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giovedì 16 ottobre 2014

I segreti delle banche: "Confessioni di un ex manager bancario"

Vincenzo Imperatore è un ex manager bancario e, come tale, a conoscenza di parecchi retroscena sulla conduzione dell'attività creditizia. Molte delle cose che racconta, in verità, le sapevamo o immaginavamo già, ma nonostante questo fa sempre impressione vederle confermate (purchè siano vere) da un addetto ai lavori.
Come sempre, all'origine di comportamenti impropri ci sta il lassismo della politica. I mancati controlli, le leggi favorevoli, i commi a tradimento costituiscono l'ambiente ideale nel quale poi si sviluppano queste situazioni. Purtroppo ho la sensazione che l'aumentare delle fonti e delle testimonianze a sfavore di quel mondo affaristico foraggiato dalla politica sortisca l'effetto contrario a quello sperato: che scateni, cioè, una sorta di indifferenza da sovraesposizione, esaurendo il suo compito solo nello sghignazzo che segue alla scoperta delle magagne, senza portare a nessuna valida conseguenza. 
Questo è un breve estratto del libro che si intitola Io  so e ho le prove. Confessioni di un ex manager bancario. L'editore è Chiarelettere.

lunedì 3 marzo 2014

"Banca rotta": cos'è cambiato nel sistema finanziario dall'inizio della crisi? Presa Diretta e Fatto TV

Se è vero che si riconosce al sistema finanziario e alle banche la grossa (o forse unica) responsabilità di aver dato inizio alla crisi che stanno pagando in massima parte i cittadini di tutto il mondo e dalla quale molti paesi devono ancora uscire, ci si può anche chiedere cosa è stato fatto per evitare che simili cose accadano in futuro. Ne parlano, in attesa della puntata di Presa Diretta di questa sera su Rai3 alle 21:05, l'autore Riccardo Iacona con il Fatto TV a partire dalle 14:30.


venerdì 1 novembre 2013

Il Governo e il regalo alle banche nella Legge di Stabilità

Ieri, nel suo editoriale su Servizio Pubblico, Gianni Dragoni ha ricordato alcuni effetti della recente Legge di Stabilità licenziata dal Governo: un corposo aiuto alle banche. Le sofferenze bancarie, cioè i crediti non riscuotibili, ammontano a circa 142 miliardi. Il governo, su pressante richiesta dell'Abi, consentirà di portare in deduzione queste sofferenze in 5 anni  anzichè in 18, facendo risparmiare alle banche, nell'arco di 10 anni, quasi 18 miliardi di tasse. Viene da chiedersi: chi pagherà questi mancati introiti dello Stato? Si potrebbe rispondere che l'Italia, come nel caso dell'IMU, dell'Alitalia e via dicendo è maestra nel far partecipare tutti alle perdite ma pochi ai guadagni.
Per chi volesse trovare il regalo nascosto nelle pieghe della Legge di Stabilità, ecco il testo  al quale fare riferimento: articolo 6 commi 16,17,18.


mercoledì 27 marzo 2013

I 40 miliardi per pagare i debiti della PA: alle imprese o alle banche?

Appare quanto meno ottimistica l'ipotesi del Ministro Grilli che le banche, una volta ricevuti un certo numero di miliardi apparentemente destinati al pagamento del debito della Pubblica Amministrazione nei confronti delle aziende, riversino poi questi soldi in un abbassamento dei tassi creditizi e in un allentamento dei crediti ad aziende e privati. Ma forse non è solo incauto ottimismo. Ne parla il capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi in questo video. Altro aspetto importante, oltre a questo storno di parte dei pagamenti alle imprese in direzione delle banche, è l'estrema velocità di decisione di un provvedimento che rappresenta quasi l'intero ammontare degli investimenti per il biennio 2013-2014 (è previsto solo un ulteriore 0,5%, circa 8 miliardi),  da effettuarsi così, in fretta e furia, senza passare per l'aula, cosa alla quale si oppone il M5S.
Il documento  Relazione al Parlamento 2013 dice, in sintesi (grassetti miei):
L’attuale fase congiunturale, ancora contrassegnata da una notevole debolezza, 
richiede che il conseguito risanamento di bilancio e il rispetto della stabilità finanziaria 
siano accompagnati da azioni di sostegno e rilancio della crescita e dell’occupazione. 
A tale fine, il Governo intende procedere con un provvedimento d’urgenza in 
grado di immettere liquidità nel sistema economico mediante lo sblocco dei pagamenti dei 
debiti della PA verso i propri fornitori. Gli importi previsti corrispondono a circa 20 
miliardi nella seconda parte del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014.

