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mercoledì 8 giugno 2011

Tutte le centrali nucleari del mondo: mappa interattiva più animazione

Condivido questa interessante mappa delle centrali nucleari nel mondo, con cronologia animata, aggiornata al 26 aprile 2011, da Climate central. Interessante la ricerca sulla mappa per nuove centrali da costruire o per centrali la cui costruzione è stata sospesa. La mappa è completamente navigabile.




Completo il post con un filmato, agghiacciante, su tutti i test nucleari realizzati dal dopoguerra al 1998. Lo ha scovato Alessio Cimarelli e lo ha postato su Vortex vacui. Il filmato è la drammatica sequenza di tutte le esplosioni dovute ai test sulle armi atomiche. E' da osservare, en passant, che le esplosioni rilasciano radioattività.

domenica 5 giugno 2011

Infografica dei tre più grandi incidenti nucleari: Three mile island, Chernobyl, Fukushima

I tre più grandi incidenti nucleari a confronto e l'area di contaminazione radioattiva in seguito all'incidente di Chernobyl. Alcuni dati su Chernobyl. 

  • 400 volte la radioattività emessa dall'ordigno nucleare fatto esplodere ad Hiroshima alla fine della 2° guerra mondiale.
  • Negli anni '50 e '60 del secolo scorso, i test sugli ordigni nucleari hanno rilasciato da 100 a 1000 volte più radiazione nell'ambiente di quanto abbia fatto Chernobyl.
  • Ancora oggi (e chissà per quanto) una zona di esclusione con un  raggio di 30 chilometri, non abitabile, circonda Chernobyl.
  • Fonti ufficiali affermano che lo smantellamento della centrale di Chernobyl durerà fino al  2065.





 Chernobyl disaster infographic
Source:LiveScience

sabato 4 giugno 2011

Energia: consumi e risorse a livello mondiale. Un'infografica

Vi propongo, in tema con l'attualità anche referendaria di questi giorni, un'infografica sul consumo energetico mondiale, piuttosto eloquente.


Energy Consumption
Via: Travel Insurance

Fossili contro nucleare: cosa uccide di più? Impatto sulla salute delle diverse fonti di energia

E' certo che non è una cosa semplice riuscire a dirimere la questione che sta interessando enormemente in questi ultimi tempi l'opinione pubblica, specie dopo i tremendi fatti giapponesi e dopo la serie di reazioni che si sono succedute  a quei fatti: moratoria e sentenza della Corte di Cassazione. Parlo del nucleare.
Ma il nucleare è sicuro o no?
E ancora: è più o meno sicuro dei combustibili fossili?
E' uno spauracchio dovuto all'enorme impatto emotivo che il recente incidente alle centrali di Fukushima ha scatenato?
Esiste una parola certa dalla scienza, che attutisca l'effetto emotivo e faccia trionfare la ragione?
No.
Non c'è modo di sapere se il nucleare è meglio o peggio del fossile!
Non c'è modo di sapere se il nucleare ha causato o potrebbe potenzialmente causare più o meno morbosità (percentuale di ammalati rispetto alla popolazione) del fossile!
O meglio, i dati ci sono, ma ogni fazione li interpreta a proprio favore.
Ho scritto diversi articoli (Ancora sul nucleare: costi, sicurezza, convenienza, I costi di una centrale nucleare, o anche questo Cento domande sul nucleare di Annarita Ruberto su Scientificando oppure, sempre di Annarita, questa Intervista a Rubbia),  tutti più o meno, in vario modo, contro il nucleare. Ora, stimolato da una trasmissione e da alcuni dati, ho provato a cercare anche nella direzione che rimane quando si elimina il nucleare: cioè il fossile. Non penso che possa valere in questo caso l'equazione siccome il fossile inquina meglio il nucleare. La mia ricerca verte sulla risposta alla domanda: il nucleare è più o meno sicuro dei combustibili fossili? Ma questa risposta, apparentemente, non esiste. Il nucleare spaventa anzi, terrorizza, per la sua funesta capacità di agire per generazioni, di colpire non solo chi ha la sventura di trovarsi nelle sue vicinanze ma anche le generazioni che verranno dopo. Terrorizza perchè, potenzialmente, può distruggere non solo le vite di chi irradia direttamente, ma anche quelle che nasceranno da quelle persone. La capacità della radioattività di modificare il genoma la rende un temibile artefice di distruzione presente e futura. Contrariamente all'inquinamento da combustibile fossile, almeno finchè non si produrranno conseguenze immodificabili al clima.
Ora, siccome in questa volontà di capire non voglio essere vittima di una conoscenza pregiudizievole, intendo osservare da vicino anche le temibili conseguenze dell'utilizzo di combustibili fossili sulla mortalità e morbosità umane. A questo scopo utilizzo dati del World Health Organization.
Uno dei più eclatanti è il numero di vittime causate dal fossile. Faccio riferimento alla Scheda n. 313 del WHO: Air quality and health, che inizia così
Air pollution is a major environmental risk to health and is estimated to cause approximately 2 million premature deaths worldwide per year.
( L'inquinamento dell'aria è uno dei principali rischi  ambientali per la salute e si ritiene causi circa 2 milioni di morti premature ogni anno in tutto il mondo).
Se la cosa non fa tremare i polsi, poco ci manca. Milioni di morti premature ogni anno, riconducibili all'inquinamento da combustibili fossili. Un'altra tabella trovata in rete (basata su dati WHO per quanto riguarda l'inquinamento, non citata per gli altri casi) è ancora più esplicativa: si tratta delle morti per terawattora di energia prodotta, a seconda del combustibile

