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giovedì 23 febbraio 2012

Eurostat: i dati del Pil europeo del 2011

Grafico del  Pil della EU (Unione Europea) e della EA (Area Euro). 
Nel grafico, a sinistra la variazione sul trimestre precedente, a destra la variazione sullo stesso trimestre del 2010. L'area euro EA17 perde lo 0,3% sul terzo trimestre (Q4 su Q3), così come la EU27 mentre per quanto riguarda il rapporto con il 2010 anche se c'è una percentuale positiva del 2011 sul 2010, diminuisce andando verso il Q4.
Per quanto riguarda l'Italia, -0,7% Q4 su Q3 e -0,5% su dicembre 2010.
Performance più negative dell'Italia, per quanto riguarda il confronto Q4-Q3,  le realizzano Estonia, Lituania e Portogallo; mentre il confronto 2011-2010 i dati più negativi sono Grecia -7,0%, Portogallo -2,7%, Olanda -0,7% e Cipro -0,5%.

imagecredit  epp.eurostat.ec.europa.eu  

martedì 21 febbraio 2012

Lettera congiunta dei leader europei sulla crescita. Il testo

imagecredit direttanews.it

Ieri, alcuni leader europei, tra cui Monti, Cameron, Rajoy, compresi van Rompuy e Barroso, hanno scritto una lettera congiunta,  dal titolo: Un piano per la crescita in Europa.
E' disponibile qui, sul sito del governo. Gli elementi centrali sono elencati qui sotto:
  • Apertura del mercato dei servizi (che rappresentano i 4/5 dell'economia UE)
  • Mercato digitale unico a livello europeo
  • Mercato interno dell'energia
  • Creazione dell'Area Europea della Ricerca
  • Mercati globali aperti: integrazione con Usa, Russia e Cina
  • Riduzione del peso delle normative europee
  • Mercato del lavoro: allineamento delle normative
  • Mercato finanziario efficiente e solido e no ai salvataggi forzati delle banche

martedì 31 gennaio 2012

Conclusioni del Consiglio Europeo su crescita ed euro: il testo completo

imagecredit governo.it
Sul sito del Governo è disponibile in lingua italiana la Dichiarazione dei membri del Consiglio Europeo del 30 gennaio 2012 e le Comunicazioni sull'euro degli Stati membri in inglese. Come si avverte nella premessa è stato un Consiglio informale, propedeutico al fiscal compact, strumento di controllo comunitario dei bilanci dei vari Stati perchè i più spendaccioni non siano a carico dei meno.C'è questa famosa soglia del 3% del deficit, superata la quale scatterebbero le sanzioni automatiche e la soglia del debito pubblico portata al 60%, con riduzioni di circa 1/20 l'anno per arrivare a regime. Insomma, una rigidità dei conti sconosciuta a molti paesi e paurosa per i potenziali effetti recessivi, già paventati da Moody's.

venerdì 9 dicembre 2011

L'Unione Europea al bivio: verso un'Unione Fiscale a 23

uniti nella diversità
image source:
 it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea

L'Unione Fiscale dei membri dell'Unione Europea va avanti a maggioranza, mancando l'unanimità. Il vertice di Bruxelles tra i 27 paesi membri ha comunque raggiunto un accordo: in 23 aderiranno all'Unione Fiscale. Tutti i 17 paesi dell'Unione Europea che hanno aderito alla moneta comune 










  • Austria
  • Belgio
  • Cipro
  • Estonia
  • Finlandia 
  • Francia
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Italia
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Portogallo
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
più altri 6 paesi del gruppo dei 27 dell'Unione Europea che non avevano aderito all'euro [fonte Repubblica]
  • Bulgaria
  • Danimarca
  • Lettonia
  • Lituania
  • Polonia
  • Romania
Dei 4 paesi rimanenti, 2 sono dati per probabili (manca l'avallo popolare) cioè Svezia e Repubblica Ceca, fuori invece la Gran Bretagna, fiera avversaria di questo rafforzamento delle istituzioni dell'unione, e l'Ungheria.

imagesource it.wikipedia.org/wiki/Euro
Gli inglesi, si sa, vivono su un'isola, aspetto questo che favorisce l'isolamento. Non è dato sapere, al momento, se la posizione di quelli che non hanno aderito all'euro (10 paesi) e di quelli che non aderiranno all'UF (2 paesi)  sia migliore o peggiore di chi ha aderito, sta di fatto che in questo momento c'è un attacco alla moneta comune -e non solo all'Italia, che dell'euro rappresenta un anello debole- e qualcosa bisogna fare: per avere il via libera al fondo salva-Stati da 1000 miliardi gestito dalla Bce più un accordo con il Fmi per un ulteriore prestito da 200 miliardi occorreva l'introduzione del vincolo di bilancio, fortemente voluto dalla Germania, che non intende pagare le spese pazze degli altri governi.
Come detto dunque il Regno Unito si tira fuori: "condizioni inaccettabili" le ha definite Sarkozy, che infatti prevedevano l'esenzione per gli inglesi del vincolo di bilancio.
Rimandati a giugno 2012 gli eurobond: per ora non se ne parla. E così si va avanti in 23, nella speranza di riuscire a mettere un freno alla caduta libera dell'euro.


mercoledì 30 novembre 2011

Se l'euro fallisce: dopo l'UE l'UF?