venerdì 25 gennaio 2013

giovedì 22 novembre 2012

La Tobin Tax e quell'esenzione governativa per i derivati

Alle volte uno vorrebbe far finta di non capire pur di non assumere sempre quel solito atteggiamento complottista o dietrologico. Ma perchè il Governo, nella legge di stabilità, secondo quanto ne riferisce il Fatto, poi verificato sul resoconto stenografico della Camera (pagg. 64-66), avrebbe voluto eliminare la tassazione sulle compravendite in Borsa dei prodotti derivati? 
La mancata inclusione dei derivati nella tassazione delle transazioni finanziare, che rimarrebbero solo sulle azioni, farebbe passare l'utile stimato, che potrebbe arrivare fino a 4 miliardi, a 100-200 milioni, sempre secondo il Fatto in quest'altro articolo.


venerdì 18 maggio 2012

La dottrina Merkel: ma anche la Germania ha i suoi problemi?

C'è questo, la dottrina Merkel del rigore fiscale, il pareggio di bilancio, ineludibile, tanto che hanno voluto che fosse scritto nelle Costituzioni.



lunedì 23 aprile 2012

Si può fare a meno del denaro? Inchiesta Report

Ci voleva una città francese per provarci. A Nantes, Comune, imprenditori e banca pubblica provano a fare a meno del denaro, perchè l'economia è a rischio anche a causa delle banche che non fanno più credito. Invece di soldi, almeno nelle movimentazioni, si usano crediti virtuali, con i quali si acquista e si vende, utilizzabili immediatamente, senza tempi di attesa. Un'anteprima dal Corriere e  la puntata completa sul sito di Report, dal titolo Smarcamenti in campo.



sabato 11 febbraio 2012

Stretta creditizia e aumento dei tassi: banche e imprese a confronto

imagecredit vivicentro.org
Diminuzione dei crediti delle banche alle imprese e aumento dei tassi di interesse. Questo il mix micidiale che rischia di bloccare la crescita per lungo tempo. E' il risultato di un rapporto del Centro Studi della Cgia di Mestre. Basandosi sugli ultimi dati pubblicati dalla Banca d'Italia, si osservano i due fenomeni evidenziati all'inizio.
Stretta creditizia (-1,5% nell'ultimo trimestre 2011, e -2,2% nel dicembre 2011) e aumento dei tassi di interesse (3,7 miliardi di euro).
Questi i dati:

  • Prestiti erogati dalle banche alle imprese nel 2010: 966 miliardi
  • Prestiti erogati dalle banche alle imprese nel 2010: 995 miliardi
  • Variazione 2010-2011: + 3%. Inflazione +3,3%
  • Variazione ultimo trimestre 2011: -1,5%. Inflazione +0,9%
  • Variazione dicembre 2011: -2,2%. Inflazione +0,4%
  • Spese per interessi a dicembre 2010: 27,33 miliardi
  • Spese per interessi a dicembre 2011: 31,04 miliardi
  • Variazione spese per interessi: +3,7 miliardi
  • Insolvenze delle imprese 2011: 80,6 miliardi, +36% rispetto 2010
Il rischio è che, se non si inverte il trend di questi ultimi mesi, la ripresa economica sarà ancora più difficile e molte piccole aziende saranno costrette a chiudere.

Rapporto Cgia qui.

domenica 11 dicembre 2011

Send Money il P2P dei prestiti su Facebook: se ti serve qualcosa chiedilo agli amici

© Facebook
Leggo questa notizia discretamente interessante sul Fatto: con l'applicazione Send Money, già attiva in 65 paesi, Facebook entra nell'area del mutuo credito. Se hai bisogno di un prestito o vuoi fare un regalo o una donazione adesso puoi usare Send Money: il servizio avviene tramite PayPal. Su Facebook, a questo indirizzo, c'è la pagina con il servizio e le informazioni necessarie su come effettuare donazioni o prestiti e sui costi.
Alessio Pisanò sul Fatto afferma che il costo di una transazione  è di 30 centesimi, se effettuato con PayPal o con un conto bancario, mentre se si usano carte di credito o di debito la commissione è del 2,9% + 30 centesimi. Anche chi riceve la donazione o il prestito deve avere un account con PayPal.
Il servizio prestato da Facebook, a quanto dice Pisanò, è gratuito. Il ricavo, per il social di Zuckerberg, proviene da un aumento di popolarità in ottica competizione con G+.
Da eBay in poi sempre una maggiore fetta di vendite e transazioni avvengono su internet. La stessa PayPal deve al sito di aste internazionali la propria popolarità. E' una nuova frontiera in cui, dopo la compravendita di merci tra pari (peer to peer) tocca al prestito, una sorta di mutualità orizzontale che, sperabilmente, potrebbe far concorrenza alle banche e abbassare i costi.

