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sabato 22 settembre 2012

Sicurezza nelle scuole: il Rapporto di Cittadinanza Attiva

Nei giorni scorsi è stato presentato a Roma il  X Rapporto su sicurezza qualità e comfort degli edifici scolastici  e la IV Indagine su conoscenza e percezione del rischio sismico. Autore l'associazione Cittadinanza attiva, il cui rapporto cade proprio in un frangente in cui ancora intenso è il ricordo dei danni del recente terremoto.
I risultati delle indagini compiute non sono particolarmente soddisfacenti. Di tutte le scuole osservate, solo il 25% è in perfetta regola con tutte le certificazioni di sicurezza, il che non sembra propriamente un elevato standard qualitativo. Ma non è finita qui. Nel comunicato stampa e nel Rapporto (disponibile dietro registrazione gratuita) si trovano altre perle:

martedì 24 luglio 2012

Province: riapertura delle scuole a rischio, con i tagli alla spesa

Protagonista ancora una volta l'Unione delle Province d'Italia per bocca del suo presidente Giuseppe Castiglione:
"Le Province subiranno, a causa della spending review, un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013 perché il Governo considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi di euro: in realtà questa cifra include voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi aggredibili, bensì servizi"
Il comunicato. Così in un comunicato uscito ieri, insieme a una ricostruzione dei tagli che la spending review ha portato [vedi I tagli previsti dalla spending review sulle Province], tagli che secondo le province metterebbero nientepopodimeno che a rischio la riapertura delle scuole perchè, tra i costi aggredibili, vi sarebbe anche la manutenzione degli edifici scolastici e il trasporto degli studenti. Metterebbero a rischio anche altri servizi essenziali, dato che ci siamo, ma ci focalizziamo sulla scuola, tema forte.

giovedì 29 marzo 2012

La scuola diventa telematica

Informa il Ministero dell'Istruzione che, nell'ottica della progressiva digitalizzazione della scuola, da quest'anno l'invio delle tracce dei temi della maturità non avverrà più con i soliti plichi sigillati cartacei ma attraverso la via telematica, cioè internet, per poi essere stampati nella quantità necessaria il giorno delle prove scritte, il 20 e 21 giugno. L'iniziativa si chiama appunto plico telematico e rientra, come detto, nel progetto semplificazione e modernizzazione della scuola.

Forse in ottica di progressiva digitalizzazione può avere la sua importanza ma come singolo provvedimento non ne ha molta. In generale, se riusciremo a spostare la trascrizione e trasmissione di documenti dalla carta al supporto digitale avremo probabilmente un aumento della velocità e un risparmio della carta, e sarà una cosa positiva. Chiaro, da qualche parte bisogna partire e in attesa di cambiamenti più consistenti accontentiamoci di questi primi passi.

Il comunicato del Miur è disponibile qui.

Più interessante è quest'altra iniziativa: Editoria Digitale Scolastica. Venti istituti scolastici verranno selezionati per l'acquisto di materiale didattico formativo attraverso il canale MEPA (mercato elettronico della pubblica amministrazione). Campania, Umbria ed Emilia Romagna sono le Regioni nelle quali sono partite le prime gare di offerta rivolte a imprese del settore del software didattico.
L'intento è quello sia dell'acquisizione di competenze in campo informatico sia quello di avere a disposizione strumenti formativi fluidi, capaci di collaborare con quelli di altri Istituti e personalizzabili dal singolo docente. Si inserisce nel Piano dell'Agenda Digitale Europea della Commissione Europea, volta a favorire l'alfabetizzazione digitale.

