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giovedì 15 maggio 2014

"Abita": i bambini che non possono giocare all'aperto a Fukushima. Un film animato

Un delicato cartone realizzato da Shoko Hara e  Paul Brenner che descrive la vita dei bambini di Fukushima, i loro sogni e il loro difficile rapporto con la natura, per la difficoltà di viverla completamente a causa delle radiazioni nell'area intorno alle centrali nucleari. Si intitola Abita e ha vinto il premio come miglior film animato all'International Uranium Film Festival nel 2013..


Abita from Shoko Hara on Vimeo.


visto su repubblica.it

mercoledì 16 maggio 2012

Fukushame: la vergogna di Fukushima

C'è un documentario che descrive quello che accade ed è accaduto all'interno della No go zone di Fukushima. L'ha girato, tra i primi al mondo dicono, un regista italiano, Alessandro Tesei. Si intitola Fukushame. The lost gardens of Japan.
Quello che racconta, secondo quanto riporta il Fatto, è una realtà diversa da quella ufficiale, stridente rispetto a quello che si può immaginare del Giappone e che rende più verosimile la trasversalità del modo simile di trattare le popolazioni che hanno in genere i governi.


domenica 11 marzo 2012

Giappone a un anno dal terremoto: Rapporto su Fukushima. Il documento ufficiale

imagecredit bbc.co.uk
Permettetemi un piccola polemica iniziale: sia sul sito di Greenpeace che su quello di un quotidiano giapponese (The Asahi Shimbun) si fa riferimento a un Rapporto di 400 pagine sull'incidente alla centrale nucleare Daiichi di Fukushima, ma nessuno dei due (sempre che non occorra affidarsi a Santa Lucia) pubblica il link al documento ufficiale.
Ebbene, il documento ufficiale (trovato per altra via)  per ora è solo in giapponese e, a meno di non  voler fare un corso accelerato di tale lingua, conviene aspettare la traduzione in inglese disponibile per quest'estate.
Esaurita la vena polemica passiamo al Rapporto
E' passato un anno da quel 11 marzo 2011 in cui ci fu il disastroso terremoto in terra nipponica con lo tsunami e il gravissimo incidente alla centrale nucleare di Fukushima.
Già, Fukushima: il terzo grave incidente nucleare dopo Three Miles Island e Chernobyl.
Fanno notare su Greenpeace che gli standard di sicurezza per i reattori di seconda generazione, come quelli di Fukushima, prevedono un rischio di incidente grave ogni centomila anni-reattore, il che significa che
con 400 reattori in funzione un incidente grave dovrebbe succedere ogni 250 anni. Al contrario, ne abbiamo avuti ben 3 in poco più di 30 anni, uno ogni circa 10 anni (Three Miles Island nel 1979, Cernobyl nel 1986 e Fukushima l’anno scorso). L’area contaminata in Giappone è grande quanto mezza Sicilia e così rimarrà per decenni.

domenica 5 giugno 2011

Infografica dei tre più grandi incidenti nucleari: Three mile island, Chernobyl, Fukushima

I tre più grandi incidenti nucleari a confronto e l'area di contaminazione radioattiva in seguito all'incidente di Chernobyl. Alcuni dati su Chernobyl. 

  • 400 volte la radioattività emessa dall'ordigno nucleare fatto esplodere ad Hiroshima alla fine della 2° guerra mondiale.
  • Negli anni '50 e '60 del secolo scorso, i test sugli ordigni nucleari hanno rilasciato da 100 a 1000 volte più radiazione nell'ambiente di quanto abbia fatto Chernobyl.
  • Ancora oggi (e chissà per quanto) una zona di esclusione con un  raggio di 30 chilometri, non abitabile, circonda Chernobyl.
  • Fonti ufficiali affermano che lo smantellamento della centrale di Chernobyl durerà fino al  2065.





 Chernobyl disaster infographic
Source:LiveScience

lunedì 2 maggio 2011

Ancora sul nucleare: costi, sicurezza, convenienza

Nelle continue discussioni sulla produzione di energia dal nucleare, si sente spesso affermare che noi siamo costretti a comprare energia  dalla Francia pagandola salata ma, secondo due autori [Armaroli, Balzani 2009] le cose stanno diversamente
Nulla di più falso: è la Francia che è costretta a vendere ai Paesi limitrofi elettricità a basso costo durante la notte, per liberarsi del surplus prodotto dai propri impianti.
Infatti, continuano i due autori, il nucleare non si può accendere e spegnere a piacimento ma eroga una quantità di energia più o meno costante. 
In altri articoli avevo scritto che rapporti di agenzie internazionali danno l'energia nucleare dei prossimi anni come attorno al 7% del totale, partendo da un 6% attuale. Non si prevede un grosso sviluppo perchè l'energia prodotta da questa fonte  non è poi così conveniente. Però, nonostante il basso interesse degli investitori in assenza di contributi statali, questo genere di produzione di energia ha raccolto qualcosa come il 60% dei fondi in ricerca e sviluppo [1], sottraendoli ad altri sistemi più puliti, economici e sicuri.

