Letta si ostina a scrivere "abolito il finanziamento pubblico dei partiti" e "finalmente adesso decidono i cittadini". Tra le due dichiarazioni noto una piccola incongruenza: infatti, i cittadini decidono solo se finanziare o no i partiti con soldi pubblici attraverso il 2 per mille (per non parlare degli altri benefits). Ne consegue che il finanziamento pubblico non è stato abolito, ma solo modificato. E' stato abolito un tipo di finanziamento pubblico e ne è stato adottato un altro, migliore del precedente senza dubbio, ma pur sempre finanziamento pubblico. Nonostante tutto molti titoli di giornali e telegiornali parlano di abolizione, ma non si tratta di abolizione. Il disegno di legge divenuto decreto, in attesa di avere online l'ultimo approvato in Consiglio dei Ministri, è più o meno quello di quest'estate, ed è disponibile qui. Avevo svolto alcune osservazioni qui, per chi fosse interessato. Quelle di adesso non sono dissimili: non è abolizione del finanziamento pubblico dei partiti ma modifica del finanziamento pubblico dei partiti. E' importante fare attenzione alle parole.
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sabato 14 dicembre 2013
venerdì 26 luglio 2013
L'emendamento che depenalizza il finanziamento illecito ai partiti
Sparisce la reclusione dal reato di finanziamento illecito dei partiti regolato dalla legge 2 maggio 1974, n. 195. L'emendamento, presentato al d.d.l. in discussione alla Camera, è opera del PdL. Il disegno di legge, in discussione alla Commissione Affari Costituzionali, si occupa delle riforme costituzionali e dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ed è integralmente visionabile a questo indirizzo. La parte relativa all'emendamento presentato dai deputati Bianconi, Calabria, Centemero, Ravetto, Francesco Saverio Romano è a pagina 110. Ma, insieme alla presunta abolizione del finanziamento pubblico ai partiti c'è un reale tentativo di abolizione della reclusione sostituendola con la sola sanzione amministrativa.
« ART. 10-bis.1. All’articolo 7, terzo comma, della legge 2 maggio 1974, n. 195, le parole da: reclusione a triplo sono sostituite dalle seguenti: sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo.10. 03. Bianconi, Calabria, Centemero,Ravetto, Francesco Saverio Romano.
sabato 1 giugno 2013
La (fanta)storia dell'abolizione del finanziamento ai partiti (con il testo del disegno di legge)
Non si possono lasciare i partiti senza soldi dicono i politici, ma i cittadini sì però. Cosa dire infatti ai parenti di tutti quei cittadini che si sono tolti la vita perchè rimasti senza un soldo e per i quali non è stato previsto nessun per mille, nè il 2 pensato per i partiti, nè l'8 dato alla chiesa, nè il 5 destinato alle onlus? Si può dire che i cittadini possono morire, ma i partiti, le onlus, e la chiesa, no.
Consapevoli di non poter deludere ancora una volta l'opinione pubblica e incalzati dal M5S i partiti si sono vantati di aver finalmente abolito il finanziamento pubblico. Ma la realtà è diversa. Il tweet con il quale il Presidente Letta annuncia, probabilmente euforico, l'approvazione del decreto contiene sì 140 caratteri, ma alcuni sono superflui e sono utilizzati a scapito di una maggiore chiarezza. L'abolizione del finanziamento non sarà immediata ma graduale, e si perfezionerà, in maniera incompleta, solo nel 2016. Questo significherà, a tutti gli effetti, che il finanziamento pubblico rimarrà, e vedremo come. Intanto, nelle norme transitorie, ma ancora non nel disegno di legge, sarà scritto:
sabato 18 maggio 2013
I soldi e la politica: dal finanziamento pubblico a quello privato
Obama e Grillo hanno utilizzato il finanziamento privato della politica, fatto di tante piccole donazioni. Altri hanno preferito il buon vecchio finanziamento pubblico e, altri ancora, quello privato fatto di pochi, grandi, finanziatori. Quale sarà il migliore, inteso nel senso che induce meno in tentazione? Sotto le grinfie di Report c'è il finanziamento privato ai partiti dopo il dimezzamento di quello pubblico. Domenica 19 maggio, Rai 3, ore 21:30. Di Sabrina Giannini. Ecco un'anteprima. Questo il sito di Report.
giovedì 25 ottobre 2012
Bilancio dei partiti e movimenti politici in Gazzetta Ufficiale
E' uscito sulla Gazzetta Ufficiale n. 248 del 23 ottobre 2012 Supplemento Straordinario il numero dal titolo Rendiconti dei partiti e movimenti politici per l'esercizio 2011.
Si tratta di 62 tra partiti e movimenti politici obbligati a presentare un bilancio. Non tutti hanno percepito rimborsi pubblici ma alcuni partiti che ufficialmente non esistono più continuano a percepirli.
