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lunedì 20 gennaio 2014

Report: "Patto d'Acciaio". La vicenda dell'Ilva e i suoi intrecci politici

"Tutte le strade portano a Taranto" dice Milena Gabanelli in questa puntata di Report del novembre 2013 sulla vicenda ILVA di Taranto, un intreccio apparentemente inestricabile che coinvolge affari, politica, e varie altre istituzioni tutte, apparentemente, pronte a ossequiare i padroni dell'acciaio, se si fa eccezione per la magistratura. E infatti, i magistrati sono quasi unanimemente attaccati da tutte le parti. In questo servizio di Sabrina Giannini  si ripercorrono i recenti sviluppi della vicenda ILVA insieme ai presupposti che hanno portato alla situazione attuale. Per non scordarsi dell'ILVA nonostante sui giornali se ne parli molto meno.
Per rivedere la puntata.

domenica 28 luglio 2013

Ilva: memoria critica del commissario Bondi sul rapporto dell'Arpa e sullo studio SENTIERI. Testi integrali

La storia recente dell'Ilva di Taranto inizia l'anno scorso quando, il 26 luglio 2012, il gip Patrizia Todisco ordinava il sequestro dell'area a caldo dell'azienda [si veda la cronistoria sul Fatto Quotidiano]. Dopo alcune peripezie, due provvedimenti governativi  salva-Ilva di due diversi governi (Monti e Letta), altri sequestri e dissequestri, l'arresto e il rilascio dei proprietari e della dirigenza Ilva per decorrenza dei termini di custodia cautelare, la ciliegina sulla torta di un anno passato inutilmente ai fini della messa in sicurezza dell'azienda è rappresentato dalla Memoria tecnica inviata dal Commissario Straordinario dell'Ilva Enrico Bondi, già amministratore delegato della stessa azienda. La Memoria tecnica di Bondi, in poche parole, distrugge due dei capisaldi su cui erano basati   i sequestri e l'accusa contro l'Ilva, e quindi la storia giudiziaria legata all'azienda siderurgica tarantina, cioè il Rapporto sulla Valutazione del Danno Sanitario redatto dall'ARPA Puglia e le risultanze del progetto SENTIERI, progetto che vede la partecipazione del Ministero della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Servizio Sanitario del Lazio, dell'Università La Sapienza di Roma, dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR e di altre istituzioni scientifiche e pubbliche. Insomma, questi due studi, secondo la perizia di Bondi, avrebbero tante criticità da non essere validi come prova dell'inquinamento dell'Ilva, sia relativamente alle emissioni dell'azienda che per quanto riguarda  gli aumenti di mortalità per alcune patologie evidenziate da SENTIERI (imputabili invece, secondo i periti, a stili di vita, fumo e amianto).

martedì 4 giugno 2013

Governo: commissariamento per l'Ilva. Bozza del decreto e audizione del Ministro Zanonato

Dopo le recenti vicende del maxi sequestro dei beni della famiglia Riva e delle dimissioni del consiglio di amministrazione dell'Ilva, il Governo corre ai ripari e presenta un decreto sul commissariamento straordinario per 3 anni:
dell'impresa, esercitata anche in forma di società, che gestisca almeno uno stabilimento di interesse strategico nazionale ai sensi dell'art. 1 del decreto legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231, la cui attività produttiva abbia comportato e comporti pericoli gravi e rilevanti per l'integrità dell'ambiente e della salute a causa della inosservanza, contestata dalle Autorità competenti, dell'autorizzazione integrata ambientale, di seguito anche "Aia", o di altre disposizioni a tutela dell'ambiente e della salute.[vedi bozza decreto su Repubblica]

domenica 26 maggio 2013

Ilva: breve storia della famiglia Riva

Un breve promemoria di Dragoni, da Servizio Pubblico di qualche mese, sulla famiglia Riva, tanto per capire meglio il perchè del maxi sequestro, da parte della magistratura, di più di 8 miliardi di beni dei Riva.

mercoledì 10 aprile 2013

Decreto salva-Ilva: per la Corte Costituzionale è legittimo. Ilva può continuare a produrre

