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giovedì 12 aprile 2012

Il mistero dei dati mancanti: ricongiunzioni e contributi silenti tra Fornero e Inps

Istruttiva inchiesta di Reportime sulle ricongiunzioni pensionistiche, piccole grandi questioni in quest'Italia malandata: una norma stabiliva che diventava oneroso, per le lavoratrici del pubblico impiego, passare da un altro sistema pensionistico all'Inps, dove si poteva andare in pensione ancora a 60 anni. Era il luglio 2010 e la norma era di Tremonti. Però, a quei lavoratori che nel frattempo hanno cambiato lavoro (senza andare in pensione), l'Inps richiede ugualmente il versamento di migliaia di euro, anche centinaia di migliaia.
Si può eliminare la norma?
No, dice il Ministro Fornero, perchè i conti che ha fatto Mastrapasqua, Presidente dell'Inps, dicono che costerebbe 1,47 miliardi di euro l'anno. Ma lo stesso Mastrapaqua, in audizione alla Commissione lavoro, avrebbe negato di averli prodotti lui, quei conti.
Chi li ha fatti quei conti, allora?
Altra questione: i contributi silenti. Tutti quei contributi di chi non ha maturato i requisiti alla pensione e che quindi vanno persi. Quanti sono? L'onorevole Turco dice che Mastrapasqua non fornisce i dati. Risultato: bisognerà mandare i carabinieri all'Inps per prendere i dati.

mercoledì 4 aprile 2012

Conferenza stampa di Monti e Fornero sulla riforma del lavoro. Diretta video

Diretta della Conferenza di Monti e Fornero sulla Riforma del lavoro. Cliccare sull'immagine per la diretta. In questa pagina gli altri formati video.

mercoledì 14 marzo 2012

Il Ministro Fornero e la paccata di miliardi per la riforma del lavoro

Io devo ancora capire: se veramente la Riforma del lavoro è così migliorativa delle condizioni dei lavoratori, perchè i sindacati si oppongono? Poi dopo sento che il Ministro Fornero metterebbe una paccata di miliardi (solo che si raggiungesse l'accordo) e capisco.



Basta privilegi? [Per Fornero è necessario «smantellare» le protezioni che si sono costituite «fino alla difesa dei privilegi». fonteE quali sarebbero, di grazia, i privilegi di cui avrebbero goduto i lavoratori tutti questi anni senza che nemmeno loro se ne accorgessero?
I ricchi, o i politici in questo caso, sono abituati così: pagando si ovviano i torti. E' così per i datori di lavoro sull'articolo 18, pago per non dover rispettare un diritto sancito da uno statuto ed è così anche per i tecnici, pago purchè rinunci alle tue prerogative.
E' questa idea di potersi comprare tutto che non  mi va giù.
Se il Ministro Fornero non si decide  a cambiare linguaggio finirà con il farmi odiare questa (forse) pseudo necessità di modificare l'articolo 18.

martedì 31 gennaio 2012

Il sottosegretario Polillo sul Ministro Elsa Fornero: una fontana che piange

imagecredit rainews24.rai.it
Già lo dissi a suo tempo che mi colpì (favorevolmente) il  Ministro Elsa Fornero quando ebbe un moto di commozione alla prima conferenza stampa del Consiglio dei Ministri. Ora, dopo le affermazioni del sottosegretario Polillo
«Un politico con un pizzico di esperienza non avrebbe mai fatto l' icona della fontana che piange...» [...]  «Persona molto addentro ai problemi teorici» [ma] «molto emotiva» [...] "guardi ministro che il Parlamento è una cosa complicata", bisogna fare gli emendamenti... È una persona che non avendo mai fatto politica bisogna accettarla per quella che è, anche con certe ingenuità» [fonte Corriere]

domenica 29 gennaio 2012

Rapporto Ocse sulle disuguaglianze dei redditi:l'Italia

imagecredit oecd.org
Il 24 gennaio il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero è intervenuta presso la sede Istat di Roma per presentare il Rapporto OCSE - Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising. Il suo intervento, dal titolo Politiche per l'equità,  è disponibile in video e in trascrizione testo e anche come scheda riassuntiva in pdf.