La fonte nucleare rappresenta attualmente  il 6%  dell'energia primaria e il 15% di quella elettrica. Il nucleare ha avuto il momento di massimo splendore dalla fine degli anni 50 al disastro di Chernobyl, poi la costruzione è calata di molto: 423 reattori nel 1986, 440 oggi. In costruzione ci sono 31 centrali nucleari, ma molte altre stanno per essere dismesse. In più, l'incidente ai reattori di Fukushima ha fatto decidere  molti governi ad attuare un severo controllo di sicurezza sugli impianti esistenti, la maggior parte dei quali con almeno 20 anni di vita. Non vi è quindi, ragionevolmente, molto spazio per la produzione energetica da questa fonte nel futuro. La cosa è anche comprensibile.

photo ecoo.it
Le scorie.
Per esempio se uno pensa al problema delle scorie radioattive: smaltirle costa molto.
Le scorie nucleari possono essere a bassa e media radioattività oppure ad alta radioattività. Le prime sono quelle rappresentate da tutti quei presidi di contenimento o difesa, in pratica le parti di un reattore dismesso, oppure i terreni contaminati, o le attrezzature utilizzate nella centrale, insomma tutti quegli oggetti che sono venuti a contatto con le radiazioni nucleari. Le seconde sono invece costituite dal combustibile nucleare esausto. Questo combustibile, a causa del calore che ancora sprigiona e che potrebbe innescare una reazione a catena, deve essere mantenuto raffreddato in speciali contenitori per almeno 10 anni, prima di essere immagazzinato in un deposito di sicurezza.
A titolo di esempio, una centrale da 1000 MW (megawatt) è in grado di produrre fino a 30 tonnellate di scorie radioattive. La composizione di queste scorie vede al primo posto l'uranio  per il 94% e l'1% è costituito dal plutonio. Queste scorie sono altamente pericolose e rappresentano un problema notevolissimo anche a causa dell'elevato tempo di dimezzamento di quasi tutti gli elementi che le compongono.
Gli Stati Uniti hanno cominciato a porsi il problema di trovare un posto sicuro per lo stoccaggio sin dagli anni 70 del secolo scorso. Nel 1978 si è individuato un sito nel Nevada, a 150 chilometri da Las Vegas: Yucca Mountain. Sono cominciati i lavori e si sono spesi circa 60 miliardi di dollari. La consegna è prevista per il 2017 , con un ulteriore investimento di 15 miliardi, ma finora non una sola tonnellata delle 45.000 di scorie prodotte dalle 104 centrali nucleari americane  è stata immagazzinata. Quando si potrà farlo, nel 2017, le tonnellate saranno diventate 85.000 mentre la capienza del sito sarà di 70.000 cosicchè, ancora prima di finirlo, è già pieno. Al ritmo con cui si producono le scorie nel mondo, ci sarebbe necessità di un deposito come quello di Yucca ogni due anni, mentre gli americani non sono riusciti a costruirne uno in 40 anni.
Per intanto, le scorie rimangono nelle centrali, con tutti i rischi connessi.

Convenienza.
L'uranio è presente sulla terra in ragione di 3 ppm ovvero 3 grammi ogni tonnellata. Non si può però estrarre roccia con un tasso di uranio di questo genere perchè non sarebbe conveniente, ce ne vogliono almeno 500 grammi per tonnellata. Attualmente, la produzione di uranio è molto al di sotto della domanda: circa 40.000 tonnellate prodotte a fronte di 70.000 richieste. Per questo motivo, nei primi anni del 2000, il prezzo dell'uranio è aumentato di sette volte.
Una centrale standard ha bisogno di circa 160 tonnellate di uranio all'anno. Se la base è una roccia con una concentrazione di 1 chilogrammo di uranio per tonnellata ci vogliono 160 mila tonnellate. Il materiale viene quindi raffinato per arrivare a una concentrazione dell'80% di ossidi di uranio del tipo U3O8. Quello che rimane dopo il trattamento, che non è poco, cioè più di 159 mila tonnellate, è un rifiuto speciale perchè contiene elementi radioattivi e deve essere smaltito con attenzione.
Dopo averlo raffinato bisogna addizionarlo con 235U, infatti il solo 238U non è in grado di avviare la reazione. L'arricchimento dell'uranio è un processo molto costoso, anche in termini energetici e permette a chi possiede uno di questi impianti detti di ultracentrifugazione, di produrre il combustibile, che non si usa solo a scopi civili.
Durante l'arricchimento l' U3O8 è trasformato in esafluoruro di uranio UF6 e poi in barrette di diossido di uranio UO2. Queste barrette hanno le dimensioni di pochi centimetri e vengono a loro volta inserite in barre di zirconio. Ogni 1000 MW occorrono 50 mila di queste barre, da rinnovare ogni 3 anni.
Inoltre, non solo costa molto preparare il materiale fissile ma costa molto anche smantellare una centrale. Si stima che il costo energetico sia 10 volte superiore a quello necessario per smantellare una centrale a gas: 250 PJ (petajoule, 1015 joules). Per questi motivi, quello  che gli anglosassoni chiamano il payback time energetico ovvero il tempo necessario a restituire l'energia impiegata, si aggirerebbe sui 7 anni: prima di quel tempo è più l'energia immessa di quella ottenuta. Lo studio è di alcuni ricercatori australiani [1]. Curiosità sull'Australia: è il paese con la maggior quantità di uranio al mondo, ma non ha centrali nucleari.
(continua...)