"I prossimi dieci giorni periodo chiave per l'euro" "Lavorare su due fronti, per assicurare barriere antincendio e rafforzare la governance economica"

Così Olli Rehn, Commissario agli Affari economici UE su Repubblica. Parole che sembrano stranamente collimare, quanto a preoccupazione, con quelle che si pone sotto forma di domanda il Journal du Dimanche [fonte Presseurope]
“L’euro supererà il Natale?”
Sul settimanale francese sono convinti che l'euro non arriverà a Natale.
 Venerdì i creditori hanno chiesto all’Italia il 7,8 per cento per prestiti a due anni, ovvero 3,2 punti percentuali in più rispetto a due mesi fa. […] Se la terza economia della zona euro [noi, ndr] dovesse andare in default e non onorare i propri debiti, l’unione monetaria avrà fatto cilecca.
Ricordo però che opinionisti ed economisti non sono sempre così bravi a  fare previsioni. Penso per esempio a Nouriel Roubini che aveva previsto che le sole dimissioni di Berlusconi 
porterebbe[ro] a ridurre lo spread fra i btp e i bund tedeschi decennali fra i 50 e i 100 punti base, in modo permanente. [...] Circa due miliardi in meno nel primo anno, poi 3,5 nel secondo anno fino a raggiungere 8 miliardi nell´arco di 7-8 anni
 cosa che non si è verificata. Quindi qualche briciolo di speranza c'è ancora.
imagesource bravenewfinance
Ma cosa ha detto Rehn esattamente? La Germania sarà d'accordo alla creazione dei salvifici (almeno si spera) eurobond solo
quando avremo una governance più forte" [Repubblica cit.]
il che significa quando tutti i paesi dell'eurogruppo (come minimo 9) saranno dotati di vincoli di pareggio di bilancio nella propria Costituzione. In secondo luogo, la Bce dovrebbe costituire una risorsa illimitata di credito per le banche, per evitare problemi di liquidità e, per lo stesso motivo, anche il FMI  dovrebbe aumentare le sue risorse in difesa dei paesi più deboli.
Ma, tutto questo, dopo che i paesi dell'eurozona avranno ratificato il vincolo di bilancio in quella che viene definita unione fiscale. Insomma dopo l'UE, seguendo l'alfabeto, viene l'UF.

giovedì 17 novembre 2011

Il Gruppo di Francoforte che comanda in Europa

imagecredit theaustralian.com.au
La Compagnia dell'Euro potrebbe chiamarsi questo Gruppo di Francoforte recentemente costituitosi a difesa della comune moneta. Ne  fanno parte, ovviamente, il duo Merkel e Sarkozy, definiti direttorio da qualche giornalista patrio, ai quali si aggiungono il Primo Ministro lussemburghese, J.C. Juncker, J.M. Barroso e O. Rehn dalla Commissione Europea, il Presidente del Consiglio Europeo H. Van Rompuy, il Presidente della Banca Centrale Europea M. Draghi  e il Presidente del Fondo Monetario Internazionale C. Lagarde [1].
Uno dei risultati attribuiti a questo gruppo di Francoforte sarebbero le dimissioni dei Presidenti del Consiglio di due paesi europei, uno dei quali conosciamo molto bene: Silvio Berlusconi e Georges Papandreou.
Ne parla in questi termini lo Spectator, con Fraser Nelson (uso la traduzione di Presseurope)
 il mese scorso Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno incontrato l'élite burocratica dell'Ue, organizzando quello che in un altra era sarebbe stato definito un putsch.
Ma, per quale motivo il direttorio Merkel-Sarkozy (Merkozy) ha ritenuto di dover fondare questo palese Frankfurt Group? A quanto sembra, c'entra qualcosa l'impossibilità di arrivare a decisioni quando si è in molti a decidere 
Merkozy e i burocrati si erano stancati dei vertici dell'eurozona, dove i leader discutono incessantemente ma non arrivano mai a una decisione comune. C'era bisogno di formare un gruppo più ristretto, in grado di esercitare il potere con fermezza ma anche in maniera informale.
Un leggero risentimento aleggia nei media inglesi per il fatto che l'Inghilterra non è stata inclusa nel Gruppo, e forse sarà per questo che alcuni giornali inglesi ne parlano in termini critici.
Questo Gruppo di Francoforte è in realtà composto per la maggior  di gente non eletta dai cittadini, che quindi non rappresenta una volontà popolare, ma che però si è autodesignata leader in Europa, assumendo iniziative attraverso le quali costringere i partner, continua Nelson. Addirittura, nell'articolo riporta le confidenze di qualche funzionario del Ministero degli esteri britannico che avrebbe affermato
"Siamo sulla buona strada per deporre Berlusconi". Un tempo una frase del genere sarebbe apparsa oltraggiosa. E invece all'inizio di novembre era ormai chiaro che era in atto un'operazione per far rovesciare il Cavaliere.  
Con il che, se fosse vero, potrebbero farmi diventare improvvisamente simpatico il Cavaliere.
Il quadro dipinto non è dei più consolatori, ipotizzando non solamente una possibile esautorazione dei mercati, ai quali eventualmente la politica potrebbe rispondere adeguatamente, ma ventilando l'esistenza di
una fusione tra la gerarchia Ue e il potere finanziario della Germania. Una sorta di Bruxelles sul Reno. Prima dell'avvento della crisi, in un'epoca segnata dagli scrupoli sul ruolo preminente della Germania, una simile unione non sarebbe mai stata possibile. Oggi i tedeschi non hanno più bisogno di giustificarsi. "La risposta alla domanda 'chi può accettare un modello tedesco?' è stata data dai mercati", ha spiegato di recente un portavoce del governo di Berlino. 
che potrebbe sostituire, a tutti gli effetti, la sovranità dei singoli Stati attraverso decisioni non votate dalla maggioranza ma prese da un piccolo gruppo ristretto, al quale sarebbe un po' più difficile replicare.