Il comunicato del Miur è disponibile qui.



imagesource mamma.pourfemme.it

giovedì 9 febbraio 2012

Scuola: con Vales dopo gli studenti si valutano anche le scuole e i dirigenti scolastici

imagecredit ddmanerbio.it
VALeS è l'acronimo di valutazione e sviluppo scuola, un progetto sperimentale del Ministero della Pubblica Istruzione che ha come finalità la valutazione della scuola e del dirigente scolastico da parte di un valutatore esterno. Il progetto riguarda scuole di primo e secondo ciclo e avendo caratteristica sperimentale coinvolgerà solo 300 istituti per un massimo di tre anni, allo scopo di individuare modelli di funzionamento di alto livello. Di seguito la nota rilasciata dal Ministero, compreso il modulo di adesione per partecipare al progetto. 


domenica 5 febbraio 2012

Emergenza neve: elenco delle scuole chiuse

imagecredit fanotv
L'emergenza maltempo che interessa nord e centro Italia, già nei giorni passati e anche per la prossima settimana, ha costretto molti sindaci a emettere ordinanze di chiusura delle scuole. Ecco un elenco incompleto e in aggiornamento  delle scuole chiuse per domani 6 febbraio (e in certi casi anche oltre):





sabato 24 settembre 2011

Carnevale della Chimica # 9 su Urto Efficace: La chimica nei ricordi di scuola

Il giorno 23 di ogni, per chi scrive o legge di scienza, è un giorno importante: c'è il Carnevale della Chimica Non fa eccezione questo mese. E infatti c'è il Carnevale della Chimica #9 su Urto Efficace di Teresa Celestino, con tema: La Chimica nei ricordi di scuola. E' obbligatorio farci un salto.
Ed ora due parole di spiegazione di Teresa sul tema di questa edizione


Questa nona edizione del Carnevale sarà un pò diversa dalle altre: si chiede a chiunque vorrà partecipare una riflessione sull’insegnamento della chimica attingendo ai propri ricordi della scuola superiore. Non un trattato di didattica, ma considerazioni personali ad ampio raggio sulle proprie impressioni: come era insegnata la chimica ai tempi in cui si frequentava il liceo, l’istituto tecnico o professionale? Quale ricordo della personalità e della competenza degli insegnanti? Cosa ci hanno lasciato di buono o di cattivo? Si praticavano i laboratori? Cosa avreste migliorato, con il senno di poi, al posto dei vostri docenti? Qual è l’immagine della chimica che emerge dalle aule scolastiche di 10, 20, 30, 40 anni fa?

lunedì 12 settembre 2011

Ricomincia la scuola: già bocciata dagli studenti

Oggi ricomincia la scuola per 11 regioni e 2 province autonome -Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano [fonte] - poi toccherà all'Abruzzo, il 14 Campania e Toscana, il 15 Puglia, Sardegna e Sicilia e il 19 settembre toccherà a Basilicata ed Emilia Romagna [fonte]
La scuola ricomincia, dicevamo, ma è già bocciata. Almeno secondo un sondaggio realizzato da Comunicazione Perbene, un'associazione no-profit che ha come riferimento i valori della gente perbene (da cui il nome). Ebbene, da un loro sondaggio (qui il comunicato stampa) condotto su 1600 studenti di scuola media inferiore e superiore e realizzato attraverso internet (dai social ai blog alle community studentesche) risulta che gli studenti non hanno una buona opinione della scuola italiana: due su tre la bocciano.
 Il sommario riassume i contenuti delle critiche degli studenti

Odiano le materie che studiano e non sopportano più compiti in classe e interrogazioni. Gli studenti vogliono utilizzare le nuove tecnologie per rendere lo studio meno noioso e più divertente. Murales ai muri e professori più giovani e “moderni” le altre proposte per una scuola ideale
 E ora vediamo nel dettaglio