[1] N. Armaroli, V. Balzani, Energia per l'astronave Terra, Milano 2009

martedì 19 aprile 2011

Centrale nucleare di Chernobyl: il vecchio sarcofago si sta deteriorando e ne serve uno nuovo

A 25 anni dal disastro nucleare di Chernobyl, si scopre che il sarcofago che riveste il materiale radioattivo del reattore 4 si sta deteriorando e ne serve uno nuovo. Il governo dell'Ucraina ha organizzato una Conferenza dei Donatori per raccogliere i fondi necessari e finora, dei 740 milioni di euro richiesti, ne hanno ottenuti 550.
Per la verità la necessità di una nuova struttura di contenimento si era manifestata già 4 anni fa, e quella odierna è solo la continuazione della ricerca di fondi.
Sembra quasi che, per la quantità di energia che fornisce nel mondo (circa il 7% del totale), il nucleare sia un problema continuo. Tanto più che esempi di eventi imprevedibili e a rischio di essere ingestibili li stiamo vivendo in questi giorni con Fukushima.
La Conferenza mondiale organizzata dalla IAEA e la moratoria italiana sulla costruzione di nuove centrali è un'ottima occasione per riflettere seriamente sul rapporto rischi-benefici dell'energia elettrica dal nucleare a fissione.


Le soluzioni previste in questi casi consistono nell'affogare il materiale in un contenitore che trattenga le radiazioni nucleari e che, nello stesso tempo, resista agli eventi naturali o eventualmente agli attentati. Non è possibile disarmarlo, renderlo innocuo, si può solo ingabbiarlo. E' questo il forte rischio sempre presente nel materiale nucleare, anche se si tratta di combustibile esausto, quando si presenta in così forte concentrazione come in un reattore. E' una perenne spada di Damocle puntata sulla testa, almeno finchè il materiale presenterà un'attività radioattiva. Siamo sicuri di riuscire a prevedere tutte le situazioni, di poter controllare, con una ragionevole approssimazione, la sicurezza di un impianto dismesso?
Per ora, la dismissione di una centrale è, da un lato, una grande spesa e dall'altro, un buon affare economico, se è vero che ancora le vecchie centrali nucleari italiane, chiuse dopo il referendum dell'87, sono ancora in fase di smantellamento.

venerdì 15 aprile 2011

L'incidente nucleare di Fukushima in 3 minuti

Su Le Monde un'infografica (in francese) dal terremoto all'incidente nucleare di Fukushima, il tutto in tre minuti.
Giusto per capire la sequenza degli eventi, perchè molto resta da chiarire. Clicca sull'immagine per andare all'infografica.


martedì 12 aprile 2011

Fukushima sale al livello 7 della scala INES come Chernobyl

La scala INES è uno strumento per la comunicazione al pubblico del livello di pericolo associato a un incidente nucleare, ad esclusione dei fenomeni naturali. Oggi la NISA (Nuclear and Industrial Safety Agency) in accordo con il METI (Minister of Economy, Transport, Industry) ha pubblicato un rapporto che definisce (temporaneamente) di livello 7 sulla scala INES l'incidente alla centrale Dai-chi di Fukushima.



Nonostante sia allo stesso livello di Chernobyl, si aggiunge che però la quantità di radiazioni emesse è circa il 10% di quelle emesse dalla centrale ucraina.
Inizialmente l'incidente alla centrale di Fukushima, sulla base delle notizie in possesso, era stato valutato di livello 5. Comunque la NISA, ha fatto delle stime sulla base di analisi a campione e sullo stato dei reattori. Queste stime hanno portato a giudicare di Livello 7 della scala INES il grado di pericolosità dell'incidente di Fukushima. Nella tabella  che segue sono riportate le stime della NISA e della NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) sulla base di iodio-131 e cesio-137 rilevato, confrontate con Chernobyl.



Questo rapporto della NISA-METI si conclude con l'osservazione che, nonostante il Livello 7 raggiunto, pari a quello dell'incidente alla centrale di Chernobyl, la quantità di materiale radioattivo emesso (ad oggi) è pari a circa un decimo di quello della centrale ucraina.

Although Level 7 is the highest level of INES rating, it is estimated that the amount of discharged radioactive materials to the environment in the current stage is approximately 10 percent of the Chernobyl accident, which was assessed on the same level in the past.

