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domenica 22 settembre 2013

Il Documento di Economia e Finanza 2013 e l'inguaribile ottimismo dei governi

Fare professione di ottimismo alle volte serve a favorire il buon andamento delle cose, altre volte è un modo come un altro di nascondere la verità, soprattutto sulle proprie capacità. Così, ogni volta che leggo o sento parlare un esponente del governo o di qualche istituzione  finanziaria pubblica ho l'impressione che o non conoscano quello di cui stanno parlando -perchè forse la materia è troppo complessa- o che ci stiano allegramente prendendo in giro.
E' vero, le stime sono una cosa difficile, specialmente in ambito economico, ma perchè i documenti governativi come il Def sono sempre così inguaribilmente ottimisti? E' per i mercati? .
Non fa eccezione l'ultimo Documento di Economia e Finanza presentato dal governo Letta, in realtà un aggiornamento, eccolo qui in una slide. Gli indici per l'anno prossimo sono tutti improntati all'ottimismo, alla ripresa, al miglioramento dei conti , alla riduzione dei valori negativi ma quando verrà il 2014, così come è già successo con il 2013, il 2012, il 2011 e penso così come è sempre successo, ci si accorgerà che erano troppo ottimistici e bisognerà rivederli al ribasso.
Così, per esempio, parlando di un argomento di attualità, il deficit rispetto al Pil, oggi ci si accorge che abbiamo sforato, siamo al 3,1%, ma solo all'inizio del 2013, ancora il governo Monti prevedeva per quest'anno un 2,9% che nel 2012, in fase ancora più ottimistica, sempre dallo stesso Monti era previsto in uno 0,5% e così dicasi per il debito pubblico, che nel 2012 veniva previsto al 121,5%, all'inizio del 2013 saliva al 126,9%, salvo accorgersi che siamo vicini al 133%. Lo stesso avviene per gran parte degli indici considerati, dalle entrate alle uscite.

mercoledì 4 settembre 2013

Indice di Competitività Globale: Italia 49esima

Due notizie apparse recentemente sembrano darsi manforte una con l'altra: secondo l'Ocse, l'Italia è l'unica delle grandi economie che non cresce anzi decresce e secondo il World Economic Forum, la competitività dell'Italia è in calo di sette posizioni dall'anno scorso, facendola piazzare al 49esimo posto:
After a slight improvement last year, Italy falls back seven places to 49th position this year, with a deterioration across the board and with the lack of clear political direction over the past year increasing business uncertainty and weighing down on the country’s competitiveness.
Per dire, secondo questo stesso indice, il Global Competitiveness Index, la Spagna è 35esima e la Polonia 42esima. Anche la Turchia, 44esima, ci sta davanti. Tra i 12 elementi che contribuiscono a formare l'indice di competitività, oltre a quelli micro e macroeconomici, vi sono anche quelli sociali, infrastrutturali, sanitari e così via come istituzioni, infrastrutture, salute ed educazione primaria, innovazione, preparazione tecnologica, a segnalare che non è solo l'aspetto meramente economico ad essere valutato.
Di seguito una mappa interattiva delle posizioni di questa classifica mentre sul sito sono disponibili il rapporto più una serie di infografiche. Anche cliccando sulla voce Explore the report qui sotto si ha accesso al pdf del rapporto 2013-2014.
Quasi dimenticavo, prima è la Svizzera.

martedì 20 agosto 2013

Turismo, quando la promozione non paga: chi più spende ha meno turisti?

Uno studio recente di Confartigianato di cui parla Sergio Rizzo sul Corriere mostra quella che sembrerebbe un'evidente anomalia: in campo turistico, chi investe di più in promozioni finisce con l'avere il minor numero di turisti. Ora, non ho accesso diretto ai dati di Confartigianato per cui non posso sapere se, al di fuori del periodo preso in esame 2009-2011, l'afflusso turistico delle regioni italiane è dello stesso tenore di quello analizzato. In questo modo non so se si può dire, come fa Rizzo, che l'afflusso turistico in certe regioni è basso per via del o nonostante il notevole impegno in promozioni oppure non sia il caso di evidenziare  che, in assenza di queste promozioni, l'afflusso potrebbe essere ancora inferiore. Sta di fatto che, secondo lo studio, nel periodo indicato molte delle regioni che hanno speso di più in promozione turistica hanno avuto il numero minore di presenze. Se si considera il valore assoluto il Veneto, che è quello con la spesa pro capite inferiore, nel triennio ha speso in totale quasi 37 milioni, mentre la Valle d'Aosta, con il costo pro capite più alto, ha speso più di 50 milioni. In totale, come nota di costume, in questo triennio le regioni italiane hanno spesso quasi 1 miliardo in promozioni. Come detto, non c'è la riprova di quante presenze avrebbero avuto queste regioni senza le promozioni, se più o meno di quelle che hanno avuto, per cui accettiamo per ora questi dati per quello che potrebbero significare, e cioè che  a parità di attrazione turistica, non è detto che se spendi tanto (o forse se spendi male) ottieni più presenze anzi, sembra proprio il contrario.