Di seguito, a titolo di curiosità, l'elenco dei partiti e movimenti. Nel link sopra il numero della G.U. con i bilanci, per chi avesse curiosità, invece, per i conti.
mercoledì 4 luglio 2012
Finanziamento dei partiti ai terremotati: la Commissione approva ora tocca al Senato. Testo completo
E' l'articolo 16 del famoso ddl sul finanziamento ai partiti quello che preme maggiormente adesso, perchè riguarda la destinazione dei soldi risparmiati sul rimborso elettorale per gli anni 2012 e 2013, che ammontano a 160 milioni, da utilizzare per la ricostruzione dopo il terremoto in Emilia.Il testo dell'articolo è il seguente:
Art. 16.(Destinazione dei risparmi ad interventi conseguenti ai danni provocati da event sismici e calamita` naturali)1. I risparmi derivanti dall’attuazione dell’articolo 1 negli anni 2012 e 2013, da accertare con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati ad apposito programma dello Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri -Dipartimento della protezione civile, al fine di destinarli alle amministrazioni pubbliche competenti in via ordinaria a coordinare gliinterventi conseguenti ai danni provocati dagli eventi sismici e dalle calamita` naturali che hanno colpito il territorio nazionale a partire dal 1º gennaio 2009.2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e` autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. [fonte Senato]
mercoledì 9 maggio 2012
Riforma sul rimborso ai partiti: la proposta alla Camera. Testo completo
In seguito alla montante protesta anticasta il Parlamento ha preso le redini in mano e una pattuglia di valorosi guida la riscossa della politica. Tranquilli, scherzo. La politica ci ha ripensato, in parte. Nella proposta di legge presentata in Commissione Affari Costituzionali alla Camera [vedi Misure in materia di trasparenza, controllo dei bilanci e finanziamento dei partiti e dei movimenti politici ] dimezzano sì i contribuiti annuali ma a partire dalla prossima legislatura (successivo alla data di entrata in vigore, cosa che se niente niente salta questa legislatura se ne riparla fra due)Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a decorrere dal primo rinnovo del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei Consigli regionali successivo alla data di entrata in vigore della presente legge. [Misure in materia...cit.]
Per questa legislatura, i rimborsi relativi alle elezioni del periodo 2008-2011 sono ridotti del 10% + 33%, che comunque si traduce in un 39,7% dell'importo iniziale.
mercoledì 25 aprile 2012
Finanziamento pubblico partiti: Bersani dimezziamolo, Alfano eliminiamolo
Siccome è sempre bene ragionare, anche sulle proposte troppo allettanti, come si spiega l'atteggiamento così divergente dei due maggiori partiti sul finanziamento o rimborso pubblico ai partiti che dir si voglia?
Per il Pd è da dimezzare ma per il PdL è da eliminare o meglio, il partito lo rifiuterà, contando solo sulle iscrizioni.
Non si capisce se è una proposta una tantum o è la nuova linea del PdL sui rimborsi ai partiti, comunque è ben diversa da quella del Pd, che pure sembra far leva su un senso di responsabilità dei partiti.
La prima ipotesi che viene da fare, nonostante l'impegno di Alfano a mettere un tetto ai contributi volontari per non avere azionisti di riferimento, è che l'azionista di riferimento c'è e il tetto può essere aggirato facilmente finanziando a proprie spese il contributo altrui. La seconda ipotesi è la consapevolezza di poter contare su sostenitori più danarosi di quelli del Pd.
Seppure assai allettante, non vorrei che la proposta Alfano concentrasse l'esistenza dei partiti nelle mani di chi può permettersi il maggior numero di iscrizioni pesanti (imprenditori).
Secondo aspetto, inderogabili due proposte del Pd: controllo dei bilanci da parte della Corte dei Conti e pubblicazione in chiaro su internet.
Pena? Se la Corte dei Conti scoprisse anomalie nel finanziamento dei partiti che dovrebbe accadere? Agirebbe solo la moral suasion dell'elettorato?
Al di là della forza dirompente di una proposta forte come quella del PdL, che può portare una certa percentuale di voti, come mai il Pd è su posizioni più caute? Di solito, organizzazioni così complesse come grandi partiti non fanno proposte alla cieca ma solo quelle che possono sopportare. Dunque la domanda è: l'azionariato popolare creerebbe una disparità di accesso politico ventilando possibili derive populiste? Oppure il Pd non rinuncia ai contributi pubblici perchè ha una struttura più macchinosa e pesante?
Tertium: è possibile un sistema misto, in cui alcuni partiti rinunciano e altri no?
Tertium: è possibile un sistema misto, in cui alcuni partiti rinunciano e altri no?
venerdì 20 aprile 2012
Travaglio: storia del finanziamento pubblico dei partiti, senza sarcasmi
Riassunto della storia dei finanziamenti pubblici ai partiti, diventati rimborsi elettorali, e infine diventati il vero ago della bilancia della democrazia nel nostro paese. Se si eliminano i rimborsi ai partiti finisce la democrazia! Questo sia ben chiaro a tutti.