Fonte:

sabato 9 aprile 2011

Nei dintorni della centrale di Fukushima: un video

Due giornalisti giapponesi nelle abitazioni intorno alla centrale di Fukushima, contatore Geiger alla mano.

venerdì 8 aprile 2011

Nuova scossa di terremoto in Giappone

fonte NISA
Ieri, alle 14.32  UTC, in Giappone si è verificata una nuova scossa di terremoto di magnitudine 7.1, così come riferisce la IAEA nel suo sito in aggiornamento continuo sulla situazione alle centrali nucleari di Fukushima.
L'epicentro del terremoto si trova a 20 chilometri dalla centrale nucleare di Onagawa e a circa 120 chilometri da Fukushima. Lo stato dei reattori interessati dal sisma è il seguente, secondo IAEA
Fukushima Daiichi Nuclear Power Plant
NISA confirms that no changes have been observed at the on-site radiation monitoring posts. The injection of water into the reactor pressure vessels of Units 1, 2 and 3 was not interrupted.
Fukushima Daini Nuclear Power Plant
NISA confirms that no changes have been observed of the readings at the on-site radiation monitoring posts.
Onagawa Nuclear Power Plant
All reactors have been in cold shutdown since the 11 March earthquake.
NISA has confirmed that two out of the three lines supplying off-site power to the site were lost following the 7 April earthquake. Off-site power continues to be supplied through the third line.
 Cooling of the spent fuel pool was temporarily lost, but has subsequently been restored.

Nessuna variazione sia nella centrale Daiichi che in quella Daini e anche per quanto riguarda la centrale di Onagawa, si conferma che i reattori sono in stato di arresto a freddo dal 11 marzo.
Non è stata però una scossa senza conseguenze per Onegawa. Due delle tre linee di energia elettrica sono andate perdute in seguito al terremoto di ieri, a quanto riferisce la Nisa. Si era temporaneamente interrotto il raffreddamento del combustibile esaurito ma è stato riattivato.
Per quanto riguarda le altre centrali situate in zona rischio, il rapporto prosegue
Tokai Daini Nuclear Power Plant
Tokai Daini nuclear power plant remains in cold shutdown since the 11 March earthquake. No abnormality has been observed.
Higashidori Nuclear Power Plant
NISA has confirmed that the Higashidori NPP was shutdown and in a maintenance outage at the time of the 7 April earthquake. Off-site power has been lost. Emergency power supply to the site is operating. All the fuel had been removed from the reactor core and stored in the spent fuel pool. Cooling of the spent fuel pool is operational.
Tomari Nuclear Power Plant (in Hokkaido)
At the time of the 7 April earthquake Tomari Unit 1 and Unit 2 were in operation. Following the 7 April earthquake, the Hokkaido Electric Power Company reduced the generating power to 90% of capacity.
Rokkasho Reprocessing Plant
NISA confirms that Rokkasho Reprocessing Plant and uranium enrichment facility lost off-site power. Emergency power supply to the site is operating.
Mentre  la centrale Tokai è in arresto a freddo dal 11 marzo e non si sono osservate variazioni, così non è per le altre centrali. La centrale di Higashidori è in arresto ma a seguito del sisma del 7 aprile è stata interrotta la manutenzione. Manca anche l'energia elettrica e si è attivata l'alimentazione di emergenza. Tutto il combustibile è stato posizionato nelle vasche del combustibile esaurito e il raffreddamento è operativo. Nella centrale di Tomari erano attivi i reattori 1 e 2. In seguito al terremoto del 7 aprile la potenza è stata ridotta al 90% della loro capacità. Nell'impianto di riprocessamento di Rokkasho  si è interrotta la fornitura di energia elettrica ma è stata attivata l'alimentazione di emergenza.

giovedì 7 aprile 2011

Grafico dell'esposizione ai vari livelli di radioattività

Information is beautiful pubblica questo grafico dei livelli di radioattività ai quali siamo esposti nelle normali attività quotidiane o in seguito ad esami diagnostici o ad altri eventi.
Ricordo che il sievert (Sv) è l'unità  di misura nel SI della dose equivalente di radiazione. La dose equivalente è la misura degli effetti biologici su organismi viventi di una radiazione ionizzante. I  riferimenti della misurazione degli effetti della dose equivalente sono i raggi X e i raggi gamma, che assumono il valore 1. Anche i raggi beta hanno valore 1 mentre i raggi alfa, più pericolosi, hanno  valore 20. Infatti, mentre raggi X e gamma sono composti di fotoni e i raggi beta di elettroni o positroni, i raggi alfa sono composti di un atomo di elio, cioè due protoni e due neutroni.
Il sievert è  uguale alla dose assorbita (misurata in gray) moltiplicata per un fattore adimensionale (w) che misura tipo di radiazione ionizzante e tessuto biologico

1Sv = 1 Gy x [w]
e siccome il gray è uguale a
1 Gy = 1 J / 1 Kg
si ottiene

1Sv= 1 J / 1 Kg  x  [w]

Tanto per avere un'idea delle quantità in discussione, il fondo naturale di radiazione al quale siamo sottoposti è di circa 2 mSv/anno, cioè 2 millesimi di sievert per anno.
Vi segnalo inoltre  quest'articolo di Annarita Ruberto Dosi Di Radiazioni Ionizzanti Consentite: Una Efficace Infografica, completo e con un'altro interessante grafico.


domenica 3 aprile 2011

Rapporto della TEPCO sui 6 reattori della centrale nucleare di Fukushima

Nel suo rapporto odierno sullo stato dei 6 reattori della centrale nucleare di Fukushima, la TEPCO riferisce di aver trovato una fissurazione di circa 20 centimetri nel reattore numero 2, dalla quale fuoriesce acqua contaminata, alla quale fuoriuscita si cerca di ovviare iniettando acqua addizionata di polimeri per cercare di chiudere la fessura.



