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giovedì 13 febbraio 2014

Quanto perde il Festival di Sanremo: 20 milioni di euro in tre anni. La relazione della Corte dei Conti

A dirlo è la Corte dei Conti nella sua Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della RAI-RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.p.A. per gli esercizi 2011 e 2012, l'esercizio di controllo dei bilanci che fa la Corte sugli enti pubblici. Ora, la relazione è piuttosto corposa e riguarda tutta la gestione finanziaria della Rai  per gli esercizi 2011 e 2012. Per chi fosse interessato la condivido qui sotto. Il capitolo sul Festival di Sanremo è il 10.2.1 a partire da pagina 182.

Il risultato netto di tre anni (2010-2012) di Festival di Sanremo è una perdita di 20,1 milioni di euro, per 15 puntate di Festival, circa 1,34 milioni a puntata, suddivisi così, come si vede da questa tabella presa dalla relazione della Corte: 7,8 milioni nel 2010, 7,5 milioni nel 2011 e 4,8 milioni nel 2012, con quest'ultima minore perdita dovuta in gran parte alla rinegoziazione della convenzione con il Comune di Sanremo.


mercoledì 3 aprile 2013

La Rai tra compensi esagerati e trasmissioni flop: un dossier del Codacons

Ne parlava ieri il Fatto: il Codacons ha redatto questo dossier sulle presunte spese folli e gli sprechi in Rai e poi l'ha consegnato alla Corte dei Conti.
Tra trasmissioni andate in onda una sola volta e poi sparite e compensi faraonici, il Codacons ritiene che la Rai avrebbe dilapidato circa 60 milioni di euro. Tutto questo mentre, sempre sul Fatto, si anticipa il bilancio 2012 della televisione pubblica,  in rosso di 250 milioni: Rai, buco da 250 milioni di euro e la pubblicità segna -20 per cento. Carlo Tecce parla di necropoli Rai che "mostra abitudini e malaffare che non faranno mai diventare rampante quel cavallo morente che accoglie i visitatori all’ingresso".
Le due cose, chiaramente, non possono non andare di pari passo: trasmissioni scadenti, che durano poche puntate ma costano molti soldi e compensi da capogiro, comportano una perdita di spettatori e, di conseguenza, di inserzioni. Mettici pure la crisi, che spinge ai pensionamenti anticipati e il conto è presto fatto.

martedì 5 febbraio 2013

Rai e Mediaset: composizione e costi del personale a confronto

Cercavo qualche notizia in merito ai costi di Sanremo, come i cachet del conduttore Fazio e  dei suoi collaboratori, vedi Littizzetto, oppure quello degli ospiti, o anche sapere se l'operazione Sanremo è in perdita o in pareggio, ma si sa che la Rai è avara di notizie al riguardo, in barba alla trasparenza.
E così, indirettamente, ripiego sulla composizione e il costo del personale, che si ricava dai bilanci, mettendo a confronto quelli della Rai e di Mediaset.

Mediaset o meglio, il Gruppo Mediaset,  al 31 dicembre 2011 ha 6.113 unità impiegate, così composte:



mercoledì 26 dicembre 2012

La reputazione della Rai: sondaggio su servizio pubblico e impresa della televisione italiana

Il rapporto sulla reputazione della Rai è una ricerca condotta da Abis analisi e strategie e Makno per la televisione, come da contratto di servizio dell'emittente pubblica, realizzata allo scopo di rilevare la qualità dei programmi e dell'impresa:
“La rilevazione della Corporate Reputation
definisce l’immagine e il valore sociale della Rai come gruppo industriale e istituzionale di servizio pubblico. Essa è la risultante di un monitoraggio specifico e del suo collegamento con la rilevazione della qualità dei programmi. La Corporate Reputation si declina in diversi fattori costitutivi che valgono in sé, ma anche nel confronto, implicito ed esplicito, che i cittadini/pubblico pongono con altri soggetti [...]:
- il contributo delle diverse reti;
- il contributo delle diverse piattaforme al “valore” della Rai;
- il contributo dei vari generi, o programmi televisivi e radiofonici, al valore della Rai;
- il contributo di Internet al valore della Rai;
- il contributo dell’attenzione dedicata dalla Rai al pubblico dei diversamente abili in termini di programmazione e di ausilio tecnico alla fruizione dei programmi.