sabato 20 luglio 2013

I paesi più ottimisti e più pessimisti al mondo

Diciamo subito  che sicuramente una pessima situazione economica non aiuta l'ottimismo, ma non sempre lo danneggia. Questo spiega perche due paesi poveri, Grecia e Burkina Faso, occupino il primo posto di due classifiche opposte: la Grecia il primo posto nel mondo quanto a pessimismo e il Burkina Faso il primo posto nel mondo quanto a ottimismo. Ma le prospettive sono chiaramente diverse. Un paese che non proviene da un periodo di benessere, perchè è già povero, ma non si è nemmeno impoverito recentemente, può certamente avere più speranza nel futuro di uno che proveniva da un modesto benessere e si è improvvisamente impoverito.
Le diverse condizioni psicologiche di Grecia e Burkina Faso sono tutte qui: da una parte una situazione diventata improvvisamente tragica nel giro di qualche anno, dall'altra una situazione economica di povertà, però stabile, che lascia sperare in un futuro migliore. Considerata in questo modo, si spiega la presenza di Haiti nei primi posti della classifica dei pessimisti, a causa del disastroso terremoto che l'ha colpita nel 2010, ma meno quella di Singapore.

martedì 2 luglio 2013

L'Italia al punto di non ritorno? Grillo a Napolitano: parli al paese

Se lo dice Grillo è un esagerato catastrofista anche un po' dittatoriale ma se invece lo dicono Confindustria e Ministro dello Sviluppo Economico? Siamo a un punto di non ritorno, ecco cosa dice Zanonato all'Ania, a cui fa eco Squinzi che non crede alla visione ottimistica di Saccomanni [fonte]. In questo momento cruciale il Governo che fa? Toglie gli alibi agli imprenditori: vi abbiamo dato i contributi per le assunzioni, adesso dovete assumere. Ma chi glielo dice a Letta che se non ci sono gli ordinativi sarà difficile che le aziende assumano?
Ma cosa chiederebbero poi queste aziende, e gli italiani in genere? Squinzi avverte che questi del Governo sono ancora palliativi, che se si vuole far ripartire la crescita bisogna accelerare sui pagamenti della Pubblica Amministrazione e bisogna ridurre l'imposizione fiscale. La ricetta è semplice e lineare, non occorrono premi Nobel dell'Economia, solo soldi. E se i soldi non puoi raccoglierli aumentando le tasse come puoi fare? Chi glielo ridice al Governo che l'unico modo rimasto è diminuire la spesa pubblica, tagliando l'1-2% dei costi?

lunedì 25 marzo 2013

Ri-Maflow: cooperativa di lavoratori fa ripartire la fabbrica

Pubblico volentieri questo video tratto da Telenova perchè mi sembra un'iniziativa da imitare: dopo il fallimento (finanziario, non produttivo) delle vecchie e nuove proprietà i lavoratori occupano la fabbrica, e invece di attendere un segnale dal cielo si costituiscono in cooperativa e iniziano una nuova produzione. Resta solo l'intesa con i proprietari degli immobili, la Virum-Unicredit, per la definizione di un affitto politico. Se si vuol far ripartire l'Italia bisogna dare fiducia e credito a queste belle iniziative, che rappresentano la speranza di una ripresa. RiMaflow è una delle tante.

venerdì 28 settembre 2012

BI-MU/SFORTEC: la mostra della macchina utensile e della robotica

Mai come nei momenti di crisi si comprende l'importanza di un'economia fiorente. In questi periodi molti nodi vengono al pettine e la caduta di un macro parametro come il PIL si traduce in disoccupazione e crollo dei consumi. Ad un'economia solida contribuiscono due fattori principali: il consumo interno e le esportazioni. Se vengono a mancare entrambi le cose si complicano. Che il buon andamento di una società risenta in maniera marcata del suo andamento economico è una cosa del tutto evidente: quale sistema economico sia migliore può essere oggetto di dibattito, resta comunque valida la tesi che nei momenti di crisi si acutizzano i contrasti.

sabato 18 febbraio 2012

Analisi crescita economica: audizione presidente Istat alla Camera. Testo completo

imagecredit lettera43.it
Il Presidente dell'Istat Enrico Giovannini ha presentato in audizione alla Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione della Camera dei Deputati l'Analisi annuale della crescita.
Questo documento fotografa l'andamento della crescita del nostro paese in riferimento all'Unione Europea, fornendo i dati statistici necessari a valutare le varie politiche adottate.
Il documento, che comincia così, è anche ben fornito di tavole statistiche, alcune delle quali vi mostro, rimandandovi per il documento integrale e le tavole ai link in fondo al post:

1. Premessa
L’Analisi annuale della crescita realizzata dalla Commissione europea costituisce un riferimento obbligato per l’azione di governo, ma anche un’opportunità per riflettere sulla consistenza delle politiche messe in campo dall’Italia, tanto più preziosa e urgente quanto più la situazione nazionale si distacca da quelle di paesi che appaiono maggiormente “virtuosi” e “performanti”. Gli interrogativi dell’indagine conoscitiva possono essere ricondotti ad alcuni temi-chiave per la politica economica, intorno ai quali svilupperò il mio intervento, e cioè:
- l’appropriatezza dell’impianto di finanza pubblica rispetto alla crescita, dati gli obiettivi sui saldi;
- il miglioramento dell’efficienza delle politiche di bilancio e della capacità di intervento sul territorio;
- gli interventi, e in particolare le riforme, per aumentare la concorrenza e la competitività;
- le misure per promuovere l’occupazione e la coesione sociale.
Coerentemente col ruolo dell’Istituto nazionale di statistica, mi propongo soprattutto di offrire elementi conoscitivi per la formulazione delle politiche, limitandomi ai temi per i quali l’Istat ha specifica competenza informativa ed esperienza analitica (segnalo, a tale proposito, la raccolta di informazioni statistiche in allegato). Preliminarmente, però, vorrei concentrare l’attenzione sul processo di governance comunitario, di cui l’Analisi annuale della crescita è parte essenziale.


domenica 22 gennaio 2012

Le riforme a costo zero di Boeri e Garibaldi: il voto ai sedicenni?

imagecredit chiarelettere.it
Il panorama italiano delle idee sull'economia è asfittico. Mancano proposte nuove, innovazioni sul mondo del lavoro, capacità non solo di seguire e imitare quello che fanno nel resto d'Europa ma forza e inventiva di creare opportunità, che abbiano il filo conduttore del merito, che tengano conto delle esigenze delle persone di fare un lavoro appagante e giustamente remunerato, e che siano libere da vincoli di corporazione e burocratici.
Alcune idee nuove sono contenute qui, in questo libro di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, Le riforme a costo zero, ChiareLettere 2011.
Tra le tante proposte che fanno i due economisti ce n'è una che insieme mi sorprende e mi fa riflettere: estendere il diritto di voto ai sedicenni, cosa che avviene in altre nazioni europee come l'Austria, per esempio.
L'idea alla base di questa proposta è di fare intervenire nel dibattito politico e, soprattutto, nel voto, una forza fresca allo scopo di smuovere un pachiderma ancorato alla propria posizione come il panorama politico italiano.

giovedì 19 gennaio 2012

Di come la disuguaglianza economica danneggi la società

Un ottimo suggerimento di DionisoQuanto l'ineguaglianza sociale danneggia la società di Richard Wilkinson, mi dà lo spunto per  condividere la conferenza di questo studioso inglese.
La disuguaglianza economica, a memoria mia, è sempre esistita e, pur non volendo essere categorico nè fare il futurologo -che poi sbagliano sempre-  una sostanziale modifica di questo assetto non sembra pronosticabile nel breve periodo.
Richard Wilkinson è un ricercatore che si occupa di epidemiologia sociale e di diseguaglianze economiche e sociali e della loro influenza sulla salute. Insieme ai grafici postati da Dioniso c'è il collegamento a una Ted conference, con sottotitoli in italiano e la trascrizione completa del testo in italiano, cosa che condivido con piacere.




domenica 1 gennaio 2012

10 previsioni per il 2012

Le fa Scott Galupo su UsNews e riguardano principalmente quel paese, l'America, ma anche la situazione internazionale. Siccome siamo tutti collegati e gli stati Uniti sono quelli che fanno da apripista, insomma cinesi permettendo, quello che succede negli States, dal punto di vista economico almeno, influenza il resto del mondo e perciò è nostro interesse conoscerlo.
1a previsione, economia
The U.S. economy will continue to slowly, almost imperceptibly, improve. The Eurozone will muddle through its crisis and avoid national defaults. On Election Day, the U.S. unemployment rate will stand at 8.1 percent.
Impercettibilmente e lentamente, ma migliora. L'Eurozona saprà cavarsela ed evitare i defaults nazionali. Sembra un oroscopo, perbacco! 
 2a previsione, c'interessa di meno, è su un giocatore di football americano, saltiamola.

3a previsione, le elezioni (americane)
 President Obama will narrowly defeat former Massachusetts Gov. Mitt Romney. The GOP will gain control of the Senate and retain control of the House. (Corollary prediction: Washington pundits and the public will continue to whine about gridlock.) Rep. Ron Paul will not mount a third-party candidacy, largely out of deference to his son's political aspirations.
 Il Presidente Obama sconfiggerà di stretta misura il suo avversario Mitt Romney, ma il Partito Repubblicano prenderà il controllo del Senato e manterrà quello della Camera.
4a previsione, la corte suprema, previsioni di cambio al vertice della giustizia
5a previsione, sul baseball  basta che non sia come il calcio da noi
6a previsione, cinema Dark Knight
 Christopher Nolan's The Dark Knight Riseswill be the highest-grossing film of 2012, with $525 million in domestic receipts. But overall movie attendance will remain in a funk.
Il cavaliere oscuro, il ritorno, di C. Nolan sarà il film che farà i maggiori incassi nel 2012, 525 milioni di dollari. Per il resto, però, il settore rimarrà depresso.
7a previsione, Glenn Beck,  un commentatore e conduttore i cui sostenitori dicono essere un difensore delle tradizioni e i detrattori un cospirazionista e retorico. 
 8a previsione, case
 2011 will be seen as the year that the U.S. housing market finally hit bottom. A rebound is in the offing.
2011 anno in cui il settore immobiliare ha toccato il fondo. Rimbalzo in vista.  
 9a previsione, Medio oriente
 Iran will not announce it has successfully developed a nuclear weapon. Syrian dictator Bashar Assad will be toppled by a popular uprising.
L'Iran non annuncerà di aver sviluppato con successo un ordigno nucleare (ma lo svilupperà o no? mi sembra come ibis redibis non morieris in bello) e il dittatore siriano Assad  sarà rovesciato da una rivolta popolare.
10a previsione, Rolling Stones
 The greatest rock band ever will mount a 50th-anniversary tour of North America. (A promise, not a prediction: I will be there.)
La più grande rock band di sempre  preparerà  un tour nordamericano per il suo 50° anniversario. (E' una promessa, non una previsione: io sarò là). 
 Se volete consultare la pagina originale


