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giovedì 20 marzo 2014

Tutti i tagli alla spesa pubblica di Cottarelli in 72 slide

Ancora sul commissario Cottarelli, che non è come il commissario Montalbano o il commissario Maigret, ma ugualmente deve pur scovare qualcosa alla fin fine, cioè le "spese superflue". Questa volta con una serie di slide sui tagli di spesa o meglio, sulle proposte di tagli di spesa per il triennio 2014-16. Sono 72 slide, sembrano molte ma si leggono e guardano abbastanza velocemente. La revisione è fatta, per lo più, di piccole sforbiciatine qua e là che, se fruttano poco nel 2014, dato che l'anno è già iniziato, diventano però più consistenti a regime, cioè nel 2015 e 2016. Infatti, dai 7 miliardi, in realtà 5, del 2014 si passa ai 18 del 2015 e ai 34 del 2016 anche se il commissario si smarca subito evidenziando che quanto di queste proposte diventerà taglio dipende dai politici, e questo si poteva immaginare.
Un buon suggerimento, poco politico, che il commissario fa è che alcuni dei tagli di spesa locali possano e debbano essere usati per ridurre l'imposizione a livello locale. Ma la spending review è strumento di propaganda per antonomasia e rinunciarvi così, senza colpo ferire, per donarli, seppure in piccola parte,  alle amministrazioni locali, non sarà affatto facile. Si pensi, infatti, all'iniziativa di Renzi sul taglio delle tasse per 10 miliardi e alla sua candida ammissione che gli sarebbe piaciuto farla prima delle europee e si comprenderà bene quanto la revisione della spesa sia strumento elettorale.

mercoledì 19 marzo 2014

Cottarelli e la spending review: audizione in Senato

Il commissario Cottarelli ha riferito ieri in Commissione Bilancio al Senato sullo stato della spending review, delineando i possibili interventi di revisione e il loro ammontare massimo e minimo. Nella relazione, oltre i 7 miliardi annui di risparmi stimati, che diventano 5 negli otto mesi rimanenti -prudenzialmente ridotti a 3- si parla anche di 85 mila esuberi nella pubblica amministrazione, delle razionalizzazioni dei vari settori e della volontà politica sugli interventi da fare. Di seguito, l'audio dell'intervento e il riassunto fornito dal Senato.





venerdì 27 luglio 2012

Conferenza delle Regioni: parere negativo sulla spending review

Mappa degli Stati Federali (in verde)
Avevo cominciato a cercare in rete qualche lavoro su  centralismo e federalismo, per verificare se poi in effetti il federalismo sia portatore di questa superiore efficienza e di questo maggiore controllo da parte dell'elettorato. Ma mi sono fermato. Intanto noto, osservando a volo d'uccello i giornali, che i maggiori scandali riguardano proprio le amministrazioni locali: tre presidenti di regione indagati, insieme a numerosi consiglieri di una regione del nord, alcuni comuni commissariati, una regione che lo sta per essere, e così via. Certo, senza scordarsi che vi sono ancora dei parlamentari sotto inchiesta, che un sottosegretario si è dovuto dimettere e altre amenità a livello centrale. Però, così a occhio e croce, le amministrazioni locali sembrano più attive, in quel senso.

mercoledì 25 luglio 2012

Le province allo specchio. Dossier su funzioni, bilanci e costi: ecco dove si dovrebbe tagliare