giovedì 19 luglio 2012

Sono solo parole: dal "non è più tempo di sprechi" di Passera ai 650 mila euro del dg Rai

Sono solo parole è il titolo di una bella canzone di Noemi e mi dispiace accostarla a quest'altro argomento, ma si dà il caso che le parole sono lo sport preferito dei politici: parlare, parlare e ancora parlare. Il politico svuota di significato le parole. Io almeno la intendo così, sempre che le notizie che riporto siano vere. La prima è questa, viene da Libero ma gli altri quotidiani e blog sono sulla stessa linea (che poi è più di 1 milione di euro)



sabato 9 giugno 2012

Monti su nomine Rai: "non è un concorso di abilità". Infatti

A.M. Tarantola Presidente Rai
L. Gubitosi Diretto Generale Rai
Un estratto dalla conferenza stampa del Consiglio dei Ministri [via Il Fatto] che ha presentato le nomine alla Rai e alle Authority. Passi per il Presidente della Rai ma il Direttore Generale magari qualche piccola competenza di televisione potrebbe anche averla.
Le reazioni di uno dei due autocandidati  Santoro e Freccero esclusi (Freccero) sono state caustiche:
«È pazzesco. Sono sorpreso e stralunato, è una cosa incredibile. Ha scelto due alieni che secondo me vedono poco la tv e leggeranno solo giornali economici»
[...]  «Bisogna verificare - prosegue Freccero - se hanno il televisore a casa, se la guardano, quali programmi. Monti ha confuso la Rai con una banca. È come nominare un romanziere presidente di un istituto di fisica nucleare. La reazione più giusta è quella di essere stupiti» [Corriere]
E Santoro su Monti
 Mi pare che Monti abbia una banca al posto del cervello». [Corriere cit.]

lunedì 30 aprile 2012

Il Governo sulla Rai non farà niente: question time alla Camera con il Ministro Giarda

CdA Rai
Question time alla Camera con il Ministro Giarda su alcuni importanti temi. Tra questi anche quello riguardante il Consiglio di Amministrazione della Rai, scaduto da diverse settimane. Silvana Mura dell'IdV chiede al Governo se intende riformare il sistema di nomina del consiglio o se voglia renderlo almeno più trasparente, richiesta che può essere sintetizzata in liberare la Rai dalla politica.
A questa interrogazione il Governo per bocca di Giarda risponde:

  • richiamo della normativa vigente: il Ministro dell'Economia, in quanto azionista di riferimento Rai, presenta una lista di 9 candidati, di cui 7 della Commissione Parlamentare di Vigilanza e 2 del Ministero
  • tra i due candidati espressi dal Ministero c'è anche il candidato presidente, nominato dal consiglio di amministrazione e ratificato dalla Commissione (i 2/3)
  • esaurito il pedissequo richiamo alla normativa il Ministro dimostra di apprezzare il suggerimento alla trasparenza dei curriculum di tutti i candidati del consiglio di amministrazione Rai, per i candidati di sua competenza, auspicando che altrettanto faccia la Commissione di Vigilanza
  • quanto al processo di riforma niente da fare, tempi troppo stretti ma il Governo si impegna ad aprire un dialogo con il Parlamento per la riforma della g,overnance Rai (campa cavallo)

lunedì 12 marzo 2012

Giustizia e Rai: a in Mezz'ora di Lucia Annunziata il Presidente Schifani

Il Governo Monti può occuparsi di Giustizia e Rai? è la domanda d'esordio di Lucia Annunziata al Presidente del Senato Schifani. Lunga premessa: il Pdl sostiene il Governo a proprio rischio (vedi rottura con la Lega) e dunque non è in discussione il supporto a Monti.
Ma con qualche distinguo: per quanto riguarda i temi di natura economica via libera al Governo, però per altri temi i partiti e il Parlamento  hanno la preminenza. Insomma c'è un perimetro intorno a quello che il Governo può fare.
In un momento in cui c'è pacificazione tra le forze politiche si può cercare di trovare l'accordo (su questioni come Rai e Giustizia), esordisce Schifani. Peccato che nel dire queste parole Schifani si impappini su pacificazione, ad indicare che forse nemmeno lui ci crede troppo. Ma a  parte le osservazioni semiserie, i due nervi scoperti di Rai e Giustizia sono argomenti che stanno troppo a cuore al PdL per lasciarle affrontare unicamente dal Governo.
E così, se sulla Rai Schifani non va al di là di un insieme di buone intenzioni e luoghi comuni, stimolando la battuta dell'Annunziata su una sorta di governo tecnico anche per la Rai, sulla Giustizia le convinzioni sono più precise e puntuali: intercettazioni, responsabilità civile magistrati, sono i due cavalli di battaglia del partito di cui fa parte e che spettano al Parlamento (sottinteso non al Governo).
Si parla anche della sentenza Dell'Utri: Schifani auspica che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa sia tipicizzato dal Parlamento. Ma da quale Parlamento, questo?
Spazio anche per il revival di indagini sugli attentati Falcone-Borsellino, ma qui riprende la sequela di luoghi comuni. Clicca sull'immagine per vedere la trasmissione.


