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sabato 8 dicembre 2012

Monti: dimissioni dopo approvazione legge di stabilità

L'improvvisa accelerazione alla campagna elettorale data da Berlusconi si fa sentire subito: alla Camera Alfano, pur addolcendo la pillola con parole di  stima a livello personale, boccia inesorabilmente il Governo Monti. Le conseguenze non si sono fatte attendere: la politica dell'astensione non è gradita nè al Presidente della Repubblica nè a quello del Consiglio. Il Capo dello Stato sente per ultimo il premier, dopo aver sentito tutte le forze politiche e i Presidenti delle camere, e i risultati sono questi: Monti annuncia le sue dimissioni subito dopo l'approvazione della legge di stabilità.
Il Presidente del Consiglio ha dal canto suo rilevato che la successiva dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del PdL on. Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione. 

E' iniziata la crisi di Governo: il PdL non sostiene più Monti

Quali sono le reali motivazioni dell'intervento di Alfano alla Camera nonchè della presa di posizione di quasi tutto il PdL contro il Governo Monti e il Pd?

Questioni elettorali. Non si capisce, infatti, questa esplosione critica quando mancano ormai due o tre mesi alla tornata elettorale e una chiusura anticipata della legislatura non porterebbe a un anticipo di elezioni. Dunque, questa forte presa di posizione contro Governo e Partito Democratico ha tutte le caratteristiche dell'inizio della campagna elettorale, specialmente dopo l'ultimo ritorno di Berlusconi quale candidato unico.
Serve a riavvicinare PdL e Lega in ottica anti-Monti e a riaccendere la campagna berlusconiana del pericolo comunista troncando questa grande, e inedita,  alleanza che sosteneva il Governo tecnico.
Un risultato comunque potrebbe essere stato ottenuto: se c'erano voluti 12 mesi per riconquistare un po' di fiducia internazionale al nostro paese c'è il rischio di riperderla tutta in pochi giorni.


lunedì 23 gennaio 2012

Conferenze stampa Sindacati, Confindustria e Rete imprese dopo incontro sul lavoro

Al termine dell'incontro odierno del Governo con le parti sociali e le associazioni degli industriali e delle imprese, ci sono state le relative conferenze stampa dei protagonisti. Sono disponibili sul sito del Governo a questo indirizzo. Di seguito i collegamenti alle varie video conferenze (in Windows Media player, per altri formati video fare riferimento al sito del Governo).

image governo.it



image governo.it



image governo.it



domenica 27 novembre 2011

Dai sottosegretari al sottogoverno: il "patto del tunnel"

Dal tunnel tra il Cern e il Gran Sasso a quello tra Palazzo Giustiniani (uffici dei senatori)  e Palazzo Madama (sede Senato), se pure c'è un aumento di credibilità a livello tunnel c'è però un maggior effetto dirompente a livello credibilità politica [fonti Repubblica, Tgcom, Lettera43].
Che un governo nato tecnico e sostenuto dalla quasi totalità dell'emiciclo, in quella che è stata definita una novella unità nazionale, debba usare questi sotterfugi per incontrare quasi di nascosto i tre leaders dei principali partiti (Alfano, Bersani, Casini)  per decidere i sottosegretari ebbene, mi sembra come partire con tutte le migliori intenzioni ma, appena partiti, già sgarrare.
La suddivisione dei sottosegretari, secondo le fonti giornalistiche citate sopra, sarebbe:

  • 12 area Pdl
  • 13 area Pd-terzo Polo
  • 5 vicino al premier Monti
Saranno pure sottosegretari tecnici, nessuno dei quali parlamentare, ma perchè questa grande volontà da parte dei partiti di scegliere quelli  più graditi, anche se a parole dichiarano che dovrebbero sceglierli i ministri?