G. Castiglione pres. UPI
Ve lo dico subito dove le province vorrebbero che si tagliasse, pure a costo di rovinarvi la suspence: nel funzionamento dei consigli di amministrazione o organi collegiali delle società pubbliche e partecipate, che costano allo Stato 2,5 miliardi di euro.
E' quello che viene scritto in questo dossier a cura dell'UPI, l'unione delle province, che analizza funzioni, bilanci e costi delle province italiane, ma  abbozza pure un confronto, caustico, con i costi delle altre amministrazioni. Ed è anzi proprio sulla voce dello scandalo, i 2,5 miliardi dei consigli di amministrazione delle 7.000 società pubbliche, che nei soli consigli  impiegano 24 mila persone, che si concentra l'ultima parte del dossier, con un bel confronto tra i costi di questi enti pubblici suddivisi in  regioni, province e comuni.
Ebbene, in termini sintetici, nelle società pubbliche le regioni spendono 5,2 miliardi, i comuni 1,1 miliardi e, buone ultime, le province solo 208 milioni. Ecco i parziali

martedì 24 luglio 2012

Tutte le spese da tagliare dei Comuni: un'infografica

Una segnalazione del buon Moreno Colaiacovo (My GenomiX) mi fa scoprire un articolo del Sole 24 Ore sulle cosiddette spese aggredibili (Giarda rule) per quanto riguarda i comuni. Tutto questo mentre esce sul sito del Dipartimento delle Finanze tutta l'IMU comune per comune, con riportato incasso totale e rispettive  quote di comuni e Stato.
Bene, chissà se con quello che incassano dall'Imu i comuni ci pagano queste spese, si chiede Moreno.

Intanto, la tabella del Sole riflette i dati del sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope) del Ministero dell'Economia, che individua 10 capitoli di spesa del cosiddetto consumo intermedio per monitorarne l'andamento, ai fini dei tagli. Quanto mai diversi questi andamenti, quanto mai diversificati costi e investimenti in identici capitoli di spesa. Cosa questa che, ovviamente, richiede una spiegazione.

mercoledì 11 luglio 2012

Ospedali: riduzione dei posti letto e confronto a livello internazionale

Con l'approvazione del decreto sulla spending review in Consiglio dei Ministri, anche la sanità è colpita da tagli o de-finanziamenti come li chiama Balduzzi. Tra le altre cose che riguardano la sanità c'è la riduzione dei posti letto ospedalieri, che diventeranno 3,7 ogni 1.000 abitanti.
Un ulteriore contributo alla revisione della spesa verrà dall'accelerazione dei processi di razionalizzazione delle reti ospedaliere che le Regioni sono chiamate a realizzare, in modo da evitare duplicazione di funzioni e mantenimento di presidi sottoutilizzati, nei quali comunque oggi si regista oggi un eccesso di consumi per beni e servizi. In tal senso il decreto legge prevede una riduzione dello standard di posti letto portandolo a 3,7 per 1000 abitanti, di cui però lo 0,7 resta vincolato alla lungodegenza e alla riabilitazione. [vedi Spending review, gli interventi in sanità]

lunedì 9 luglio 2012

Spending review ovvero Disposizioni urgenti per la revisione delle spesa: testo completo sulla Gazzetta Ufficiale

Il decreto approvato in Consiglio dei Ministri sulla cosiddetta spending review si chiama esattamente Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. E' disponibile sia in versione completa uscita sulla Gazzetta Ufficiale che in versione condensata come preparata dal Consiglio dei Ministri. Qui il comunicato stampa del Governo con la versione sintetica.
Tecnicamente si chiama decreto legge 6 luglio 2012 n. 95.





sabato 7 luglio 2012

Elenco delle province che rischiano di essere eliminate con l'accorpamento

Aggiornamento 21 luglio: i parametri fissati dal Consiglio dei Ministri per l'accorpamento delle province (fatti salvi, come detto, i capoluoghi di provincia) sono una popolazione inferiore a 350 mila abitanti e una superficie inferiore a 2.500 chilometri quadrati (vedi comunicato stampa CdM). E' di immediato rilievo che tutte le province segnalate nel secondo grafico (dimensione territoriale, cifre a destra) sarebbero sottoposte ad accorpamento, esclusi i 6 capoluoghi). Giova ancora ripetere che l'accorpamento riguarda solo l'aspetto burocratico-amministrativo e una provincia accorpata continua ad esistere a tutti gli effetti dal punto di vista geografico e legale, cioè si potrà sempre direi in provincia di..., anche se quella provincia è stata accorpata. Inoltre, dal Corriere un'infografica interattiva su come potrebbe essere la geografia dell'Italia dopo l'accorpamento.