credit big next future

Anche qui, i dati sono molto chiari e impressionanti: il nucleare, dal quale si ricava quasi il 6% dell'energia mondiale, ha causato 0,04 morti per Twh, contro le 161 del carbone (media mondiale). Perchè, allora, il nucleare è il combustibile che terrorizza di più? 
Probabilmente vi è un concorso di molte cause, non ultime quelle derivanti dall'utilizzo di ordigni atomici durante la seconda guerra mondiale, dalla visione dei danni provocati dagli ordigni atomici, dei danni provocati al patrimonio genetico delle nuove generazioni e delle terribili conseguenze sulla loro vita.  Inoltre vi è il problema delle scorie nucleari, e il lunghissimo tempo di dimezzamento. Ma, i nudi dati, sembrerebbero raccontare anche un'altra storia. E' quello che racconta anche quest'altra tabella, che traggo sempre da next big future e che è stata realizzata dal New Scientist.

credit big next future

Un lavoro della Iaea (International atomic energy agency), che riguarda mortalità e morbosità dei vari combustibili,  è sostanzialmente sulla stessa linea

Un altro lavoro della Iaea, indaga anche sui possibili effetti ambientali del nucleare, ovvero sulle radiazioni che dovrebbero subire le popolazioni che vivono nei pressi, ma anche qui i dati sono più contrari ai combustibili fossili (carbone) che al nucleare
These studies show that in a population of one
million people, who would have a total normal cancer
mortality rate of about 1750 a year, there is a risk of an
additional 1—5 fatal cancers a year if one kilowatt of
electricity is generated per person from coal-fired
power plants. If that kilowatt came exclusively from
nuclear sources, however, the risk would be about
0.5—1 additional cancer deaths (i.e. between one-fifth
to one-half of the estimated risk from coal).
Vi è un rischio aggiuntivo, di mortalità dovuta al cancro, superiore per una centrale a carbone (da 1 a 5 casi in più) rispetto a una centrale nucleare (da 0,5 a 1 casi in più). Insomma, i dati macroscopici non sembrerebbero così contrari al nucleare, effetto incidenti tipo Fukushima o Chernobyl a parte. Ma, al di là dell'aspetto emotivo legato al  nucleare e agli avvenimenti recenti, per me sarebbe importante sapere se, veramente, al nucleare sono legati maggiori rischi, anche solo potenziali, rispetto ai combustibili fossili, oppure se è invece all'opera quello stesso modo di pensare che ci porta erroneamente  a considerare, dopo un tragico incidente, come più pericoloso un viaggio in aereo che un viaggio in automobile, nonostante la statistica dica il contrario.
Questo lavoro non vuole essere esaustivo ma soltanto invitare a riflettere. Del resto, mancandoci molti dati e non sapendo di chi fidarci, non possiamo far altro che continuare a giudicare per via emotiva:  ma non è detto che sia la migliore strategia.

venerdì 27 maggio 2011

Regolamentazioni superflue dell'Europa? Dalle banane al nucleare.

