Con un po' di ritardo, e dopo che in tanti si erano sgolati a dire che il finanziamento ai partiti, poi diventato rimborso elettorale, andava decisamente contro il referendum elettorale del 1993 che l'aveva abolito, finalmente qualcuno si decide a porre la questione di legittimità. L'organo giurisdizionale che se ne è accorto è la Corte dei Conti del Lazio, che indaga sulla vicenda Lusi-Margherita. Il Procuratore De Dominicis rimanda alla Corte Costituzionale tutta la normativa che ha ripristinato il finanziamento ai partiti dal 1997 ad oggi, per giudicare della sua legittimità costituzionale. Meglio tardi che mai. Ecco il testo integrale della memoria del Procuratore che riguarda il caso Lusi e, nello specifico, da pagina 4 il riferimento all'incostituzionalità del finanziamento ai partiti (tratto dal Fatto Quotidiano). Ma, nel caso la Consulta propendesse per l'incostituzionalità, che accadrebbe? Forse che i partiti sarebbero costretti a restituire il maltolto?
Visualizzazione post con etichetta rimborsi elettorali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rimborsi elettorali. Mostra tutti i post
sabato 30 novembre 2013
mercoledì 14 novembre 2012
Sicilia: il Movimento 5 Stelle rinuncia ai rimborsi elettorali
Seppure con la possibilità che abbiano sbagliato i conti e che il rimborso che doveva spettargli era inferiore -invece di 1 milione e 400 mila solo 800 mila euro-, come dicono al TgCom oppure, come ventila sull'Asca Costanza Castello, coordinatrice dei club Grande Sud, che per aver diritto ai rimborsi bisogna aver fatto un atto costitutivo e uno statuto pubblici e occorre farne richiesta entro trenta giorni altrimenti non si riceve niente, è comunque un gesto apprezzabile e auspicabile, che non so da quanti altri partiti o movimenti sarà replicato.
L'essenziale è che questi soldi siano risparmiati per la collettività siciliana e indirizzati verso attività di pubblica utilità. I consiglieri del M5S eletti in Sicilia, insieme al candidato presidente, con un gesto che definiscono simbolico, questa mattina si sono ritrovati davanti l'Assemblea regionale con un maxi assegno da 1 milione e 400 mila euro chiarendo, comunque, che la rinuncia sta avvenendo attraverso
l’invio di una lettera ufficiale ad indirizzo della Camera dei Deputati ed all’ufficio di presidenza dell’Ars.E' disponibile anche un video della simbolica rinuncia.
image credit sicilia5stelle.it
mercoledì 27 giugno 2012
Che ne è della promessa dei partiti di donare il rimborso elettorale ai terremotati dell'Emilia?
La promessa da parte dei partiti di donare la seconda tranche di 91 milioni del rimborso elettorale ai terremotati dell'Emilia (e dell'Aquila) rischia di restare, come al solito, una vana promessa. E' quanto dicono quelli di Avaaz sul loro sito, dove raccolgono firme per una petizione al Presidente del Consiglio Monti. Ne hanno già raccolte 38.000 ma vogliono raccoglierne 40.000, dopo di che la senatrice Poretti le porterà in Parlamento: a firmare, dunque!
A Monti si chiede una decretazione d'urgenza che destini, entro il 1° luglio, questi 91 milioni ai terremotati, come promesso dai partiti.
Ecco il testo della petizione:
A Mario Monti e al Consiglio dei ministri:
Vi chiediamo di riunirvi urgentemente e di adottare una legge d'emergenza per trasferire i 91 milioni di euro di rimborsi elettorali dei partiti ai terremotati. In tempi di ristrettezze economiche, i leader politici devono garantire che le nostre risorse vadano a quelli che ne hanno più bisogno. I partiti hanno promesso di dare una mano per la ricostruzione: sta a voi costringerli a rispettare la parola data.
giovedì 24 maggio 2012
Camera: proposta di legge riduzione rimborsi elettorali ai partiti. Iter parlamentare
La proposta di legge per la riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti è stata presentata il 5 dicembre 2011 dai deputati Iannaccone, Belcastro, Porfidia (gruppo Grande Sud, ex Popolo e Territorio) ed è composta di un solo articolo [fonte]:
PROPOSTA DI LEGGEART. 1.1. Al comma 5 dell’articolo 1 della legge 3 giugno 1999, n. 157, e successive modificazioni, le parole: « euro 1,00 » sono sostituite dalle seguenti: « euro 0,20 ».
