Già visti i nuovi manifesti 6x3 per la prossima manifestazione.
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lunedì 9 aprile 2012
venerdì 6 aprile 2012
Il colpo di coda: per Bossi, come sempre, è tutto un complotto di Roma
Ci mancava il colpo di coda finale, la trovata che spiazza, il colpo di genio: "è tutto un complotto di Roma" (con le varianti da farabutta a padrona) [Repubblica, Corriere, Libero].
Contrariamente a quelli che, come al solito, dopo che qualcuno lascia o ci lascia, si lasciano, a loro volta, andare a cauti o calorosi elogi, tipo quelli che hanno voluto riconoscere aspetti positivi [Battista sul Corriere, p.e.] nella storia politica del senatur (la cosiddetta questione settentrionale), e non ultimo il famoso (mezzo) passo indietro con le dimissioni da segretario, probabilmente già date a sua insaputa dal 2004 (dal momento della malattia), non valuto positivamente nè il prima nè il dopo sia della Lega che dei suoi capi o unico capo.
La continua aggressione contro la magistratura, il leit motiv stantio contro Roma Ladrona, buono per i grulli, messi insieme alla stravecchissima prassi di sistemare i figli, poco si legano con il portare una ventata di nuovo o un seppur generico aspetto positivo. Avrà anche parlato della questione settentrionale ma è tutto come era all'inizio, con una Lega in più però e un partito in più da mantenere (cerchio magico incluso).
La Lega è una delusione doppia perchè, se parte da ragioni obiettive e reali (la famosa questione settentrionale delle tasse pagate anche per gli altri), quello a cui perviene è la formazione di un centro di potere che non ha alcun potere di modificare l'esistente, anche se ha il potere di farne pagare i costi alla collettività. Come accade per gran parte dei 60 miliardi di euro persi in corruzione, come afferma la Corte dei Conti [il Fatto].
A ribadire la pochezza intervengono anche le ultime uscite del capo, che per scaricare responsabilità proprie o interne inventa oscuri complotti ai danni dell'unica forza di opposizione (a se stessa. Conviene ricordare che la Lega fino a 6 mesi fa era a far danni al Governo), per giunta proprio in prossimità delle elezioni amministrative.
Sembra quasi che l'unico problema di queste forze occulte sia quello di affossare la Lega, oppure il PdL, quando toccava a Berlusconi o a qualche altro deputato di quel partito, o al Pd, quando è l'ora sua. Perchè, come è agevole notare, sembra proprio che prima o poi tocca a tutti. Forse perchè il vero potere occulto che c'è dietro queste fantasiose manovre è un altro, talmente oscuro che nessuno ne ha conoscenza, e che trama nell'ombra.
Peccato, dopo una cosa leggermente buona come quella di dimettersi a metà si riprendono subito le antiche abitudini: la colpa è sempre di qualcun altro e dietro ogni avvenimento c'è sempre un complotto. Se poi trovi anche qualche opinionista che niente niente gli riconosce qualche involontario merito, è finita: passano subito ad incassare la santità.
imagesource ignaziomarino.it
lunedì 27 febbraio 2012
Bossi: "Berlusconi? pensavo fosse condannato. I giudici hanno capito il momento politico"
Non ci ho capito molto (colpa mia) ma sembra che abbia detto, anche secondo quanto riportano le fonti di stampa, che (riassumo il concetto) i giudici avrebbero compreso il momento politico, la necessità che il Partito di Berlusconi sostenga il Governo Monti, e perciò l'avrebbero prosciolto.
Tesi peregrina perchè l'accorciamento della prescrizione è opera del Governo Berlusconi ed è quella che ha obbligato i giudici a emettere la sentenza di proscioglimento. Non penso che i giudici possano addomesticare le sentenze a loro piacimento.
Comunque, queste parole riavvicinano Lega e PdL o li allontanano di più?domenica 22 gennaio 2012
Manifestazione della Lega a Milano. La diretta video
Diretta video della manifestazione leghista in Piazza Duomo a Milano, tra passi indietro, aggiustamento delle strategie, pace fatta tra Bossi e Maroni e opposizione al Governo Monti. Dal Corriere. Cliccare sull'immagine.