 Il decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, quello incentrato in gran parte sulla spending review, parla chiaro: uno degli obbiettivi è quello di dimezzare l'attuale numero di province.
Le province italiane sono 110. I parametri sui quali effettuare l'accorpamento sono due, la dimensione territoriale e la popolazione, ma verranno meglio definiti entro 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto. I capoluoghi di provincia non sono interessati dall'accorpamento.
Si stabilisce inoltre la formazione di 10 città metropolitane, entro il 1° gennaio 2014. Sono: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova,  Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, che assumeranno la funzione delle relative province che saranno quindi eliminate. Alle province rimaste dagli accorpamenti   rimarranno solo un paio di competenze, ambiente e trasporti-viabilità, mentre le altre funzioni verranno assegnate ai comuni.

venerdì 6 luglio 2012

Spending review: la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri è durato fino all'una di mattina costringendo i giornalisti a fare le ore piccole. E' stato incentrato sul tema della spending review, argomento di grande attualità in previsione recupero risorse per evitare l'aumento di due punti di Iva a ottobre. E' presente anche il commissario Bondi, mastino del risparmio, autore del risanamento Parmalat, dal quale ci si aspetta il miracolo della riduzione della spesa pubblica senza ricorrere ai cosiddetti tagli lineari. Ecco la conferenza stampa, dura un'oretta.


giovedì 5 luglio 2012

Elenco dei piccoli ospedali che potrebbero chiudere con la spending review

Il Corriere pubblica un elenco di piccoli ospedali e strutture sanitarie di minore dimensione che potrebbero venire chiusi in seguito ai tagli della spending review. Sono 149. Si precisa che il Ministro della Sanità non considera le chiusure automatiche, certo che bisognerà fare una razionalizzazione (così la chiama) ma invita le realtà locali (leggi Regioni) a decidere.
Rifletto sul fatto che sarebbe sgradevole se belle e autorevoli (e anche uniche) realtà locali venissero chiuse, primo per il disagio causato alla popolazione anche per ricoveri più banali e secondo anche per alcune interessanti eccellenze (penso per esempio ad alcune strutture della mia Regione, le Marche, inserite nell'elenco).
Passi per le grandi città in cui se alcuni piccoli ospedali vengono chiusi e accorpati rimangono sempre quelli più grandi, ma in alcuni comuni chiudere il piccolo ospedale significa chiudere tutti gli ospedali.
La strada per uno Stato virtuoso è lunga e difficile, intanto guardatevi questo Elenco degli ospedali a rischio.

Aggiornamento ore  12:25: il Ministro Balduzzi ottiene lo stralcio della norma che prevedeva la chiusura dei piccoli ospedali sotto gli 80 posti letto [fonte Spesa, "salvati" i piccoli ospedali, Repubblica].

imagecredit abruzzoquotidiano.it

martedì 12 giugno 2012

Bilancio dello Stato 2012: lo Stato costa 2 miliardi al giorno. Dossier del Senato, testo completo

Tra i documenti prodotti per cercare di attuare questa famosa spending review o revisione della spesa pubblica che dir si voglia vi è anche questo  L'analisi del bilancio dello Stato per il 2012 ai fini del processo di spending review, studio pubblicato dal Servizio del Bilancio del Senato.
Non mancano, in questa analisi, arrivati a un certo punto, anche dei gradevoli ovali colorati tracciati intorno alle cifre più significative o che richiedono un approfondimento.
Come prima notizia, che altri hanno presentato in altra veste, c'è quella relativa al costo complessivo dello Stato, che è leggermente superiore a quello del titolo: per evitare sforzi aritmetici vi do subito il totale annuo, che è pari a 779 miliardi di euro. Insieme a questo dato viene fornita una sbrigativa tabella (approfondita nel seguito) in cui viene analizzata grossolanamente la ripartizione della spesa. E' questa qui sotto.