mercoledì 22 febbraio 2012

Caso Fiat vs Rai-Formigli: 7 milioni di risarcimento

imagecredit spettacoli.notizie.it
Per esempio, la recente sentenza di condanna per i due dirigenti della ditta Eternit, accompagnata dall'obbligo di risarcimento, seppure integrabile in sede civile, prevedeva 100 milioni per circa 4000 parenti delle vittime, che fa circa 25.000 euro a persona o, se si considerano le 2.000 vittime, fa 50.000 euro a testa. Seppure a mio parere insufficienti, sono comunque cifre comprensibili.
Meno comprensibile risulta l'elevata sanzione inflitta a Corrado Formigli, quando lavorava ancora ad Annozero, e alla Rai, per una trasmissione sulla Fiat andata in onda il 2 dicembre 2010 su Rai 2. Si tratta di ben 7 milioni di euro. La Rai ha immediatamente annunciato ricorso in appello e il giornalista Formigli ha affermato
«Certo, è una cifra devastante. Io non li ho...», sibila. Poi aggiunge: «Le tabelle in vigore presso il tribunale di Milano, fatte proprie dalla Suprema Corte, riconoscono al padre che ha perso un figlio un danno non patrimoniale massimo di 308.700 euro. E io non ho ucciso nessuno. Del totale dei 7 milioni «solo» un milione e settecentocinquanta mila euro quantificano il danno patrimoniale, mentre ben cinque milioni e duecentocinquantamila euro rappresentano il danno non patrimoniale». [fonte qui]

martedì 21 febbraio 2012

Contratto Rai: se ti infortuni o rimani incinta puoi essere licenziato

imagecredit unicitta.it
Forse il Ministro Fornero e il Presidente Monti dovrebbero riflettere su questa considerazione: se poni datore di lavoro e dipendente allo stesso livello, il datore di lavoro sarà comunque avvantaggiato.
Dal che segue che se dai un piccolo vantaggio al datore, questo si trasforma in un vantaggio ancora più ampio. 
Inoltre, può essere che fare i professori, occuparsi delle massime questioni, renda a volte parzialmente ciechi alla vita che si dibatte  nelle piccole cose. Quantunque elevati siano i nostri intenti, inevitabilmente si compongono di piccole parti banali. E infatti, nella mia esperienza di lavoro non sono mancati il vecchio lavoro a cottimo e le buste paga menzognere.
Questo preambolo serve a introdurre la notizia che ho letto sul blog del popolo viola, il Post viola, nell'articolo “Sei incinta? Ti licenzio”, la clausola shock nei contratti Rai – Foto, basato sull'articolo del blog dei giornalisti precari Errori di stampa che per primo ha segnalato la notizia.
Le cose starebbero in questo modo, anche se la pubblicazione di una fotografia del contratto (qui sotto) tratta dal blog del popolo viola attenua i dubbi:

domenica 19 febbraio 2012

Quanto incassa la Rai con il canone di abbonamento Tv?