Today at around 9:30 am, we detected water containing radiation dose overc 
 1,000 mSv/h in the pit* where supply cables are stored near the intake 
 channel of Unit 2. Furthermore, there was a crack about 20 cm on the 
 concrete lateral of the pit, from where the water in the pit was out 
 flowing.(We already informed.) During the same day, we injected fresh 
 concrete to the pit, but we could not observe a reduction in the amount 
 of water spilling from the pit to the sea. 
 Therefore, we considered that a new method of stopping the water and 
 determined to use the polymer. Necessary equipment and experts of water 
 shutoff will be dispatched to the site and after checking the condition, 
 we're doing continuous work to stop water by injecting polymer(April 3rd).

Anche la IAEA, su dati TEPCO, segnala la cosa. Inizialmente era stato iniettato del cemento insieme all'acqua, nell'intento di chiudere la crepa, ma dopo aver verificato che il flusso non diminuiva si è smesso.Ora si prova con dei polimeri.

TEPCO has identified a possible leakage path from the Turbine building of Unit 2 to the sea via a series of trenches/tunnels used to provide power to the sea water intake pumps and supply of service water to the reactor and turbine buildings. As of 2 April, 07:25 UTC, the pouring of concrete was started in an attempt to stop the water leakage. As of 2 April, 10:15 UTC, pouring of concrete had ceased and no significant decrease in the rate of leakage was observed. There is a plan to inject polymer to attempt to stop the leakage. TEPCO announced on 2 April that, following the detection of highly contaminated water leaking through a crack found in a pit near Unit 2, they had added 3 additional sampling points at 15 km from Fukushima Daiichi and Fukushima Daiini.

E questo è il riassunto della conferenza stampa del Primo Ministro giapponese Naoto Kan, presa dalla pagina Facebook dell'Ufficio del  Primo Ministro

・Radiation data in the air and soil around the Fukushima Dai-ichi Nuclear Power Plant has been accumulated. Based on its comprehensive analysis results, we are preparing for setting more precise criteria for evacuation and indoor evacuation zones.
・At the present time, there is no pre-assumption on whether evacuation and indoor evacuation zones should be expanded or narrowed. It depends on the analysis results from radiation monitoring.
・Regarding the thyroid gland exposure dose which could have more severe impact on children, we conducted medical check-up on 900 children aged from 0 to 15 years old who live in Kawamata town and Iidate village which are located beyond the 30 km radius from the Fukushima Dai-ichi Nuclear Power Plant. We found no one being exposed to radiation levels exceeding the standard values of radiation dose just as we had in the two previous medical tests.
・Normally, a disaster-stricken prefectural government establishes a third party organization to set criteria for the allocation of donations that were collected through the Red Cross and other organizations. However, since the quake and tsunami hit multiple prefectures this time, I think that the central government will play a certain role in creating criteria for the allocation of donations to the disaster victims on behalf of these prefectures.
・The Japanese Red Cross Society and other humanitarian aid organizations play major roles in allocating the donation to the disaster areas. The Government has called on them to dispense the money to the people affected by the disaster as soon as possible.

Non dice granchè. Si sono accumulati dati sulla radioattività nell'aria e nel suolo nelle zone intorno alla centrale e su queste analisi si fisseranno criteri più precisi per definire le aree sottoposte ad evacuazione.
In più, sui possibili effetti dello Iodio-131 sulla tiroide nei giovani, sono stati analizzati 900 ragazzi tra 0 e 15 anni che vivono in un raggio di 30 km dalla centrale di  Fukushima senza trovare nessuno che superasse i livelli normali di esposizione.

giovedì 31 marzo 2011

Monitoraggio della radioattività ambientale in Italia

L'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) tiene costantemente sotto controllo il livello della radioattività ambientale in Italia. L'ultimo suo rapporto, che rileva la presenza di piccole tracce di Iodio-131 sia in campioni di aria che di suolo, parla di nessun rischio per la salute  