Interessante anche il Rapporto dell'Ocse sulle disuguaglianze dei redditi. Sul sito del Ministero del lavoro è disponibile la versione in italiano che riguarda l'Italia [fonte qui].
Lenta e inesorabile è la tendenza all'aumento delle disuguaglianze di reddito. L'Italia si trova al di sopra della media Oecd-29. Nel 2008, 
 il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta. [Fonte Ocse]

martedì 24 gennaio 2012

I sindacati sull'incontro con il Governo sulla riforma del lavoro

Cominciamo con la Cgil: intanto riduce i capitoli, non più cinque ma quattro. E precisamente:

  • tipologie contrattuali
  • apprendistato e formazione
  • flessibilità come organizzazione della produttività
  • ammortizzatori sociali e servizio all'impiego



lunedì 2 gennaio 2012

Riforma del Lavoro: la flexsecurity e le ipotesi di Ichino

Il Presidente Monti lo ha detto in questi giorni e il Ministro del Welfare Fornero lo aveva annunciato negli scorsi, il tema della Riforma del lavoro è quello che sarà affrontato dopo questa pesante manovra economica. Il filo conduttore potrebbe essere quello ipotizzato dal giuslavorista Pietro Ichino, denominato flexsecurity, i cui principali cardini, riassunti dallo stesso autore, sono
TUTTI A TEMPO INDETERMINATO,
A TUTTI LE TUTELE ESSENZIALI,
NESSUNO INAMOVIBILE
In questo documento è possibile trovare un sintetico riassunto delle proposte di Ichino, volte a semplificare il codice del lavoro definito come illeggibile senza consulente, sovraccaricato com'è di quasi 2000 pagine.
Questo progetto di Ichino si basa su un decalogo  approvato dal “Gruppo di alto livello sugli oneri amministrativi” a Stoccolma il 12 novembre 2009:

semplicità, concisione e proporzionalità del volume normativo alla materia trattata
 La sostanza della riforma riguarda alcuni punti fondamentali, che non saranno retroattivi, tra i quali il famoso articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il senso è quello di estendere a tutti i lavoratori i contratti a tempo indeterminato e  il maggior numero di garanzie che adesso invece riguardano solo una parte di tutti i lavoratori. Per fare questo bisogna, e cioè per rendere più flessibile (e interessante per gli investitori stranieri) il mercato del lavoro, dare agli imprenditori la possibilità di licenziare per motivi economici, fatti salvi tutti quei licenziamenti discriminatori che rimangono tutelati allo stesso modo. Il razionale è quello di obbligare l'impresa, invece di pagare la cassa integrazione (a parziale contributo pubblico) per poi magari chiudere, a pagare in via progressiva una parte consistente dello stipendio e a formare il lavoratore ad altre competenze fino a che  non ha trovato un nuovo impiego. Alcuni dati, riguardanti il periodo 1998-2005, indicano come quasi il 90% dei lavoratori  che ha perso il posto trova un lavoro nei 2 anni successivi.






Cultura della flexsecurity la chiama Ichino, fondata com'è su estensione delle protezioni e incentivo a riqualificare e trovare un'occupazione

disincentivo all’uso distorto della Cig (art. 2116)
netto miglioramento del tratt. di disoccupazione 
(art. 2120) rispetto al trattamento Cig
incentivo a un investimento mirato ed efficace 
sulla riqualificazione professionale del lavoratore
A chi si applica. Questo nuovo sistema di contratto del lavoro si applicherebbe solo ai nuovi assunti, che siano

lavoratori subordinati (con trattamento 
disoccupazione calcolato solo su € 40.000 annui), oppure 
collaboratori autonomi continuativi che
  • traggano più di due terzi del reddito di lavoro dallo  stesso rapporto...
  •  abbiano un reddito annuo inferiore a € 40.000 lordi (€ 20.000 per i primi due anni di attività) ...
  • e non siano iscritti a ordini o albi professionali incompatibili con una posizione di dipendenza
Punti essenziali. Due i punti essenziali del nuovo codice: oneri del licenziamento a carico dell'azienda, il cosiddetto costo sociale (severance cost), intervento del giudice solo su licenziamenti discriminatori
  •  l’impresa si accolla il “costo sociale” del licenziamento per  motivo oggettivo (severance cost) 
  •  quel costo diventa l’unico “filtro” delle scelte di riduzione degli organici, di soppressione di un singolo posto di lavoro, o di sostituzione di uno o più lavoratori in una determinata posizione…
  • salvo il controllo giudiziale contro le discriminazioni (di  razza, etnia, genera, religione, età): il giudice non può entrare 
nel merito del “motivo oggettivo” del licenziamento
  •  il severance cost è costituito da: a) preavviso o indennità crescente con l’anzianità, più b) contratto di ricollocazione per  il lavoratore licenziato