imagecredit usnews.com


 

martedì 27 dicembre 2011

Finti disoccupati, pensioni di parenti deceduti, agevolazioni per calamità: un ritratto dell'Italia che truffa

Non so se rallegrarmi di più per il fatto che ogni tanto vengono scoperte o dispiacermi per questa inveterata abitudine all'inganno di una parte degli italiani.
Tra falsi braccianti agricoli, pensioni di parenti deceduti, indennità d'accompagnamento non dovute e agevolazioni per calamità non subite, l'Italia che truffa non dorme mai, è sempre all'opera. Alcuni dati [fonte il Corriere]
Pensioni di parenti defunti
441 denunciati per un danno di 800 mila euro, per pensioni erogate a  parenti defunti. A Palermo, una donna percepiva la pensione della madre morta da 10 anni. Falsi documenti di autocertificazione, spostamento della residenza in altro comune o all'estero per sfuggire i controlli e mancata comunicazione all'anagrafe e alle autorità del decesso di un parente che, immagino, venisse sepolto in proprio, queste le strategie più seguite. Mi chiedo come si riesca, per così tanto tempo a perpetrare l'inganno senza che nessuno se ne accorga.
Finti braccianti agricoli
6.500 finti braccianti agricoli per un danno all'Inps di 42 milioni di euro. In Sicilia, su 33 mila domande esaminate, 1760 erano fasulle: titolari di partite Iva (professionisti, commercianti, imprenditori) avevano dichiarato di essere disoccupati, grazie a quell'istituto di civiltà che dovrebbe essere l'autocertificazione, ma che molti pensano di sfruttare a proprio vantaggio. Colpiti anche i falsi datori di lavoro di questi finti disoccupati anzi, in questo caso la furbizia gli si è ritorta contro: oltre alle false assunzioni, 69 di questi risultavano evasori totali, per circa 30 milioni di euro.
Indennità non dovute
L'indennità di accompagnamento serve ad alleviare quelle famiglie che hanno in casa un parente da accudire più o meno integralmente. Se questo parente si trova in lungodegenza in ospedale è chiaro che l'indennità non è dovuta perchè ci pensa la struttura sanitaria all'assistenza. E' quello che si è scoperto a Lecce: 443 persone e 3 milioni e 800 mila euro di indennità non dovute. 
Agevolazioni vittime terremoto
Nel recente terremoto dell'Abruzzo del 2009 chi, a causa del sisma, aveva dovuto sospendere la propria attività economica o ha avuto l'inagibilità dell'abitazione, ha ricevuto degli indennizzi di varia entità. 140 tra titolari di attività autonome e residenti hanno percepito queste indennità anche se hanno continuato a lavorare e non avevano la casa inagibile, per un danno allo Stato di circa 350 mila euro.
Piccole e grandi storie di furberie, truffe, inganni. Certo, di fronte alla piaga della corruzione e dell'evasione o elusione fiscale di grandi capitali, queste sembrano piccola cosa. Ma è il segnale di una tendenza insieme, forse, a quella che vede privilegiato il rapporto di conoscenza nelle assunzioni più che i reali meriti del candidato. Ritratto di un'Italia che non vuole crescere, che non vuole abbandonare il provincialismo della furberia, con il rischio di relegarsi per sempre ai margini dello sviluppo economico e sociale.
 
 
 
 

Economia, consumi natalizi in calo secondo Federconsumatori: -10%

Un comunicato stampa della Federconsumatori (fonte qui) riporta  le stime sui consumi natalizi degli italiani basati sull'Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Il risultato è quello della tabella qui sotto: rispetto alle stime di 4,4 miliardi di euro i primi risultati parlerebbero di 4 miliardi, un calo quindi del 10% rispetto alle pur pessimistiche previsioni.