governo monti i ministri - imagesource esclusivista.it
C'è quindi un aspetto un po' inquietante nella vicenda. Già a partire dalle preferenze espresse dai singoli capi di partito. C'è chi preferisce le deleghe alla giustizia e alle telecomunicazioni, chi l'editoria. Il problema non è solo questo però: perchè non farlo apertamente, perchè ricorrere a questi mezzi (se pure vi hanno fatto ricorso, perchè le segreterie smentiscono ma Palazzo Chigi no)?
Una possibile risposta è che mentre ufficialmente si proponeva un governo composto di soli tecnici non legati a nessun partito in realtà si lavorava per influenzare la scelta di quelle deleghe che incidono veramente sugli aspetti più importanti (per i politici). Mentre la facciata è pulita e presentabile, l'interno ha tutte le caratteristiche della vecchia e cara spartizione.
Ed ecco che s'insinua un'ombra nel candore immacolato di questo nascituro: non sono più solo ministri tecnici e sottosegretari tecnici scelti dai ministri ma sottosegretari graditi ai partiti. Per quale motivo devono essere graditi se è solo il governo Monti ora ad assumersi la responsabilità e l'onere di provvedimenti che saranno altrettanti sacrifici sicuri per l'italiano medio (medio inteso come reddito, tra il medio e il medio-basso, i soliti insomma)? Forse perchè i partiti vogliono incidere maggiormente nell'azione di governo  senza però assumersene l'onere elettorale? Perchè se è così, c'è una buona probabilità che la presunta equità vada a farsi friggere e che lo spazio di manovra del nuovo governo Monti sia molto più limitato di quanto già ipotizzato.
In definitiva, per concludere questa sequenza di ipotesi, si potrebbe anche dire che la situazione che si è venuta a creare è, in qualche modo, quasi perfetta per i partiti: un governo tecnico sotto i riflettori che fa le riforme lacrime e sangue e raccoglie i malumori e un sottogoverno (leggi sottosegretari di gradimento politico) fuori dai riflettori che continua a curare gli interessi dei politici e dei partiti.


venerdì 18 novembre 2011

Il potere. (Da quello politico a quello economico, da quello dei mercati a quelli forti)

Dopo aver sentito Travaglio [Servizio Pubblico 17 novembre], che è ormai un modo di dire, parlare di Passera, nuovo Ministro delle Infrastrutture, Trasporti e Sviluppo Economico, del suo passato recente e remoto (ruolo nelle acquisizioni di assets nazionali, stock option autoelargite, e così via), e dopo aver sentito molta gente parlare e scrivere sulle questioni politiche e sociali di questi nostri tempi, dagli indignati agli opinionisti, ecco, dopo aver sentito tutto questo ho pensato che un tratto comune unisce tutto quanto, il vecchio e il nuovo, i politici e i tecnici, i poteri forti e l'establishment culturale: il potere.
E' questa cosa, il potere, quella che tutti inseguono, dai potenti -appunto- ai deboli, cioè noi, il popolino. Ognuno al suo livello, con i propri strumenti e con le proprie strategie, ma tutti lo inseguono.
Purtroppo devo riconoscere che non sono solamente gli ambiziosi, i potenti, i ricchi  o quelli che vogliono diventarlo, a ricercare il potere, ma lo ricerchiamo anche noi. Nelle nostre piccole questioni condominiali, in fila a uno sportello, in ambito familiare o sul lavoro, capita molto spesso che, magari inconsapevolmente, tendiamo a ricercare il potere, o meglio a stabilire una gerarchia immediata o magari anche duratura, anche se il più delle volte circoscritta. Purtroppo (o per fortuna) questa è una caratteristica di specie alla quale sovente non riusciamo a resistere; comunque, a volte, capita che usando il ragionamento, si riesce a controllare questa nostra natura e a riusciamo a comportarci in modo più democratico.