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| imagecredit ilgiorno.it |
Diretta finita. Qualcosa è disponibile su Youtube cercando manifestazione Lega Milano e usando il filtro per data caricamento.
venerdì 13 gennaio 2012
Lega d'annata: forcaioli si o no?
L'hanno mostrata in molti questa foto d'annata del leghista Luca Leoni Orsenigo del 1993, in piena Mani Pulite, con il cappio sventolato a Montecitorio. La si fa vedere perchè Bossi, dopo il voto negativo della Camera all'arresto del deputato Cosentino ha detto: "La storia della Lega non è mai stata forcaiola". Forse doveva dire: la storia della Lega non è più forcaiola, perchè sembra che in passato lo sia stata.
2012
Mai forcaioli
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| imagecredit © Ansa |
1993
Forcaioli
mercoledì 28 dicembre 2011
Perchè la Lega punterebbe al default del debito pubblico?
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| imagesource noipensiamo |
Ipotesi fatta dal deputato senatore PD Enrico Morando il 22 dicembre in un intervento al Senato. Riporto quanto pubblica Pietro Ichino sul suo sito, cioè il resoconto stenografico di quell'intervento. Evidenzio in grassetto i passaggi fondamentali.
MORANDO (PD). Signor Presidente, perché la Lega ha assunto verso il Governo Monti una posizione di così violento contrasto? Non tanto verso la manovra del Governo Monti, ma verso il Governo Monti in sé, come hanno dimostrato l’intervento di Calderoli di ieri mattina e la gazzarra di ieri sera.
Non convince la risposta che la Lega stessa ha fornito a questa domanda con la relazione di minoranza. In sostanza, la relazione di minoranza sostiene che la manovra di Monti è iniqua, espropriatrice verso i ceti produttivi della Padania. Non convince perché i senatori leghisti, almeno quelli che – per dirla con una battuta folgorante che ha caratterizzato Giancarlo Pajetta – non hanno il difetto – ce ne sono tanti – di credere alla propria propaganda, sanno benissimo che la situazione non sta in questi termini e, semmai, ha qualche fondamento il giudizio opposto: dei 10 miliardi di euro, tutti prelevati dai patrimoni, che la manovra dedica alla riduzione della pressione fiscale sui produttori, la gran parte si rivolgerà a sostenere impresa e posti di lavoro ovviamente là dove l’una e gli altri sono più presenti, ossia al Nord.
Non convince questa interpretazione, soprattutto perché – anche ammettendo che fosse fondato questo giudizio della Lega Nord, che ho appena dimostrato essere non fondato – alla Lega resterebbe da rispondere a una domanda, che viene prima di quella relativa all’asserita iniquità della manovra. È necessaria e urgente una manovra di questa entità e con questo carattere strutturale, oppure no? È una domanda che la Lega vuole occultare dietro alla cortina fumogena degli artigiani del Nord, rovinati – udite udite! – dalla piena deducibilità dell’odiata IRAP, pagata sul costo del lavoro, e dei commercianti del Nord, distrutti da un aumento dei loro contributi previdenziali, che finalmente potranno assicurare loro una pensione decente, così consentendo loro di smettere di ingrassare – in questo caso sì: “ingrassare” – i sistemi assicurativi privati, a cui oggi i commercianti diffusamente ricorrono, che sono assai meno generosi del sistema previdenziale pubblico.
Il fatto è che Bossi ha da gestire un vero e proprio fallimento politico. Alla guida della Nazione per più di otto anni e mezzo degli ultimi dieci, il suo partito non è riuscito né a fornire protezione ai ceti produttivi del Nord, insidiati dagli sconvolgenti flussi della globalizzazione, come si era impegnato a fare da partito‑sindacato del territorio, né a realizzare il cambiamento promesso quando, con l’alleanza con il neopopulismo proprietario di Berlusconi, aveva abbandonato l’identità secessionista, per assumere l’obiettivo democratico di una versione egoistica, di destra, della rivoluzione federalista. Dopo otto anni e mezzo di Governo, un pugno di mosche in mano.