imagecredit federconsumatori

martedì 20 dicembre 2011

Testo integrale della manovra Monti alla Camera

Di seguito, per chi avesse voglia di leggerselo,  il testo integrale della manovra Monti in approvazione alla Camera, il decreto legge n. 201/2011.
Qui i Temi principali del decreto
Il contesto di riferimento
Nel corso dell’ultimo bimestre la congiuntura internazionale ha mostrato, nelle principali economie, segnali di debolezza. Nell’area dell’euro continuano, inoltre, a registrarsi forti turbolenze sui mercati finanziari, con particolare riferimento ai titoli dei debiti sovrani.
Tale evoluzione si è riflessa sull’’economia nazionale, determinando un indebolimento delle prospettive macroeconomiche: il profilo di crescita del PIL reale è ora stimato, secondo quanto riportato nella Relazione al Parlamento 2011, pari allo 0,6 per cento nel 2011; esso dovrebbe invece contrarsi a -0,4 per cento nel 2012, per poi risalire allo 0,3 per cento nel 2013 e all’1 per cento nel 2014.  
Il mutamento del quadro macroeconomico e i conseguenti impatti sull’andamento tendenziale dei conti pubblici, hanno indotto il Governo ad adottare un ulteriore manovra correttiva di finanza pubblica, volta a salvaguardare l’obiettivo del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, in linea con quanto indicato nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) 2011presentata nel settembre scorso e conformemente con quanto concordato al Consiglio Europeo di ottobre. 
Con il decreto legge n. 201 - che si aggiunge alle manovre di consolidamento dei conti già operate con il decreto-legge 6 luglio 2011, n.98 e il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 - vengono quindi introdotti ulteriori interventi correttivi pari circa all’1,3 per cento del PIL al 2014 – equivalenti a circa 21 miliardi annui di manovra fiscale netta -, cui si aggiungono un insieme di misure volte a favorire la crescita e sostenere il lavoro e il sistema produttivo per un valore, precisa la Relazione di circa 12 miliardi...
 continua sul sito della Camera.
Qui di seguito invece i collegamenti ai dossier legislativi e ai relativi emendamenti
Dossier pubblicati

sabato 3 dicembre 2011

Transparency International e l'indice di corruzione 2011: effetti negativi della corruzione sulla crescita economica

imagecredit transparency.org


Questa è la mappa della percezione della corruzione 2011 edita da Transparency International. Come al solito siamo nella parte bassa della classifica, al 69esimo posto. Ricordo che pur essendo basata su rapporti quanto più possibile indipendenti provenienti da istituzioni credibili è una classifica della percezione della corruzione più che dei casi di corruzione in sè, anche se quest'ultimo indice influisce notevolmente, per lo meno per quanto riguarda le notizie di coinvolgimento di uomini politici in fatti corruttivi che trapelano dai media. Quando si parla di corruzione probabilmente non siamo secondi a nessuno e questo rappresenta quasi sicuramente una delle cause principali del ritardo del nostro sviluppo sociale ed economico o, che forse è ancora più riassuntivo e tremendo, culturale.
E' interessante, oltre i dati forniti dal rapporto, verificare se vi sia relazione  tra indice di corruzione percepita e gli investimenti stranieri. Un rapporto di Transparency.it intitolato Gli indici di corruzione e la loro relazione con gli investimenti stranieri diretti (FDI), basato su due studi [Shang-Jin Wei 2000, Mauro 1997] mostra che vi è una correlazione
 [...] si rileva che il coefficiente di tassazione marginale è statisticamente significativo al 5%.Ogni punto percentuale di aumento riduce i FDI di circa il 5%; mentre per ogni grado di aumento del livello di corruzione si ha una riduzione del 16% nel flusso dei FDI, corrispondente approssimativamente a 3 punti percentuali di incremento della tassazione marginale. Vi sono altre osservazioni interessanti: ad es. il coefficiente di distanza è rilevante al di sopra del 5% ed ad ogni punto percentuale di incremento è associato 1,14% di riduzione dei FDI; il coefficiente linguistico è significativo al 15% e ad un comune linguaggio o ad una storia coloniale è associato un apprezzabile aumento nei FDI bilaterali. Le risposte alle tre domande iniziali sono dunque le seguenti: Un aumento della tassazione o della corruzione riduce i FDI. Un incremento del livello di corruzione da quello di Singapore a quello del Messico equivale ad aumentare la tassazione di oltre 20 punti percentuali. 
 [...] un miglioramento della deviazione standard nell´indice di corruzione provoca un aumento degli investimenti pari al 5% del PIL e la crescita annuale del PIL pro capite aumenta di mezzo punto percentuale. [...] un miglioramento negli indici di corruzione pari ad una deviazione standard (2,38 punti) è associata ad un incremento del tasso di investimenti di più di 4 punti percentuali ed ad un incremento di oltre 1/2 punto percentuale del tasso di crescita del PIL pro capite.  Questo significa che se un certo Paese migliora il suo grado di corruzione da 6 su 10 a 8 su 10 il suo tasso di investimenti/PIL crescerà di almeno 4 punti percentuali e l'incremento annuale del PIL pro capite di almeno 1/2 punto percentuale.
Capito perchè l'economia dell'Italia  non cresce? E capito cosa potrebbe fare il buon Monti invece di stremare gli italiani di ceto medio-basso?  Una spietata lotta alla corruzione sembrerebbe essere uno di quei toccasana da cui quasi tutti traggono beneficio e da cui solo pochissimi ne hanno un danno. Perchè allora si persegue sempre l'obiettivo opposto, di beneficiare pochissimi e danneggiare tutti gli altri?


Shang-Jin Wei, How Taxing is Corruption on International Investors?, Review of Economics and Statistics 2000 82:1, 1-11
P. Mauro - Corruption and the global economy, 1997




martedì 29 novembre 2011

Ocse: nel 2012 Italia in recessione. Ma c'è da fidarsi di queste previsioni?