La Corte Costituzionale, con la sentenza di ieri, dà ragione al Governo e torto al Tribunale di Taranto, nella questione Ilva. In sostanza, la legittimità costituzionale di alcuni articoli del decreto legge n. 207/2012, il cosiddetto decreto salva-Ilva, sollevata dal Tribunale di Taranto e dal Gip è in parte non fondata e in parte inammissibile per la Consulta. Dunque, Ilva può continuare a produrre, anche se questo non fermerà l'accertamento dei fatti. Ecco il comunicato stampa:


Questione Ilva di Taranto

La Corte costituzionale, all’esito dell’udienza pubblica e della camera di consiglio in data odierna, relativamente ai procedimenti r.o. n. 19 e n. 20 del 2013, promossi dal Giudice per le indagini preliminari e dal Tribunale di Taranto, ha ritenuto in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 3 del decreto-legge n. 207 del 2012, conv. dalla legge n. 231 del 2012.
La decisione è stata deliberata, tra l’altro, in base alla considerazione che le norme censurate non violano i parametri costituzionali evocati in quanto non influiscono sull’accertamento delle eventuali responsabilità derivanti dall’inosservanza delle prescrizioni di tutela ambientale, e in particolare dell’autorizzazione integrata ambientale riesaminata, nei confronti della quale, in quanto atto amministrativo, sono possibili gli ordinari rimedi giurisdizionali previsti dall’ordinamento.
La Corte ha, altresì, ritenuto che le norme censurate non hanno alcuna incidenza sull’accertamento delle responsabilità nell’ambito del procedimento penale in corso davanti all’autorità giudiziaria di Taranto.

mercoledì 12 dicembre 2012

Ilva: senza dissequestro migliaia di posti a rischio. Viaggio all'interno di Tamburi

Il Gip Patrizia Todisco ha detto no alla richiesta di dissequestro del materiale semilavorato avanzata dall'Ilva, subito dopo il decreto del Governo. Si tratta di 1.700.000 tonnellate di acciaio, come comunica l'azienda in una nota: se il materiale non può essere lavorato, a rischio non sono solo i lavoratori di Taranto, 1.400 per ora, ma anche quelli degli altri stabilimenti in giro per l'Italia e fuori d'Italia.
Il Governo, con il Ministro Clini, sta preparando un emendamento interpretativo per consentire l'utilizzo del materiale ferroso sequestrato. Nel frattempo, l'Ilva sottopone la decisione del Gip al Tribunale del riesame.
La storia sembra convulsa, mettendo apparentemente contro Governo e magistratura, allo stesso modo in cui lo fa con gli abitanti di Taranto, tra quelli che vogliono continuare a lavorare e quelli che vogliono continuare a vivere e forse, allo stesso modo in cui accade all'interno di ogni singolo cittadino, in quella battaglia tra salute e lavoro, tragica scelta alla quale è obbligato, quasi come se a lui spettasse solo una parte dei diritti che tanti altri godono per intero.

martedì 4 dicembre 2012

E' uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto legge Ilva. Testo completo

Ieri il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto legge 3 dicembre 2012 n. 207, il cosiddetto decreto Ilva che è poi uscito sulla Gazzetta Ufficiale 282 del 3 dicembre 2012.
Ne pubblico un estratto, il testo completo del decreto è disponibile qui. Sono 5 articoli che hanno lo scopo di far ripartire la produzione e, contestualmente, il risanamento e la messa in sicurezza di tutto l'impianto. Su questo punto il Governo si gioca una carta di credibilità formidabile. L'azienda non ha perso tempo. Come riporta il Fatto
A meno di dodici ore dall’emanazione del decreto i legali dell‘Ilva hanno depositato alla Procura di Taranto una istanza con la quale chiedono l’esecuzione di quanto contenuto nel dl firmato dal presidente della Repubblica ed entrato in vigore ieri, consentendo così all’azienda di rientrare in possesso degli impianti sequestrati. Contestualmente il gruppo ha rinunciato all‘istanza di dissequestro del prodotto finito e semi lavorato, istanza che doveva essere discussa dinanzi al tribunale del Riesame il 6 dicembre prossimo.

sabato 1 dicembre 2012

Il decreto Ilva: il testo e la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri

Dal Consiglio dei Ministri di ieri esce, come previsto, il decreto riguardante l'Ilva, con i punti emersi il giorno prima dall'incontro del Governo con parti sociali e vertici aziendali. La sostanza è che, pur in accordo con i provvedimenti della magistratura, Ilva può continuare a produrre con l'obbligo di iniziare immediatamente il processo di bonifica e messa in sicurezza ambientale secondo i dettami dell'Aia rilasciata dal Ministero dell'Ambiente diventata legge dello Stato. Questo porrà il tribunale del riesame, che dovrà decidere sull'ultimo provvedimento del Gip, nella condizione di tenere conto di questo fatto nella sua decisione. E' prevista pure l'istituzione delle figura di un garante che controlli il buon andamento di tutte le prescrizioni, oltre la normale vigilanza degli istituti preposti, e riferisca al Governo il quale, con il Ministro dell'Ambiente si impegna, ogni sei mesi, a riferire in Parlamento.

Il testo del decreto Ilva è disponibile qui [fonte Corriere].


venerdì 30 novembre 2012

Breve storia dell'Ilva: da Servizio Pubblico Marco Travaglio

La storia dell'Ilva è assai avventurosa, a cominciare dall'acquisto da parte del Gruppo Riva per finire alle ultime novità che hanno visto l'intervento della magistratura. A questo proposito, nonostante possano essere accusati di aver rotto le uova nel paniere, è da considerare che è stato grazie all'intervento della magistratura che il caso Ilva è potuto deflagrare sui giornali (anche se non sempre in maniera completa) altrimenti, com'è successo in tutti questi anni, sarebbe rimasto ben nascosto nelle pieghe  politiche dell'insabbiamento
Durante la trasmissione di ieri di Servizio Pubblico si è parlato abbondantemente dell'Ilva. Tra le cose dette e l'arrivo a sorpresa del Ministro dell'Ambiente Clini, c'è anche la ricostruzione della vicenda Ilva secondo Travaglio, e non sono tutte cose belle.
Infatti, estrapolando da quanto ricostruito da Travaglio, le cose appaiono strane sin dall'acquisto da parte del Gruppo Riva a metà anni '90, quando è stato messo in pratica lo stesso metodo utilizzato con l'Alitalia: si divide l'azienda in due parti, quella con i debiti rimane allo Stato e quella ripulita viene acquistata a prezzo super scontato dai privati.
Per continuare poi con tutta la politica messa in atto dal Gruppo, pazientemente ricostruita e coinvolgente numerosi attori.




mercoledì 28 novembre 2012

Tromba d'aria sull'Ilva: il maltempo colpisce Taranto

Non si può dire che in quella zona siano fortunati: parlo di Taranto, colpita in queste ore da una tromba d'aria che ha messo in pericolo la zona del porto dove si trovano gli impianti dell'Ilva.
Un filmato ripreso da RaiNews 24 riprende proprio la tromba d'aria mentre colpisce nella zona in cui vengono parcheggiati gli automezzi della stampa per le dirette televisive. Eccolo.


                                   




martedì 27 novembre 2012

Ilva, dopo gli arresti la chiusura dell'azienda: presidio dei lavoratori. Il Governo convoca le parti

Dopo i recenti arresti a Taranto in merito alla vicenda Ilva e il provvedimento di sequestro del Gip, l'azienda decide di chiudere lo stabilimento, anche la parte non sottoposta a sequestro, e interrompere tutta la lavorazione. Ora che anche la parte di stabilimento sotto controllo dell'Ilva viene sequestrato, dopo i sei reparti bloccati in luglio, ogni lavorazione è impossibile e gli ultimi 5.000 operai sono messi in ferie, così afferma l'azienda. Parte immediatamente un presidio all'interno dell'azienda e Monti convoca le parti sociali a Palazzo Chigi.
Nella nota stampa emessa dall'Ilva, oltre la comunicazione delle conseguenze dell'ultimo sequestro e la giustificazione alla chiusura, si ribadisce la propria tesi che l'aumento di mortalità in tutta l'area di Taranto, come riportano i recenti dati epidemiologici, non sono imputabili all'azienda, che avrebbe sempre rispettato "la piena conformità delle emissioni dello stabilimento di Taranto ai limiti e alle prescrizioni di legge,  ai regolamenti e alle autorizzazioni ministeriali, nonché l’assenza di un pericolo per la salute pubblica", come dimostrerebbero perizie scientifiche realizzate da studiosi di fama internazionale.