Le critiche

  • il 73% non si trova a proprio agio a scuola
  • addirittura il 21% lo ritiene un luogo di tortura
  • il 63% vorrebbe insegnanti come nell'Attimo Fuggente
  • il 49% pensa che i metodi di insegnamento siano noiosi e tradizionali
  • un 56% ritiene i programmi antichi
  • il 65% la ritiene un posto noioso
  • e il 43% pensa che non ne trae nessun beneficio
Cosa vorrebbero
  • insegnanti più giovani il 35%
  • murales per colorare le pareti 31%
  • e utilizzo dei new media in classe per il 75%
  • sale per rilassarsi durante l'intervallo il 71%
  • iPad e Smartphone come strumenti di apprendimento per il 67%
  • videogiochi durante educazione fisica per il 73%
  • materie più attuali il 28%
  • pareti colorate in maniera più vivace il 55%
I professori (cosa non va)
  • hanno l'età dei loro nonni per il 39%
  • sono poco preparati per il 27%
  • stanno in classe solo per torturarli per il 19%
  • alcuni sono vestiti come nel medioevo per il 31%
  • hanno un alito insopportabile per il 17%
  • spiegano con una cantilena che fa addormentare per il 48%
Libri e programmi (cosa non va)
  • i libri pesano come mattoni per il 51%
  • non sopporta più compiti in classe e interrogazioni il 55%
  • trova ridicolo imparare a memoria il 33%
  • leggere, sottolineare e ripetere, tre attività che causano nausea per il 47%
  • programmi noiosi per il 69%
  • non comprendono perchè bisogna studiare gente morta da 500 anni il 65%
  • o formule matematiche incomprensibili il 52%
  • oppure usare programmi di 50 anni fa il 41%
La scuola (cosa non va negli edifici)
  • classi fatiscenti per il 61%
  • pareti sporche e colori deprimenti per il 43%
  • sedie scomode e banchi pietosi per il 71%
  • c'è un 37% che si sente come chiuso in carcere
  • aule di informatica senza computer per il 73%
  • desiderio di aule per ricreazione per il 48%
Insomma, in definitiva, riassumendo un po': gli studenti vorrebbero un luogo più confortevole e meno fatiscente dove studiare, vorrebbero studiare periodi più recenti, utilizzare le tecnologie moderne, avere programmi  rinnovati ed insegnati più giovani e più coinvolti. In pratica, vorrebbero semplicemente stare meglio in un luogo dove devono trascorrere buona parte della giornata, così da non doverlo considerare più tempo perso. Avranno qualche ragione?

sabato 21 maggio 2011

Dove si mangia meglio a scuola o in prigione? Un'infografica

Tranquilli, l'infografica riguarda gli Stati Uniti. Il risultato non è scontato. Diciamo che la scuola non ci fa una bella figura. Chiaro, non è necessario farsi arrestare per un pasto decente. Cliccare sull'immagine per l'alta risoluzione.


domenica 17 aprile 2011

Tempo di amministrative. Parte la campagna elettorale del premier: giustizia, stampa, istruzione e televisione sono tutte di sinistra

A metà maggio (15 e 16) ci saranno le elezioni amministrative. 1310 i comuni in cui si andrà al voto, 11 province e 1 regione. Ecco il dettaglio fornito dal sito del governo
Sono 1310 i comuni italiani che andranno al voto nelle elezioni amministrative del 2011, e tra questi, 11 le città che vantano una popolazione superiore a 100.00 abitanti: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Ravenna, Cagliari, Rimini, Salerno, Latina e Novara. Arezzo, Barletta e Catanzaro, appena sotto i 100.000. Sono 7, invece, i comuni con meno di 100 abitanti.
26 i comuni capoluoghi di provincia in cui si voterà, tra cui sette capoluoghi di regione (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Catanzaro e Cagliari).
Si voterà anche per il rinnovo degli organi elettivi della regione Molise e di undici amministrazioni provinciali: Reggio Calabria, Ravenna, Trieste, Gorizia, Mantova, Pavia, Macerata, Campobasso, Vercelli, Lucca, Treviso.
Bene, fatte queste premesse, si può leggere nella giusta ottica l'affondo del premier, che amplia il suo raggio d'azione: magistratura, scuola, famiglia. Due cardini e mezzo dell'elettorato moderato (cattolico). L'idea è sempre la stessa: snidare i comunisti che si sono incistati dappertutto: giustizia, stampa, istruzione, televisione. Fra un po' tocca a internet.

Sulla scuola




Sulla magistratura




Fonte dati
Elezioni amministrative 2011

lunedì 14 marzo 2011

Novità dalla ricerca neuroscientifica: scuola e amigdala

La ricerca scientifica offre continuamente novità. Non fanno eccezione le neuroscienze. Vi segnalo qui qualche titolo e link secondo il mio personalissimo giudizio.