In pratica, in questa legge, al posto del rimborso di 1,00 euro per ogni elettore si prevedono 20 centesimi. In seguito, la proposta originaria si è arricchita di altre dodici [si veda Atto Camera 4826]. Ora, in questa gimcana tra le varie proposte e gli emendamenti, seguendo il percorso tra Commissione Affari Costituzionali e Assemblea e i tentativi di armonizzare le tredici proposte, non è affatto semplice raccapezzarcisi. Interessante, per facilitare la comprensione di testo e percorso, una sezione intitolata Dossier, documentazione dagli uffici. In particolare il Servizio studi e il Servizio bilancio dello Stato, hanno il compito di rilevare errori nei riferimenti legislativi, di evidenziare criticità, di segnalare passaggi poco comprensibili e via dicendo. Uno dei punti su cui si sofferma il Servizio Studi è questo:
mercoledì 9 maggio 2012
Riforma sul rimborso ai partiti: la proposta alla Camera. Testo completo
In seguito alla montante protesta anticasta il Parlamento ha preso le redini in mano e una pattuglia di valorosi guida la riscossa della politica. Tranquilli, scherzo. La politica ci ha ripensato, in parte. Nella proposta di legge presentata in Commissione Affari Costituzionali alla Camera [vedi Misure in materia di trasparenza, controllo dei bilanci e finanziamento dei partiti e dei movimenti politici ] dimezzano sì i contribuiti annuali ma a partire dalla prossima legislatura (successivo alla data di entrata in vigore, cosa che se niente niente salta questa legislatura se ne riparla fra due)Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a decorrere dal primo rinnovo del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei Consigli regionali successivo alla data di entrata in vigore della presente legge. [Misure in materia...cit.]
Per questa legislatura, i rimborsi relativi alle elezioni del periodo 2008-2011 sono ridotti del 10% + 33%, che comunque si traduce in un 39,7% dell'importo iniziale.
mercoledì 25 aprile 2012
Finanziamento pubblico partiti: Bersani dimezziamolo, Alfano eliminiamolo
Siccome è sempre bene ragionare, anche sulle proposte troppo allettanti, come si spiega l'atteggiamento così divergente dei due maggiori partiti sul finanziamento o rimborso pubblico ai partiti che dir si voglia?
Per il Pd è da dimezzare ma per il PdL è da eliminare o meglio, il partito lo rifiuterà, contando solo sulle iscrizioni.
Non si capisce se è una proposta una tantum o è la nuova linea del PdL sui rimborsi ai partiti, comunque è ben diversa da quella del Pd, che pure sembra far leva su un senso di responsabilità dei partiti.
La prima ipotesi che viene da fare, nonostante l'impegno di Alfano a mettere un tetto ai contributi volontari per non avere azionisti di riferimento, è che l'azionista di riferimento c'è e il tetto può essere aggirato facilmente finanziando a proprie spese il contributo altrui. La seconda ipotesi è la consapevolezza di poter contare su sostenitori più danarosi di quelli del Pd.
Seppure assai allettante, non vorrei che la proposta Alfano concentrasse l'esistenza dei partiti nelle mani di chi può permettersi il maggior numero di iscrizioni pesanti (imprenditori).
Secondo aspetto, inderogabili due proposte del Pd: controllo dei bilanci da parte della Corte dei Conti e pubblicazione in chiaro su internet.
Pena? Se la Corte dei Conti scoprisse anomalie nel finanziamento dei partiti che dovrebbe accadere? Agirebbe solo la moral suasion dell'elettorato?
Al di là della forza dirompente di una proposta forte come quella del PdL, che può portare una certa percentuale di voti, come mai il Pd è su posizioni più caute? Di solito, organizzazioni così complesse come grandi partiti non fanno proposte alla cieca ma solo quelle che possono sopportare. Dunque la domanda è: l'azionariato popolare creerebbe una disparità di accesso politico ventilando possibili derive populiste? Oppure il Pd non rinuncia ai contributi pubblici perchè ha una struttura più macchinosa e pesante?
Tertium: è possibile un sistema misto, in cui alcuni partiti rinunciano e altri no?