Il potere è una condizione nella quale è possibile ottenere il massimo delle risorse disponibili. Attualmente, il potere, a causa dei conflitti sociali sfociati in forme di governo con potere più distribuito, è frammentato e non concentrato nelle mani di un  solo individuo, come avviene per esempio nei governi dittatoriali o nelle associazioni criminali. Nelle nostre società diverse forme di potere possono coesistere contemporaneamente senza che nessuna possa influenzare più di tanto le altre. Pure, da quelle posizioni, una volta raggiunte, è possibile avere accesso a una maggior  quantità di risorse. Cosa intendo per risorse? In generale intendo tutto quello che passa per la testa.
Mi spiego. Ovviamente, nella stragrande maggioranza dei casi, la posizione di potere è ben remunerata. In più, da quella posizione, è più facile avere accesso -direttamente o indirettamente- ad altre possibilità di guadagno. 
Ma non è solo una questione di denaro. Il potere consente l'esaudimento di quasi tutte le proprie volontà, permette l'accesso ai migliori partner sessuali, e porta il rispetto e la deferenza di tutti. 
Tra gli scimpanzè, per dire, è lo stesso.
James O'Toole, insegnante di Business Ethics, nel libro collettivo Trasparenza [1], racconta un aneddoto che lo vede protagonista. Il razionale è proprio l'oggetto del titolo, la trasparenza, vero elemento indispensabile per combattere l'arcaico demone che batte nei nostri cuori, cioè la ricerca del potere. La trasparenza avrebbe appunto questa capacità, mostrando come si svolgono gli eventi, di permettere un monitoraggio costante di quello che avviene e di poter, conseguentemente, giudicare in maniera informata di quello che avviene.
Dopo aver narrato di qualche oscuro eroe (in molti casi eroine) che pur di fare il proprio dovere rischia il posto di lavoro e la propria incolumità, parla dell'episodio personale
Anche se pochi hanno vissuto in prima persona l'esperienza di dissotterrare frodi e inganni di gravità paragonabile allo scandalo Enron, chiunque potrebbe raccontare storie di rappresaglie da parte di infuriati "cani alfa" che si ha avuto il coraggio di affrontare. Personalmente, ricordo quando osai mettere in discussione, un'asserzione di Donald Rumsfeld durante un seminario a cui partecipammo negli anni Novanta, quando lui era al vertice di una grande impresa. Reagì prendendosela incredibilmente. "Nessuno mette in dubbio ciò che dico! Ha capito?" E nel più serio dei toni, o così mi sembrò, aggiunse: "Non sbaglio mai". Ore dopo, ero ancora parecchio scosso; e in seguito ho saputo che cercò di farmi licenziare.
Leopoldo II image it.wikipedia
Questo è uno dei vantaggi di ricoprire un ruolo di potere, avere il potere di far succedere cose, avere la possibilità di rimuovere gli ostacoli dal proprio cammino. Ma non è sempre con un'unica strategia che il potere si raggiunge e si mantiene. Racconta un episodio anche Bruce Bueno de Mesquita [2], stavolta però un episodio storico. Leopoldo II, Re del Belgio dal 1865 al 1909, in patria è ricordato come un monarca che, seppure con nostalgie del potere assoluto, realizzò importanti opere per i suoi sudditi: suffragio universale maschile alle elezioni, politiche di libero mercato, istruzione primaria obbligatoria e accesso alla scuola secondaria consentito anche alle donne, proibizione far lavorare i bambini sotto i 12 anni, diritto allo sciopero, e in più strade, ferrovie e via dicendo. Sembrerebbe trattarsi dunque di un buon governante, se non fosse per quello che realizzò in Congo: qui, senza nessun controllo da parte di altri poteri, egli esercitò il potere assoluto. Utilizzò gli uomini delle forze di polizia per accumulare enormi ricchezze   legando gli stipendi di questi soldati alle ricchezze che riuscivano a garantirgli. Torture, mutilazioni, omicidi erano i metodi comunemente usati per forzare gli autoctoni a produrre al massimo.
Nel 1908 l'evidenza di queste atrocità raggiunse un livello tale da non poter più essere negata, e Leopoldo, con grande riluttanza, cedette il controllo del Congo al governo belga.

Un individuo perfettamente votato al potere, che utilizza tutte le strategie che gli permettono di esercitarlo, paradossalmente a volte agendo anche per il bene  comune, variabile solo raramente contemplata.

Poi il discorso passa all'oggi. E qui vediamo amministratori delegati che si concedono faraoniche stock  options mentre licenziano migliaia di persone, oppure svendite del patrimonio immobiliare pubblico che, casualmente, finisce nelle mani di qualche solito personaggio, oppure asta delle frequenze telefoniche digitali fatte pagare ma asta delle frequenze televisive digitali regalate (con possibilità che chi riceve il regalo possa però rivenderlo, guadagnandoci), oppure passivi delle aziende pubbliche scaricati sui cittadini e attivi dati in pasto a imprenditori rampanti, oppure essere allo stesso tempo controllore e controllato, concedente e concessionario, conflitti di interessi permanenti e insomma tutta la casistica di possibilità che il potere incontrollato, permette.
Pensando a queste cose, e a tutte quelle che ci sono sconosciute, rifletto su quanto siamo distanti da una forma compiuta di democrazia. Non riusciamo ancora ad equilibrare i vari poteri, tra i quali vorrei metterci anche quello del popolo, e non solo in quell'unico piccolo momento del voto, ma possibilmente in modo continuativo. 
In assenza di bilanciamento, alcuni tipi di potere finiscono per prevalere, dopo di che è giocoforza che si facciano certe cose: il potere ha il suo naturale sbocco, come il fiume in piena. Quello sbocco è la rovina di tutti gli altri, come si può ben vedere ai giorni nostri, giorni in cui rischiamo la bancarotta pur senza aver mai amministrato uno spicciolo e aver sempre pagato tutto. E infatti, come popolo, non contiamo niente. 
La trasparenza è un modo: il potere visto come attraverso un vetro. In attesa che coloro in cui non è prevalente l'ambizione di potere (e che quindi se ne tengono distanti) ma che avvertono con urgenza la necessità di maggiore giustizia, sentano l'impulso (o l'obbligo) di gettarsi nella mischia.




