficult job of defining Italy, a complex nation wrapped in as much myth and romance as its own long-documented history
Per quanto concisa, questa descrizione fornisce un buon punto di partenza per il difficile compito di definire l'Italia, un Paese complesso avvolto nel mito e nel romanticismo per tutta la sua lunga e documentata storia.
Nel qual articolo guida si instilla però un link che conduce a Berlusconi Holds On to Power in Italy, but Barely che tradurrei con Berlusconi mantiene il potere, ma a malapena.A un certo punto Rachel Donadio, l'autrice del pezzo, dice che Berlusconi sopravvive a malapena al voto di fiducia, ma
Had he lost, Mr. Berlusconi would have had to resign, marking the end of an 18-year political era in which the billionaire businessman shaped Italian politics in his own image, entwining the country’s fate with his own.
Se avesse perso, Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi, segnando la fine di 18 anni di era politica in cui il miliardario uomo d'affari ha plasmato la politica italiana a sua immagine, intrecciando il destino del paese con il suo.
Prosegue poi con affermazioni che danno ragione al premier quando dice che la stampa italiana influenza negativamente l'opinione del suo Governo in giro per il mondo
In what the daily Corriere della Sera called “an atmosphere of interminable agony,” analysts said the Berlusconi government was now hanging by a thread and could fall at the next bump in the road — when enough disgruntled lawmakers from within Mr. Berlusconi’s coalition calculate that they would be safer jumping off a sinking ship rather than risk drowning.
In quello che il Corriere della Sera chiama "un 'agonia interminabile",  gli analisti dicono che il governo Berlusconi è ormai appeso a un filo e potrebbe cadere al prossimo scossone - quando dei parlamentari  abbastanza insoddisfatti all'interno della coalizione di Berlusconi calcoleranno che potrebbe essere più sicuro saltare fuori da una nave che affonda, piuttosto che rischiare di annegare.
 O infine quando evoca Gramellini, della Stampa
Friday’s vote made clear that Italy has been living with a shadow of Mr. Berlusconi. “In this interminable twilight, the man who was Berlusconi remains true to his salesman’s essence,” the satirist and political commentator Massimo Gramellini wrote recently in the Turin daily La Stampa. He will continue to survive, Mr. Gramellini added, until his supporters “start to deny that a man like that, capable of selling us nothing for 20 years, ever really existed.”
Il voto di venerdì ha chiarito che l'Italia ha vissuto con l'ombra di Berlusconi. "In questo interminabile crepuscolo, l'uomo che è stato Berlusconi rimane fedele alla sua essenza di venditore", ha scritto recentemente il commentatore politico nonchè scrittore satirico  Massimo Gramellini sul quotidiano La Stampa di Torino. Egli continuerà a sopravvivere,Gramellini ha aggiunto, fino a quando i suoi sostenitori "inizieranno a negare che un uomo come quello, in grado di venderci il nulla per 20 anni, sia mai realmente esistito."

mercoledì 19 gennaio 2011

lunedì 13 dicembre 2010

I padroni del mondo: Wall Street, banche d'affari, derivati

Il terzo mercoledì di ogni mese, così riporta Federico Rampini su Repubblica citando un articolo di Louise Story sul New York Times, un gruppo di nove banchieri dell'elite di Wall Street si riunisce per decidere le sorti dell'alta finanza. Che siano i derivati o altri generi di speculazioni, pezzi da novanta del calibro di JP Morgan Chase, Goldman Sachs, Morgan & Stanley, con la giustificazione ufficiale di "salvaguardare la stabilità e l'integrità" del mercato, in realtà si incontrano per cercare  soltanto "di difendere il dominio delle grandi banche".
A lanciare il grido d'allarme è Gary Gensler, messo da Obama a capo della Commissione impegnata a controllare il commercio dei Commodity Futures, i contratti a termine con cui si può comprare ogni genere di merce ancora da produrre. Quello che se ne trae è un senso di impotenza dell'amministrazione pubblica nel controllare le distorsioni del mercato finanziario, distorsioni che si riversano poi su "tutti gli americani" e, conseguentemente, su tutto il mondo. E' proprio vero che il libero mercato finanziario, la sua globalizzazione, portano solo buoni frutti, che "lasciar fare al mercato" è l'unica soluzione, fidando nella sua capacità di auto-correggersi? Le recenti crisi finanziarie ed economiche mondiali, sempre più frequenti, sembrerebbero smentire questa convinzione.

Qui l'articolo di Rampini su Repubblica
Qui l'articolo della Story sul New York Times.

fonte nytimes.com


fonte repubblica.it

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