L'ambiente scolastico influisce sulla salute mentale degli alunni. Non solo dunque famiglia, vicini e ricchezza, anche la scuola ha la sua importanza nello sviluppo mentale del bambino.
"Children in more negative environments—such as classrooms with fewer material  resources and whose teachers receive less respect from colleagues—have more learning, externalizing, interpersonal, and internalizing problems."
Un ambiente scolastico con meno risorse didattiche, con minor rispetto tra colleghi, aumenta le difficoltà di apprendimento, la capacità di esternare e le relazioni interpersonali.

 M. A. Milkie, C. H. Warner. Classroom Learning Environments and the Mental Health of First Grade ChildrenJournal of Health and Social Behavior, 2011; 52 (1): 4 DOI: http://dx.doi.org/10.1177/0022146510394952


.........................................................................

I circuiti dell'amigdala che regolano il controllo dell'ansia. Si sapeva da tempo che l'amigdala è lo snodo principale delle emozioni ma non se ne conoscevano i  meccanismi. Grazie all'optogenetica e alla microscopia a due fotoni, i ricercatori stimolano le proiezioni dell'amigdala baso-laterale (BLA), verso il nucleo centrale dell'amigdala (CeA), ottenendo un effetto (reversibile) ansiolitico, mentre quando esercitano un'inibizione delle stesse aree, aumentano i comportamenti ansiosi. Le proiezioni BLA - CeA sembrano dunque esercitare un importante controllo dei comportamenti legati all'ansia, sia ansiogeni che ansiolitici.

Kay M. Tye, Rohit Prakash, Sung-Yon Kim, Lief E. Fenno, Logan Grosenick, Hosniya Zarabi, Kimberly R. Thompson, Viviana Gradinaru, Charu Ramakrishnan, Karl Deisseroth.Amygdala circuitry mediating reversible and bidirectional control of anxietyNature, 2011; DOI:10.1038/nature09820

sabato 15 gennaio 2011

Come cambia l'insegnamento: la scuola interattiva

Una serie di strumenti interattivi che sostituiranno lavagna e gessetti. Come evolve l'insegnamento e come la tecnologia prepara i nuovi strumenti pedagogici. Su Repubblica una interessante slide su questi nuovi sistemi per imparare con l'aiuto della tecnologia. Cliccate sull'immagine per accedere alla slide.


sabato 4 dicembre 2010

C'è uno spettro che si aggira per l'Europa: l'istruzione! Studenti e proteste made in Europe

Proteste studenti alla riforma Gelmini fonte dalla rete
Per chi non se ne fosse accorto non sono solo gli studenti italiani a protestare: la cosa è diffusa in tutta Europa. Ma che sarà? un virus?
PressEurope riporta la traduzione di un articolo svedese del Dagens Nyheter, che si interroga sulle manifestazioni studentesche di Londra del novembre  scorso



"La manifestazione degli studenti a Londra ha riportato in primo piano la questione del finanziamento dell'istruzione superiore: sia il sistema pubblico che quello di mercato hanno difetti insanabili. Serve un compromesso che garantisca qualità e accessibilità.[...] Scegliere tra un insegnamento superiore finanziato dallo stato ma regressivo e un sistema fondato sulle leggi di mercato con tasse di iscrizione astronomiche è un po' come scegliere tra la peste e il colera."

Proteste studenti inglesi fonte dalla rete
O ancora The Guardian

"Questo è solo l'inizio", titola il Guardian dopo che il 10 novembre più di 50mila studenti hanno manifestato nella capitale britannica per protestare contro l'aumento delle tasse scolastiche (che potranno superare i diecimila euro) e contro il taglio del 40 per cento del bilancio per l'insegnamento universitario."