Come capita ai leader in difficoltà di partiti a fortissima identità e attraversati – come lo è la Lega – da pulsioni antisistema, Bossi ha allora pensato che l’unica strada per evitare il collasso fosse un ritorno al passato (anche nel mio partito, recentemente, abbiamo vissuto un’esperienza di questo tipo), andando via dal Governo di Roma, per tornare alla secessione.
Ma ecco il punto, signora Presidente: come rendere realistico l’obiettivo della secessione, altrimenti poco più che folcloristico? La risposta è semplice: se ci fosse il fallimento del debito pubblico italiano, esso trascinerebbe nella rovina l’intera costruzione dell’euro. Crollata l’unità monetaria, cosa prenderebbe il suo posto? Probabilmente, dopo una vera e propria catastrofe sociale, si andrebbe ad un nuovo assetto, con l’«euro 1», nella vecchia area del marco, e «l’euro 2», nei restanti Paesi dell’attuale Unione. Da una parte una moneta forte e dall’altra una moneta o un sistema di monete – scegliete voi – deboli, protagoniste di un accelerato processo di sistematica svalutazione a fini competitivi.
È un incubo? Sì, è un incubo per tutti, compresi gli artigiani e i commercianti del Nord, che verrebbero falcidiati, sia nel reddito sia nel patrimonio. Ma proprio questo esito da incubo – questo è il punto – è la condizione per il successo della nuova‑vecchia linea politica della Lega. Se c’è il fallimento del debito pubblico, allora diventa plausibile la secessione del Nord. La parte più sviluppata del Paese, questa è la scommessa di Bossi, da vero leader politico come certamente è, non accetterà di uscire dall’Europa che conta e agirà di conseguenza. Ecco perché, in buona sostanza, questa è la riedizione di quella linea secessionista, che non a caso caratterizzò la Lega nella fase nella quale sembrava che non saremmo riusciti ad entrare nell’euro: questa è esattamente la riedizione di quella scommessa. Lega ha perso la prima scommessa: pensa di vincere la seconda.
Ecco perché la Lega si scaglia con tanta veemenza contro il Governo Monti e la sua manovra. Esso, proponendosi di scongiurare il fallimento del debito pubblico, costituisce il più grande ostacolo per la strategia secessionista della Lega: se riesce Monti fallisce la Lega, se Monti fallisce può riuscire la Lega. So che a questo modo di ragionare si può obiettare in modo radicale: non c’è un effettivo rischio di fallimento del debito pubblico, e conseguentemente il compito cui il Governo Monti deve attendere è rilevante ma non ha valore esiziale (esiziale in senso tecnico, dell’alternativa tra fallimento e successo, tra vita e morte). Di qui, nel nostro campo, le cautele e le prese di distanza: «Sì, lo appoggiamo, Monti, ma senza impegno». Quante posizioni sono così, nel Partito Democratico e nel PdL!
Capisco, ma non riesco a condividere. Il debito pubblico italiano può effettivamente fallire: può ancora fallire, malgrado la manovra. Se il livello dei tassi dovesse stabilizzarsi attorno al 7 per cento dove oggi si trova, dovremmo fare per anni un avanzo superiore al 5 per cento del prodotto del PIL non per ridurre il debito, ma semplicemente per mantenerlo là dove è. Ciò che significa l’insostenibilità del debito pubblico, quindi il fallimento del debito pubblico italiano.
E ancora: tassi d’interesse così elevati sul debito pubblico informano di sé l’intero sistema dei tassi, immediatamente, nella nostra economia: quindi, banche che non fanno credito a famiglie e imprese, e imprese e famiglie che non possono prendere a prestito per investire. Risultato: l’insostenibilità del debito pubblico via caduta in recessione o, come si dice adesso complicando inutilmente le cose, dal lato del denominatore.