lunedì 22 ottobre 2012

Ilva, uscito il Rapporto Ambiente e Salute a Taranto: aumento della mortalità

E' stato presentato oggi dal Ministro Balduzzi il Rapporto Ambiente e Salute a Taranto. Questo studio aggiorna quelli precedenti con riguardo alla finestra temporale 2003-2009. Diciamo subito che le conclusioni a cui giungono gli autori sono queste:
In conclusione i risultati dell’analisi di mortalità svolta secondo la metodologia del progetto SENTIERI mostrano che sia tra gli uomini che tra le donne, in entrambi i periodi considerati, sono presenti eccessi di mortalità per le principali cause di morte, specifiche sedi tumorali e specifiche patologie, come anche per la mortalità infantile. Questo quadro di mortalità documenta uno stato di salute dei residenti nel SIN di Taranto sfavorevole rispetto alla popolazione regionale, in particolare per le patologie la cui eziologia ammette fra i propri fattori di rischio accertati o sospettati le esposizioni ambientali presenti nel sito.  

giovedì 20 settembre 2012

Progetto Sentieri: lo studio epidemiologico sulla mortalità nell'area dell'Ilva

Nei giorni scorsi c'è stata la pubblicazione della prima parte dei risultati del Progetto Sentieri, uno studio epidemiologico di ampio respiro coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute, come scrivono su Quotidiano salute. Il nome del progetto chiarisce il suo ambito di ricerca: è infatti l'acronimo di Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti  Esposti a Rischio da Inquinamento. Ovvio il riferimento alla Ilva di Taranto, ma non solo   quel polo produttivo è stato preso in esame, bensì tutti quelle aree produttive o di smaltimento dei rifiuti che presentano un alto rischio di inquinamento, come Casale Monferrato con l'amianto e Porto Torres con il petrolchimico. In generale, sono coinvolti nello studio circa 6 milioni di persone di 298 comuni.

martedì 21 agosto 2012

Le motivazione della sentenza sullo spegnimento dell'Ilva. Il documento integrale

Il tribunale del riesame deposita le motivazioni della sentenza che il 7 agosto confermava  il provvedimento del Gip, apportandovi minime modifiche quanto alla nomina dei custodi e revocando gli arresti domiciliari:

Deve, in definitiva, confermarsi il sequestro, senza facoltà d'uso, delle aree e degli impianti sopra indicati; il provvedimento del G.I.P. va invece modificato quanto alla nomina dei custodi nei termini meglio descritti e come indicato in dispositivo.
Il Tribunale chiarisce che l'intervento della magistratura non ha la funzione di sostituire quello degli organi amministrativi pubblici e privati



venerdì 17 agosto 2012

domenica 12 agosto 2012

Ilva: il giudice chiude la fabbrica e revoca l'incarico al presidente del CdA. L'ordinanza del Gip

Una dietro l'altra, due decisioni abbastanza controverse ma forse dovute riguardo l'Ilva di Taranto: ordinanza di chiusura dell'azienda fino a messa in sicurezza e revoca dell'incarico di amministratore dei beni sequestrati a Ferrante, presidente del CdA. La seconda decisione del Gip viene dopo che l'azienda aveva presentato ricorso al secondo sequestro dell'Ilva.
Viene da chiedersi se sia la decisione migliore, considerato il ruolo di quest'azienda per la provincia di Taranto e a livello nazionale oltre che europeo. E' un'altra tegola sul nostro sistema produttivo, anche se bisogna considerare che viene a colmare una lacuna (politica) sul versante sicurezza e inquinamento che dura da decenni e che ha sottoposto la popolazione locale, specie quella del quartiere Tamburi, a una pericolosa e documentata esposizione tossica. Ma, come si suol dire, piove sul bagnato.