Oppure l'Adevarul (La Verità), un giornale rumeno

"La Romania non è l'unico paese dove gli insegnanti sono minacciati di licenziamento o di tagli allo stipendio. Secondo uno studio realizzato da Guntars Catlaks, del Sindacato internazionale dell'istruzione, i sistemi educativi di molti paesi europei sono stati duramente colpiti dalla crisi. E se la Polonia ha solo rinviato gli investimenti nelle infrastrutture, la Lituania, la Repubblica ceca, l'Ungheria e la Lettonia hanno ridotto del 30 per cento gli stipendi degli insegnanti. Il taglio più drastico è stato in Lettonia: seimila insegnati licenziati su un totale di 35mila. In Irlanda, dopo una riduzione del bilancio del 60 per cento per l'anno in corso, si prevedono riduzioni di personale nell'insegnamento superiore e diverse facoltà hanno dovuto chiudere. "
Ma c'è anche chi, come Der Spiegel, punta il dito contro il federalismo

"Fermate il caos scolastico!". Lo Spiegel lancia una campagna per promuovere l'unificazione del sistema scolastico tedesco. Secondo il settimanale di Amburgo, la Repubblica federale, che ha un sistema educativo diverso per ognuno dei sedici Länder, è paralizzata dai particolarismi in materia di istruzione, che mettono a rischio le sue risorse più importanti: lo spirito e l'esperienza. Il risultato è che tra la scuola secondaria bavarese e quella berlinese - la prima tradizionalmente di buon livello, mentre la seconda solo quindicesima nella graduatoria federale - c'è una grande differenza in termini di formazione degli insegnanti e di qualità, contenuti e durata della didattica."


Insomma il panorama è piuttosto vario e vasto. Non potevano sottrarsi i nostri connazionali, studenti, stimolati da una riforma che ancora non si sa se è tutta da buttare o tutta da tenere.

Vi segnalo i lavori di due amici blogger che hanno scritto qualcosa sulla cosiddetta Riforma Gelmini e ai quali vi invio per approfondimenti.

Annarita, di Scientificando pubblica

e Gianluigi di Sciencebackstage pubblica




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mercoledì 1 dicembre 2010

Ma allora, cosa dovrebbero fare i ragazzi?

Non ho capito se i ragazzi dovrebbero essere a casa a  studiare oppure a fare la corte alle ragazze. Forse dovrebbero essere dappertutto tranne che a manifestare il proprio pensiero?





Berlusconi - I ragazzi dovrebbero fare la corte alle ragazze from PUPIA Tv on Vimeo.








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mercoledì 27 ottobre 2010

La fisica dell'apprendimento: l'interesse.

(Fonte Asia-Pacific Forum on Science Learning and Teaching)

Allo scopo di verificare se esistono lavori sperimentali sui sistemi pedagogici con riferimento alla fisica ho consultato un po' di letteratura scientifica in merito.

Per esempio, uno studio di R. Hake (1998) su 6452 studenti ha mostrato che l'utilizzo di un cosiddetto interactive-engagement (IE, impegno interattivo) forniva un miglioramento ai test di valutazione doppio (<gIE-ave>=0,48+/- 0,14) rispetto all'insegnamento tradizionale (T) che non faceva quasi uso di IE (<gT-ave>=0,23+/- o,o4) (g=gain). Per interactive-engagement si intendono quei metodi che coinvolgono lo studente in attività dirette e pratiche e che forniscono un feedback immediato attraverso la discussione con altri studenti o con gli insegnanti. Per insegnamento tradizionale si intendono invece gli strumenti classici di educazione, basati su letture passive da parte degli studenti e su esercitazioni di laboratorio preconfezionate.

Un altro studio, condotto da due ricercatori canadesi (D. Amrani, P. Paradis 2010) mostra come l'utilizzo del computer nel collezionare dati nello studio del Moto Armonico Semplice contribuisca a migliorare l'apprendimento, facilitando la collezione e l'analisi dei dati in tempo reale. Gli autori ritengono che l'utilizzo del computer serva anche a stabilire una relazione più stretta tra teoria e dati osservativi. Inoltre rimarcano il ruolo attivo, mediato dagli strumenti digitali, nella comprensione dei fenomeni studiati.