Dunque, il rischio è reale ed è drammatizzato dalla possibilità che molti nei Paesi forti – guardate a quanto sta accadendo nella CDU tedesca, e alla polemica della destra della CDU tedesca contro la cancelliera Merkel – siano tentati dall’azzardo morale estremo per reagire all’azzardo morale degli italiani, come dicono loro. «Loro, gli italiani» – così ragionano – «pensano che alla fine per salvare noi stessi e l’euro li salveremo, anche se da luglio ad ottobre non hanno fatto nulla. Ma si sbagliano. Se dobbiamo far pagare ai nostri contribuenti, allora facciamoli pagare per nazionalizzare le nostre banche, e non per pagare i debiti degli italiani».
La nettezza delle alternative in campo è dunque perfettamente squadernata di fronte a noi: la Lega deve far cadere il Governo Monti perché questa è la condizione per il fallimento del debito pubblico; noi, il PD e il PdL, dobbiamo garantire il successo del Governo Monti perché vogliamo salvare l’Italia dal fallimento, realizzare le condizioni per uscire dal bipolarismo distorto che ci ha portato all’attuale collasso, aprire la stagione del bipolarismo maturo in cui le forze centrali dei due schieramenti si emancipano dal ricatto delle componenti estremiste dei rispettivi campi.
In questo senso, per il PD, altro che Governo amico! Se al successo del Governo Monti è vitalmente legato il futuro della Nazione, noi, come partito della Nazione, dobbiamo dire: questo è il nostro Governo. Cambiato il moltissimo che c’è da cambiare, il problema si pone anche al PdL. «Vogliamo recuperare il rapporto con la Lega», sostiene il PdL: obiettivo legittimo, se rivolto a una Lega sconfitta, grazie al Governo Monti, sul suo obiettivo secessionista; obiettivo incompatibile con l’interesse nazionale, se dovesse essere perseguito attraverso la sottovalutazione del carattere antisistema dell’attuale strategia leghista. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
Rilevo, a corollario di queste ipotesi forse un po' troppo forzate, che lo spread questa mattina è crollato al 3,2% e che i Bot vanno a ruba (da come riporta qui Repubblica): domanda doppia rispetto all'offerta. Come dicevo, le ipotesi di Morando mi sembrano un po' troppo forzate. Un fallimento del debito pubblico avrebbe conseguenze disastrose sia per i padani che per gli italiani e non so quanti sani di mente lo auspicherebbero. Forse, semplicemente, la Lega mira a recuperare quella credibilità presso la base che era sfumata durante il periodo di governo dando addosso all'esecutivo e, contrariamente a quello che hanno fatto le altre forze politiche, non si assume rischi e oneri di un appoggio al governo nell'interesse generale. Questo governo Monti, occorre aggiungere, non è arrivato per volontà di Monti, o almeno: probabilmente si è lavorato nelle retrovie perchè avvenisse quello che è avvenuto, ma lo scopo, a quanto è dato sapere, era evitare il tracollo. Che poi le strategie di Monti siano deludenti, questo è un altro discorso.
martedì 27 dicembre 2011
Lega, ecco le banconote padane
L'Espresso pubblica questa inchiesta sulle banconote padane. Si sa che la moneta è l'espressione autentica dell'esistenza di uno Stato: ora, guardando l'euro non ne sono più tanto sicuro ma, del resto, non sono certo queste banconote padane che contribuiscono a tranquillizzarmi, specie considerando il recente passato della Lega. Per chi volesse dargli un'occhiata ecco la prima banconota della serie di 8 osservabile cliccando sull'immagine. Si tratta di una banconota della Repubblica del Nord da mille leghe: passi se fossero quelle sotto i mari, così almeno si fa più difficoltà a sentire certe cose, ma metterci pure la faccia di Bossi...
