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martedì 5 febbraio 2013

Rai e Mediaset: composizione e costi del personale a confronto

Cercavo qualche notizia in merito ai costi di Sanremo, come i cachet del conduttore Fazio e  dei suoi collaboratori, vedi Littizzetto, oppure quello degli ospiti, o anche sapere se l'operazione Sanremo è in perdita o in pareggio, ma si sa che la Rai è avara di notizie al riguardo, in barba alla trasparenza.
E così, indirettamente, ripiego sulla composizione e il costo del personale, che si ricava dai bilanci, mettendo a confronto quelli della Rai e di Mediaset.

Mediaset o meglio, il Gruppo Mediaset,  al 31 dicembre 2011 ha 6.113 unità impiegate, così composte:



lunedì 26 marzo 2012

Mediaset dimentica di rinnovarlo e perde il dominio .com

Apprendo da Guido Scorza sul Fatto che  Mediaset, sì proprio l'azienda del cavaliere, ha perso il dominio .com perchè si è dimenticata di rinnovare la registrazione. Trascorsi inutilmente i 30 giorni, il grace period, la concessionaria ha infatti messo all'asta il dominio mediaset.com e se lo è aggiudicato una ditta americana che vende media-sets cioè apparecchi elettronici.
Nonostante l'azienda del Cavaliere abbia fatto ricorso al Wipo, agenzia delle Nazioni Unite sulla proprietà intellettuale, invocando la mala fede del compratore, gli arbitri hanno dato ragione alla Fenicius Llc, la società che si è aggiudicata il dominio.
Pertinenti e giuste le osservazioni di Scorza, al di là dell'entità del danno oggettivo a Mediaset, che può essere solo quello dell'immagine, e a cui  è rimasto  il dominio .it:
Una brutta batosta per l’orgoglio del Cavaliere ma, forse, un’occasione in più per rendersi conto che anche i più grandi ed i Signori dei privilegi, sul web, diventano gente comune soggetta a regole davvero eguali per tutti.

Dopo tante battaglie condotte da Rti contro il web, i pirati – veri e presunti – ed a favore di norme censoree [n.d.r. da ultimo il famigerato regolamento Agcom], con una battuta, ora, verrebbe da dire: chi il web ferisce, di web perisce. 



Fonti: il Fatto Quotidiano, Corriere , Wipo
imagesource tvdigitaldivide.it

lunedì 12 dicembre 2011

Rai e Mediaset: Tg1 e Tg5 perdono audience in favore del web

Interessante articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica dal titolo L'Italia sfiducia i Tg Rai-Set, con chiaro riferimento all'uniformità informativa che affligge l'attuale situazione, vigente anche se il governo è cambiato, in cui una persona si trova  ad avere la proprietà di un gruppo televisivo e il controllo dei canali televisivi pubblici. Conseguenza di questo stato di cose, e dell'irrisolto conflitto di interessi,  è che molti più spettatori cercano altre fonti di informazione, al di fuori dei canali   Rai e Mediaset. A confortare queste osservazioni Diamanti riporta tanto di tabelle, risultato di un recente sondaggio, che confermano un generale passaggio di pubblico dalle reti televisive al web.
In questi due grafici [fonte Demos & PI], la cui serie completa è a questo indirizzo, si mostra, rispettivamente, la fiducia nei tg e nei notiziari in due archi temporali: tra il 2007-2011 e tra il 2010-2011. Si evidenzia, in linea generale, la perdita di fiducia di tutti i tg ad esclusione di quelli di La7, Rai News24 e Sky Tg24.
Nella seconda tabella viene mostrata l'evoluzione dell'utilizzo dei sistemi di informazione: seppure ancora preminente, la televisione, insieme a radio e quotidiani su carta, segna un costante declino tra il 2007 e il 2011 compensato da un parallelo incremento dell'utilizzo di internet.



