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lunedì 29 ottobre 2012

Report: Di Pietro e l'Italia dei Valori al setaccio. Storia di contributi pubblici e proprietà immobiliari

Lunga inchiesta di Report su Di Pietro e l'Italia dei Valori, realizzata da Sabrina Giannini, dal titolo Gli insaziabili. Dove ci sono i soldi c'è il rischio di illegalità, questa sembra essere una verità che sfida ogni confutazione. Quella allestita dalla Giannini è la storia e la destinazione dei contributi pubblici che il partito dell'ex pm ha ricevuto, degli immobili acquistati dopo essere entrato in politica, dell'associazione a tre che controlla il partito, degli ex soci e compagni politici allontanatisi nel tempo. Come per esempio Elio Veltri, che insieme a Di Pietro ha contribuito a fondare il partito, e che già nel 2001 lasciava l'avventura politica, il quale afferma:
Il modo di gestire il finanziamento pubblico dell’ Italia dei Valori è stato studiato accuratamente con una ingegneria di cui non c’è riscontro nell’ esperienza italiana.

giovedì 25 ottobre 2012

Bilancio dei partiti e movimenti politici in Gazzetta Ufficiale

E' uscito sulla Gazzetta Ufficiale n. 248 del 23 ottobre 2012 Supplemento Straordinario il numero dal titolo Rendiconti dei partiti e movimenti politici per l'esercizio 2011.
Si tratta di 62 tra partiti e movimenti politici obbligati a presentare un bilancio. Non tutti hanno percepito rimborsi pubblici ma alcuni partiti che ufficialmente non esistono più continuano a percepirli.

Di seguito, a titolo di curiosità, l'elenco dei partiti e movimenti. Nel link sopra il numero della G.U. con i bilanci, per chi avesse curiosità, invece, per i conti.


martedì 16 ottobre 2012

Ai terremotati il taglio dei contributi pubblici ai partiti

Quel taglio ai contributi pubblici ai partiti, auspicato e poi tradotto in legge, è stato addirittura messo in pratica e così il Governo si ritrova tra le mani 91 milioni di euro tolti ai movimenti politici e ai partiti e, come specificato nella legge 6 luglio 2012 n. 96, agli articoli 1 e 16
Art. 1
Riduzione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti
e dai movimenti politici
1. I contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici sono ridotti a euro 91.000.000 annui, il 70 per cento dei quali, pari a euro 63.700.000, e' corrisposto come rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l'attivita' politica. Il restante 30 per cento, pari a euro 27.300.000, e' erogato, a titolo di cofinanziamento, ai sensi dell'articolo 2. Gli importi di cui al presente comma sono da considerare come limiti massimi.

mercoledì 8 febbraio 2012

Alleanza Nazionale e i rimborsi elettorali

imagecredit ivg.it
Ci si butta a pesce il Giornale: Rita Marino, segretaria di Gianfranco Fini ai tempi di An, fa un esposto e la Procura indaga  sulla gestione dei rimborsi elettorali di Alleanza Nazionale.
"Uso distorto del patrimonio che doveva essere liquidato e non gestito" [fonte qui]
Così Vincenzo Consolo al Giornale. L'ipotesi alla base dell'esposto è
 ammanchi per svariati milioni di euro, e i reati sui quali starebbe lavorando il pm sarebbe appropriazione indebita, malversazione e truffa. [fonte il Giornale]

martedì 10 gennaio 2012

E' giusto che i partiti ricevano molti più soldi di quello che costano?

Tema sempre d'attualità quello dei costi della politica ma che ogni tanto assume anche sfumature di filosofia del diritto: è giusto che un partito politico incassi come rimborso elettorale così tanto in più di quello che costa?
A guardare alcune tabelle pubblicate, le differenze tra quanto i partiti spendono e quanto ricevono di contributi pubblici sono enormi. Non sarebbe più giusto garantire la copertura delle spese, o poco più? Magari per non fare dei partiti delle vere e proprie imprese, come per esempio racconta il Corriere a proposito della Lega,  (ma chiaramente non solo  lei), che investirebbe i fondi pubblici in Tanzania.
C'è il rischio che i partiti diventino delle vere e proprie attività economiche. Ecco alcune di queste tabelle trovate in rete su quanto ricevono e quanto hanno speso i partiti politici.