Vi segnalo questo articolo del DIE TAGESZEITUNG tradotto in italiano da Presseurope Regolamentare le banane o il nucleare?
Il giornalista scrive
Tutte le banane commercializzate sul territorio dell'Unione europea devo misurare almeno 14 centimetri di lunghezza e 27 millimetri di diametro. Questo prescrive il regolamento europeo sugli standard di qualità delle banane. Per le centrali nucleari sparse nell'Unione non esiste invece nessuna norma di sicurezza comune. 
Mi sembra un'osservazione pertinente, anche se è facilmente comprensibile l'anomalia. E' facile fare la voce grossa con chi ha un limitato potere, la filiera agricola  in questo caso, rispetto a quella nucleare che vede coinvolti ben altri (e potenti) soggetti. A voi l'articolo (cliccate sull'immagine).

martedì 28 dicembre 2010

Lo spot sul Forum Nucleare Italiano

E' uscito in questi giorni uno spot sul Forum Nucleare Italiano, un'Agenzia nata per aprire la discussione sull'ingresso del nucleare in Italia, e che vede tra i soci fondatori le principali aziende di fornitura di energia elettrica e non solo  come Ansaldo, ENEL, Confindustria (vedi qui la lista completa dei fondatori) con l'aggiunta di soci onorari  come il Politecnico di Milano e La Sapienza di Roma, per diluire l'eccessiva presenza di soci interessati al nucleare.
Al termine dello spot, molto ben fatto a onor del vero, ci viene chiesto se siamo o no a favore del nucleare oppure se non abbiamo ancora un'opinione.
Il modo scelto per riavvicinare il nucleare all'opinione pubblica italiana lo trovo insidioso, come anche lo è stato il referendum, per il semplice motivo che ci sono questioni sulle quali non si può fornire una semplice opinione, nè la maggioranza delle persone sa effettivamente se c'è un rischio collegato alla realizzazione di centrali nucleari oppure no.
Non mi è mai capitato di sentire qualcuno che in televisione o attraverso i grandi media chiedesse alla gente la sua opinione circa la cura di una malattia o sul modo migliore di costruire un grattacielo. Per il semplice fatto che sono materie da esperti, sulle quali la gente potrà fornire un giudizio affettivo, ma difficilmente un giudizio pertinente. La cosa è peggiorata dal fatto che nemmeno gli esperti la pensano tutti allo stesso modo. A chi credere, allora? A chi le centrali le deve costruire? "Però una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo".
Oppure a chi dice, citando magari Chernobyl, che vi è sempre un rischio, ivi compreso quello dello stoccaggio delle scorie?
Io non so se chi dovrà decidere lo farà avendo in mano tutte le informazioni possibili e con la sicurezza di fare la cosa giusta (non pensando cioè a interessi personali), anche se il fatto che la maggior parte delle potenze industriali utilizza l'energia nucleare potrebbe essere una carta a favore, sta di fatto che proprio nel momento in cui l'Italia sceglie di andare verso il nucleare, con notevolissimo ritardo, altre nazioni, come la Germania, stanno puntando in tutt'altra direzione.
Lo spot, però, secondo me non è completamente imparziale.
Prima cosa: già la scelta del colore è importante: il bianco ai favorevoli e il nero ai contrari. 
Il bianco è simbolo di purezza, di bontà, tutte le cose più belle e spirituali sono bianche, mentre il nero è associato al lutto, all'uomo nero, al buio, all'ignoto, e così via. 