Tertium: è possibile un sistema misto, in cui alcuni partiti rinunciano e altri no?
venerdì 20 aprile 2012
Travaglio: storia del finanziamento pubblico dei partiti, senza sarcasmi
Riassunto della storia dei finanziamenti pubblici ai partiti, diventati rimborsi elettorali, e infine diventati il vero ago della bilancia della democrazia nel nostro paese. Se si eliminano i rimborsi ai partiti finisce la democrazia! Questo sia ben chiaro a tutti.
Questo pensiero, guarda caso, non viene dalla cittadinanza o dai liberi pensatori, bensì proprio dalla politica. L'avreste mai detto?
Questa che segue è una caustica ricostruzione di Travaglio della storia dei finanziamenti ai partiti. La cosa che però non va bene, l'errore nel quale a volte cado anche io e l'errore nel quale cade quasi sempre Grillo è di buttare la questione in sarcasmo, di buttarla in ridere, cosa che finisce con l'attenuare l'indignazione: non dobbiamo ridere dei partiti o dei politici, dobbiamo essere seri, perchè il rischio è appunto quello di esaurire parte dell'indignazione nel sarcasmo. Palarne bisogna parlarne, meglio parlarne con sarcasmo che non parlarne, ma meglio parlare senza sarcasmo che con sarcasmo, lasciando che la ferita rimanga aperta.
domenica 15 aprile 2012
Bersani: no a tre rate Imu e no taglio rimborsi luglio
Potremmo chiamarlo mister no.
Quando Bersani dice che fare tre rate per il pagamento dell'Imu sconvolgerebbe i bilanci dei Comuni mettendoli a rischio default, tale da non riuscire a pagare gli stipendi [fonte Agi] e quando dice che alla tranche di finanziamenti pubblici ai partiti che arriverà a luglio, di quasi 100 milioni, lui non potrà rinunciare, perchè quei soldi il Pd li ha già spesi [fonte Il Fatto Quotidiano] mi sorge spontanea una domanda: qual è l'interesse primario di Bersani?
Io temo che Bersani non sarebbe un buon revisore della spesa pubblica. Per lui, i soldi dei Comuni servono sempre e solo a fornire servizi e pagare stipendi e i rimborsi ai partiti difendono la libertà di associazione politica.
Temo invece che parte dei soldi spesi dai Comuni e la maggior parte di quelli spesi dai partiti siano mal spesi. Troppe volte i soldi pubblici vengono usati dagli amministratori, che sono pur sempre uomini di una parte politica, per coltivare il proprio orticello, con assunzioni, erogazioni, patrocini, e così via. Peggio mi sento per quanto riguarda i partiti, veri e propri centri di potere che hanno perso moltissimo del loro portato ideologico e ideale e sono solo macchine da guerra elettorali.
Che idee nuove ci si può aspettare da chi mantiene questi reperti fossili del concetto di partito? Da chi difende a spada tratta i rimborsi elettorali? Pronto a difendere le spese, meno i cittadini.
Inoltre, una volta tanto pensare anche a chi soffre una pesante crisi economica, in questo momento che spinge fino al suicidio, magari tagliando o riducendo quelle spese non troppo utili che gravano sui cittadini?
Perchè non accettare una norma che prevede la rateizzazione, pesando di meno sulle finanze degli italiani, anche in considerazione dell'ipotesi Fassina di una maggior quota riservata ai Comuni? E perchè non gravare meno sulle spalle degli elettori, riducendo fortemente il rimborso?
Passi per i Comuni, anche se dovrebbero rivedere certe spese ingiustificate, ma per i partiti bisognerebbe tornare al tempo in cui erano gli iscritti e i simpatizzanti che li mantenevano, non come adesso in cui l'80-90% dei finanziamenti vengono dai soldi pubblici.