imagecredit sconfini.eu

Rimborsi ottenuti dai partiti politici (cumulativo) rispetto alle spese sostenute (cumulative) dal 1994 al 2008.

imagecredit informarexresistere.fr

venerdì 6 gennaio 2012

I contributi e i finanziamenti elettorali ai partiti: più alti o più bassi d'Europa?

imagecredit salon-voltaire
Simpatico duetto a suon di lettere al direttore quello avvenuto circa un mesetto fa sul Corriere a proposito dei finanziamenti ai partiti o, come si chiamano adesso, rimborsi elettorali. I protagonisti: da una parte Ugo Sposetti deputato Pd e dall'altra il solito duo Rizzo Stella.
Con la sua lettera al direttore Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, intende dire una parola chiara e definitiva sui rimborsi elettorali ai partiti sia in Italia che nei principali paesi europei contrastando il bugiardino dei due editorialisti. Il deputato Pd utilizza i dati contenuti in un recente rapporto a cura del Servizio Studi della Camera, che prende in considerazione la situazione del finanziamento pubblico ai partiti in tre paesi europei come Francia, Spagna e Germania. Pur nella diversità delle situazioni, infatti negli altri paesi vi sono sia il finanziamento diretto che il contributo elettorale mentre in Italia il finanziamento è stato abolito con referendum, tenta una comparazione.

Per esempio, dice Sposetti

  • Germania: contributo annuale ai partiti a carico dello Stato non può superare i 133 milioni.Poi sono da aggiungere i contributi alle fondazioni di partito, altri 95 milioni a carico del ministero dell'Interno e 233 milioni a carico del ministero dello Sviluppo, il che fa 328 milioni. Se si sommano ai contributi annuali danno un totale di 461 milioni, pari a 5,64 euro per abitante.
  • Francia: il contributo annuale è di circa 75 milioni al quale va aggiunto il contributo per le campagne elettorali (sempre che vi siano elezioni). Prendendo a riferimento il 2007 in cui vi sono state due elezioni, il contributo campagne elettorali è di 87 milioni che sommato al contributo ai partiti porta a 162 milioni totali, pari a 2,46 euro per abitante (ma molto meno in assenza di elezioni, 1,15 euro per abitante).
  • Spagna: contributo annuale ai partiti 82 milioni, più 4,2 milioni per la sicurezza, più 44 milioni come rimborso elettorale che fanno 131 milioni pari a 2,84 euro per abitante.
  • Italia: il contributo spese elettorali per il 2011 è di 180 milioni, pari a 2,97 euro per abitante. Dalla prossima legislatura però, grazie ai vari tagli previsti, il contributo elettorale sarà di 145 milioni pari a 2,39 euro per abitante.

A questi rilievi però risponde il duo Rizzo Stella, dipingendo un quadro meno idilliaco di quello del deputato che, secondo loro, tende a sottostimare (infatti appartiene al centrosinistra, vedi qui) i contributi ai partiti italiani.


  • Nel 2010 i partiti hanno ricevuto 285 milioni, non 180, ai quali bisogna aggiungere i contributi ai gruppi parlamentari, altri 75 milioni e quelli ai gruppi consiliari regionali, più o meno altri 75 milioni. A questo punto siamo sui 435 milioni di euro, ma ancora non è finita, dicono Rizzo e Stella, perchè ci sono da aggiungere anche il 19% di detrazioni sui finanziamenti privati ai partiti, che ammontano a 49 milioni. Il 19% di 49 milioni fa  9 milioni che sommati a 435 danno 444 milioni, pari a 7,36 euro per abitante. Il 30% più della Germania e solo il triplo di Francia e Spagna. A onor del vero occorre aggiungere che fino al 2010 era in vigore il doppio rimborso ai partiti ora eliminato ma, non considerando per il 2011 questo doppio rimborso rimangono pur sempre 339 milioni, pari a 5,62 euro per abitante, come per la Germania ma con un Pil inferiore del 23 % e qualità dei servizi che lascio a voi giudicare.

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