imagecredit rai.it
Sul sito della Rai l'ultimo bilancio consolidato disponibile è quello del 2010, ma dovrebbe essere sufficiente. Sufficiente cioè a capire quanto vale questo canone di abbonamento Rai, quanti soldi cioè il cittadino deve sborsare per mantenere in piedi il servizio televisivo pubblico che invece potrebbe, come sembrerebbe dimostrare Mediaset, vivere solo di introiti pubblicitari.
Ebbene, per il 2010 il canone di abbonamento vale 1,68 miliardi di euro. Se uno poi guarda a quanto incassa la Rai con la pubblicità, cioè 1,03 miliardi, capisce come l'abbonamento costituisca, rispetto a tutti i ricavi, che ammontano 3,01 miliardi, ben il 56%.
Sono, in maniera esplicita, favorevole all'eliminazione del canone e alla libera competizione della Rai con le altre televisioni. Si dirà che la Rai deve fare un servizio pubblico, genere di programmi poco appetibile agli sponsor. In realtà, però, guardando i palinsesti, non si nota una gran differenza tra Rai e Mediaset mentre si nota forse una minore attenzione alle spese grazie, appunto, alla salvaguardia canone. Anche se questa tendenza a sforare i bilanci si è attenuata negli ultimi tempi pure un servizio pubblico ben fatto non solo fa il suo lavoro ma è anche redditizio dal punto di vista pubblicitario (Michele Santoro docet).
E' tempo che i dirigenti pubblici imparino a competere qualitativamente e a far quadrare i bilanci senza sperperare, e senza far conto sempre sul paracadute pubblico.
E, tanto per dire, il festival di Sanremo, con tutti gli ospiti strapagati e tutto il resto, è un'operazione in attivo  o in passivo?

Contrariamente a quello che accade con quasi tutti i siti che ho visionato alla ricerca del termine "bilancio Rai", sono l'unico che fornisce le fonti. Dovrebbe essere una buona abitudine invece nessuno  ce l'ha. E così, per avere la certezza che i dati forniti non erano sbagliati ho dovuto cambiare metodo di ricerca e cercare direttamente la fonte primaria. Quello che faccio è un caloroso invito, a tutti i siti che pubblicano sia un breve sommario del bilancio della Rai o qualsiasi altra relazione di documenti ufficiali,   di inserire sempre la fonte, per una questione di civiltà e correttezza e per la possibilità di verifica.

sabato 18 febbraio 2012

Festival di Sanremo 2012: la diretta della finale

Per chi volesse seguire sul web la diretta della finale del Festival di Sanremo, può guardarsi lo streaming sul portale Rai. Cliccare sull'immagine.

imagecredit rai.it

Festival di Sanremo 2012: i dati di ascolto Rai

imagecredit rai.it
Durante i 5 giorni del Festival sono spariti i programmi di approfondimento sulle altre reti, con poche eccezioni, e vanno in onda film e telefilm o, al massimo, qualche replica. Il timore dello schiacciasassi sanremese è elevato e allora si rinuncia a competere. Ma quali sono questi ascolti? L'Ufficio stampa della Rai pubblica quelli delle prime tre serate ai quali, se faccio in tempo, cercherò di aggiungere quelli della quarta di ieri.
Eccoli: si comincia con un boom d'ascolti dovuti, probabilmente, anche a Celentano. Nella seconda serata la flessione è probabilmente imputabile alla partita del Milan su Rai2 che totalizza il 12,3% di share. Comunque i dati del prime time di Sanremo sono questi: 1a serata 14.378.000; 2a serata 11.055.000; 3a serata 12.770.000

venerdì 17 febbraio 2012

Conferenza stampa Festival di Sanremo 17 febbraio 2012. La diretta

Conferenza stampa Festival di Sanremo del 17 febbraio, in diretta dal sito Rai. Questo è il sito dedicato a Sanremo dalla Rai dove dovrebbe essere disponibile la diretta. Purtroppo, al momento (ore 12:23) la diretta non è disponibile in nessuno dei due siti. 

imagecredit rai.it
Ecco i due siti dai quali dovrebbe essere trasmessa la diretta della conferenza stampa.
Ufficio stampa Rai: apre il lettore Windows Media Player
Sanremo.rai, diretta web.


sabato 17 dicembre 2011

Minzolini: non è licenziabile. Via dal Tg1 ma rimane in Rai a 22 mila euro al mese

L'epopea Minzolini continua. Ne parlano, in ordine di lettura, Eleonora Bianchini su Internet e Politica, Alessandro Gilioli su Piovono Rane e, infine, Repubblica.
La sostanza è questa: Minzolini, a quanto riportano queste fonti, non è licenziabile dalla Rai anche se può essere rimosso da direttore del Tg1 perchè ha un contratto da "caporedattore con funzioni di direttore", per cui può essere allontanato dalla direzione del Tg1 ma rimarrà con il suo bel stipendio da 550 mila euro lordi l'anno, cioè 22mila netti al mese.