"L’ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell’Ambiente effettua il monitoraggio della radioattività ambientale. Sin dal 12 marzo 2011, l’ISPRA ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico allo scopo di monitorare l’andamento di una eventuale presenza di radioattività in aria riconducibile all’incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. È stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale.
I risultati delle misure di concentrazione in aria effettuati tra il 23 e il 29 marzo hanno evidenziato in alcuni campioni la presenza di piccole tracce di Iodio 131. Inoltre, alcune Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente hanno rilevato la presenza di tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo. All’aggiornamento dei dati al 30 marzo si accede tramite il link a fondo pagina.
Le suddette concentrazioni risultano analoghe a quelle rilevate in altri paesi Europei.
Tali valori non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.
Si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell’intensità di dose gamma in aria dell’ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale."
Ecco la tabella con i dati rilevati nelle regioni italiane


fonte ISPRA
 Per quanto riguarda il monitoraggio dell'Europa, l'Ispra afferma


"I risultati delle attività di monitoraggio condotte dai vari paesi mostrano una variabilità della concentrazione di Iodio radioattivo in aria compresa tra 0,002 e 2 mBq/m3. Solo in pochi casi viene rilevata la presenza di Cs-137 in aria, con una concentrazione inferiore di un ordine di grandezza.
In particolare, nel Regno Unito è stata misurata una concentrazione di Iodio 131 di 0,3 mBq/m3 (da confrontare con un valore medio misurato nei nove giorni precedenti di 0,011 mBq/m3). Il valore massimo individuato in Francia è pari a 0,51 mBq/m3 (27 marzo), in Svizzera 0,003 mBq/m3 (fino al 29 marzo), in Germania 0,53 mBq/m3, in Irlanda 0,02 mBq/m3 (tra il 26 e 27 marzo), in Grecia a 0,1 mBq/m3. In Spagna la concentrazione massima misurata per lo Iodio 131 risulta pari a 2,3 mBq/m3 nei giorni 26-27 marzo. Sempre in Spagna sono state misurate concentrazioni di Cesio 134 e Cesio 137 pari a 0,210 mBq/m3 in rapporto unitario, indice della riconducibilità della loro presenza all’incidente in corso in Giappone."

mercoledì 30 marzo 2011

Mappa interattiva del terremoto in Giappone

Vi è una sorta di titubanza che mi prende, pur avendo scritto molto su questo tragico terremoto giapponese, nel proporre un'ennesima risorsa, che per giunta è una mappa interattiva con segnati i danni del terremoto. Titubanza per via del fatto che vi è una possibilità, seppure remota (e chiaramente non voluta), di ridurre tutto questo a spettacolo, a qualcosa che si guarda con la curiosità dello spettatore, come chi assiste a un documentario naturalistico, e non con l'angosciosa partecipazione dovuta sia ai fenomeni naturali che coinvolgono gli uomini che alle presunzioni umane, che pure coinvolgono gli uomini.
La mia ricerca di informazioni non è motivata dalla mera curiosità ma dal tentativo di comprendere. Comprendere dagli errori è una delle cose più sagge che possiamo fare. Capire se le misure di prevenzione che sembravano eccellenti si rivelano poi insufficienti, verificare se un sistema di controllo lasciato ai privati è affidabile o può risentire degli interessi economici, sapere se quello di cui si riteneva di avere il controllo è in realtà fuori controllo. Seguire le vicende giapponesi, specialmente quelle riguardanti la centrale di Fukushima, è anche una manifestazione del timore che i contaminanti radioattivi sprigionati dai reattori possano raggiungerci. E' la maestosa imperiosità della natura, che ci spaventa e attrae allo stesso tempo.
Tutti quanti sono attratti da vicende così tragiche, tutti quanti si interessano, per quel misto  di curiosità e paura che appartiene alla nostra specie. Non ne sono indenne. Spero solo di farlo con il dovuto rispetto.

La mappa è stata realizzata dal New York Times e utilizza dati ufficiali forniti dal Governo Giapponese. Vi sono anche delle foto dei luoghi dove è avvenuta la catastrofe e i livelli di radioattività nel perimetro intorno a Fukushima e altre notizie.Cliccate sull'immagine per accedere alla mappa.

Ultime da Fukushima: grave danneggiamento al nocciolo del reattore numero 2

Questa è la tabella riassuntiva della situazione dei reattori della centrale di Fukushima rilasciata dalla IAEA alle 16,30 UTC di ieri. Rispetto a quella dei giorni scorsi riporta un grave danneggiamento al nocciolo del reattore numero 2, come potete vedere.

E questo è il briefing, sempre aggiornato alle 16,30 UTC del 29 marzo.


Purtroppo la situazione è in evoluzione continua. Come detto, il direttore generale della IAEA Yukiya Amano

"announced a high-level IAEA conference on Nuclear Safety should take place in Vienna before the summer".