lunedì 31 ottobre 2011

La causa della crisi economica mondiale: banche e finanza

E' molto istruttiva l'inchiesta di Report del 30 ottobre, intitolata Effetto valanga (precede quella su Berlusconi croupier), ma anche dolorosa: come forse è sempre stato, il profitto si realizza sullo sfruttamento. Prima era lo sfruttamento del capitalista sul lavoratore  poi, dopo l'entrata in vigore di normative più o meno valide a tutela dei lavoratori, si è passati allo sfruttamento della manodopera nei paesi in via di sviluppo. Ma per sfruttare la manodopera a basso costo di questi paesi occorre comunque avere un'attività economica. E come fanno le banche e i finanzieri se non riescono più a guadagnare sulle imprese e sul lavoro? Se viene meno lo sfruttamento del lavoro si utilizza la finanza, con lo sfruttamento degli interi Stati. 

imagesource unmondonuovo.it
Per esempio: se compro delle obbligazioni sovrane di uno Stato a 100 e le rivendo subito ottengo, come risultato immediato, che tanti che avevano quelle stesse obbligazioni le vendono a loro volta (per l'isteria dei mercati) e il prezzo scende, diciamo a 90. A quel punto le ricompro. In questo modo ho ottenuto due effetti: vendendo e costringendo a vendere, per imitazione e isteria, costringo lo Stato che le emette ad alzare il rendimento delle obbligazioni per convincere i mercati a comprare (spread). Quando il prezzo si è ribassato le ricompro e aspetto la loro scadenza naturale, avendo un nuovo rendimento più elevato (grazie allo spread) ed avendole acquistate a un prezzo inferiore al loro valore, valore che invece mi sarà riconosciuto al 100% al momento della scadenza dallo Stato che le ha emesse.
In mezzo a questo lo Stato subisce le perdite, che poi sarebbero  i guadagni realizzati dalle banche e dagli speculatori, che poi scarica sui cittadini, attraverso i tagli, l'aumento delle imposte e la riduzione degli investimenti.
Insomma, favorire le banche e la finanza non stimola l'economia ma aumenta i profitti di banchieri d'affari e speculatori. Lo spostamento del denaro dall'economia alla finanza frena lo sviluppo e aumenta le disparità.
Se ci mettete che quelle stesse banche d'affari e quegli stessi speculatori, non contenti di vendere al ribasso le obbligazioni sovrane acquistano e vendono anche assicurazioni su quegli stessi Stati sovrani, il quadro è completo: come è noto, se io possiedo un'assicurazione su uno Stato sovrano che mi rende, cioè mi viene pagata, solo se lo Stato fallisce, cosa dite, ho interesse che lo Stato fallisca oppure no? 
Aggiungeteci che le famose agenzie di rating, quelle che valutavano tripla A  obbligazioni corporate di aziende fino a pochi giorni prima  che fallissero, sono quelle che devono giudicare della credibilità dei singoli Stati, capite quanta credibilità possano avere loro stesse, specialmente quando assegnano o tolgono credibilità e A a uno Stato attraverso meccanismi coperti dal segreto commerciale.
E' un sistema sbagliato, completamente sbagliato.

Lasciare al mercato l'autoregolamentazione probabilmente porterà a una rivoluzione: quando troppa gente non avrà più niente da perdere scoppierà il caos. Il mercato non è in grado di autoregolarsi finchè ci sarà qualcuno da sfruttare. Per intanto noi cittadini subiamo le conseguenze dell'arricchimento di pochi, senza che gli Stati, che potrebbero farlo tranquillamente, facciano niente per limitare lo strapotere di banche e finanza.
Non è possibile che investitori privati riescano a influire  in maniera così massiccia sui singoli Stati, decidendo delle sorti della loro economia, dei loro debiti insomma del futuro di intere nazioni. 
L'aspetto più assurdo è poi questo: nel 2008 le banche internazionali, specialmente negli Stati Uniti, sono state salvate con soldi pubblici dal fallimento. Non soddisfatte di questo regalo, quelle stesse banche, come ringraziamento, hanno ripreso a speculare sugli Stati sovrani, in assoluta e totale indifferenza nei confronti di chi le aveva salvate.
Quando ci dicono che c'è la crisi internazionale e che dobbiamo -noi, non i politici- fare sacrifici, dobbiamo sapere che stavamo e stiamo salvando quelle stesse banche d'affari che avevano speculato e che continuano a speculare su di noi. E dobbiamo anche sapere che è proprio in conseguenza di queste speculazioni, che si è creata ed alimentata questa crisi economica  che ci sta strozzando.

Per chi se l'è persa e volesse vedersela, ecco il collegamento all'inchiesta di Report: cliccare sull'immagine.


imagecredit report.rai.it
Qui c'è il pdf dell'inchiesta.

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