E così, giustamente parla Gilioli della farsa della flessibilità, sempre in bocca a liberisti di parola di tutte le razze: ma quando tocca a loro, sono "incrostati" al loro posto di lavoro peggio del calcare alle tubature.
Come rivela ancora Gilioli, quel contratto lo mette al riparo dal licenziamento in quanto
 in base al contratto dei giornalisti sono licenziabili senza giusta causa o giustificato motivo soltanto i direttori e i vicedirettori. In questi casi, basta la fine del «rapporto fiduciario» con l’editore per porre termine a un contratto, con il pagamento di una penale pari a un certo numero di mensilità.

Capito? Ti assumo come caporedattore così non sei licenziabile anche se cambia governo e colore ma ti faccio svolgere il ruolo di direttore (e relativo stipendio), ruolo che implicherebbe anche la licenziabilità senza giusta causa, appunto per l'elevatissima retribuzione. Privilegi  da ricco e da tutele da povero.

Questa è la famosa flessibilità all'italiana: chi ha fatto questo contratto a Minzolini dovrebbe pagargli lui (o lei) lo stipendio da adesso in avanti.

venerdì 16 dicembre 2011

Superquark di Piero Angela compie trent'anni

imagecredit it.wikipedia.org/wiki/Superquark 
Sono passati esattamente trent'anni da quel 1981 quando, in seconda serata dopo Dallas, prendeva il via la fortunata trasmissione di Piero Angela. Inizialmente il programma si chiamava Quark poi, nel 1995, diventa Superquark. Per festeggiarlo, da lunedi 19 dicembre RaiUno manda in onda tre serate speciali 30 anni di Superquark, un viaggio sorprendente, la prima dedicata al dietro le quinte della trasmissione, la seconda serata dedicata al pianeta Terra e la terza serata alle 10 meraviglie costruite dall'uomo.
Su TvZap dove si parla dell'evento Piero Angela racconta un aneddoto con risvolti inquietanti. Ha a che fare con l'amicizia di Angela con Enzo Tortora e con le famose vicende di quest'ultimo, le false accuse, il carcere e infine la morte e di come certi eventi possano influire negativamente, anche se indirettamente,  sulla nostra vita.
Dice Angela
“quando fu protagonista di quella triste pagina, proprio perché lo conoscevo e sapevo che tipo di uomo per bene fosse, ho avuto paura che accadesse lo stesso a me. Da quel giorno ho iniziato a tenere un diario dettagliato di tutto quello che facevo durante il giorno, ora per ora, minuto per minuto. Così, se mi avessero arrestato, sarei stato in grado di dimostrare, nero su bianco, la mia giornata”.
Un altro ricordo, più lieto, riguarda il risultato di pubblico raccolto in quella prima puntata, ben nove milioni. 
Sul sito del programma Superquark.Rai oltre le repliche delle puntate passate di questa stagione e gli speciali, si trovano anche le repliche delle stagioni 2008 e 2009.

lunedì 12 dicembre 2011

Rai e Mediaset: Tg1 e Tg5 perdono audience in favore del web

Interessante articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica dal titolo L'Italia sfiducia i Tg Rai-Set, con chiaro riferimento all'uniformità informativa che affligge l'attuale situazione, vigente anche se il governo è cambiato, in cui una persona si trova  ad avere la proprietà di un gruppo televisivo e il controllo dei canali televisivi pubblici. Conseguenza di questo stato di cose, e dell'irrisolto conflitto di interessi,  è che molti più spettatori cercano altre fonti di informazione, al di fuori dei canali   Rai e Mediaset. A confortare queste osservazioni Diamanti riporta tanto di tabelle, risultato di un recente sondaggio, che confermano un generale passaggio di pubblico dalle reti televisive al web.
In questi due grafici [fonte Demos & PI], la cui serie completa è a questo indirizzo, si mostra, rispettivamente, la fiducia nei tg e nei notiziari in due archi temporali: tra il 2007-2011 e tra il 2010-2011. Si evidenzia, in linea generale, la perdita di fiducia di tutti i tg ad esclusione di quelli di La7, Rai News24 e Sky Tg24.
Nella seconda tabella viene mostrata l'evoluzione dell'utilizzo dei sistemi di informazione: seppure ancora preminente, la televisione, insieme a radio e quotidiani su carta, segna un costante declino tra il 2007 e il 2011 compensato da un parallelo incremento dell'utilizzo di internet.