Ne sa qualcosa il premier greco Papandreou con la sua idea di referendum accolta, a essere buoni, con freddezza dal duo Merkel-Sarkozy, tanto da costringerlo a una frettolosa marcia indietro con annesse dimissioni. Che Europa si sta dipingendo? Alcune confidenze non lasciano ben sperare:
alcuni funzionari  europei si abbandonano (anonimamente) a considerazioni del tipo "Svegliatevi e rendetevi conto di quello che sta succedendo. Questo è ciò per cui avete messo la firma".
E' questa l'Europa che volevamo? Una specie di governo nel governo, autoproclamato, che decide per tutti? Che l'adesione all'Unione Europea significasse la cessione di una parte di sovranità ci stava anche. Che si dovessero subire le decisioni della maggioranza europea, le quali vincolano all'adesione alle scelte comuni, è un fatto che fa parte del processo democratico basato sulla maggioranza: accade all'interno dei singoli Stati e accade anche nelle unioni di Stati. Ma dovrebbero essere appunto decisioni a maggioranza e non il risultato delle scelte di un piccolo direttorio, composto per la maggior parte di non eletti.

© altan
Realtà? Fantasia? I famosi poteri forti sono questi? In realtà la definizione è troppo generica. Chi si sognerebbe di non definire Berlusconi come parte di quei cosiddetti poteri forti? Ma anche i bocconiani ne fanno parte, attraverso i collegamenti con l'elite finanziaria internazionale, anche i banchieri, anche i grandi fondi di investimento. Il fatto che proprio un governo di centrodestra come quello italiano sarebbe stato nel mirino di questi poteri forti potrebbe far presumere che l'intento non fosse quello di combattere una certa idea di democrazia di marca socialdemocratica. Quale obiettivo perseguirebbe, allora, questo Gruppo di Francoforte?
Dell'Unione Europea fanno parte 27 paesi. 17 di questi 27 hanno adottato una moneta comune, l'euro. E' possibile che le decisioni vengano prese solo da un gruppo ristretto? Ma anche un altro pensiero prende corpo: queste decisioni, poichè in definitiva i governanti questo alla fin fine fanno, anche quando non decidono, dicevo, in definitiva, queste decisioni del Gruppo sono giuste o sbagliate? Questo per ricordare che, Gruppo o non Gruppo, almeno una delle due dimissioni avvenute recentemente, non sono state salutate come una disdetta da una parte dei cittadini. 
Cosa ci riserva, dunque, il futuro: essere governati, magari male, da  governi democraticamente eletti o essere costretti, con dolce coercizione, a farci governare, magari bene, da un governo autoimposto dalle contingenze? Le stesse due opzioni anche per l'altra domanda: cosa è meglio?




imagecredit http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea




[1]  EU's inner 'politburo' flexes its muscles

domenica 10 luglio 2011

Debito pubblico nell'Unione Europea: una mappa interattiva

Interessante sguardo d'insieme sul debito pubblico di alcuni membri UE in relazione al Pil. Il non troppo desiderabile primato appartiene alla Grecia, seguita a ruota dal nostro paese.Ecco la classifica e sotto la mappa interattiva, cliccare per andare alla pagina. Da Cnn.

  1. Grecia 142,8% del Pil
  2. Italia 119% del Pil
  3. Belgio 96,8% del Pil
  4. Irlanda 96,2% del Pil
  5. Portogallo 93% del Pil


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