giovedì 9 agosto 2012

Ilva di Taranto: intervista al Ministro dell'Ambiente Clini

Alcune delle uscite del grande industriale Riva, come lo definisce e per come le riporta Meletti, in questa intervista al Ministro dell'Ambiente, sono senza dubbio estrose: non bagna il parco minerario (per risparmiare) e ritiene che il rispetto ambientale (e dei cittadini  di Taranto, aggiungo io) comporti spese voluttuarie che mettono l'azienda fuori mercato. Ho rimarcato la parola voluttuarie, perchè ha qualcosa dello spiritoso e del drammatico insieme. La parte spiritosa la comprenderete benissimo da voi, per chi non abita in quella zona e non respira quell'aria il problema ambiente non esiste e le spese per tutelarlo sono, appunto, voluttuarie e la battuta è facile da fare. La definizione di voluttuario è qualcosa di non necessario, superfluo. Ora, definire la tutela ambientale come voluttuaria (sempre che l'abbia detto, qui riporto le parole dell'intervistatore) e quindi come superflua significa, per estensione, considerare superflua anche la tutela della salute dei tarantini, che in quell'ambiente devono vivere. E questa è la parte drammatica. Però, come avrete capito, anche la parte spiritosa è drammatica anzi, forse lo è in misura maggiore.

mercoledì 1 agosto 2012

Ilva di Taranto: audizione alla Camera del Ministro dell'Ambiente Clini

Innanzitutto, significato e ruolo della Ilva a livello italiano: è il più grande stabilimento siderurgico d'Europa, parola di Ministro, dunque anche d'Italia, che fornisce i semilavorati a tutte le industrie siderurgiche italiane.
La Ilva rappresenta il 75% del Pil provinciale di Taranto, diciamo che la Ilva è la provincia di Taranto.
Prima osservazione: l'azienda, a quanto riferisce Clini, ha agito nel rispetto delle procedure, e questo durante tutta la sua cinquantennale esistenza e se i rilievi epidemiologici sollevati dall'indagine della magistraura hanno comunque valore ciò si deve probabilmente all'inadeguatezza di quelle norme più che alla inosservanza.
L'impatto ambientale c'è e c'è anche quello sulla salute, ma l'azienda operava all'interno delle norme esistenti. Esempio: le emissioni dei motori diesel nel 1998 erano del 98% superiori a quelle autorizzate oggi, ma questo non significa che a suo tempo le auto fossero fuori norma.
E' la famosa contestualizzazione, anche se non convince del tutto.
Un aspetto importante è la lunghezza delle procedure, tipicamente italiana, che rischia di autorizzare soluzioni già superate quando dovranno essere attuate.
Fattore  essenziale della lunghezza delle procedure è l'inerzia ad agire. Infatti, come riferisce il Ministro, di 57 siti contaminati in tutta Italia, vi sono solo 3-4 casi di bonifica avviata e 2 di bonifica effettuata.
Di seguito, l'audizione del Ministro dell'Ambiente Clini alla Camera, sulla vicenda Ilva di Taranto.

venerdì 27 luglio 2012

Ilva di Taranto: conferenza stampa della Procura. Diretta video

Le motivazioni del provvedimento della Procura di Taranto: conferenza stampa. Via Corriere.



Che il tema sia importante lo si vede dal fatto che il Governo, con il Consiglio dei Ministri [vedi comunicato] di oggi, ha analizzato il protocollo di riqualificazione e bonifica dell'area Ilva, sottoscritto il 26 luglio da  Ministero dell’ambiente,  Ministero dello sviluppo economico,  Ministero della coesione territoriale,   regione Puglia,   provincia e   Comune di Taranto e   Commissario straordinario del porto di Taranto, che prevede anche uno stanziamento di circa 340 milioni di euro.

La Ilva di Taranto e la mappa dei posti più inquinati in Italia e nel mondo

Ilva Taranto
I recenti fatti di cronaca relativi alla Ilva di Taranto [vedi Ilva: sigilli e 8 arresti, è sciopero a oltranza] al sequestro dell'azienda, all'arresto dei dirigenti e alla manifestazione dei 15.000 lavoratori mi fanno venire in mente qualcosa. I lavoratori, giustamente, non rinunciano al lavoro, anche se porta morte, perchè non lavorare ti porta ugualmente a morire e allora meglio farlo a pancia piena. Poi magari tra qualche anno un solerte reporter preparerà un servizio sulla fabbrica della morte, e si domanderà perchè è rimasta aperta nonostante i casi di cancro.
Ovviamente la soluzione c'è, e non è nè chiudere l'azienda nè permetterle di continuare ad operare come ha fatto fino ad ora. La soluzione è: possibile che non si può mettere in sicurezza un'azienda, per quanto grande, dal punto di vista delle emissioni nocive e dell'inquinamento ambientale? Possibile che per lavorare bisogna morire? Non ci credo. Il vero problema è invece: chi paga?

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