Prima dell'estate ci sarà una conferenza internazionale a Vienna sulla Sicurezza Nucleare. Penso proprio che ce ne sia bisogno, anche in relazione all'irrisolto (o almeno non completamente risolto)  problema delle scorie radioattive. Tra i punti essenziali, che condivido, c'è: imparare dagli errori.

martedì 29 marzo 2011

Fukushima: il Giappone conferma la presenza di plutonio nel suolo. Rapporto IAEA

Il rapporto della  IAEA di ieri, 28 marzo, ore 23,00 UTC, parla di conferme giapponesi alla presenza di plutonio nel suolo intorno alla centrale di Fukushima. Anche se la presenza di tracce di questo elemento non sono inusuali, la particolare composizione isotopica lascia pensare alla fuoriuscita dai reattori. Nel dettaglio, la Nisa riferisce dati Tepco, riguardo la presenza del plutonio in due su cinque campioni di terreno. Tuttavia, aggiungono,
the quantity of plutonium found does not exceed background levels tracked by Japan's Ministry of Education, Culture, Sports, Science and Technology over the past 30 years.
Il briefing del direttore generale, avvenuto nella giornata di ieri, inizia con queste parole
 Situation remains very serious.
e poi prosegue
 The crisis at the Fukushima Daiichi plant has still not been overcome and it will take some time to stabilise the reactors.
For now, radioactivity in the environment, foodstuffs and water - including the sea - is a matter of concern in the vicinity of the Fukushima plant and beyond. Current levels indicate a need for further comprehensive monitoring.
 On the positive side, electrical power has been restored at Units 1, 2 and 3 and fresh water is now available on the site.

The crisis is not yet over, but we need to start thinking about the future.
Once the situation has been stabilised, the Agency would like to send an international expert mission to conduct an assessment of the accident. This should include an element of peer review.
The Fukushima crisis has confronted the Agency and the international community with a major challenge.
It is vitally important that we learn the right lessons from what happened on March 11, and afterwards, in order to strengthen nuclear safety throughout the world. 

Conclude poi proponendo una conferenza internazionale sulla Sicurezza Nucleare che preveda


  • an initial assessment of the Fukushima accident, its impact and consequences;
  • considering the lessons that need to be learned;
  • launching the process of strengthening nuclear safety;
  • and strengthening the response to nuclear accidents and emergencies.
Ecco una slideshare sulla deposizione dal 17 al 27 marzo di Iodio-131, Cesio-137 e Tellurio-132



Technical Brie
View more presentations from IAEA

e un'altra sul possibile impatto sull'ambiente marino



e un'altra sulle conseguenze radiologiche dell'incidente


lunedì 28 marzo 2011

Dove si trovano le centrali nucleari nel mondo?

New scientist pubblica questa mappa interattiva della posizione delle centrali nucleari a fissione nel mondo. Si trovano sia le centrali operative che quelle non operative, quelle in costruzione e quelle fermate. Riguardano i sei tipi di centrali maggiormente usate e la loro distribuzione sul pianeta, con riferimento anche all'anno di costruzione.




Entità dei danni ai reattori nucleari di Fukushima e rilevamento della radiottività nei rapporti della IAEA

Diversi giornali riportano i comunicati della Nisa secondo cui le rilevazioni effettuate fino ad oggi, in particolare al reattore numero 2 della centrale di Fukushima non sarebbero state esatte e che invece ci sarebbe stata una parziale fusione del nocciolo e livelli di radioattività molto più elevati di quelli comunicati (Fukushima: confermata parziale fusione del nocciolo, Fukushima, i tecnici: fusione parziale  del noccioloFukushima: nocciolo in parte fuso, Fukushima, sale ancora l'allarme). In realtà la TEPCO ha effettuato alcune correzioni alle rilevazioni precedentemente fornite, le ultime per quanto riguarda l'acqua del basamento nell'edificio delle turbine  (qui la pagina), ma gli ultimi pdf non sono -ancora- visibili con caratteri  occidentali quindi non è dato sapere la consistenza dell'errore se non per quello riferito dai media.
Siccome la gran parte dei siti in lingua inglese, tipo blog e siti generici, nonchè quelli italiani, si guardano bene dal citare le fonti dirette ma citano soltanto quelle indirette tipo giornali o agenzie di stampa, e memore dei travisamenti possibili (vedi muro della vergogna), offro quello che per ora è il rapporto ufficiale, fornito dalla IAEA, con tanto di slideshare.


In rosso sono segnate le situazioni gravi e in giallo quelle che destano preoccupazione. Tra le situazioni gravi, nei reattori di Fukushima, vi sono
  • Unità 1 - Danni gravi all'edificio, e per quanto riguarda il livello dell'acqua nel RPV (Reactor Pressure Vessel e cioè nella vasca che contiene il nocciolo, vedi immagine qui sotto) metà del combustibile risulta scoperto
  • Unità 2 - Anche qui per quanto riguarda il livello dell'acqua nel RPV metà del combustibile risulta scoperto
  • Unità 3 - Danni gravi all'edificio e ancora metà del combustibile risulta scoperto. Inoltre è stata ripristinata l'energia elettrica ma solo l'illuminazione risulta attiva
  • Unità 4 - Danni gravi all'edificio


Queste sono le situazioni definite gravi dalla IAEA. Inoltre, per quanto riguarda il rilevamento delle radiazioni intorno alla centrale, si parte con questa prima osservazione

"Dose rates at the Fukushima site continue to trend downwards."
C'è una tendenza alla diminuzione delle radiazioni. Speriamo. Ecco il rapporto completo del 27 marzo aggiornato alle ore 13,30 UTC (disponibile qui)