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[1] D. Goleman, W. Bennis, P. O'Toole, Trasparenza, Rizzoli
[2] B. Bueno de Mesquita, L'uomo del destino, Rizzoli 2011

domenica 13 novembre 2011

Diretta video delle consultazioni al Quirinale per il nuovo governo Monti

Per chi fosse interessato il Corriere propone la diretta video delle consultazioni al Quirinale tra il Presidente della Repubblica Napolitano e tutte le forze politiche presenti in Parlamento, per la scelta del nuovo esecutivo.
Questo è il programma delle consultazioni, sempre dal Corriere
Ore 9 
presidente del Senato Renato Schifani. 
Ore 9.30
presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini. 
Ore 10
Union Valdôtaine; 
Ore 10,15 
Sud Tiroler Volkspartei 
Ore 10.30 
Mpa-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud 
Ore 10.40
Fareitalia per la Costituente Popolare (Gruppo Misto della Camera). 
Ore 10.50 
Liberal Democratici-MAIE (Gruppo Misto della Camera). 
Ore 11 
Repubblicani-Azionisti (Gruppo Misto della Camera). 
Ore 11.10
Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud) (Gruppo Misto della Camera).
Ore 11.20
rappresentanza parlamentare Socialista nell'ambito del Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI (Gruppo al Senato). 
Ore 11.30
Italia dei valori. 
Ore 12
Coesione Nazionale - Io Sud- Forza del Sud (Gruppo al Senato) Rappresentanza del Gruppo parlamentare Popolo e Territorio (Noi Sud- Libertà ed Autonomia, Popolari d'Italia Domani-Pid, Movimento di Responsabilità Nazionale - Mrn, Azione Popolare, Alleanza di Centro - Adc, La Discussione) (Gruppo alla Camera). 
Ore 12.20 
Liberali per l'Italia - Pli (Gruppo Misto della Camera). 
Ore 12.30 
Lega Nord 
Ore 13.00
Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, Maie, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano) (Gruppo al Senato) 
Unione di Centro per il Terzo Polo (Gruppo alla Camera) 
Futuro e Libertà per il Terzo Polo (Gruppo alla Camera) 
Alleanza per l'Italia (Gruppo Misto della Camera) 
Ore 16.30 
Partito Democratico. 
Ore 17.15 
Popolo della Libertà. 
Nel corso della giornata saranno anche consultati i Presidenti Emeriti della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi.

Cliccare sull'immagine per la diretta.

imagecredit corriere.it

Qui diretta video presentazione nuovo Governo Monti (aggiornamento 16 novembre)

sabato 12 novembre 2011

Diretta streaming dalla Camera della votazione della Legge di Stabilità

Dalle ore 16:00 riprende la discussione alla Camera della cosiddetta Legge di Stabilità, così importante per riacquistare un po' di fiducia dai mercati. Per chi fosse interessato condivido lo streaming della discussione in Parlamento. Di seguito l'ordine del giorno dei lavori alla Camera
  1. Discussione congiunta dei disegni di legge:
    S. 2968 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012) (ove trasmesso dal Senato). S. 2969 - Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (ove trasmesso dal Senato). Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (ove trasmessa dal Senato).
    (ore 16)
  2. Seguito della discussione del disegno di legge:
    S. 2969 - Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (ove trasmesso dal Senato). Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (ove trasmessa dal Senato).
  3. Seguito della discussione del disegno di legge:
    S. 2968 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012) (ove trasmesso dal Senato).



mercoledì 26 ottobre 2011

Ballarò: la vicenda Merkel Sarkozy sulle televisioni straniere. Ferrara: una risata antifrancese

La copertina di Ballarò riporta, inevitabilmente, la vicenda Merkel Sarkozy, ovvero l'ironia mostrata da Sarkozy e poi trasmessa alla Merkel in seguito ad una domanda sull'Italia.