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| credit espresso.repubblica |
venerdì 16 dicembre 2011
Travaglio: a lezione di economia padana. Il "bancarottolo"
Dal Servizio Pubblico Marco Travaglio illustra una dispensa di economia padana con il conio di una nuova moneta, il "bancarottolo". Storia purtroppo tragica e purtroppo trasversale, del livello di competenza (per non dire peggio) della nostra classe politica. Perchè stupirsi che i soldi non bastano mai ?
lunedì 5 dicembre 2011
La nuova cartina dell'Europa con la Padania secondo Bossi
Sul Corriere c'è questo video con la presentazione da parte di Bossi della nuova cartina della Padania.
martedì 30 agosto 2011
Non disturbate la manovra (economica)
Sul sito del governo è presente un testo dal titolo Manovra: le proposte di modifica al decreto legge. E' la relazione del summit tenuto ieri dalle forze di governo. Ecco cosa dice:
La riunione di maggioranza presieduta dal Presidente Silvio Berlusconi si è conclusa con le seguenti unanimi determinazioni:1) Interventi di natura costituzionale:- dimezzamento del numero dei parlamentari;- soppressione delle province quali enti statali e conferimento alle regioni delle relative competenze ordinamentali;2) Il decreto dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati con le seguenti principali modifiche:- sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri;- riduzione dell’impatto della manovra per comuni, province, regioni e regioni a statuto speciale. Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate;- sostituzione del contributo di solidarietà con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative;- contributo di solidarietà a carico dei membri del parlamento;- mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione;Il governo e il relatore presenteranno le relative proposte emendative, aperti al confronto con l’opposizione nelle sedi parlamentari.
Vi era, evidentemente, la necessità di non creare attrito con l'associazione dei sindaci (Anci), mobilitata per i tagli e quella di sostituire questi tagli (2 miliardi restituiti ai comuni) con altri: si è così trovato un punto di accordo. Le annualità degli anni di servizio militare e di università non saranno più valutati ai fini del raggiungimento dei 40 anni di versamenti, anche se saranno conteggiati nel computo della pensione. Solo dallo scorporo degli anni di militare il governo pensa di risparmiare da 1 miliardo a 1 miliardo e mezzo di euro, che compensano in parte i mancati tagli ai comuni. Ecco che quello che Bossi non voleva accettare assolutamente che passasse dalla porta rientra dalla finestra. Bisogna ritardare l'uscita dal lavoro quanto più possibile, e questo escamotage sembra accontentare tutti, tranne chi doveva andare in pensione ovviamente.
Vi è la tendenza a responsabilizzare i comuni nei confronti dell'evasione fiscale, premiandoli con una percentuale sulle maggiori entrate che riusciranno a realizzare. Sperando che non si assista a quei fenomeni che hanno recentemente avuto per protagoniste le agenzie di riscossione, con una serie di fenomeni variamente chiamati cartelle pazze.[1]
Il contributo di solidarietà dei redditi sopra i 90 e 150 mila euro è stato cancellato e sarà compensato da una riduzione degli sgravi fiscali per le cooperative e dalla lotta all'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali, in pratica intestare patrimoni alla nonna e nei paradisi fiscali. Rimane invece per i parlamentari. In più, due capisaldi come dimezzamento del numero dei parlamentari ed eliminazione delle province dovranno passare il vaglio della Riforma Costituzionale, per cui se ne parlerà fra alcuni anni.
Quando si diceva a saldi invariati tremavo: e infatti. Chissà com'è, ma quando cominciano a ripensarci, va a finire sempre peggio per il cittadino comune.