E' uscito ieri l'Economic Outlook dell'Ocse per il 2012 e le sorprese non sono buonissime, soprattutto per l'Italia. Anche l'area Euro è in una situazione di difficoltà, come era facile intuire anche senza l'Outlook.
L'area euro è in un momento di recessione, seppure lieve, al quale seguirà una ripresa, definita esitante.
Prospettive non rosee, che il grafico qui sotto evidenzia: si comparano Stati Uniti ed area Euro per quanto riguarda investimenti e consumi

imagecredit oecd.org 2011

Come noto l'aspetto fondamentale che influenza lo stato di crisi è quello finanziario, con i debiti sovrani di alcuni Stati che costituiscono un deterrente per l'investitore. Ma è più l'ammontare del debito che, per esempio, in Italia è da almeno vent'anni a questi livelli, o il rallentamento economico a spaventare i mercati, i creditori?
Il problema più grave è purtroppo la circolarità della situazione. Un debito elevato costringe a politiche fiscali restrittive che si ripercuotono su bassi investimenti e riduzione dei consumi, situazione che contribuisce a mantenere elevato il debito. Dice l'Ocse, sulla zona Euro cala una scure composta da bassi investimenti, perdita di fiducia, deterioramento delle condizioni di lavoro che fanno calare i consumi. In più, cresce anche la disoccupazione, che rimane agli attuali livelli fino al 2013, anno della svolta anche dal punto di vista economico, salvo prossimi Outlook. Questo è il grafico della situazione occupati/disoccupati nell'area Ocse

imagecredit oecd.org 2011

La situazione dell'Italia, se quella dell'area Euro non è rosea, è nera. Per il 2012 l'Ocse ci vede in recessione, nonchè con gli stessi e più marcati problemi che affliggono la zona Euro.

imagecredit oecd.org 2011
Alcuni dati maggiormente preoccupanti:
  • il consumo privato cresce pochissimo nei prossimi due anni; 0,2% nel 2012 e nel 2013, contro uno 0,9% del 2011 sul 2010
  • gli investimenti tenderanno ugualmente a calare; nel 2012 si prevedono meno investimenti che nel 2011, con la maggior quantità di risorse finanziarie spostate sul ripianamento del debito
  • il Pil è visto in calo nel 2012 (-0,5%) e in leggerissima ripresa nel 2013 (+ 0,5%)
Sarà interessante verificare cosa prevedevano e prospettavano gli esperti dell'Ocse nel 2010 per l'Italia. Qui l'Economic Outlook in versione free. Qui sotto il grafico



imagecredit oecd.org 2010
Da un rapido controllo, seppure i prezzi di riferimento non siano perfettamente equiparabili (nel 2011 hanno usato come riferimento prezzi del 2005, nel 2010 prezzi del 2000), non sembra che ci abbiano azzeccato molto (fatto salvo i diversi prezzi di riferimento): il GDP (il Pil) nel 2009 era di 1.520,3 miliardi di euro previsto in crescita dell'1% nel 2010, mentre i dati del 2011 danno il GDP del 2010 a 1.556 miliardi di euro, con un aumento del 2,34% sul 2009. Stessa cosa per il consumo privato mentre sugli investimenti la previsione è stata più aderente.
Insomma, a mio giudizio, le Prospettive dell'Oecd, come ogni altra analisi economica, sono  imprecise e soggette ad aggiustamenti, come tutto quello che riguarda l'economia. Questa considerazione la interpreto in senso positivo, augurandomi cioè che le fosche previsioni siano errate e che le prospettive siano migliori. E' chiaro che da queste considerazioni non può trarsi l'idea che il momento non sia grave, perchè lo è. Purtroppo l'economia e le politiche economiche non sono scienze esatte, soprattutto perchè hanno a che fare con l'impulsività nelle decisioni che gli uomini adottano in quasi tutte le scelte della propria vita, non esclusa la sfera economica. C'è solo da sperare che i provvedimenti presi dai governi e dagli organismi non governativi siano i migliori e tempestivi e che la razionalità, a sprazzi, illumini le menti dei principali protagonisti: a volte, i nostri peggiori nemici, siamo proprio noi stessi.

martedì 15 novembre 2011

Italia e nuovo governo Monti: cosa scrive la stampa estera

Dicono di noi. Cosa dicono all'estero della nostra situazione. Ora il termine di ricerca da usare è Mario Monti.

The Guardian
9.09am: From Rome, John Hooper reports that today looks like being "make-or-break day" for the putative Monti government.

Mario Monti italy
Italy's new leader Mario Monti is struggling to form his new cabinet. Photograph: Pier Paolo Cito/AP
Three key questions need to be answered, John explains:
First, how will Berlusconi's party, the Freedom People, react to Mario Monti's insistence on remaining prime minister until spring of 2013? Many of the media tycooon's followers wanted a stop-gap government followed by elections.
Second, can Monti succeed in luring some politicians into his cabinet? He didn't sound too hopeful last night.
And, finally, who will be his ministers? We may not know that until Wednesday. Signs are that very few will be known to the general public in Italy, let alone outside.
This uncertainty is not playing well in the City, with Italian 10-year bond yields still hovering around the 6.94% mark.