"In 28 of the 45 prefectures for which data are available, no deposition of radionuclides was detected in the period 18 to 25 March. In seven of the other 17 prefectures, the estimated daily deposition was less than 500 becquerel per square metre for iodine-131 and less that 100 becquerel per square metre for caesium-137.
On 26 March, the highest values were observed in the prefecture of Yamagata: 7500 becquerel per square metre for iodine-131 and 1200 becquerel per square metre for caesium-137. In the other prefectures where deposition of iodine-131 was reported, the daily range was from 28 to 860 becquerel per square metre. For caesium-137, the range was from 2.5 to 86 becquerel per square metre.
In the Shinjyuku district of Tokyo, the daily deposition of iodine-131 on 27 March was 220 becquerel per square metre, while for caesium-137 it was 12 becquerel per square metre.
No significant changes were reported in the 45 prefectures in gamma dose rates compared to yesterday. In general, gamma–dose rates tend to decrease due to the decay of short-lived radionuclides such as iodine-131.
Two IAEA teams are currently monitoring in Japan. One team made gamma dose-rate measurements in the Tokyo region at 8 locations. Gamma-dose rates measured ranged from 0.08 to 0.15 microsievert per hour, which is within or slightly above the normal background. The second team made additional measurements at distances of 30 to 41 km from the Fukushima nuclear power plant. At these locations, the dose rates ranged from 0.9 to 17 microsievert per hour. At the same locations, results of beta-gamma contamination measurements ranged from 0.03 to 3.1 Megabecquerel per square metre.
The first results of aerial surveys of gamma dose rates by the Japanese authorities have been received by the Incident and Emergency Centre. These are being analysed and will be presented when more detailed data have been received.
New data from monitoring of the marine environment, carried out from 24 March 22:55 UTC to 25 March 03:32 UTC about 30 km offshore, show a decrease in both caesium-137 and iodine 131. The contamination at these locations is influenced by aerial deposition of fallout as well as by the migration of contaminated seawater from the discharge points at the reactor. The measured radiation doses rates above the sea remain consistently low (between 0.04 and 0.1 microsievert per hour). The first results of model predictions received from the SIROCCO Group at the University of Toulouse are being assessed.
Recommendations relating to the restriction of drinking water consumption, based on measured concentrations of iodine-131, remain in place in seven locations (in one location for both adults and infants, and in six locations for infants).
As far as food contamination is concerned, samples taken from 23 to 25 March in five prefectures showed iodine-131 in unprocessed raw milk, but the levels were far below the regulation values set by the Japanese authorities. Caesium-137 was also detected in samples of unprocessed raw milk taken on 23 March in Chiba prefecture, but at levels far below the Japanese regulation values. Caesium-137 was not detected in any of the samples taken from 24-25 March in the other four prefectures.
Based on samples taken on 22 and 24-25 March, three prefectures (Chiba, Ibaraki and Tochigi) reported iodine-131 in celery, parsley, spinach, and other leafy vegetables above the regulation values set by the Japanese authorities. Caesium-137 was also detected above the regulation values in one sample of spinach taken on 24 March in Tochigi prefecture, but in the remaining two prefectures, the results were below regulation values.
The Joint FAO/IAEA Food Safety Assessment Team arrived in Tokyo on Saturday. It will meet regulatory officials in various prefectures where food contamination has been detected. The team left for Fukushima early today. The Mission will assist and provide advice on sampling protocols, analytical procedures, data collected to date, and actions taken by the Japanese authorities for the control of contaminated foods."
In 28 su 45 prefetture analizzate non vi sono deposizioni di radionuclidi (periodo 18-25 marzo). In 7 delle altre 17 si sono rilevati 500 becquerel per metro quadro di Iodio-131 e meno di 100 becquerel per metro quadro di cesio-137.
Il giorno 26 marzo, nella prefettura  di Yamagata si sono rilevati i più alti livelli di radionuclidi: 7500 becquerel di Iodio-131 e 1200 becquerel di Cesio-137.
In Giappone sono presenti due team della IAEA.
Uno misura la dose di radiazione gamma, riscontrando da 0,08 a 0,15 microsievert per ora, poco sopra la radiazione naturale di fondo. L'altro misura la dose di radiazioni da 30 a 41 chilometri da Fukushima, riscontrando da 0,9 a 17 microsievert per ora. Alla stessa distanza, la contaminazione beta e gamma va da 0,03 a 3,1 Megabecquerel per metro quadro.
Anche le misurazioni rilevate in mare vengono definite basse, e vanno da 0,04 a 0,1 microsievert per ora.
In sette località (sei solo per bambini e una per adulti e bambini) vi è restrizione dell'uso dell'acqua potabile.
In cinque prefetture si è rilevato presenza di Iodio-131 e Cesio-137 nel latte, ma comunque al di sotto dei valori di tolleranza stabiliti dalle autorità giapponesi.
In tre prefetture si è trovato Iodio-131 in sedano, prezzemolo e spinaci e altri vegetali a foglia verde in quantità superiore al limite consentito. In una prefettura si sono trovati valori di Cesio-137 negli spinaci sopra i limiti.

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