[1] http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=136290 http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/52392
http://www.repubblica.it/economia/2011/03/02/news/equitalia_recuperati_9_miliardi_da_evasori-13084937/
mercoledì 29 giugno 2011
Manovra economica e riforma fiscale del Governo: il documento di Tremonti
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| credit giulio laurenzi |
E' una manovra di tagli da 47 miliardi, ma il grosso, cioè 40 miliardi, nella prossima legislatura. La suddivisione sarà probabilmente la seguente
- 1,8 miliardi nel 2011
- 5,5 miliardi nel 2012
- il resto, cioè quasi 40 miliardi, nel biennio 2013-2014
In questo insieme di tagli vi sono anche quelli ai vari ministeri, che saranno così ripartiti
- riduzione di 262 milioni per il 2011
- riduzione di 1,4 miliardi nel 2012
- riduzione di 2,5 miliardi nel 2013
- e infine riduzione di 5 miliardi nel 2014
Tra quelle spese che non possono essere tagliate, vi sono 1,8 miliardi , le cui voci più rilevanti sono
- 700 milioni per le missioni militari all'estero
- 36 milioni sempre alle forze armate per aiuto controllo territorio
- 314 milioni alle Regioni per il trasporto pubblico locale
- 200 milioni per impegni dello Stato in fondi e banche internazionali
- 64 milioni gestione flotta aerea Protezione Civile
Una formula interessante sulle tasse adottata dal Ministro Frattini, dopo il vertice a Palazzo Grazioli, è che non saranno tagliate ma rimodulate, secondo quanto riporta il Corriere, con tutto quello che la formula può significare. Anche il commento di Bossi, riportato da Repubblica, sembra lasciare poco spazio agli annunci di riduzioni. A chi gli chiedeva sul clima all'interno della maggioranza e sulle tasse ha risposto
"Va così così, il governo rischia fino a che non è passata la manovra. Riduzione tasse? Non questa volta"
Tra le cose invece date per certe vi sono, per il Corriere
- 10 euro ticket prestazioni specialistiche e ambulatoriali dal 2012
- 1 anno di blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione
- congelamento aumento statali fino al 2014
- blocco della rivalutazione delle pensioni più alte
Tra le cose probabili
- nessun aumento dell'Iva
- azzeramento stipendio dei ministri (ma quello da parlamentare?)
- tassa sulle transazioni finanziarie
- aumento età pensionabile delle donne a 65 anni
- legare la pensione all'aspettativa di vita (dal 2014)
- fare ricorsi presso le commissioni tributarie potrebbe costare fino a 1500 euro (da 30 a 1500)
Le reazioni delle opposizioni catturate da Repubblica
Bersani
"siamo alla farsa drammatica". Se la scaglionatura della manovra in vista del pareggio di bilancio, come sembra emergere dal vertice di Palazzo Grazioli, concentrerà il grosso sul biennio 2013-2014, "è una presa in giro colossale per l'Italia" perché "significa esporre il Paese a un messaggio privo di ogni credibilità"
Casini
"Se fosse così, sarebbe una prova di irresponsabilità totale: scaricare sull'anno elettorale, sul 2013, tutto il peso e l'onere di una manovra, rischia di essere sleale e rischiamo di pagare molto cara questa furberia già dai prossimi giorni. Noi abbiamo detto al governo che sosteniamo la manovra se è fatta di scelte impopolari, se mette in sicurezza i conti pubblici... A fronte di una disponibilità di una parte dell'opposizione a sostenere la manovra, prevalgono le furberie"Giudizio complessivo sulla manovra? Ottima strategia comunicativa: creazione di un'aspettativa, annuncio che va nel senso dell'aspettativa, prima bozza che apporta alcune modifiche, approvazione di un testo piuttosto diverso dall'originale. Speriamo non sia proprio così.
Stranamente defilato Berlusconi.
lunedì 20 giugno 2011
Pontida il giorno dopo sulla stampa italiana
Nemmeno Libero riesce a capire bene cosa è successo a Pontida, tanto è vero che lo chiede ai lettori. Però si sente in dovere di metterli sull'avviso: non date retta a quello che dicono sui giornali, escluso il loro, ovviamente.
Per il Giornale si tratta di una conferma: il Senatur non rompe con Berlusconi. Però un ultimatum glielo lancia. E' solo per le folle o interpreta il pensiero leghista?
Per Repubblica invece si tratta di un vero e proprio avviso: è a rischio la leadership se non si mette mano alle riforme. Anche se si comprende che andare alle elezioni anticipate, in questo momento, significherebbe compromettere l'esito, dal punto di vista della maggioranza.