imagecredit it.electionsmeter.com
Etichette:
Bersani,
imu,
rimborsi elettorali
martedì 10 aprile 2012
Rimborsi elettorali ai partiti: una proposta di legge porta le detrazioni dal 19 al 70%
Si tratta della proposta di legge sul rimborso elettorale ai partiti presentata dai deputati Galli [eletto con il PdL, passato il 29 febbraio a Fli, fonte], Lehner [eletto con il Pdl e passato a Iniziativa Responsabile il 18 febbraio 2011, fonte], presentata alla Camera il 13 febbraio di quest'anno. Tra le altre cose si legge:
1. Al comma 1-bis dell'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente detrazioni per oneri, sono aggiunti, infine, i seguenti periodi: «È altresì possibile detrarre dall'imposta dovuta l'importo pari al 70 per cento delle erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti e movimenti politici dotati di personalità giuridica per importi compresi tra 10 euro e 200.000 euro, effettuate mediante versamento bancario o postale. La detrazione non spetta ai singoli soci per le erogazionieffettuate dalle società semplici. La detrazione di imposta spetta anche alle società di capitali e agli enti commerciali che possono detrarre dall'imposta lorda un importo pari al 70 per cento dell'erogazione ai partiti e movimenti politici dotati di personalità giuridica, purché sia compresa tra 100 euro e 200.000 euro».[fonte Camera]
Si consideri che, per esempio, il tetto per le detrazioni sulle donazioni alla ricerca medica è di 2.065 euro a cui si applica l'aliquota del 19%. Così, per una erogazione di 10.000 euro a una organizzazione no-profit o medica si portano in detrazione 392 euro mentre per la stessa cifra erogata a un partito si portano in detrazione 1.900: con la modifica di questa legge, se venisse approvata, se ne porterebbero in detrazione 7.000!
Ecco dove si può leggere il testo di questa proposta di legge: Disciplina del rimborso delle spese per le campagne elettorali e referendarie.
venerdì 23 marzo 2012
Rimborsi elettorali ai partiti e finanziamento alla stampa: alcuni dati
Molte volte non ci si crede, altre volte le cifre non sono esatte. Nella politica però è sicuro che girano molti soldi, troppi. Molti sono quelli che offriamo generosamente e direttamente noi cittadini pagando le tasse, ma molti sono anche quelli che offriamo indirettamente, grazie al fenomeno della corruzione.
Così, tra rimborsi elettorali ai partiti e finanziamento pubblico alla stampa (molte volte di partito) se ne vanno fiumi di denaro. Ma quanti, esattamente? Alcune recenti tabelle dell'Espresso, basate su dati della Corte dei Conti, cercano di fare luce su questo fiume di denaro: dal 1994 al 2008, i contributi erogati dallo Stato ai partiti assommano a
- 2 miliardi e 253 milioni di euro
- a fronte di una spesa accertata di 579 milioni
- con una differenza netta tra quanto speso e quanto ricevuto di 1 miliardo e 674 milioni
Cifre che fanno rabbrividire. Fondare un partito politico è una delle attività più lucrose che si conoscano! Se si analizza nel dettaglio l'ammontare dei contributi ai partiti, sempre nel periodo 1994-2008, si scopre che
mercoledì 21 marzo 2012
IdV: referendum per abolire il rimborso elettorale ai partiti
L'Italia dei Valori annuncia sul suo sito di stare preparando un quesito referendario da presentare in Cassazione per abrogare l'attuale legge sul rimborso elettorale ai partiti. L'alternativa al referendum sarebbe un accordo in Parlamento su una proposta di legge presentata dall'IdV, in caso contrario si sceglierebbe il referendum.
Etichette:
IdV,
rimborsi elettorali
martedì 10 gennaio 2012
E' giusto che i partiti ricevano molti più soldi di quello che costano?
Tema sempre d'attualità quello dei costi della politica ma che ogni tanto assume anche sfumature di filosofia del diritto: è giusto che un partito politico incassi come rimborso elettorale così tanto in più di quello che costa?
A guardare alcune tabelle pubblicate, le differenze tra quanto i partiti spendono e quanto ricevono di contributi pubblici sono enormi. Non sarebbe più giusto garantire la copertura delle spese, o poco più? Magari per non fare dei partiti delle vere e proprie imprese, come per esempio racconta il Corriere a proposito della Lega, (ma chiaramente non solo lei), che investirebbe i fondi pubblici in Tanzania.
C'è il rischio che i partiti diventino delle vere e proprie attività economiche. Ecco alcune di queste tabelle trovate in rete su quanto ricevono e quanto hanno speso i partiti politici.
![]() |
| imagecredit sconfini.eu |
Rimborsi ottenuti dai partiti politici (cumulativo) rispetto alle spese sostenute (cumulative) dal 1994 al 2008.
![]() |
| imagecredit informarexresistere.fr |
Iscriviti a:
Post (Atom)