Questo pensiero, guarda caso, non viene dalla cittadinanza o dai liberi pensatori, bensì proprio dalla politica. L'avreste mai detto?
Questa che segue è una caustica ricostruzione di Travaglio della storia dei finanziamenti ai partiti. La cosa che però non va bene, l'errore nel quale a volte cado anche io e l'errore nel quale cade quasi sempre Grillo è di buttare la questione in sarcasmo, di buttarla in ridere, cosa che finisce con l'attenuare l'indignazione: non dobbiamo ridere dei partiti o dei politici, dobbiamo essere seri, perchè il rischio è appunto quello di esaurire parte dell'indignazione nel sarcasmo. Palarne bisogna parlarne, meglio parlarne con sarcasmo che non parlarne, ma meglio parlare senza sarcasmo che con sarcasmo, lasciando che la ferita rimanga aperta.
mercoledì 8 febbraio 2012
Alleanza Nazionale e i rimborsi elettorali
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Ci si butta a pesce il Giornale: Rita Marino, segretaria di Gianfranco Fini ai tempi di An, fa un esposto e la Procura indaga sulla gestione dei rimborsi elettorali di Alleanza Nazionale.
"Uso distorto del patrimonio che doveva essere liquidato e non gestito" [fonte qui]
Così Vincenzo Consolo al Giornale. L'ipotesi alla base dell'esposto è
ammanchi per svariati milioni di euro, e i reati sui quali starebbe lavorando il pm sarebbe appropriazione indebita, malversazione e truffa. [fonte il Giornale]
venerdì 6 gennaio 2012
I contributi e i finanziamenti elettorali ai partiti: più alti o più bassi d'Europa?
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Con la sua lettera al direttore Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, intende dire una parola chiara e definitiva sui rimborsi elettorali ai partiti sia in Italia che nei principali paesi europei contrastando il bugiardino dei due editorialisti. Il deputato Pd utilizza i dati contenuti in un recente rapporto a cura del Servizio Studi della Camera, che prende in considerazione la situazione del finanziamento pubblico ai partiti in tre paesi europei come Francia, Spagna e Germania. Pur nella diversità delle situazioni, infatti negli altri paesi vi sono sia il finanziamento diretto che il contributo elettorale mentre in Italia il finanziamento è stato abolito con referendum, tenta una comparazione.
- Germania: contributo annuale ai partiti a carico dello Stato non può superare i 133 milioni.Poi sono da aggiungere i contributi alle fondazioni di partito, altri 95 milioni a carico del ministero dell'Interno e 233 milioni a carico del ministero dello Sviluppo, il che fa 328 milioni. Se si sommano ai contributi annuali danno un totale di 461 milioni, pari a 5,64 euro per abitante.
- Francia: il contributo annuale è di circa 75 milioni al quale va aggiunto il contributo per le campagne elettorali (sempre che vi siano elezioni). Prendendo a riferimento il 2007 in cui vi sono state due elezioni, il contributo campagne elettorali è di 87 milioni che sommato al contributo ai partiti porta a 162 milioni totali, pari a 2,46 euro per abitante (ma molto meno in assenza di elezioni, 1,15 euro per abitante).
- Spagna: contributo annuale ai partiti 82 milioni, più 4,2 milioni per la sicurezza, più 44 milioni come rimborso elettorale che fanno 131 milioni pari a 2,84 euro per abitante.
- Italia: il contributo spese elettorali per il 2011 è di 180 milioni, pari a 2,97 euro per abitante. Dalla prossima legislatura però, grazie ai vari tagli previsti, il contributo elettorale sarà di 145 milioni pari a 2,39 euro per abitante.
A questi rilievi però risponde il duo Rizzo Stella, dipingendo un quadro meno idilliaco di quello del deputato che, secondo loro, tende a sottostimare (infatti appartiene al centrosinistra, vedi qui) i contributi ai partiti italiani.- Nel 2010 i partiti hanno ricevuto 285 milioni, non 180, ai quali bisogna aggiungere i contributi ai gruppi parlamentari, altri 75 milioni e quelli ai gruppi consiliari regionali, più o meno altri 75 milioni. A questo punto siamo sui 435 milioni di euro, ma ancora non è finita, dicono Rizzo e Stella, perchè ci sono da aggiungere anche il 19% di detrazioni sui finanziamenti privati ai partiti, che ammontano a 49 milioni. Il 19% di 49 milioni fa 9 milioni che sommati a 435 danno 444 milioni, pari a 7,36 euro per abitante. Il 30% più della Germania e solo il triplo di Francia e Spagna. A onor del vero occorre aggiungere che fino al 2010 era in vigore il doppio rimborso ai partiti ora eliminato ma, non considerando per il 2011 questo doppio rimborso rimangono pur sempre 339 milioni, pari a 5,62 euro per abitante, come per la Germania ma con un Pil inferiore del 23 % e qualità dei servizi che lascio a voi giudicare.
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