lunedì 28 maggio 2012

Spending review: Bondi presenta il cronoprogramma per la revisione della spesa pubblica

Lo annuncia il sito del Governo in un comunicato. Enrico Bondi, commissario straordinario per la spending review, ha presentato il suo cronoprogramma per la razionalizzazione della spesa dell'acquisto di beni e servizi.
Campo d'intervento di Bondi è l'ottimizzazione della spesa, sia sul versante costo unitario sia su quello della distribuzione degli acquisti. Tutte le amministrazioni pubbliche sono soggette a questa revisione.
Dalle prime indiscrezioni (il documento non è stato ancora pubblicato) sembra che le analisi condotte da Bondi siano compatibili con una integrazione degli acquisti unito alla possibilità di spuntare prezzi migliori, il che dovrebbe tradursi in un risparmio di spesa. A questo si aggiungano i suggerimenti arrivati via web (130.000 tra cittadini e associazioni) e la revisione di spesa dei singoli Ministeri, che dovrebbe essere pronta per il 12 giugno.
L'insieme di questi provvedimenti dovrebbe portare ai 4,2 miliardi di risparmi immediati necessari per scongiurare l'aumento Iva di ottobre anche se, dichiarazioni di Giarda alla mano, il fronte della spesa aggredibile nel breve periodo è di 100 miliardi.
Gli strumenti operativi per attuare la spending review saranno varati entro giugno. Per il 12 del mese è riconvocato un altro comitato  interministeriale in concomitanza con i rapporti dei singoli Ministeri.

Fonte:
Spending Review, presentato il Cronoprogramma

mercoledì 16 maggio 2012

Spending Review: cosa ha fatto il Governo. Maggio 2012, testo del Ministro Giarda

L'8 maggio il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Giarda ha presentato questo Elementi per una revisione della spesa pubblica e un'audizione in Senato, sempre in merito alla spending review.
I due lavori sono disponibili a questi indirizzi: Elementi per una revisione della spesa pubblica e Audizione in Senato maggio 2012.
Si affrontano più da vicino e in dettaglio gli elementi che concorrono ad aumentare la spesa e al contempo si abbozzano le linee di intervento. C'è  anche una parte specifica relativa ad alcuni Ministeri e agli interventi che porterebbero ad un risparmio della spesa. Alcuni dei fattori che ritornano spesso sono: inefficienza gestionale, spese per locazioni di immobili, miglior utilizzo delle risorse umane, accorpamento di piccole sedi e così via.
Vi lascio alla lettura dei due documenti con una tabella delle spese aggredibili nel medio periodo tra le quali le voci più imponenti sono le retribuzioni lorde e i consumi intermedi.

martedì 1 maggio 2012

Riduzione della spesa pubblica: cosa è stato fatto finora

Questo Consiglio dei Ministri del 30 aprile, il 26esimo dell'era Monti, è incentrato sul tema della spending review, termine che indica la revisione della spesa pubblica, concetto tra i più graditi agli italiani, purtroppo però spesso solo dichiarazione d'intenti e nulla più. E' convinto invece il Governo di aver già fatto qualcosa in tal senso, sì da pubblicare un sommario elenco di cose già fatte tra i documenti che accompagnano questo CdM.
E così, tra la spending review da fare e quella che tutti vorremmo c'è quella che il Governo afferma di aver varato già con il Salva Italia. Ve la riassumo invitandovi, per maggiori dettagli, a consultare il documento originale dal titolo RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA Cosa è stato fatto finora.