Notevole, come è agevole notare, la perdita di fiducia del Tg1, attestata attualmente su un 50,1% ma proveniente da una direzione Riotta nel 2007 consolidata al 69%. Stessa sorte, come una specie di contrappasso, al Tg5, che veniva da un 59,3% nel 2007 e, perdendo quasi 11 punti, raccoglie un magro 48,5% e per il Tg2, che perde ancora più del Tg4.
E' degno di interesse notare anche quale trasmissione di approfondimento politico raccoglie i maggiori consensi e la fiducia della spettatore. Forse non a sorpresa, Ballarò si piazza al primo posto seguito da un'altra trasmissione di RaiTre, Report. Ecco la classifica, secondo Demos & PI, delle prime sei posizioni:

  1. Ballarò 54,8%
  2. Report 47,5%
  3. Matrix 43,1%
  4. Servizio Pubblico 40,3%
  5. Porta a Porta 39,4%
  6. L'Infedele 38,6%
Qualche osservazione in chiusura. Bisogna considerare che la perdita di appeal culturale che investe le ammiraglie dell'informazione -Tg1 e Tg5- non è imputabile, probabilmente, ad un cambiamento di orientamento politico dello spettatore bensì al rigetto di un certo  tipo di informazione. Per esempio nel rifiuto della tendenza ad infittire i telegiornali di episodi di cronaca, soprattutto nera, oppure nell'aumento dell'informazione destinata al gossip. Altrimenti non si spiegherebbe come un telegiornale quale quello di Mentana su La7, così incentrato sulla politica, sia costantemente cresciuto fino ad attestarsi al secondo posto, nella classifica sulla fiducia nei tg, dopo il Tg3.
E' un segno di maturità del pubblico italiano? Probabilmente si, ma anche di una malaccorta gestione delle risorse umane, soprattutto nel settore pubblico  nel quale, negli ultimi tempi, si è assistito a un vero e proprio salasso di personaggi e ad un avvicendamento poco oculato, probabili cause o concause della situazione attuale.













sabato 15 ottobre 2011

Continua la trasfusione Rai: dati Auditel a confronto, Rai, Mediaset e La7

Lo spunto per questa verifica 2011-2010 dei dati Auditel mi viene dalla notizia letta sul Corriere che Serena Dandini debutta su La7 la domenica in prima serata, dopo che già altri erano approdati su questa rete.
E allora ho voluto confrontare i dati Auditel relativi al 14 ottobre 2011 con quelli relativi allo stesso giorno (15 ottobre) del 2010.
Non che tenga in eccessiva considerazione l'Auditel nè  ritenga eccessivamente aderente al vero  questo tipo di indagine [si veda Roberta Gisotti, La favola dell'Auditel, Ed. Riuniti 2002], ma comunque se non è mutata la forma di rilevamento, se non altro da un anno all'altro, può fotografare comunque una variazione, qualunque significato possa avere.
La prima cosa che si nota, e non so se la scelta del giorno influenza la statistica, è una complessiva perdita della Rai, che passa da un 45,80 di share nel 2010 a un 36,75 nel 2011, con un passaggio da 13.110.000 spettatori a 10.261.000. Mentre le reti Mediaset mantengono una sostanziale parità tra 2010 e 2011, 38,63 di share nel 2010 e 38,40 nel 2011, La7 fa un bel balzo in avanti: da uno share del 3,06 del 2010 con 877 mila spettatori a 8,93 di share nel 2011 e 2.493.000 spettatori nel 2011.
Sembra che stia continuando la trasfusione Rai. Prima giornalisti e conduttori, poi i telespettatori.
I dati si riferiscono alla fascia che va dalle 20:30 alle 22:30, e li ho presi da antoniogenna.com (qui e qui).

14 ottobre 2011                                                                 15 ottobre 2010

lunedì 20 dicembre 2010

Titoli (in borsa) e stabilità (al governo)

Fanno notare, quelli della voce.info, che il giorno 14 dicembre "giorno del giudizio", esattamente alle ore 13,44, ora della fiducia alla Camera, in borsa, il titolo Mediaset subiva un'impennata. Cioè, un'impennatina, però sempre di aumento si tratta. Per dire quanto siano sensibili alla stabilità politica i mercati finanziari.

fonte lavoce.info

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