Der Spiegel presenta un'infografica dei miliardi di obbligazioni italiane che ha comprato la Bce da maggio di quest'anno

imagecredit der spiegel

Montagna di sfide per Mario Monti titola il Wall Street Journal

Italy's prime minister-designate, Mario Monti, has boiled his daunting in-tray down to three aims: fix the country's public finances, restart economic growth, and make Italy more equitable. The technocrat's succinct diagnosis may garner respect. He may also earn credit simply for not being Silvio Berlusconi: Italy managed to sell five-year bonds worth €3 billion ($4.1 billion) Monday. Still, the 6.29% yield on the new bonds, and the sharp rise in trading afterward, suggests solving Italy's problems won't be half as simple as setting them...

 Non meglio va per la Spagna, nonostante le elezioni imminenti, a quel che ne dice El Pais, che parla di un contagio dei problemi italiani


El Tesoro paga por la deuda a un año un 5%, el tipo más alto desde 1997

El aumento de la desconfianza sobre la eurozona y el contagio de los problemas de Italia obligan al Estado a elevar con fuerza la rentabilidad de las letras a 12 y 18 meses sobre el 5%



venerdì 11 novembre 2011

Come funziona l'economia

Mai come quando le cose non vanno o funzionano male ci interroghiamo sul  perchè. Dopo esserci interrogati, a vuoto, sul perchè, ci interroghiamo anche sul come: come funzionano le cose? E qui forse c'è possibilità di trovare qualche briciolo di spiegazione in più. Un esempio è l'attuale situazione economica, con ripercussioni finanziarie, con ripercussioni politiche: perchè l'economia dei paesi occidentali non cresce più? Era la prima domanda, per rispondere compiutamente alla quale dobbiamo sapere come fa l'economia a crescere: come funziona, quindi, l'economia?
Inoltre, ci siamo chiesti perchè le economie dei paesi emergenti invece tirano alla grande? Cina, India e buona parte dei paesi in via di sviluppo non risentono se non in minima parte della crisi economica mondiale. Forse si deve al fatto che in quei paesi esistono condizioni eccessivamente favorevoli agli imprenditori ed eccessivamente sfavorevoli ai lavoratori, in pratica si assiste allo sfruttamento della classe lavoratrice.

Intanto, per non tediarvi ulteriormente, vi lascio con questo vademecum a fumetti su come funziona l'economia. Si tratta di How an economy grows and why it doesn't di Irwin Schiff.
Tutto comincia con la pesca "Once upon an island lived three  men who fished for food every day..."



Clicca sull'immagine o qui per scaricare il pdf.

domenica 6 novembre 2011

Ma quanto ci è costato il G20 di Cannes 2011?

In un momento di grave crisi economica internazionale come questo, in cui quasi ogni paese al mondo richiede importanti sacrifici ai propri connazionali, il vertice del G20 che si è tenuto recentemente a Cannes è in linea con l'austerità necessaria ai periodi di crisi? 
Premetto che la fonte primaria di questi dati è il Sun, quotidiano della galassia Murdoch non eccessivamente stimato a causa del sensazionalismo con cui tratta le notizie e l'approccio, a volte, grossolano (secondo quanto riporta la voce it.wikipedia). Fatte queste debite premesse, veniamo all'aspetto economico del summit per come lo tratteggia il Sun. Quanto ci è costato questo G20? Ecco alcune cifre riportate dal quotidiano inglese: i leader mondiali che hanno partecipato al vertice del G20 hanno dormito in camere che costano fino a 37.000 euro per notte. Calcoli ufficiali sembrerebbero attestare che la sola ospitalità è costata 1 milione di euro. Nel dettaglio, secondo quanto riporta il Sun, il Presidente francese sarebbe quello più spendaccione

  • la Suite Presidenziale al Majestic Hotel (5 stelle) costa infatti 37.000 euro per notte
  • non è  da meno Barack Obama, la sua Grace Kelly Suite al Carlton Hotel costa quasi 35.000 euro per notte
  • la Cancelliera Angela Merkel e il Presidente russo Dmitri Medvedev  avrebbero utilizzato Suite che vanno da 12.500 a 35.000 euro
  • Abdullah bin Abdul-Aziz Al Saud, re dell'Arabia Saudita e il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno speso 25.000 euro per notte
  • il Presidente cinese Hu Jintao invece ha speso 12.500 euro per notte alla Executive Suite del Gray d'Albion Hotel
  • e infine, il politico che ha speso meno di tutti, un vero miraggio, il Primo Ministro inglese David Cameron che ha speso poco meno di 2000 euro, in una  Suite  standard al Marriott Hotel
Non si è limitata al pernottamento l'analisi del Sun, ma ha riguardato anche altre spese. Per esempio, il pranzo può costare anche più di 180 euro e per la colazione si spende circa 35 euro. A questo c'è da aggiungere il costo della sicurezza, il trasporto dei passeggeri e delle loro delegazioni, il pattugliamento navale, l'impiego di forze armate e di polizia, che nel complesso il Sun stima in quasi 87 milioni di euro, probabilmente tutti a carico della Francia, anche se la stima, a onor del vero, mi sembra esagerata. Tra tutto quanto, alla Francia questo summit, sempre secondo il Sun, sarebbe costato, (riporto l'originale perchè effettivamente  ha dell'incredibile)
The total cost to France for staging the summit is believed to have soared to nearly £1BILLION
che, tradotto in euro, fa quasi 1,16 miliardi di euro. Ovviamente occorre prendere con le molle queste cifre, in attesa di dati ufficiali. Ma sono dati credibili? E, soprattutto, se sono credibili, si poteva e doveva spendere meno? 