Governo: 4,2 miliardi di tagli alla spesa pubblica nel 2012

© Sergio Staino
C'è un lungo elenco di VISTO nella direttiva emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i Rapporti con il Parlamento (per dividere la responsabilità?) che porta (o dovrebbe portare) ai 4,2 miliardi di tagli alla spesa pubblica previsti per il 2012. Almeno non si tratta di milioni, quindi consoliamoci [vedi Direttiva PCM]. I tagli, giova dire, dovrebbero servire ad evitare l'aumento di due punti Iva dal prossimo ottobre. Fanno notare dalla PCM che 4,2 miliardi in sette mesi equivalgono a 7,2 miliardi su base annua.
Come e dove bisognerà tagliare?
Il dove riguarda tutta la Pubblica Amministrazione
Nell’attuale situazione economica  il governo ritiene necessario un intervento volto alla riduzione  della spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi per l’anno 2012, al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere.[Direttiva cit.]
Il come è un po' più complesso.
  • una più efficiente erogazione dei servizi; 
  • l’eliminazione degli sprechi; 
  • la definizione  delle linee di  attività ritenute prioritarie nell’attuale congiuntura e la  conseguente eliminazione delle altre; 
  • la realizzazione di economie di bilancio.

Nasce la Spending (T)review: Bondi, Giavazzi, Amato

Enrico Bondi
Precisa Monti, a domanda, durante la conferenza stampa di ieri sera, che Giavazzi e Amato prestano la loro opera a titolo gratuito mentre per Bondi devono convincerlo, perchè lui vorrebbe solo un rimborso spese, ad accettare 150 mila euro lordi l'anno.
Il triumvirato o treview che dir si voglia è quello che sarà messo a capo della spesa pubblica: Enrico Bondi sarà il Commissario straordinario, Francesco Giavazzi seguirà gli Aiuti alle imprese e Giuliano Amato i Partiti e sindacati.
Enrico Bondi è lo stesso dirigente che ha resuscitato la Parmalat dopo il crac. A lui spetterà il compito di definire i livelli di spesa per beni e servizi, Giavazzi definirà gli aiuti alle imprese e Amato seguirà finanziamento ai partiti. Sull'ultimo nome ho qualche perplessità. Avrei sinceramente preferito qualcun altro, rispetto ad Amato, a causa della sua lunga appartenenza politica, alla revisione del finanziamento ai partiti.
Il Governo ha preparato questo riassunto dal titolo Spending review del lavoro del Ministro Giarda. Spicca a un certo punto una constatazione che per molti di noi era lampante: la spesa pubblica è cresciuta molto più della spesa privata:
Se i costi del settore pubblico fossero aumentati nella stessa misura del settore privato, la spesa per i consumi collettivi oggi sarebbe stata di circa 70 miliardi di euro più bassa.[Spending review cit.]

lunedì 23 aprile 2012

Spending review: analisi della spesa pubblica italiana. Rapporto preliminare

Del tema della spending review, cioè revisione della spesa, sotto forma di riduzione dei costi della politica, si parla da sempre, soprattutto all'approssimarsi di qualche elezione. Ogni occasione è buona per avanzare proposte di revisione della spesa pubblica, specialmente nei periodi di difficoltà o caldi dal punto di vista politico. Questo è uno di quei periodi caldi. Solo che, diversamente da quello che è accaduto e accadeva con i politici dei partiti, che ne parlavano senza muovere un dito, i tecnici ne parlano e sembrano muovere qualche dito. Il primo dito è questa Dinamica, struttura e criteri di governo della spesa pubblica:  un rapporto preliminare che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha preparato.
La spesa pubblica è spesso indicata come uno dei sintomi o delle cause della malattia italiana che va sotto il nome di “elevato rapporto tra debito pubblico e reddito nazionale”, per i vincoli che essa pone (i) a una politica di bilancio coerente con i mutamenti della domanda e dei bisogni della collettività per i servizi e le attività tradizionalmente svolti dal settore pubblico, (ii) a ipotesi spesso avanzate di ridurre la pressione tributaria come strumento per il sostegno della crescita economica, (iii) alla possibilità di utilizzare gli strumenti tradizionali della politica fiscale a sostegno della ripresa ciclica dell’economia.

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