Notevole, come è agevole notare, la perdita di fiducia del Tg1, attestata attualmente su un 50,1% ma proveniente da una direzione Riotta nel 2007 consolidata al 69%. Stessa sorte, come una specie di contrappasso, al Tg5, che veniva da un 59,3% nel 2007 e, perdendo quasi 11 punti, raccoglie un magro 48,5% e per il Tg2, che perde ancora più del Tg4.
E' degno di interesse notare anche quale trasmissione di approfondimento politico raccoglie i maggiori consensi e la fiducia della spettatore. Forse non a sorpresa, Ballarò si piazza al primo posto seguito da un'altra trasmissione di RaiTre, Report. Ecco la classifica, secondo Demos & PI, delle prime sei posizioni:

  1. Ballarò 54,8%
  2. Report 47,5%
  3. Matrix 43,1%
  4. Servizio Pubblico 40,3%
  5. Porta a Porta 39,4%
  6. L'Infedele 38,6%
Qualche osservazione in chiusura. Bisogna considerare che la perdita di appeal culturale che investe le ammiraglie dell'informazione -Tg1 e Tg5- non è imputabile, probabilmente, ad un cambiamento di orientamento politico dello spettatore bensì al rigetto di un certo  tipo di informazione. Per esempio nel rifiuto della tendenza ad infittire i telegiornali di episodi di cronaca, soprattutto nera, oppure nell'aumento dell'informazione destinata al gossip. Altrimenti non si spiegherebbe come un telegiornale quale quello di Mentana su La7, così incentrato sulla politica, sia costantemente cresciuto fino ad attestarsi al secondo posto, nella classifica sulla fiducia nei tg, dopo il Tg3.
E' un segno di maturità del pubblico italiano? Probabilmente si, ma anche di una malaccorta gestione delle risorse umane, soprattutto nel settore pubblico  nel quale, negli ultimi tempi, si è assistito a un vero e proprio salasso di personaggi e ad un avvicendamento poco oculato, probabili cause o concause della situazione attuale.













sabato 1 ottobre 2011

L'impoverimento culturale della Rai

Continua la strada della decadenza culturale della Rai e più nello specifico di Rai Tre.
In questo caso è Corradino Mineo, direttore di RaiNews a lamentarsi in diretta che non hanno un operatore di ripresa ma solo telecamere fisse, unico Tg in Europa o forse nel mondo. Dopo Michele Santoro, con la rottura consensuale del contratto, dopo l'eliminazione di programmi come Vieni via con me di Fazio e Saviano e quello della Dandini Parla con me, la nuova ventata di risparmi (o epurazioni?) coinvolge anche un TG come RaiNews. Da ultimo, anche il programma di Daverio Passepartout ci lascia (l'unico programma culturale della Rai, così lo definisce Aldo Grasso sul Corriere). Qual è il razionale di un simile atteggiamento? La rinuncia completa alla funzione di servizio pubblico culturale per mantenere solo quello dell'intrattenimento? Sinceramente,  vista la qualità che c'è in giro, addebitare alla sola politica del risparmio il taglio di tanti programmi e tanti mezzi non sembra credibile, considerato poi che molti di questi programmi cancellati portavano anche tanti sponsor. Dunque? Dal punto di vista culturale è un'operazione autolesionistica, specialmente con il programma di Daverio che non aveva connotazioni politiche. Dal punto di vista economico lo è stata, autolesionistica, con Fazio-Saviano e Santoro. E' forse una dimostrazione che la politica nel servizio pubblico televisivo si comporta come un rinoceronte in un negozio di porcellane?


martedì 12 luglio 2011

Garimberti sul calo di ascolti del Tg1 di Minzolini: "questione di qualità del prodotto e dell'informazione"