(Fonte Asia-Pacific Forum on Science Learning and Teaching)
Ancora, uno studio realizzato da due ricercatori americani (Aravind, Heard 2010) mostra come una simulazione con un'applet java sia utile alla comprensione del moto circolare e li renda in grado di risolvere dei test di controllo eseguiti al termine delle lezioni (il 73,5 % degli studenti -N=47- risolve il problema, il 12,2 % comprende i termini del problema ma sbaglia i calcoli e il 14,3 % non è in grado di impostare correttamente il problema).

martedì 26 ottobre 2010

La fisica dell'apprendimento: metodi di insegnamento.

Il tema del Carnevale della fisica di questo mese che si tiene da Annarita di Scientificando è imperniato sui metodi di insegnamento della Fisica.
Alcune considerazioni preliminari mi inducono a ritenere che le materie scientifiche in generale siano più ostiche a causa dello spostamento massiccio dell'impegno cognitivo sul versante razionale.
È mia convinzione che gli abituali metodi cognitivi che usiamo nella normale vita di relazione utilizzino in abbondanza l'apporto cognitivo fornito dal versante emotivo, che è in grado di “farci indovinare” gran parte delle conoscenze necessarie a districarci nel nostro ambiente.
Non è richiesta la conoscenza della legge di Gravitazione Universale per capire la tendenza delle cose a cadere a terra, ivi compresi gli spericolati in bicicletta o monopattino, né è obbligatorio imparare la balistica per costruire balestre e fionde o l'elettromagnetismo per guardare un video in televisione.
Le nozioni scientifiche che non bisognano dell'impegno emotivo per essere apprese o adottate nei comportamenti abituali pagano un pegno in questo loro eccesso razionale e sono per questo, in genere, meno apprezzate.
Un libro che sto leggendo in questi giorni, dal titolo La Scuola fa Male (originale Secrets of a Buccaneer-Scholar) è stato scritto da un autodidatta di nome James Bach. Lungo le duecento e passa pagine l'autore spiega il suo rifiuto non tanto dell'istruzione ma del metodo ingessato di proporla, dell'artificio di rispondere a test standard con risposte altrettanto standard, o dell'abitudine di soffocare curiosità e inventiva negli studenti.
Il suo rifiuto degli obblighi e delle imposizioni lo porta a non concludere gli studi e ad essere allontanato da casa (seppure “benevolmente”) in giovane età e ad affrontare le sfide della vita con il suo metodo: procrastinare, divagare e appassionarsi.
È questo, del resto, il modo che lui utilizza per appassionarsi e imparare l'informatica, servendosi di un manuale regalatogli dal padre (vera figura di padre super-moderno ante litteram), fino a diventare un esperto di metodi di software testing ed essere assunto, così senza titoli accademici, prima in una piccola azienda e poi addirittura alla Apple Computer.

venerdì 9 luglio 2010

Il Manifesto degli Insegnanti

Scopro su Scientificando, dalla carissima Annarita, questo Manifesto degli Insegnanti, 13 punti che rappresentano un tridecalogo deontologico autoprodotto in cui gli insegnanti manifestano i propri obiettivi pedagogici, una cosa che va al di là del mero compitino  ministeriale ma significa passione e impegno nell'educare. Li riporto tutti e tredici e poi vi invio all'articolo su Scientificando:

 1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.
2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.
3. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.
4. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta del mondo, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.
5. Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.
6. Incoraggerò nei miei studenti la volontà di superarsi costantemente e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà.
7. Farò in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.
8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. La mia visione del mondo mi guiderà, ma non sarà mai legge per i miei alunni. Il dubbio e la critica saranno i pilastri della mia azione educativa.
9. Contrasterò lo studio per il voto e promuoverò lo studio per la vita.
10. Raccoglierò elementi di valutazione, rifiutando approcci semplicistici e meccanici che non tengano conto delle situazioni di partenza, dei progressi, dell’impegno e della crescita complessiva del singolo alunno.
11. Lotterò affinchè la scuola sia la scuola di tutti, la scuola in cui ogni studente possa apprendere seguendo tempi e tragitti individuali.
12. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.
13. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

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