C'è una tassa sulle emissioni di CO2. Ed è giusto. Se vuoi produrre CO2 devi pagare. L'anidride carbonica è sospettata di essere responsabile dell'effetto serra, dell'aumento della temperatura e delle modifiche climatiche del pianeta. Bene. Ma se con questo sistema si stabilisce la relazione che chi inquina paga, che dire di chi produce energia dal nucleare? Stante che forse il metodo migliore sarebbe quello di abbandonare produzioni di energia così pericolose, anche per le scorie che producono e che saranno un problema per migliaia di anni, che dire di mettere, intanto, una tassa sulla produzione energetica dal nucleare?
Ultima immagine rappresenta il confronto del costo di diverse fonti energetiche, è tratta da The future of nuclear plant, del MIT. Ma poi, se ci vuole il consenso delle Regioni, dove andranno a farle?
Se è vero che il governo, attraverso il ministro Romani, fa una pausa di riflessione sul nucleare, in seguito ai tragici avvenimenti giapponesi
"Il governo tira il freno a mano sul nucleare. Incalzato dal disastro giapponese e da un dibattito sempre più acceso, l’esecutivo affida al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, cui fanno eco le prese di posizione di Berlusconi, Bossi e, ancora di più, della Prestigiacomo («è finita, bisogna uscirne»), il compito di togliere il piede dall’acceleratore dell’atomo."
e addirittura fa un brusco dietrofront con il ministro Prestigiacomo
"Se quella di Romani è una frenata, di vera e propria marcia indietro si può parlare per il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: «È finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare», è il de profundis recitato dal ministro nei corridoi di Montecitorio. Adesso «bisogna uscirne, ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare niente. Si decide tutto tra un mese»."
(così sulla Stampa) e la cosa è riportata sullo stesso tono anche dal Giornale
"Il premier detta la linea Romani è tornato a parlare della necessità di una riflessione sul nucleare per riflettere sulla sicurezza degli impianti. Ma del tema si è parlato anche ieri sera all’ufficio di presidenza del Pdl a palazzo Grazioli. Silvio Berlusconi ha dettato la linea della prudenza, soprattutto perché si tratta - ha ragionato secondo quanto viene riferito - di un argomento "sensibile" in questo momento per l’opinione pubblica, dopo quello che è successo in Giappone.
E la Prestigiacomo guarda al voto "E' finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare". Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si ferma a colloquio con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ed indica la strategia per l’uscita dell’Italia dal nucleare. Il responsabile del dicastero di via XX Settembre ascolta la collega con interesse. "Bisogna uscirne - aggiunge Prestigiacomo - ma in maniera soft."
allora, se è vero che ora il governo ha meno fretta ed è meno interessato a promuovere il nucleare, perchè non ri-accorpare le votazioni e risparmiare 400 milioni (secondo quanto dice Greenpeace: "minimizzare i rischi del nucleare e fare finta che in Giappone tutto sia sotto controllo; sprecare 400 milioni di euro non accorpando il referendum nucleare alle amministrative di maggio") ? O forse, passate le amministrative, si riprenderà a spron battuto sul versante nucleare?
Riporta Il Fatto Quotidiano le parole del capogruppo del PdL alla Camera Fabrizio Cicchitto
“La posizione rimane quella che è, non è che si può cambiare ogni volta”
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Pier Ferdinando Casini e Chicco Testa. Però, quando si va alla ricerca dei luoghi nei quali installare le centrali nucleari sorgono i primi problemi. Ci sta che le Regioni con governo di centrosinistra si oppongano (visto che la Consulta richiede il parere delle Regioni per l'installazione), un po' meno che si oppongano Regioni che sono governate dall'attuale maggioranza di governo di centrodestra.
"Luca Zaia, governatore del Veneto, ieri, a poche ore dalla prima scossa, ha precisato: “In Veneto non ci saranno mai centrali nucleari. Noi diciamo no al nucleare a prescindere da queste notizie – ha commentato Zaia – con la centrale di Porto Tolle siamo autosufficienti riguardo all’energia. E poi il Veneto non ha le condizioni per ospitare una centrale”. E, visto che la Consulta ha stabilito che per la costruzione di centrali serve l’ok della Regione, pare evidente che il programma Scajola-Romani sia di difficile attuazione. No di Zaia, ma anche Roberto Formigoni della Lombardia, Roberto Cota del Piemonte e quella lunga serie di regioni governate dal centrosinistra."
Ho capito: si alle centrali nucleari, ma non nella mia Regione.
E' uscito in questi giorni uno spot sul Forum Nucleare Italiano, un'Agenzia nata per aprire la discussione sull'ingresso del nucleare in Italia, e che vede tra i soci fondatori le principali aziende di fornitura di energia elettrica e non solo come Ansaldo, ENEL, Confindustria (vedi qui la lista completa dei fondatori) con l'aggiunta di soci onorari come il Politecnico di Milano e La Sapienza di Roma, per diluire l'eccessiva presenza di soci interessati al nucleare.
Al termine dello spot, molto ben fatto a onor del vero, ci viene chiesto se siamo o no a favore del nucleare oppure se non abbiamo ancora un'opinione.
Il modo scelto per riavvicinare il nucleare all'opinione pubblica italiana lo trovo insidioso, come anche lo è stato il referendum, per il semplice motivo che ci sono questioni sulle quali non si può fornire una semplice opinione, nè la maggioranza delle persone sa effettivamente se c'è un rischio collegato alla realizzazione di centrali nucleari oppure no.