lunedì 31 ottobre 2011

La causa della crisi economica mondiale: banche e finanza

E' molto istruttiva l'inchiesta di Report del 30 ottobre, intitolata Effetto valanga (precede quella su Berlusconi croupier), ma anche dolorosa: come forse è sempre stato, il profitto si realizza sullo sfruttamento. Prima era lo sfruttamento del capitalista sul lavoratore  poi, dopo l'entrata in vigore di normative più o meno valide a tutela dei lavoratori, si è passati allo sfruttamento della manodopera nei paesi in via di sviluppo. Ma per sfruttare la manodopera a basso costo di questi paesi occorre comunque avere un'attività economica. E come fanno le banche e i finanzieri se non riescono più a guadagnare sulle imprese e sul lavoro? Se viene meno lo sfruttamento del lavoro si utilizza la finanza, con lo sfruttamento degli interi Stati. 

imagesource unmondonuovo.it
Per esempio: se compro delle obbligazioni sovrane di uno Stato a 100 e le rivendo subito ottengo, come risultato immediato, che tanti che avevano quelle stesse obbligazioni le vendono a loro volta (per l'isteria dei mercati) e il prezzo scende, diciamo a 90. A quel punto le ricompro. In questo modo ho ottenuto due effetti: vendendo e costringendo a vendere, per imitazione e isteria, costringo lo Stato che le emette ad alzare il rendimento delle obbligazioni per convincere i mercati a comprare (spread). Quando il prezzo si è ribassato le ricompro e aspetto la loro scadenza naturale, avendo un nuovo rendimento più elevato (grazie allo spread) ed avendole acquistate a un prezzo inferiore al loro valore, valore che invece mi sarà riconosciuto al 100% al momento della scadenza dallo Stato che le ha emesse.
In mezzo a questo lo Stato subisce le perdite, che poi sarebbero  i guadagni realizzati dalle banche e dagli speculatori, che poi scarica sui cittadini, attraverso i tagli, l'aumento delle imposte e la riduzione degli investimenti.
Insomma, favorire le banche e la finanza non stimola l'economia ma aumenta i profitti di banchieri d'affari e speculatori. Lo spostamento del denaro dall'economia alla finanza frena lo sviluppo e aumenta le disparità.
Se ci mettete che quelle stesse banche d'affari e quegli stessi speculatori, non contenti di vendere al ribasso le obbligazioni sovrane acquistano e vendono anche assicurazioni su quegli stessi Stati sovrani, il quadro è completo: come è noto, se io possiedo un'assicurazione su uno Stato sovrano che mi rende, cioè mi viene pagata, solo se lo Stato fallisce, cosa dite, ho interesse che lo Stato fallisca oppure no? 
Aggiungeteci che le famose agenzie di rating, quelle che valutavano tripla A  obbligazioni corporate di aziende fino a pochi giorni prima  che fallissero, sono quelle che devono giudicare della credibilità dei singoli Stati, capite quanta credibilità possano avere loro stesse, specialmente quando assegnano o tolgono credibilità e A a uno Stato attraverso meccanismi coperti dal segreto commerciale.
E' un sistema sbagliato, completamente sbagliato.

Lasciare al mercato l'autoregolamentazione probabilmente porterà a una rivoluzione: quando troppa gente non avrà più niente da perdere scoppierà il caos. Il mercato non è in grado di autoregolarsi finchè ci sarà qualcuno da sfruttare. Per intanto noi cittadini subiamo le conseguenze dell'arricchimento di pochi, senza che gli Stati, che potrebbero farlo tranquillamente, facciano niente per limitare lo strapotere di banche e finanza.
Non è possibile che investitori privati riescano a influire  in maniera così massiccia sui singoli Stati, decidendo delle sorti della loro economia, dei loro debiti insomma del futuro di intere nazioni. 
L'aspetto più assurdo è poi questo: nel 2008 le banche internazionali, specialmente negli Stati Uniti, sono state salvate con soldi pubblici dal fallimento. Non soddisfatte di questo regalo, quelle stesse banche, come ringraziamento, hanno ripreso a speculare sugli Stati sovrani, in assoluta e totale indifferenza nei confronti di chi le aveva salvate.
Quando ci dicono che c'è la crisi internazionale e che dobbiamo -noi, non i politici- fare sacrifici, dobbiamo sapere che stavamo e stiamo salvando quelle stesse banche d'affari che avevano speculato e che continuano a speculare su di noi. E dobbiamo anche sapere che è proprio in conseguenza di queste speculazioni, che si è creata ed alimentata questa crisi economica  che ci sta strozzando.

Per chi se l'è persa e volesse vedersela, ecco il collegamento all'inchiesta di Report: cliccare sull'immagine.


imagecredit report.rai.it
Qui c'è il pdf dell'inchiesta.

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