Il dialogo tra questi due interlocutori poi, che sono facilmente la stessa persona percorsa dai dubbi (un individuo che gioca a scacchi con se stesso), è strutturato in modo che chi è contrario (banda verde nella trascrizione) esponga le sue riserve per primo e con un tono di voce leggermente ansioso, mentre chi è favorevole (banda arancione nella trascrizione) risponde con tranquillità e competenza e, soprattutto, chiude il discorso, cioè risponde in maniera esaustiva all'osservazione fatta, in modo tale da essere inteso come una parola definitiva, una risposta definitiva ai dubbi. E questo accade a ogni domanda, con in più l'accentuazione delle mosse sulla scacchiera: per esempio, quando si dice "la quantità è meno di una pedina all'anno" l'individuo favorevole rigira tra le mani un pedone degli scacchi, che è una cosa obiettivamente piccola, a rimarcare l'esiguità di tali scorie. Inoltre, quando si dice che le scorie sono stoccate in modo sicuro e il soggetto sposta il suo alfiere apparentemente in un posto altrettanto sicuro, viene invece mangiato dal nero, il che potrebbe sembrare un punto a favore di chi è contrario al nucleare, se non ci fosse la frase che chiude il dialogo , con annesso movimento del cavallo in una posizione apparentemente molto strategica, a dimostrare che la realtà non è come si pensa, che quello che a tutta prima sembrava un rischio si rivela in realtà una mossa azzeccata.
Lo spot, come dicevo, per me non è imparziale. La situazione creata nel dialogo è tale per cui l'ultima risposta, quella che la gente ricorda di più, e che dà l'impressione di chiudere ogni volta la questione posta dalla domanda, è sempre di chi è favorevole al nucleare. Insomma, è il classico "avere l'ultima parola".
L'ultima domanda, infine, creando una pausa piena di aspettative, induce un senso di fiducia verso chi riconosce che potrei non essermi fatta un'opinione. In questo modo chi propone lo spot acquista un credito di fiducia "ma allora, non sono proprio sfacciatamente a favore loro" come referente degno di fede. Terminare in questo modo rende più credibile lo spot che, a parere mio, è leggermente spostato a favore del nucleare, favorendo in questo modo la formazione di un'opinione "orientata".
Si dirà: ma probabilmente non volevano fare uno spot imparziale. Cosa più che lecita, essendo  lo spot  pagato dalle imprese che vogliono costruire le centrali. In questo caso allora, non si dovrebbe mascherare il tutto da discussione obiettiva ma bisognerebbe mettere bene le carte in tavola, per non sfruttare a vantaggio di una parte l'effetto politically correct.
Il discorso sul nucleare non può essere lasciato nelle mani dell'opinione pubblica perchè, come già detto, la questione non può essere risolta a tema emotivo. Solo una pubblica opinione informata può scegliere al meglio. Ma anche questo è difficile perchè nemmeno gli esperti sono d'accordo fra loro.
Vi lascio senza molte certezze. Nel sito Forum Nucleare Italiano sono presenti documenti pro e contro il nucleare. Leggeteveli, se ne avete voglia.


Sotto ho trascritto i testi, con banda verde i contrari al nucleare, con banda arancione i favorevoli. Questa volta, a non essere imparziale, sono stato io.







Sono contrario all'energia nucleare perchè mi preoccupo per i miei figli.
Io sono favorevole, perchè tra 50 anni non potranno contare solo sui combustibili fossili.
E infatti ci sono le rinnovabili.
Da sole non basteranno.
Le centrali nucleari producono scorie.
La quantità è meno di una pedina all'anno a testa.
Si, ma moltiplicato per tutti noi fa un bel numero.
Però una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo.
Il nucleare è una mossa azzardata per il paese.
O forse è una grande mossa.


E tu, sei a favore o contro l'energia nucleare? o non hai ancora una posizione?

Aggiornamento 3.1.2011
Aggiungo un recente contro-spot, più come provocazione che altro, affinchè la discussione sul nucleare sia libera da interessi personali.








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