 L'evento ha scatenato un sopito amor patrio, quasi come se si fosse trattato di un'onta da lavare con il sarcasmo. E così infatti ha fatto Ferrara. Rispetto la sua decisione di ripagare con moneta decuplicata la presunta offesa ricevuta ma non la condivido. Se da parte del Presidente Napolitano sono giunte parole obbligate ma contenute, quasi per legittimo dovere di difendere il buon nome della nazione, non approvo queste vendette con interessi. In fondo, anche se non è sempre vero, ognuno ha la reputazione che si merita, in media. 


Più sferzanti, come si vede da Ballarò,  i servizi sulle televisioni straniere e quindi, se uno fa il paio, ci sta anche la messinscena di Ferrara. Non so se l'intento è quello di coalizzare tutti gli italiani contro i francesi sbeffeggiatori, fare fronte comune contro l'invasione ironica. Quanto a me, temo più quello che può venire in mente ai nostri politici che qualche sorrisino francese o di altra nazionalità.
L'Italia non sfugge al suo stereotipo, lo sappiamo, e questo governo e questo presidente, oltre  a non aver fatto niente per modificarlo, hanno fatto parecchio per accentuarlo. Come noi compriamo più facilmente dai commercianti che ci stanno più simpatici o che hanno buona reputazione, allo stesso modo avvengono le relazioni politiche ed economiche a livello internazionale. Chi si assomiglia si piglia, dice un detto. E se osserviamo le amicizie del nostro premier   possiamo già trarne alcune conseguenze. Comprare dall'Italia diventa sempre più pericoloso e inaffidabile, e questo fatto ha pesanti ripercussioni.
Ora, un governo con un forte senso di responsabilità e che avesse a cuore le sorti del popolo che amministra, quantunque obbligato, per certi versi, ad ottemperare alle pressioni europee, avrebbe potuto trovare altre fonti di risparmio (costi della politica: rimborsi elettorali, finanziamento della stampa -soprattutto di partito-, vitalizi dei parlamentari: fanno quasi 1 miliardo), nuove entrate una tantum o permanenti (patrimoniale sugli immobili, Tobin tax) e invece no. Meglio colpire i soliti che prendere un po' a chi ha tanto. Tanto è vero che il Ministro Gelmini ha detto che la patrimoniale (e le tasse sulla ricchezza in genere) non fa parte del programma di governo e quindi non si farà mai. Rassegnamoci, tocca ancora a noi.

mercoledì 12 ottobre 2011

Maggioranza battuta alla Camera: prove tecniche di crisi di Governo

C'è qualcosa che non viene detto in questa ennesima mini-crisi che coinvolge la maggioranza. Parlo della bocciatura del rendiconto generale dello Stato del 2010 [TMNews], un documento che rappresenta un dato di fatto immodificabile, come si sono affrettati a dire tutti, appunto perchè riguarda avvenimenti già passati, e sul quale non sono ovviamente necessari interventi di alcun tipo. Viene il sospetto allora, anche per la caratteristica delle defezioni, per così dire, mirate, che vi sia un intento sottostante da parte di quelle forze che ultimamente hanno parlato leggermente fuori dal coro.
Penso a Bossi, Tremonti, Scaiola e Pisanu, ognuno dei quali può avanzare legittime proposte, ma penso anche a deputati di ultimo arrivo scontenti, che in questo modo lanciano un avvertimento e mostrano quello che potrebbe succedere. 
Ma sono convinto che a un voto di fiducia il governo ce la farebbe, perchè non è quello l'intento dei frondisti, specie degli ultimi arrivati.
Ma quali sono, allora, queste richieste?

E' noto che l'elettorato della Lega è molto scontento dell'andamento dell'attuale governo e dell'attuale Presidente del Consiglio. Bossi deve continuamente blandire i suoi, che sia con il federalismo, con la secessione, con la pluri-raccontata arcigna resistenza sulle pensioni,  con i Ministeri al nord: ma sono palliativi. Quello che il famoso nord produttivo vuole, in questi tempi di grave crisi economica, sono provvedimenti per la crescita e un po' di respiro da Equitalia. Tremonti sceglie di stare con la Lega, anche perchè dal versante PdL partono spesso bordate, vedi l'ultima e tormentata manovra economica. 