In definitiva, l'idea alla base di una Riforma del mercato del lavoro, sia essa quella di Ichino o un'altra,  spero non sia verso una diminuzione delle tutele della parte più debole ma verso un loro rafforzamento unito ad altre modifiche che impediscono, di fatto, investimenti stranieri in Italia e desiderio di crescere delle aziende. Mentre da una parte è sacrosanta la richiesta di stabilità e sicurezza del lavoratore dall'altra bisogna comprendere che in assenza di investimenti privati, di imprenditori, il mantenimento del posto è garantito solo a chi è occupato, e non a tutti in maniera simile. Si può stimolare l'occupazione venendo incontro alle esigenze delle imprese senza perdere in diritti fondamentali dei lavoratori anzi, se possibile, estendendoli? E' la grande sfida, direttamente legata alla crescita economica, che ci attende nelle prossime settimane.

venerdì 25 novembre 2011

Abolizione del vitalizio per i senatori e diritti acquisiti: parlamentari si e pensionati no?

© Altan source risklover
Ogni tanto c'è una buona notizia, come ad esempio quella di ieri che il Senato ha abolito il vitalizio anticipato (5 anni di legislatura) per i senatori  a partire dalla prossima legislatura, per adeguarsi alle norme vigenti in materia di pensioni per tutti gli altri cittadini [fonte Repubblica].
In Senato, a chi evidentemente chiedeva di intervenire su tutti i vitalizi già erogati, si risponde che non è possibile intervenire sui vitalizi già concessi in quanto si tratta di diritti acquisiti.
Il che è vero: tanto vero che chi attualmente percepisce la pensione con il retributivo, continua a percepirla così. Però, a quanto sembra, il nuovo Governo Monti vuole accelerare la riforma delle pensioni scritta dal precedente Governo, con in  più l'idea del neo ministro Elsa Fornero di estendere il contributivo anche a coloro che nel 1995, quando entrò in vigore la riforma Dini sul passaggio dal retributivo al contributivo, se la cavarono perchè avevano più di 18 anni di contributi con il retributivo [fonte Giornalettismo] . In  questo caso, per costoro, era ormai un diritto acquisito aver diritto alla pensione calcolata con il sistema retributivo o no?
Perchè se è un diritto acquisito, come sembra essere quello dei parlamentari dell'attuale legislatura che potranno ancora beneficiare del vitalizio, ultimo anno a quanto sembra (almeno al Senato), non è possibile che il ministro Fornero  trasferisca questi prossimi pensionati al sistema contributivo.
Viceversa, se i diritti acquisiti valgono solo nel momento in cui tu cominci a percepire quel diritto (cioè la pensione) allora non c'è niente da fare: quei lavoratori che nel 1995 avevano più di 18 anni di versamenti con il retributivo e che speravano, fino a ieri, di rimanerci, dovranno passare al contributivo, rimettendoci, quando potranno andare in pensione.
Ma allora anche i parlamentari che  in questa legislatura  non hanno maturato i 5 anni che occorrono per godere della pensione, e che quindi ancora non la percepiscono, possono subire la stessa sorte, quella che spetterà ai senatori della prossima legislatura.
Non dovrebbero esserci due sistemi diversi: se ancora non percepisci pensione o vitalizio significa che non hai un diritto acquisito? Se è così, i futuri pensionati cittadini possono mettersi l'animo in pace, ma allora anche quei parlamentari che aspettano di finire questa legislatura possono perdere questo diritto (non ancora acquisito) e andare in pensione, come faranno tutti i senatori dalla prossima legislatura,  solo dopo i versamenti che fanno tutti gli altri cittadini.

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