Si sono accorti che il Tg1 perde ascolti. Alcune osservazioni di Paolo Gentiloni (Pd) riportate dall'Unità sono emblematiche. Ci sarebbero 9 punti di share tra il direttore precedente (Gianni Riotta) e l'attuale (Augusto Minzolini)
«L'ultimo riepilogo mensile disponibile, quello di giugno, indica uno share del 22.8 per l'edizione serale», sottolinea Gentiloni. «Nell'ultimo mese di giugno del TG1 diretto dal predecessore di Minzolini (giugno 2008), gli ascolti serali erano stati del 31.7». «Nove punti in tre anni sono davvero troppi», osserva il responsabile del Forum ICT del PD. «Non basta la flessione delle reti generaliste e la difficoltà di RAIUNO a giustificare un tonfo che è motivo di allarme per tutto il servizio pubblico», conclude Gentiloni.
Stessa linea del Presidente della Rai Garimberti il quale, su Repubblica, afferma che oggi
 "non è più solo questione di pluralismo ma di qualità del prodotto e dell'informazione"
Il recente sorpasso del Tg5  è importante più come  indicatore delle scelte dei telespettatori che come dato in sè:
 "non mi preoccupa il 20,9% del Tg5" rispetto al Tg1 perché "il sorpasso c'è stato più volte" ma "preoccupa il 20,6% del Tg1", perché vuol dire che "lo spettatore avverte che l'informazione non va bene, non è completa, non è adeguata allo standard della rete ammiraglia". Serve quindi "una riflessione sugli ascolti e sulla qualità dell'informazione" e questo "è un problema che riguarda indiscutibilmente anche RaiUno". Nel consiglio di giovedì "le criticità delle reti andranno esaminate" e per il Tg1 "bisogna fare qualcosa perché torni a fare il Tg1"
Il passaggio dalla politica alla cronaca, tipica dei Tg di area Mediaset, non paga dunque. A volte è addirittura imbarazzante l'assenza, nei titoli del Tg1, di alcuni importanti fatti politici, che finiscono relegati in coda. E del resto, spiega anche lo spostamento sul Tg di La7 di molti spettatori. Solo che adesso stanno facendo i conti.
Il direttore generale Lorenza Lei dichiara flessioni di share di 1,2 e 2,7 punti percentuali

  • Tg1 - stagione 2010-2011 - edizione delle 13,00: share 26,45% (media) -1,2% rispetto 2009-2010
  • Tg1 - stagione 2010-2011 - edizione delle 20,00: share 25,21% (media) -2,7% rispetto 2009-2010



venerdì 1 luglio 2011

La Rai e la fabbrica del consenso della Struttura Delta. Un'inchiesta dell'Espresso

Così spiegano la genesi dell'inchiesta dell'Espresso Repubblica su quella che poi hanno chiamato Struttura Delta, una struttura, per citare Massimo Giannini, "capace di omologare e addomesticare l'informazione per renderla funzionale al berlusconismo al potere": 
Questa inchiesta nasce da una querela che Walter Galbiati e Emilio Randacio rimediano per aver pubblicato su "Repubblica" nel 2007 una serie di articoli che raccontano, sulla base dei brogliacci delle intercettazioni dell'inchiesta Hdc (anno 2005), le manovre a cavallo tra Rai e Mediaset di un gruppo di manager e giornalisti per assicurare a Berlusconi un'informazione "antiguai". Solo che la condizione di querelati consente di avere accesso ai materiali dell'inchiesta, comprese centinaia di intercettazioni nella versione audio. Un materiale ricchissimo e esemplare di cui qui presentiamo una parte, la più interessante, che ci fa capire i meccanismi di funzionamento di quella che successivamente è stata battezzata la "Struttura Delta".

L'inchiesta HDC cui si fa cenno sopra è questa, e riguarda il sondaggista Luigi Crespi e la sua azienda, la Hdc.
Quello che emergerebbe da queste intercettazioni è la creazione di quella che chiamano una task force all'interno della Rai composta da
Deborah Bergamini a Pionati a Del Noce, tanti si attivano per addolcire a Berlusconi il boccono [sic]  amaro delle Regionali,
con lo scopo di
discutere con la supposta "concorrenza" i palinsesti più favorevoli al "Biscione". Fino alla costituzione di una "task force" per controllare e disinformare.
Qui, un dibattito con Massimo Giannini, Vincenzo Natale, Massimo Vita, con una scheda introduttiva su quella primavera del 2005 





In questa e in questa  pagina alcune delle intercettazioni. La storia recente della Rai, del resto, continua sulla stessa lunghezza d'onda: rescissione consensuale del contratto con Santoro, mancato accordo con Fazio per Vieni via con me, dimissioni di Lucia Annunziata. Sarebbe interessante verificare chi saranno i sostituti. Non sembrerebbe senza motivo se siamo così indietro nella classifica di Freedom House (La libertà di stampa nel nostro paese).

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