I frondisti Scaiola e Pisanu cosa chiedono? Formalmente Scaiola osserva che
«Questo governo non è in grado di reggere il peso enorme della crisi economica e sociale » [Linkiesta]
per cui ipotizza di
 «aprire alle forze migliori, allargare la maggioranza alle altre forze moderate del centrodestra»[Linkiesta]
cosa che farebbe pensare a Casini e alla nostalgia per grande centro. Più altre questioni riguardanti la conduzione del partito, forse quisquilie ma in grado di contribuire all'insoddisfazione totale.

In  ultimo ci sono i Responsabili, deputati transfughi da altri partiti che sostengono il governo. Alcuni hanno trovato occupazione, vedi Romano all'Agricoltura, altri invece non hanno ricevuto incarichi. Probabilmente certe azioni servono a rivalutare il loro apporto.

credit massimo donadi idv
Perchè però dico che ad un voto di fiducia con tutta probabilità il Governo passerà indenne? Una possibile spiegazione ce la fornisce un articolo di giugno del Fatto, ma anche il buon senso aiuta
questa è la prima legislatura in cui le matricole del Parlamento non arrivano alla pensione, se le Camere si sciolgono anzitempo. Prima, infatti, bastavano 2 anni e mezzo (e le pensioni erano anche più alte). A stabilirlo sono stati i nuovi Regolamenti emanati nel luglio 2007 (durante il governo Prodi), che prevedono che per avere la pensione bisogna aver fatto almeno 5 anni di effettivo mandato e aver compiuto 65 anni. Per ogni anno in più di mandato, diminuisce di un anno l’accesso alla pensione. Oggi, dunque, il vitalizio minimo corrisponde al 20 per cento dell’indennità lorda: quindi 2340,73 euro per i deputati e 2401,1 per i senatori.
[...] Sono, infatti, 246 i deputati e 104 i senatori (dati elaborati da Openpoliswww.openpolis.it) che devono ancora maturare il diritto alla pensione, e quasi tutti lo matureranno solo se finiranno il loro mandato parlamentare e dunque se la legislatura avrà il suo termine “naturale” nel 2013.
Quanti sono e come sono suddivisi i deputati che hanno bisogno di terminare la legislatura per avere diritto al vitalizio?
si tratta di 84 deputati del Pdl, 36 leghisti, 83 Democratici, 6 dell’Udc, 5 del Gruppo Misto, 12 dell’Idv, 13 Responsabili (quasi il 46% del totale, visto che sono 28) e 7 futuristi. [il Fatto]
E così, anche se la caduta del Governo non implica la fine della Legislatura, pure la formazione di un nuovo esecutivo potrebbe portare scombussolamenti notevoli. Meglio rappresentare un possibile futuro che rischiare di non averlo per niente.

 Ora, tutti questi deputati hanno essenzialmente due modi per ottenere ciò che chiedono: un modo è chiederlo direttamente a Berlusconi. Cosa forse non difficile da fare, ma difficile è   ottenere qualcosa. E' noto che non ci si può appellare ad argomenti  insostenibili per perorare la propria causa, quindi c'è il rischio di uscirsene con le pive nel sacco da un dialogo con il premier, cui fa buon gioco l'attuale situazione. D'altro canto, anche gli argomenti sostenibili portati al momento sbagliato rischiano ugualmente di essere respinti. L'altro modo è prospettare degli sviluppi possibili in seguito a proprie azioni, far intravedere scenari: un classico  modo indiretto di dire le cose, quando quello diretto non è praticabile. Per questo motivo l'occasione dell'approvazione del rendiconto generale era propizia: perchè instilla, in maniera informale (ma alcuni ritengono in maniera formale) una crisi politica, alla quale alcuni maggiorenti del PdL hanno subito contrattaccato chiedendo la fiducia, a riprova, secondo me, della credibilità dell'intento delineato sopra. Ma la crisi aperta dalla bocciatura del rendiconto è ancora reversibile: serve a mostrare quello che potrebbe accadere. E' forse una sfida e per questo, cosa non certo frequente, dalla maggioranza è partita immediatamente la richiesta di verifica parlamentare.
Motivazioni diverse ma tecnica simile.
Tutto sommato, come potremmo leggere l'intera questione, come una ennesima riprova del valore della nostra classe politica?

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