Non mi è mai capitato di sentire qualcuno che in televisione o attraverso i grandi media chiedesse alla gente la sua opinione circa la cura di una malattia o sul modo migliore di costruire un grattacielo. Per il semplice fatto che sono materie da esperti, sulle quali la gente potrà fornire un giudizio affettivo, ma difficilmente un giudizio pertinente. La cosa è peggiorata dal fatto che nemmeno gli esperti la pensano tutti allo stesso modo. A chi credere, allora? A chi le centrali le deve costruire? "Però una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo".
Oppure a chi dice, citando magari Chernobyl, che vi è sempre un rischio, ivi compreso quello dello stoccaggio delle scorie?
Io non so se chi dovrà decidere lo farà avendo in mano tutte le informazioni possibili e con la sicurezza di fare la cosa giusta (non pensando cioè a interessi personali), anche se il fatto che la maggior parte delle potenze industriali utilizza l'energia nucleare potrebbe essere una carta a favore, sta di fatto che proprio nel momento in cui l'Italia sceglie di andare verso il nucleare, con notevolissimo ritardo, altre nazioni, come la Germania, stanno puntando in tutt'altra direzione.
Lo spot, però, secondo me non è completamente imparziale.
Prima cosa: già la scelta del colore è importante: il bianco ai favorevoli e il nero ai contrari.
Il bianco è simbolo di purezza, di bontà, tutte le cose più belle e spirituali sono bianche, mentre il nero è associato al lutto, all'uomo nero, al buio, all'ignoto, e così via.
Il dialogo tra questi due interlocutori poi, che sono facilmente la stessa persona percorsa dai dubbi (un individuo che gioca a scacchi con se stesso), è strutturato in modo che chi è contrario (banda verde nella trascrizione) esponga le sue riserve per primo e con un tono di voce leggermente ansioso, mentre chi è favorevole (banda arancione nella trascrizione) risponde con tranquillità e competenza e, soprattutto, chiude il discorso, cioè risponde in maniera esaustiva all'osservazione fatta, in modo tale da essere inteso come una parola definitiva, una risposta definitiva ai dubbi. E questo accade a ogni domanda, con in più l'accentuazione delle mosse sulla scacchiera: per esempio, quando si dice "la quantità è meno di una pedina all'anno" l'individuo favorevole rigira tra le mani un pedone degli scacchi, che è una cosa obiettivamente piccola, a rimarcare l'esiguità di tali scorie. Inoltre, quando si dice che le scorie sono stoccate in modo sicuro e il soggetto sposta il suo alfiere apparentemente in un posto altrettanto sicuro, viene invece mangiato dal nero, il che potrebbe sembrare un punto a favore di chi è contrario al nucleare, se non ci fosse la frase che chiude il dialogo , con annesso movimento del cavallo in una posizione apparentemente molto strategica, a dimostrare che la realtà non è come si pensa, che quello che a tutta prima sembrava un rischio si rivela in realtà una mossa azzeccata.
Lo spot, come dicevo, per me non è imparziale. La situazione creata nel dialogo è tale per cui l'ultima risposta, quella che la gente ricorda di più, e che dà l'impressione di chiudere ogni volta la questione posta dalla domanda, è sempre di chi è favorevole al nucleare. Insomma, è il classico "avere l'ultima parola".
L'ultima domanda, infine, creando una pausa piena di aspettative, induce un senso di fiducia verso chi riconosce che potrei non essermi fatta un'opinione. In questo modo chi propone lo spot acquista un credito di fiducia "ma allora, non sono proprio sfacciatamente a favore loro" come referente degno di fede. Terminare in questo modo rende più credibile lo spot che, a parere mio, è leggermente spostato a favore del nucleare, favorendo in questo modo la formazione di un'opinione "orientata". Si dirà: ma probabilmente non volevano fare uno spot imparziale. Cosa più che lecita, essendo lo spot pagato dalle imprese che vogliono costruire le centrali. In questo caso allora, non si dovrebbe mascherare il tutto da discussione obiettiva ma bisognerebbe mettere bene le carte in tavola, per non sfruttare a vantaggio di una parte l'effetto politically correct.
Il discorso sul nucleare non può essere lasciato nelle mani dell'opinione pubblica perchè, come già detto, la questione non può essere risolta a tema emotivo. Solo una pubblica opinione informata può scegliere al meglio. Ma anche questo è difficile perchè nemmeno gli esperti sono d'accordo fra loro.
Vi lascio senza molte certezze. Nel sito Forum Nucleare Italiano sono presenti documenti pro e contro il nucleare. Leggeteveli, se ne avete voglia.
Sotto ho trascritto i testi, con banda verde i contrari al nucleare, con banda arancione i favorevoli. Questa volta, a non essere imparziale, sono stato io.
Sono contrario all'energia nucleare perchè mi preoccupo per i miei figli. Io sono favorevole, perchè tra 50 anni non potranno contare solo sui combustibili fossili. E infatti ci sono le rinnovabili. Da sole non basteranno. Le centrali nucleari producono scorie. La quantità è meno di una pedina all'anno a testa. Si, ma moltiplicato per tutti noi fa un bel numero. Però una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo. Il nucleare è una mossa azzardata per il paese. O forse è una grande mossa.
E tu, sei a favore o contro l'energia nucleare? o non hai ancora una posizione?
Aggiornamento 3.1.2011 Aggiungo un recente contro-spot, più come provocazione che altro, affinchè la discussione sul nucleare sia libera da interessi personali.