E anche al Corriere evidenziano il messaggio nascosto nel comizio di Pontida, che è lo stesso notato da Repubblica: riforme altrimenti...altrimenti, visto che una crisi di governo non conviene, si può sempre fare una crisi di premier. O forse si parla per la base, una specie di contentino, insomma?
domenica 19 giugno 2011
Pontida: diretta del raduno
So che l'aspettavate, ed eccolo: in diretta il raduno di Pontida.
Aspettando Pontida
Sembra che il mondo (politico) stia come trattenendo il respiro, sia come congelato in attesa delle rivelazioni che arriveranno da Pontida, quando parlerà Bossi e dirà cose che voi umani non avete mai sentito.E invece (e qualche volta purtroppo) le avete già sentite. Alcune rendono perplessi: i ministeri al nord, che senso hanno se non quello simbolico, e la Lega utilizza molto il simbolismo e il rito. Poi c'è la richiesta dell'abbassamento delle tasse, la famosa riforma fiscale, ma dov'era la Lega quando Tremonti ha comunque cercato di diminuire del 50% i rimborsi elettorali? La riforma fiscale è difficile da fare senza soldi, specie ora che anche Moody's ci controlla da vicino e c'è il rischio dell'abbassamento del rating.
Che lo facciano, i leghisti, solo per accontentare la base?
E' possibile. Del resto, cos'altro sono i continui annunci di abbassamento delle aliquote di Berlusconi?
E' per questo che non considero così significativa Pontida, ma quello che verrà dopo. Nell'immediato post Pontida si vedrà se gli annunci di Pontida solo solidi o sono solo proclami fatti per il popolo leghista, in un tripudio di ritualità e aspettative, spesso disilluse.
venerdì 17 giugno 2011
Prossemica e linguaggio corporeo della conferenza stampa congiunta Berlusconi Maroni
Meglio di mille parole parla il corpo. Noto, in questa conferenza stampa congiunta Berlusconi-Maroni pre-Pontida, che il ministro Maroni tiene il tronco in una posizione discosta da Berlusconi, ha cioè il corpo inclinato nella direzione opposta al premier. Quello che non può fare apertamente, o quasi, a parole lo fa con il linguaggio corporeo. C'è un gelo evidente tra i due, nella direzione Maroni-Berlusconi, evidenziato dall'atteggiamento discosto del Ministro dell'Interno. La lontananza delle posizioni politiche è sottolineata e accentuata dalla lontananza del corpo.
Si guardi, per esempio, questa conferenza congiunta in occasione degli sbarchi di profughi a Lampedusa tenuta in aprile di quest'anno. La posizione di Maroni è normale, a dimostrazione di un maggior affiatamento, di una confluenza d'interessi.
martedì 31 maggio 2011
"Se vince De Magistris mi suicido" video delle avventate affermazioni di Mastella
Improvvidamente, un Clemente Mastella molto sicuro di sè, ai microfoni di Un giorno da pecora, si lasciava andare a qualche affermazione troppo avventata, sentite un po'
In maniera un po' crudele (ma simpaticamente) glielo ricordano in una pagina su Facebook.
Per fortuna che alla fine, come quasi sempre accade quando si parla dei politici, sono solo false promesse.
In maniera un po' crudele (ma simpaticamente) glielo ricordano in una pagina su Facebook.
Per fortuna che alla fine, come quasi sempre accade quando si parla dei politici, sono solo false promesse.
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giovedì 11 novembre 2010
Cose che vorremmo sempre vedere: Cota sorregge il posacenere a Bossi
Si, va beh che in Prefettura non si potrebbe fumare, state a fare i pignoli. Piuttosto, ci lamentiamo sempre che i nostri politici sanno fare una cosa sola...la politica, che avevate capito? e invece ecco che si dimostra che sono eclettici, sanno adattarsi, quando è il momento possiedono la necessaria elasticità e umiltà per adeguarsi anche a più "umili" impegni. Guardate qua.
(A proposito, avete notato come "l'ombra" di Bossi sia ringiovanita?)
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